Mi accorsi molto presto che parlare è facile, tradurre i propositi in realtà meno. Dovevo innanzi tutto individuare il “business”. Poi avrei pensato al seguito. Ma per quanto mi dessi da fare, informandomi in giro, leggendo giornali (non c’era Internet, siamo nel 1979), non riuscivo a trovare se non progetti alquanto pittoreschi e stravaganti di persone in cerca di evasioni dalla noia del quotidiano.
Uno mi sembrò interessante: era di un perito agrario come me. Cercava un socio per una coltivazione di una pianta mesoamericana che cresceva rapidamente producendo fibre cellulosiche adattissime all’industria cartaria. Mi piaceva, ma dovevo spostarmi tra Umbria e Toscana, andare a vivere in un casolare ed altre cose del genere che non mi avrebbero spaventato se fossi stato solo, ma non lo ero più. La Clara non era (e non è) tipo da casolare, e da qualche anno c’era l’Alessandro. No, la mia situazione familiare mi costringeva a restare a Milano ed a confrontarmi con questa città.