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vita di imprenditore : Fortuna e sfortuna d'un tappezziere
di fort , Fri 4 December 2009 4:00
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Era arrivato da un paesino ai piedi dei Sibillini dove era stato apprendista di un tappezziere.
Una volta a Milano, aveva trovato lavoro presso un famoso laboratorio di sellerie per cavalli ed equitazione in genere. Poi ebbe la fortuna di conoscere un vecchio tappezziere che aveva una clientela fatta di gente che conta, come si dice.
Il vecchio artigiano, che continuava a lavorare per passione, doveva lasciare e lui fece qualche debituccio, ma neanche tanto, e subentrò nel laboratorio.
Questo mi diceva quando comperò il suo magazzino laboratorio vicino al mio ed il fabbro che gli stava costruendo un soppalco mi chiese in prestito un carrello elevatore.

Subentrò molto bene nell’avviamento, e altrettanto bene curava la ricca clientela la quale, con il passare del tempo, aveva diverse esigenze: adesso lo chiamavano meno per tappezzare i loro appartamenti o ville che avevano in Italia o all’estero. Man mano, il maggior lavoro consisteva nel rifacimento di poltroncine dei loro aerei o elicotteri privati, lussuosi autobus da crociera, auto dello stesso tenore. Ma il lavoro al quale era più appassionato era il rifacimento ex novo di sedili di auto d’epoca, certe volte amate dai proprietari più dei rispettivi figli - mi diceva con un sorriso.

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vita di imprenditore : Come conservare l'aroma?
di fort , Wed 4 November 2009 4:00
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C’è un grosso fascicolo stivato in un armadio, nel sottotetto del capannone, che si sta ricoprendo di polvere: si tratta del progetto GUSTINA®

Nel 1995 o giù di lì alcuni ricercatori del Monell Chemical Senses Center di Philadelphia arrivarono alla conclusione che il sapore si ottiene con la contestuale sollecitazione di due organi sensoriali: il gusto che si eccita con un esaltatore e l’olfatto che si eccita con l’aroma.
Mi ricordo che lessi la notizia su di un giornale specializzato che mi arrivava in abbonamento.
Osservai tra di me, ricordando i miei studi in Preparazioni Alimentari e la mia esperienza lavorativa nel settore: “già, vale per il prodotto fresco ma il lavorato?”

Il fatto è, come tutti sapranno e sperimentato di persona, che i cibi conservati hanno un sapore ben diverso dagli stessi freschi.
Il conservato subisce stress da lavorazione, sterilizzazione e confezionamento e, durante questi processi, il sollecitatore dell’olfatto, l’aroma, va a farsi benedire in maniera tale che il sapore risulta diverso dall’originale.
L’aroma è una sostanza estremamente volatile e questo è il maggior ostacolo alla perfetta conservazione del cibo lavorato.

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vita di imprenditore : Il recuperatore
di fort , Sun 4 October 2009 4:00
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Esautorato da indirizzi decisionali e relegato a mere funzioni gestionali, dal nuovo socio/cognato Paolo e da mio figlio (bravissimi devo dire), me li vedo davanti: abbiamo un problema!

Eccolo: le confezionatrici automatiche hanno un sacco di pregi e risolvono molte cose tra le quali la velocità di produzione. Ma c’è (sempre) un rovescio della medaglia: producono una grande quantità di bustine a grande velocità ma anche, per un accidente qualsiasi, grande quantità di bustine... aperte, con falsa chiusura. Questo significa che il cliente al bar prende una bustina ed appena la scuote un po’ si trova lo zucchero sulla camicia.

E’ una falsa chiusura, appunto: il polietilene che riveste all’interno l’incarto della bustina non si è saldato bene, forse per mancanza di calore dovuta ad un abbassamento di tensione elettrica oppure per una insufficiente pressione dei cilindri saldanti, ecc. Risultato: una mezza tonnellata di bustine aperte ed inutilizzabili giacciono su due pallets occupando ben due metri quadrati di magazzino destinati ad altra merce.

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vita di imprenditore : Un caro saluto ad una Donna con la maiuscola
di fort , Thu 4 June 2009 5:50
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Mi mise in contatto il titolare di una grossa torrefazione che si appoggiava a noi per lo zucchero ai bar suoi clienti: “Vai a trovarla, non è del mestiere, ha appena aperto un baretto, vedi che puoi fare, e per i pagamenti abbi pazienza un po’ ”.

Era una splendida donna con due bambine vivacissime che giravano per il locale mentre lei faceva pulizie ed uno piccolino a casa, mi disse.
Capii subito, al primo scambio di battute, che era una Donna con la maiuscola: molto decisa e di quelle che risolvono i problemi anziché crearli.
Andammo d’accordo e diventò cliente.
E diventammo amici.

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vita di imprenditore : Un albanese in Italia
di fort , Mon 4 May 2009 6:00
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L’ho conosciuto che stavano lavorando, erano in quattro o cinque, alla ristrutturazione di un capannone vicino a noi. Era venuto a chiedermi se poteva allacciarsi con l’acqua un momento, in attesa che facessero i loro collegamenti. I lavori sono durati un sei mesi e così abbiamo approfondito la nostra conoscenza.

Era un ex ufficiale della marina militare albanese che, quando cadde il governo comunista, restò senza lavoro e senza soldi. Decise così di venire in Italia. In una maniera un po’ avventurosa, a sentire lui: attraversò l’Adriatico a vela ed a remi su una barchetta. Non conosceva nessuno ma uno del suo paese, in Albania, gli aveva dato l’indirizzo di un altro paesano che lavorava nei pressi di Firenze. Era l’unico riferimento che aveva in Italia. Ci andò e, bene o male, riuscì a trovare un lavoro. Solo che, a suo dire, il principale faceva fatica a pagarlo, gli dava meno del pattuito e rimandava sempre con qualche scusa.

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