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economia di solidarietà : Esiste una via di uscita da questa grande crisi?
di luisrazeto , Mon 17 November 2008 6:00
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Il testo viene pubblicato in italiano e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto. Mi permetto di consigliarne la lettura ascoltando il primo movimento della Sonata ‘Chiaro di Luna’ di Beethoven come suonata da Kempff: dura 5 minuti, ed è pervaso dalla medesima spietata serenità.

*

Si parla e scrive con molta facilità sulla "uscita dalla crisi". E' stato annunciato che durerà due o tre semestri, o un anno, e alcuni dicono fino a due anni completi. Quest’ultimo è lo scenario che descrive la crisi con una forma di U, immagine con la quale si indica che una rapida discesa sarà seguita da una situazione depressa relativamente prolungata, dopo di che inevitabilmente verrà la salita, che dovrebbe essere tanto veloce quanto lo sia stata la discesa. Nessuno, infatti, dubita che si uscirà da questa crisi, e che l'economia recupererà presto la crescita, tornando alla normalità, e inizierà un nuovo ciclo di espansione.

Si pensa e ragiona in questo modo, perché si ha l'impressione che questa crisi sia una fra le tante crisi cicliche che di solito succedono sul mercato.

Io non lo credo. Quando affermo che questa crisi sarà prolungata, non penso per due o tre anni, ma per tanti anni quanti necessitano per soddisfare le condizioni di uscita da questa crisi. A queste condizioni ho fatto riferimento nel precedente post, e possiamo sistetizzarle così: una nuova valuta internazionale, un nuovo ordine finanziario, un nuovo assetto istituzionale, giuridico e politico di dimensioni globali, e una nuova cultura che comporti una profonda trasformazione dei comportamenti economici degli individui, dei gruppi e delle società. Così, la crisi può durare tre anni, cinque anni, dieci anni, venti anni o più. Più o meno, a seconda di quanto ritarderemo nella creazione di queste nuove condizioni.

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economia di solidarietà : Tre sono le vie d'uscita dalla crisi
di luisrazeto , Mon 3 November 2008 7:00
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Il testo viene pubblicato in italiano e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto, ed è nato come risposta alla domanda di un coautore.

La domanda che mi pone Fulmini in un commento al mio precedente post è tanto importante quanto difficile da affrontare. Di fronte a questa crisi del 2008, quali sono le opzioni in campo? Questo post vuole avviare una ricerca di risposta.

Ad un primo livello di analisi, si presenta una questione fondamentale dalla quale dipendono molte altre - è perciò opportuno riferirsi ad essa in primo luogo. È la questione delle possibili "dimensioni" geo-politico-economiche del nuovo ordine mondiale.

Una prima opzione potremmo chiamarla "mondializzazione economica e politica", che implica andare avanti nella direzione di una globalizzazione forte e accentuata, che potrebbe manifestarsi in una serie di processi dei quali i più rilevanti sarebbero:

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economia di solidarietà : Può una politica keynesiana servire a superare la grande crisi attuale?
di luisrazeto , Thu 30 October 2008 6:00
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Il testo viene pubblicato in italiano e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto, ed è nato come risposta alla domanda di un coautore.

Nella sua rubrica ‘vademecum per nuovi giunti’ Tonio mi chiede cosa penso riguardo la sua convinzione che una applicazione “forte” di una politica keynesiana ci farà uscire dall’attuale crisi. Si dichiara "keynesiano convinto”, e afferma che “il New Deal sia in America che in Europa ha prodotto dei decenni di benessere”: “occupazione e livello di vita elevatissimi per generazioni, case confortevoli, buone scuole e università, parchi pubblici ben tenuti, una vecchiaia dignitosa per tutti, teatri, fiorire della cultura, città pulite, crollo verticale della criminalità. E la costosità di tali programmi non costrinse affatto a rinunciare all'espansione e all’ammodernamento delle nazioni interessate”. Egli aggiunge che "il trentennio dopo la seconda guerra mondiale è riconosciuto da tutti come il periodo aureo del capitalismo, con tassi di crescita e prodotto pro capite più che doppi rispetto a questi tempi".

Nel dire questo, Tonio sta semplicemente esprimendo una convinzione ormai diffusa, che spiega anche perché quasi tutti oggi tendono a pensare che per uscire dalla crisi sono necessarie politiche keynesiane: più Stato, più credito, più emissione monetaria, più regolazioni.
Si sa che la storia è interpretata dai vincitori, ma non per ciò l'interpretazione risulta scientificamente rigorosa e vera.

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economia di solidarietà : Il valore del denaro e la crisi finanziaria globale (3)
di luisrazeto , Fri 10 October 2008 6:00
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Il testo viene pubblicato in italiano - nella traduzione di Fabio Benincasa - e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto. La parte prima del saggio è stata pubblicata venerdì 26 settembre 2008, la parte seconda venerdì 3 ottobre.

La tesi che espongo – basata sulla teoria economica comprensiva – è che l’attuale crisi finanziaria sia una “grande crisi” economica, la cui causa fondamentale risiede nella distorsione e nel cambiamento che sono avvenuti a livello dell’ “essenza” e delle funzioni del denaro.
La crisi non si supererà sino al momento in cui il denaro non recupererà la sua capacità di compiere correttamente le sue funzioni essenziali. In questo senso, il “riscatto” finanziario approvato recentemente dal Congresso e dal governo degli Stati Uniti non fa che aggravare la crisi e posticipare il suo superamento, poiché contribuisce – e in maniera molto importante – ad accentuare la distorsione del denaro e a rendere difficile che esso possa compiere le sue funzioni essenziali.
Perché il denaro compia le sue cinque preziose funzioni, è necessario che soddisfi due condizioni essenziali, strettamente connesse. La prima è che il denaro abbia un valore che sia realizzabile sul mercato. Per questo motivo deve avere una “garanzia” adeguata e sufficiente. La seconda condizione è che sia “affidabile” per tutti gli agenti economici.

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economia di solidarietà : Il valore del denaro e la crisi finanziaria globale (2)
di luisrazeto , Fri 3 October 2008 6:30
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Il testo viene pubblicato in italiano - nella traduzione di Fabio Benincasa - e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto. La parte prima del saggio è stata pubblicata venerdì scorso, 26 settembre 2008.

Il denaro (tanto vilipeso da alcuni, tanto amato da tutti), è una delle più importanti invenzioni e creazioni dell’umanità. In effetti, il denaro per millenni è stato e, finché non inventeremo una migliore alternativa, continuerà ad essere la soluzione dei più grandi problemi della vita sociale.

Poiché nessun individuo, famiglia o gruppo umano è autosufficiente, necessitiamo tutti di poter interscambiare i beni e i servizi dei quali abbiamo bisogno e che produciamo. Noi esseri umani abbiamo bisogno l’uno dell’altro e lavoriamo uno per l’altro. Ciò dà luogo all’interscambio, al mercato, che quando non esisteva il denaro si concretizzava nel baratto diretto di beni e servizi contro altri beni e servizi. Tuttavia il baratto pone due problemi: è difficile da realizzarsi (perché esige ogni volta la coordinazione empirica delle decisioni di ciascun offerente con ciascun richiedente) ed è solitamente molto ingiusto (perché non c’è un criterio fisso né un meccanismo di mediazione per il valore dei beni e servizi che si scambiano).

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