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economia di solidarietà : Può una politica keynesiana servire a superare la grande crisi attuale?
di luisrazeto , Thu 30 October 2008 6:00
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Il testo viene pubblicato in italiano e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto, ed è nato come risposta alla domanda di un coautore.

Nella sua rubrica ‘vademecum per nuovi giunti’ Tonio mi chiede cosa penso riguardo la sua convinzione che una applicazione “forte” di una politica keynesiana ci farà uscire dall’attuale crisi. Si dichiara "keynesiano convinto”, e afferma che “il New Deal sia in America che in Europa ha prodotto dei decenni di benessere”: “occupazione e livello di vita elevatissimi per generazioni, case confortevoli, buone scuole e università, parchi pubblici ben tenuti, una vecchiaia dignitosa per tutti, teatri, fiorire della cultura, città pulite, crollo verticale della criminalità. E la costosità di tali programmi non costrinse affatto a rinunciare all'espansione e all’ammodernamento delle nazioni interessate”. Egli aggiunge che "il trentennio dopo la seconda guerra mondiale è riconosciuto da tutti come il periodo aureo del capitalismo, con tassi di crescita e prodotto pro capite più che doppi rispetto a questi tempi".

Nel dire questo, Tonio sta semplicemente esprimendo una convinzione ormai diffusa, che spiega anche perché quasi tutti oggi tendono a pensare che per uscire dalla crisi sono necessarie politiche keynesiane: più Stato, più credito, più emissione monetaria, più regolazioni.
Si sa che la storia è interpretata dai vincitori, ma non per ciò l'interpretazione risulta scientificamente rigorosa e vera.

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economia di solidarietà : Il valore del denaro e la crisi finanziaria globale (3)
di luisrazeto , Fri 10 October 2008 6:00
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Il testo viene pubblicato in italiano - nella traduzione di Fabio Benincasa - e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto. La parte prima del saggio è stata pubblicata venerdì 26 settembre 2008, la parte seconda venerdì 3 ottobre.

La tesi che espongo – basata sulla teoria economica comprensiva – è che l’attuale crisi finanziaria sia una “grande crisi” economica, la cui causa fondamentale risiede nella distorsione e nel cambiamento che sono avvenuti a livello dell’ “essenza” e delle funzioni del denaro.
La crisi non si supererà sino al momento in cui il denaro non recupererà la sua capacità di compiere correttamente le sue funzioni essenziali. In questo senso, il “riscatto” finanziario approvato recentemente dal Congresso e dal governo degli Stati Uniti non fa che aggravare la crisi e posticipare il suo superamento, poiché contribuisce – e in maniera molto importante – ad accentuare la distorsione del denaro e a rendere difficile che esso possa compiere le sue funzioni essenziali.
Perché il denaro compia le sue cinque preziose funzioni, è necessario che soddisfi due condizioni essenziali, strettamente connesse. La prima è che il denaro abbia un valore che sia realizzabile sul mercato. Per questo motivo deve avere una “garanzia” adeguata e sufficiente. La seconda condizione è che sia “affidabile” per tutti gli agenti economici.

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economia di solidarietà : Il valore del denaro e la crisi finanziaria globale (2)
di luisrazeto , Fri 3 October 2008 6:30
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Il testo viene pubblicato in italiano - nella traduzione di Fabio Benincasa - e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto. La parte prima del saggio è stata pubblicata venerdì scorso, 26 settembre 2008.

Il denaro (tanto vilipeso da alcuni, tanto amato da tutti), è una delle più importanti invenzioni e creazioni dell’umanità. In effetti, il denaro per millenni è stato e, finché non inventeremo una migliore alternativa, continuerà ad essere la soluzione dei più grandi problemi della vita sociale.

Poiché nessun individuo, famiglia o gruppo umano è autosufficiente, necessitiamo tutti di poter interscambiare i beni e i servizi dei quali abbiamo bisogno e che produciamo. Noi esseri umani abbiamo bisogno l’uno dell’altro e lavoriamo uno per l’altro. Ciò dà luogo all’interscambio, al mercato, che quando non esisteva il denaro si concretizzava nel baratto diretto di beni e servizi contro altri beni e servizi. Tuttavia il baratto pone due problemi: è difficile da realizzarsi (perché esige ogni volta la coordinazione empirica delle decisioni di ciascun offerente con ciascun richiedente) ed è solitamente molto ingiusto (perché non c’è un criterio fisso né un meccanismo di mediazione per il valore dei beni e servizi che si scambiano).

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economia di solidarietà : Il valore del denaro e la crisi finanziaria globale (1)
di luisrazeto , Fri 26 September 2008 3:00
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Il testo viene pubblicato in italiano - nella traduzione di Fabio Benincasa - e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto.

L’attuale crisi finanziaria viene spiegata, fondamentalmente, come l’effetto della crescita esagerata dell’indebitamento (particolarmente dei mutui ipotecari, ma non solo di questi), che ha dato luogo a un rapido incremento dell’insolvenza e dell’incapacità di saldare i debiti da parte dei debitori. In tal modo nelle banche e nelle altre entità finanziarie si accumulano titoli di credito che mancano di valore o che si svalutano in proporzioni significative. Si genera dunque una perdita di attività ["activos"] (o di valore) delle banche e dei creditori in generale che, a sua volta, provoca la sfiducia degli investitori e detentori di titoli, beni e azioni che si affrettano a disfarsi di questi titoli minacciati e cercano rifugio in beni che prospettino un maggior grado di sicurezza. A causa di ciò diminuisce la capacità di offrire e ricevere credito, il che finisce per tradursi in una contrazione dell’economia e in recessione.

Così spiegata, la crisi è un fenomeno “normale” e ricorrente, che accade periodicamente sui mercati. Quello che renderebbe questa crisi differente da altre precedenti, sarebbe solamente la sua profondità ed estensione. In questo senso le cifre coinvolte portano a pensare che siamo di fronte a una crisi di un’intensità tale quale non si vedeva dai tempi della grande crisi degli anni 1929-30.

L’analisi dell’attuale situazione dei mercati effettuata in base ai concetti della Teoria Economica Comprensiva, riconosce che questa esposizione dei fatti (nei termini delle concezioni economiche convenzionali) è corretta; tuttavia va più in là e ci schiude un’altra dimensione di questa crisi che la pone in una prospettiva storica ed economica che ci permette di vederla non solamente come più profonda e estesa, ma anche come qualitativamente diversa. Inoltre ci pone nella prospettiva di comprendere che le risposte “normali” o abituali applicate a questa crisi non avranno gli effetti sperati, cioè non ci condurranno in questo caso a un vero superamento o ad un’uscita dalla situazione di crisi.

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economia di solidarietà : Crisi, mercato e 'altra economia'
di luisrazeto , Mon 14 April 2008 5:00
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Il testo viene pubblicato in due lingue, in italiano - nella traduzione di Fabio Benincasa - e in spagnolo, lingua nella quale è stato pensato e scritto da Luis Razeto

Spesso quelli che aspirano o si sforzano attivamente a costruire l’«altra economia», più giusta, solidale e non capitalista, tendono a osservare che l’economia dominante sta sperimentando una crisi profonda e sperano che in qualche modo sopravvenga un collasso, una distruzione, una paralisi del mercato, per effetto del suo stesso peso, delle proprie contraddizioni interne e delle sue crisi. Si pensa che quando avverrà il collasso del mercato sarà il momento dell’«altra economia», che intanto si sta costruendo solo in piccola scala, come una prefigurazione o un’anticipazione di ciò che, su larga scala, avverrà dopo la catastrofe.

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