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economia di solidarietà : Monete Complementari Nazionali
di luisrazeto , Wed 27 February 2013 4:00
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CREAZIONE DI MONETE COMPLEMENTARI NAZIONALI: UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELL’EURO E PER LA RIATTIVAZIONE DELLE ECONOMIE EUROPEE DEPRESSE.

Attraverso la Teoria Economica Comprensiva (1) è possibile individuare una soluzione pratica e relativamente facile da implementare nei paesi (Spagna, Grecia, Italia, Portogallo, etc.) colpiti dall’elevato disavanzo fiscale e la conseguente difficoltà a riattivare le proprie economie, a causa di una moneta, l’Euro, che non controllano e alla quale accedono ad un alto costo (spread associato al ‘rischio paese’).

È evidente che questi paesi devono permanere nell’area dell’Euro, perché uscire da questa comporterebbe loro un costo enorme in termini di inserimento nei mercati mondiali. Conseguenza di ciò è che devono continuare ad onorare i propri impegni finanziari, pagando gli elevati debiti contratti, e riducendo il proprio elevato disavanzo pubblico e commerciale.

Come affrontare queste sfide, senza essere costretti a continuare a proporre politiche di aggiustamento, riduzione della spesa pubblica e aumenti delle tasse, che li trascinano in un circolo vizioso e senza uscita?

La soluzione che s’individua chiaramente attraverso la ‘teoria economica comprensiva’ è che, rimanendo inseriti nell’area dell’Euro, che deve continuare ad essere la moneta principale, siano create e vengano poste in circolazione MONETE NAZIONALI COMPLEMENTARI, in quei paesi che abbisognano di disporre di risorse e finanziamenti a basso costo per riattivare le loro economie interne.

La Lira in Italia, la Peseta in Spagna, la Dracma in Grecia, etc., potrebbero essere emesse come monete di circolazione nazionale, dalle proprie rispettive banche centrali, in quantità controllate, e offerte ai Governi e alle imprese attraverso il sistema finanziario normale, ma assoggettando questo a controlli e regolazioni capaci di impedire che con queste monete di realizzino operazioni con ‘derivati’ speculativi e di alto rischio.

La ‘moneta complementare’ (operando parallelamente all’Euro), consentirebbe agli Stati e alle istituzioni pubbliche, così come ai settori produttivi e commerciali che operano per il mercato interno, di disporre di risorse sufficienti per riattivare la produzione, l’occupazione e il consumo interno. Si potrebbe anche fare in modo che una parte delle pensioni, degli stipendi dei dipendenti pubblici, dei costi dei servizi sanitari e dei servizi sociali, e persino delle opere pubbliche che possono essere realizzate con fattori di origine nazionale, siano finanziate e pagate (almeno parzialmente) con la moneta nazionale complementare. Ciò consentirebbe a questi paesi, d’altro canto, di liberare e di disporre di una maggiore quantità di Euro per saldare i debiti esterni, tanto pubblici quanto privati.

Il successo di un sistema di ‘monete nazionali complementari’ come questo che proponiamo dipenderà, ovviamente, da un adeguato calcolo tecnico dei volumi che saranno emessi, del tasso d’interesse di riferimento, del ‘tasso di scambio’ (che dovrebbe essere flessibile) nei confronti dell’Euro, e del controllo rigoroso delle operazioni speculative.

L’implementazione di queste monete nazionali complementari nei paesi europei considerati è tecnicamente (relativamente) semplice, ma richiede una volontà politica sovrana sufficientemente risoluta e sostenuta dai cittadini, poiché sarà necessario superare le prevedibili resistenze che opporranno i paesi i quali attualmente stanno beneficiando del controllo finanziario del sistema dell’Euro, che si finanziano a molto minor costo e come conseguenza di questo fatto stanno lentamente, progressivamente e segretamente appropriandosi delle economie della cosiddetta ‘periferia’ dell’Europa.


Luis Razeto Migliaro
Santiago de Chile, 24/02/2013

(1) Cfr. Luis Razeto Migliaro, Fundamentos de una Teoría Económica Comprensiva, Ediciones UNIVERSITAS Nueva Civilización, Tercera Edición, Santiago de Chile, 2013. e Luis Razeto Migliaro, Desarrollo, Transformación y Perfeccionamiento de la Economía en el Tiempo, Ediciones UNIVERSITAS Nueva Civilización, Segunda Edición, Santiago de Chile, 2013.

Testo originario dell'articolo, in lingua spagnola


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economia di solidarietà : Economia e Carità
di fulmini , Wed 6 February 2013 4:00
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Una discussione sull'Industria della Carità

e un paragrafo del libro Il progetto di Gesù:

Da quel momento Gesù abbandona famiglia e paese, e incomincia il suo particolare pellegrinaggio nel mondo, alla ricerca degli uomini e delle donne, dei bambini e dei vecchi, e attraversa villaggi, e supera montagne, e cammina nei deserti, e traversa fiumi e mari, e percorre i campi, di giorno e di notte, e tutti ascolta e tutti incoraggia, e cura i malati, e apre occhi e orecchie, e resuscita i morti. Ma ogni volta che incontra dottori delle leggi, sacerdoti dei templi, intellettuali al servizio dei potenti, li affronta, li denuncia, li denuda agli occhi di tutti.

Percorrendo circoli concentrici, a partire dalle periferie, si avvicina progressivamente al centro del mondo, passando dalle grandi città fino a giungere alla più grande metropoli, dove si trovano i potenti, i ricchi, i giudici, i centri religiosi e politici della civiltà dominante. E messosi il vestito più bello, organizzata la sua entrata in grande stile, arriva di nuovo davanti al Tempio. E osserva tutto ciò che vi accade intorno.

E vede affluire le moltitudini di poveri, di disperati, di speranzosi, di gente buona e cattiva, che come lui da ragazzo oggi vanno in cerca di Dio, di salute per sé e per i propri figli, di consolazione, di un'opportunità nella vita, di sopravvivenza. E cosa trovano questi esseri umani intorno al Tempio? Anzitutto e principalmente, trovano esortazioni al pentimento, incitazioni al sacrificio. Esigono sacrifici i professori, impongono sacrifici i giudici, istigano ai sacrifici i sacerdoti, chiedono sacrifici i politici, annunciano sacrifici gli economisti, i militari producono sacrifici. Il sacrificio di colombe e agnelli, il sacrificio dei vitelli più grassi e dei figli migliori, il sacrificio delle vergini e dei giovani più vigorosi, il sacrificio dei sentimenti e dei sensi, il sacrificio del proprio pensiero e della volontà, il sacrificio del lavoro e della vita intera.

Mentre vede tutto questo Gesù comincia a sentire interiormente, sempre più forte e chiara, la voce di Dio che ripete quest'unica frase:

“Misericordia voglio, non sacrifici! Misericordia voglio, non sacrifici! Misericordia voglio, non sacrifici!”

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economia di solidarietà : La prospettiva di una nuova civiltà
di luisrazeto , Sat 5 January 2013 4:00
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Leggendo la ‘Storia Universale’ diretta da Goetz, il Volume IV dedicato all’epoca del Gotico e del Rinascimento, nel Capitolo sul Rinascimento scritto da Brandi, trovo questa affermazione: “L’immagine della vita nuova era comune in quel tempo, nelle più importanti sfere della cultura; tuttavia né i contemporanei dei secoli XIV e XV né coloro che lanciarono sguardi retrospettivi dal secolo XVI considerarono tutte quelle innovazioni del sapere e dell’arte, della nazione italiana e della lingua latina, della Chiesa e dello Stato, riferendole a una unità o ad un’epoca. (…) Si riconosceva qui e là e si sentiva un nuovo impulso verso una vita nuova e nuovi desideri; ma rimaneva occulta l’unità organica di tutti i fenomeni.” (pagina 192)
Penso che così come in quell’epoca non si percepiva il fatto che si andava formando una nuova civiltà, sebbene si aspirasse e si desiderasse quella ‘vita nuova’, così accade oggi mentre una nuova civiltà si va creando, diffusamente desiderata e aspirata da parte di molti; ma pochi percepiscono che tutti i processi emergenti che la vanno costituendo acquistano il loro autentico senso storico inserendoli nella prospettiva di una nuova civiltà, di una nuova vita, che si forma lentamente ma sicuramente.
Tutto questo lo mettiamo in chiaro Pasquale Misuraca ed io ne LA VITA NUOVA. Programma di formazione in scienza della storia e della politica, che invito ancora una volta a conoscere: LA VITA NUOVA – in italiano.

Luis Razeto

Leyendo la 'Historia Universal' dirigida por Goetz, el Tomo IV dedicado a la ëpoca del Gótico y el Renacimiento, en el Capítulo sobre el Renacimiento escrito por Brandi, encuentro esta afirmación: "La imagen de la vida nueva era corriente en aquél tiempo mismo, para las más importantes esferas de la cultura; pero ni los contemporáneos de los siglos XIV y XV ni los que lanzaron miradas retrospectivas en el siglo XVI se atrevían a considerar todas esas innovaciones del saber y del arte, de la nación italiana y del idioma latino, de la Iglesia y del Estado, refiriéndolas a una unidad o a una época. (...) Reconocíase aquí y allá y se sentía un nuevo impulso hacia una nueva vida y nuevos deseos; pero permanecía oculta la unidad conjunta de todos los fenómenos". (Pág 192)
Pienso que así como en esa época no se percibía que se estaba formando una nueva civilización, aunque se aspiraba y deseaba esa 'vida nueva', así ocurre actualmente que la nueva civilización está siendo creada, y ampliamente deseada y aspirada por muchos; pero pocos perciben que todos los procesos emrgentes que la conforman adquieren su verdadero sentido histórico poniéndolos en la perspectiva de conjunto de una nueva civilización, de una nueva vida, que se foma lenta pero seguramente.
Todo esto lo ponemos de manifiesto Pasquale Misuraca y yo en LA VIDA NUEVA', Programa de formación en ciencia de la historia y de la política, que invito una vez más a conocer: LA VIDA NUEVA – in spagnolo.


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economia di solidarietà : Repetita iuvant
di fulmini , Fri 9 November 2012 4:00
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La Vita Nuova - il testo

Cara lettrice, caro lettore, dico a te che mi leggi, ecco il risultato di anni di lavoro incentrato nell'analisi del mondo grande e terribile dei nostri tempi difficili, e specialmente della crisi che lo scuote dalle fondamenta, e nella proposta di soluzioni teoriche e pratiche per il suo superamento attraverso lo sviluppo di una scienza nuova, di una vita nuova.

Se ti interessano la vastità del tema e le novità della nostra ricerca, iscriviti a questo libro, a questo corso, e anche fai iscrivere i tuoi amici, e i tuoi nemici. Stavolta la lettura-visione del testo non è gratuita: costa poco in quanto corso di livello universitario - per una nostra scelta promozionale - ma costa (150 dollari): del resto non potremmo fartelo avere, mandartelo via email o simili: è un corso, è un libro che ha una natura materialistica e una struttura multimediale, essendo composto di testi scritti e sequenze di film e documentari, fotografie e disegni, cartoni animati e brani musicali moderni e contemporanei, e altri materiali visivi, audio, audiovisivi.

Potrai seguire il corso come studente, o semplicemente leggere-sentire-visionare il testo come lettore-ascoltatore-spettatore, a tua scelta. In ogni caso, aspettiamo di conoscere le tue osservazioni, i tuoi contributi, il meglio delle tue esperienze: "Se la cultura è una promessa, deve essere quella di poter fare esperienza delle opere, non semplicemente di apprendere un sapere." Serge Daney, Persévérance.

Il corso è attivo, il libro è leggibile-udibile-vedibile, dal 5 novembre. Si sono iscritti lettori (ancora) sconosciuti e coautori (dall'inizio) conosciuti. Tu puoi iscriverti quando vuoi. Se non ora, quando?

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economia di solidarietà : Economia di Solidarietà
di fulmini , Fri 7 September 2012 4:00
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Zygmunt Bauman: senza la solidarietà la libertà è un'illusione


Acuta notazione sociologica, questa di Bauman. Luis Razeto è andato ben oltre, fondando una nuova scienza economica, la Teoria Economica Comprensiva, un ramo della quale è l’Economia di Solidarietà - sulla quale abbiamo oggi un suo libro in lingua italiana.


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