Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
(sfoglia) « 1 ... 36 37 38 (39) 40 41 » (sfoglia)
iLibrieleNotti : Omero e le Sirene
di fulmini , Wed 23 May 2007 8:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Di cosa parla Omero quando parla (nell'Odissea) di Ulisse e le Sirene? Parla di più cose, ma essendo poeta le fonde ad arte. Fingiamo siano quattro (sono molte di più) e pensiamo ad un cuoco: uovo, olio, limone, sale, ed ecco la maionese (che a volte ‘impazzisce’ – come la vita senza poesia).

1… La viltà di Ulisse.
Ulisse s’avvicina all’isola delle Sirene (che incantano col proprio “armonioso canto” i naviganti fino a farli morire), tura le orecchie ai compagni e si fa legare all’albero della nave. Loro non possono sentire tutto, lui non è ‘disposto a tutto’. È disposto ad ascoltare e raccontare, ma non ad incantarsi e morire. “Solo chi è disposto a tutto, chi non esclude nulla, neanche la cosa più enigmatica vivrà la relazione con un altro come qualcosa di vivente e attingerà sino al fondo la sua esistenza.” (Rilke, Lettere a un giovane poeta)

2…Un canto dentro un canto dentro un canto.
Un cantore uno-nessuno-centomila (Omero) canta un cantore singolare maschile (Ulisse, il quale incanta i compagni per tre ore, Eumeo per tre giorni, Eolo per trenta giorni) che canta le Sirene cantore - plurale femminile (le quali con il loro canto mitigano l’amarezza della vita e della morte.

3…Sapere tutto ciò che avviene spinge a morire.
I naviganti che ascoltano il canto delle Sirene approdano alla loro isola e si lasciano morire: “pullula in giro la riva di scheletri umani marcenti; sull’ossa le carni si disfano”. Ma cosa cantano “sedute sul prato” le Sirene? “Tutto ciò che avviene in qualsiasi momento e in ogni luogo della terra.”

4…Dei particolari, senza i quali il generale è sciapo.
Ulisse, legato all’albero della nave comanda ai compagni di scioglierlo “coi sopraccigli accennando”. Ecco di seguito la fotografia di un altorilievo romano di età imperiale che descrive un santuario campestre - sullo sfondo. In alto a sinistra il particolare di un tralcio di vite attorcigliato ad un alloro - in primo piano. Anche l’accenno coi sopraccigli di Ulisse è un primo piano, no?




Leggi tutto... | 3 commenti
iLibrieleNotti : proibito parlare
di fulmini , Thu 22 February 2007 7:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Questa Anna Politkovskaja, stroncata a quarantotto anni da Vladimir Putin e i suoi maggiordomi russi perché criticava l’Esercito e la Burocrazia e il Putin in persona, era ed è uno di quei rari esseri umani che fanno della nostra vita difficile una cosa degna d’essere vissuta.

Leggi tutto... | 1 commento
iLibrieleNotti : Eugenio Borgna
di fulmini , Tue 23 January 2007 7:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Sono stati James Hillman ed Eugenio Borga a riconciliarmi negli ultimi anni con la psicologia. Il nordamericano con "Cent'anni di psicanalisi", il norditaliano con "Siamo un colloquio" mi hanno divertito come un ragazzino sulla giostra e convinto come un amico che ti chiama di sotto.

Leggi tutto... | Commenti?
iLibrieleNotti : Paul Ginsborg
di fulmini , Wed 10 January 2007 7:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

È un libretto doppiamente saggio e doppiamente miope, questo di Paul Ginsborg: La democrazia che non c’è, Einaudi 2006. Saggio perché mostra la necessità (1) di estendere la democrazia nel campo economico e (2) di combinare la democrazia rappresentativa con la democrazia partecipativa e allargarla tutta intera al genere femminile nel campo politico. Miope perché (1) non vede che sono in crisi non soltanto i piani superiori della politica democratica moderna ma le sue stesse fondamenta: il partito politico e lo Stato nazionale e (2) sottovaluta la riforma intellettuale e morale della prassi blog: che promuove la diffusione dei poteri e l’autonomia dei saperi.

Commenti?
iLibrieleNotti : Fellini e Simenon
di fulmini , Mon 1 January 2007 9:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Di una sola cosa hanno parlato scrivendosi per trent’anni Georges Simenon e Federico Fellini: la figura del creatore, della quale si stimavano reciprocamente manifestazione esemplare. “Per quanto riguarda la mia modesta persona, a chi mi chiedesse che cos’è un creatore risponderei senza esitazione: ‘Guardate Fellini’. Perché sei tu il prototipo dei creatori.”(Simenon) “Sei tu l’esempio più luminoso” del creatore: “un medium abitato da visioni.” (Fellini)

Il romanziere di Liegi e il regista di Rimini disegnano carteggiando (Carissimo Simenon Mon cher Fellini, Adelphi 1998) una ellittica mitografia del creatore. I soli di questo sistema solare, i fuochi di questa ellisse? La coppia reale Fellini-Simenon (“E’ miracoloso scoprire di avere un fratello.” Simenon “Un fratello più grande, più intelligente, più buono, generoso, umile e coraggioso...” Fellini) e il tipo ideale elaborato da Jung (“Uno dei grandi spiriti dell’umanità.” Fellini “Ho letto tutta la sua opera. Credo di sapere perchè mi leggeva. Al di sopra dell’intelligenza Jung poneva l’istinto e l’inconscio, soprattutto l’inconscio creatore.” Simenon)

Diversamente dall’artista e dall’autore, il creatore è libero dai lacci del soggettivismo e indifferente alle tentazioni dell’onore individuale. “Pagherei non so cosa per riuscire a convincere i miei produttori di lasciarmi fare dei films senza firmarli. Sarebbero infinitamente meglio!” (Fellini) “Il mio sogno era di avere una stanzetta in una via piena di negozi, e di scrivere per guadagnarmi il pane, niente di più.” (Simenon) Dominato dall’istinto e dall’inconscio, il creatore non è assimilabile all’artefice consapevole armato di strumenti e ornato di pensieri, bensì alla primitivissima spugna: “Come spugne, assorbiamo la vita senza saperlo e la restituiamo poi trasformata, ignari del processo alchemico che si è svolto dentro di noi.” (Simenon); o all’inerme e ignaro dormiente: “Un sonnambulo che si muove nel buio luccicante e minaccioso di una miniera profondissima.” (Fellini)

Leonardo definisce l’uomo “ transito di cibo”? Simenon e Fellini definiscono il creatore transito d’inconscio. “In due diverse forme d’arte noi perseguiamo lo stesso fine in un modo che si potrebbe definire anti-intellettuale. Sono sempre stato convinto che la creazione sia inconscia.” (Simenon) “Io e il film evitiamo di incontrarci. Ma intanto nei teatri di posa le costruzioni vengono su giorno dopo giorno, i collaboratori si danno da fare con il solito fervore, mentre io ho la costante sensazione di stare ad occuparmi di qualcosa con il distacco e la pace irresponsabile di chi lo fa per conto di un altro.” (Fellini)

Il creatore vive al servizio della creazione. “Creare è la sua vita. Il suo destino: Stavo quasi per dire che è suo dovere.” (Simenon) “Quando lavora, si sente d’improvviso sollevato da tutte le responsabilità della vita collettiva. Tutti lo rispettano. Non è più obbligato a dare amicizia, a dare amore, a dare soldi allo Stato, e nemmeno a farsi tagliare i capelli o comprarsi un paio di scarpe.” (Fellini) Il “vero creatore” poi, propriamente non lavora, capolavora. La vera creazione svela l’inutilità della critica. ‘La città delle donne’? “Mai la sua opera ha avuto tanta profondità e potenza.” ‘Ginger e Fred’? “Spettacolo smagliante.”- certifica Simenon mentre, “sempre più esatto, lucido, essenziale, vero” crea a sua volta “interminabilmente capolavori uno dopo l’altro.” (Fellini)

Commenti?
(sfoglia) « 1 ... 36 37 38 (39) 40 41 » (sfoglia)