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iLibrieleNotti : Bocca e Pansa
di fulmini , Fri 13 October 2006 8:00
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Dopo gli indimenticabili anni post-fascisti di Giorgio Bocca Della Verità abbiamo i patetici anni post-moderni di Giampaolo Pansa Della Bugia. Come il primo Bocca sapeva tutto della Verità, l’ultimo Pansa sa tutto della Bugia (a seguito de “I figli dell’Aquila”, “Il sangue dei vinti”, “Sconosciuto 1945”, ecco a voi “La Grande Bugia”, Sperling & Kupfer editori, 2006). Tanto il Signore di Cuneo ha scritto e sottoscritto sulla Doppia Verità dei comunisti presuntuosetti sulla luce del tutto (come se la verità fosse una e qualcuno potesse assumerla una volta per tutte), tanto il Signore di Casale Monferrato ha scritto e riscritto sulla Grande Bugia dei comunisti nascondarelli dell’ombra della Resistenza (come se la bugia fosse una e qualcuno potesse licenziarla una volta per tutte). Il fatto è che Bocca avvicinandosi alla vecchiaia è diventato sempre più leggero e spiritoso, mentre Pansa allontanandosi dalla giovinezza è diventato sempre più velenoso e pesante. Pansa invecchia male insomma, come invecchiarono male la Fallaci e il Fellini e male invecchiano altri monumenti nazionali semoventi. Eh sì, se invecchiare è importante – ha ragione James Hillman, quando dimostra che “si diventa ciò che si è” avvicinandosi serenamente alla Signora della Falce, più importante ancora è invecchiare bene – ha ragione al quadrato Orson Welles, quando mostra che ci si può allontanare serenamente dalla Signora di Shangai.

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iLibrieleNotti : Toni Negri
di fulmini , Thu 12 October 2006 8:00
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La quarta di copertina del suo ultimo libro lo incensa come “uno dei maggiori pensatori contemporanei della dottrina dello Stato”, questo Toni Negri, ma costui è in ritardo sulla storia del mondo di almeno tre generazioni. Infatti, un Antonio senza diminuitivo, Antonio Gramsci, all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso mostrò e dimostrò nei suoi Quaderni del carcere che la rivoluzione non era più da tempo (e precisamente dal tempo della Comune di Parigi) il modo efficiente per trasformare realmente lo Stato delle società occidentali [basti leggere nel Quaderno 13, la nota Analisi delle situazioni: rapporti di forza]. E questa mosca cocchiera, questo sughero senza bottiglia e senza mappa del tesoro, questo pifferaio tragico che ha trascinato centinaia di giovani infelici verso il terrorismo della rivoluzione, si permette ancora oggi di pubblicare un libro (Goodbye Mr Socialism, Feltrinelli) che inizia goliardicamente (“- Ciao, Toni, come stai?” “- Raf, ancora in pista?” “- “Eh sì, sai, i cattivi non muoiono mai…”) e finisce baloccandosi con “uno spazio nel quale la proposizione di un progetto realmente rivoluzionario abbia senso.”

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iLibrieleNotti : curare
di fulmini , Sat 23 September 2006 8:00
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Quello che colpisce guardando e toccando e annusando e leggendo e visionando questo libro che ho irresistibilmente acquistato, New York, ore 8.45 La tragedia delle torri gemelle raccontata dai premi Pulitzer (a cura di Simone Barillari, edito dalla minimum fax e messo in circolazione nel luglio di quest’anno 2006) è la cura con cui è stato pensato e fatto e presentato e accompagnato in libreria. Questo Simone, questo editore, completi di collaboratori e collaboratrici, mi hanno fatto venire in mente una grande amorevole famiglia che desidera-fa-acconcia-accompagna… un bambino all’asilo, affidandolo fiduciosa al resto del mondo. Eccolo, allegro e pettinato, completo di grembiule e fiocco, di cestino profumato di merenda e voglia di vivere accanto a noi, il libro-bambino.

Da copertina - vellutata al tatto e sinottica all’occhio (titolo, sottotitolo, titoli interni, fotografia…) presentazione, titoli di testa, prefazione, quattro pezzi quattro antologizzati inframezzati da un mazzetto irresistibile di folgoranti vignette, note biografiche, titoli di coda - a copertina, vellutata e sinottica pure questa (mi viene in mente una meraviglia di rampicante passiflora), tutto è curato amorevolmente, come un tutto finalmente intero, e tutti i sensi si riuniscono all’occasione – verrebbe persino voglia di dargli una leccatina. Grazie stragrazie. Curare. Questo vuol dire, dovrebbe voler dire, curare. I medici lo dovrebbero guardare e toccare e annusare e leggere questo libro-bambino, e pensare ai loro pazienti-libri. Magari leccarli.

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