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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 6
di fulmini , Fri 19 January 2018 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
www.luisrazeto.net
www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
4. Il consumismo.
6. L’indebitamento.
7. Lo statalismo.
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 6. L'indebitamento.
------------------------------------

L'industrialismo necessita e fomenta il consumismo, e ambedue conducono e inducono all'indebitamento.
Industrialismo, consumismo e indebitamento si rafforzano reciprocamente e crescono insieme.
Incatenati uno all'altro, ci incatenano al sistema imperante.
L'indebitamento generalizzato e crescente è una componente essenziale dell'economia moderna, contemporaneamente capitalista e statalista.


Un mondo di indebitati, un mondo di dipendenti.

Le persone e le famiglie si indebitano per poter comprare e consumare tutto quello che la pubblicità indica e il mercato offre loro.
Le imprese e le aziende si indebitano per poter crescere e aumentare la produzione, per vincere la concorrenza delle altre imprese e aziende, che fanno la stessa cosa.
Si indebitano gli speculatori che vogliono fare guadagni col denaro che ottengono come credito.


Tutto il mondo indebitato.

Si indebitano anche i governi nazionali, i municipi e i poteri regionali e locali, i partiti politici e tutte le istituzioni, per continuare a offrire ai cittadini consumisti ciò che loro esigono come condizione per concedere il proprio appoggio e i propri voti.
Si indebitano i paesi, si indebitano gli organismi internazionali, si indebitano le organizzazioni dei più svariati tipi, a livelli crescenti che diventano impossibili da saldare.
E' il modo di funzionamento dell'economia a necessitare che tutti vivano permanentemente indebitati.


Rappresentazione della dipendenza.

(Sequenza di film) Werner Herzog, La ballata di Stroszek, 1976 - 2 minuti 10 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=y_hS84hz_I4


Intrappolati!

Si dice che i debiti si devono pagare. Chi non paga i propri debiti è duramente castigato. Il 'sistema' lo espelle, lo denuncia, lo mette nella 'lista nera' degli inadempienti. E il castigo maggiore sarà... che mai più nessuno gli presterà niente.
Gli indebitati si sforzano perciò di pagare i propri debiti. Non solo questo, vivono per pagare i loro debiti!
Chi è indebitato è acchiappato, intrappolato, incatenato, è diventato interamente dipendente dal creditore: deve lavorare per pagarli, deve vivere per pagarli. Tutto il denaro che guadagna, in un modo o in un altro dovrà consegnarlo al creditore, banca o supermarket che sia.


Perché ci indebitiamo?

Tutti coloro che si indebitano lo fanno perché vogliono avere, comprare e guadagnare più di quello che gli permettono le sue entrate effettive.
Ma non è soltanto l'avidità e la cupidigia degli indebitati ciò che genera l'indebitamento generale.
Le banche e le grandi imprese commerciali inducono le persone e le imprese e le istituzioni a indebitarsi, perché questo indebitamento degli altri è la fonte principale dei propri guadagni.


Perché ci indebitiamo?

Lotterie e Scommesse dello Stato, Puerta del Sol - Madrid 2010.
Gli indebitati sognano la propria liberazione comprando il 'gratta e vinci'.

Madrid


L'affare dei debiti.

Un debito - ogni debito - implica una tassa d'interesse, ossia l'indebitato deve pagare al creditore non soltanto la quantità che ha ricevuto in prestito, ma anche una percentuale maggiore - l'interesse del credito - che sarà il guadagno del creditore.
Ma non è solo questo. Il creditore - banca, supermarket o usuraio legalizzato - considera il credito concesso come un attivo, e così compare nella sua contabilità. Ciò che qualcuno presta è un attivo; ciò che qualcuno deve è un passivo. Il patrimonio che ciascuno possiede è il totale dei suoi attivi meno il totale dei suoi passivi.
Dunque, più è dovuto a una impresa, maggiore è il suo patrimonio. E tanto più crescono in un anno questi debiti, tanto più grandi saranno i guadagni annuali dell'impresa.


Tutto ha un limite.

Alla banca o al supermarket che prestano denaro nemmeno importa che gli sia pagato il capitale prestato. Ciò che importa loro è che i debiti crescano, che sempre siano pagati loro gli interessi, che i debitori rispettino i termini, per non dover dichiarare i debiti come insolvibili.
E quando i debitori non possono pagare, i creditori 'rinegoziano' i debiti, ossia prestano loro altro denaro, quanto è necessario perché possano continuare a pagare gli interessi dovuti, anche sapendo che non pagheranno mai il capitale.
Quando questa situazione si verifica, vuol dire che si è giunti al limite, alla fine della catena, al punto di non ritorno, al collasso del sistema.

---

L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 5
di fulmini , Thu 18 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
www.luisrazeto.net
www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L’indebitamento.
7. Lo statalismo.
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 5. Il consumismo.
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L'industrialismo pretende il consumismo. Il consumismo è una conseguenza diretta dell'industrialismo.
Questo accade perché la grande industria produce quantità immense di prodotti, i quali devono essere venduti affinché le imprese realizzino i guadagni sperati.
Per vendere e guadagnare di più, le imprese incrementano costantemente la quantità di prodotti, in quanto aumentando la 'scala' di produzione, possono produrli e venderli a prezzi più bassi, sottraendo mercato ai concorrenti.


Prodotti inutili e obsolescenza programmata.

Alle imprese industriali non importa se i propri prodotti servono realmente alle persone e alla comunità. Interessa loro solamente che siano comprati, per ciò promuovono il consumismo, creando artificialmente nelle persone, mediante la pubblicità, ogni genere di bisogni e di desideri.
Ma non è soltanto la pubblicità. I meccanismi messi in opera per fomentare il consumismo sono diversi.
Molte imprese progettano i prodotti in modo che abbiano vita utile ogni volta più breve. E' ciò che si chiama 'obsolescenza programmata'.
Il consumismo genera una quantità immensa di rifiuti che inquinano la terra e disturbano la vita umana.


Rappresentazione del consumismo negli anni Settanta.

(Sequenza di film) Michelangelo Antonioni, Zabriskie Point, 1970 - 5 minuti 12 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=MwS4kjGIRP8


Folle persecuzione delle novità.

Spesso sono gli stessi consumatori a scartare i beni quando ancora stanno funzionando adeguatamente; ma desiderano l'ultima novità o innovazione che appare sul mercato, poiché in questo modo credono di apparire vincitori agli occhi dei vicini.
La maggior parte delle persone non si accorgono di essere consumisti. Pensano che i loro acquisti e il loro consumo siano 'normali'.
Ma, agendo così, non fanno altro che seguire coscientemente o inconsciamente le imposizioni del sistema, che ci vuole tutti ugualmente consumisti.


Il consumismo riguarda il mercato e lo Stato.

Sono moltissime le persone che cadono nella trappola del consumismo, riempiendosi di aspirazioni, desideri e bisogni artificiali, che non li rendono più felici, ma più ansiosi, desiderosi di sempre più cose, di nuove cose, di svariate cose che hanno scarsa utilità.
Così rimangono costantemente insoddisfatti, e si metamorfizzano in compratori assidui e dipendenti, che sperperano più di quanto possiedono.
Dunque il consumismo si impone e si manifesta non soltanto nel mercato, ma anche di fronte allo Stato e alle istituzioni pubbliche, che attraverso permanenti pressioni sociali ricevono richieste affinché provvedano a sempre più beni e servizi.


Il consumismo.

manichini di donne e giovane donna

Roma, Quartiere Centocelle - 2009.


Deterioramento della qualità della vita.

Consumando compulsivamente prodotti 'spazzatura', cibi e bevande piene di coloranti, dolcificanti e insaporenti artificiali, si generano diverse malattie: obesità, diabete, problemi digestivi, tumori e altre ancora.
L'agglomerazione di abitazioni e automobili deteriora la vita quotidiana, genera stress e malattie nervose, fa perdere tempo, rende difficile la convivenza e le relazioni familiari e comunitarie.
Il consumismo ci porta a vivere in un mondo artificiale, che non consente l'espansione della mente, dei sentimenti, delle emozioni e quella libertà di spirito che generano il contatto con la natura e la convivenza comunitaria.


Consumare meno, consumare meglio.

Imbottendoci di oggetti, di manufatti e di accessori tecnici, si riducono le nostre possibilità del godimento istintivo della vita, che si associa ad ambiti di libertà, di convivialità nelle relazioni umane, di contatto con la natura.
Il consumismo non ci fa vivere meglio, e ci allontana dalla felicità che cerchiamo.
Esattamente come l'industrialismo, il consumismo non è sostenibile, e sta giungendo alla sua fine.
Se vogliamo una vita buona, una vita nuova, dobbiamo imparare a consumare in un altro modo, a consumare meno, a consumare meglio.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1



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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 4
di fulmini , Wed 17 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
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Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4 L'industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L’indebitamento.
7. Lo statalismo.
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 4. L'industrialismo.
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Uno dei pilastri fondamentali della civiltà moderna è l’industrialismo, nato con la Rivoluzione Industriale.
L’industrialismo ha concentrato gran parte della produzione di ogni tipo di beni di consumo, di strumenti e macchine, di mezzi di trasporto e di comunicazione, in fabbriche gigantesche.
Fabbriche che producono quantità immense di prodotti standardizzati, mediante l’impiego di complessi sistemi di macchine, mossi da energie di altissima potenza concentrata.
Nelle fabbriche lavorano enormi masse di operai, impiegati e tecnici, rigorosamente disciplinati.


Ascesa e caduta dell'industrialismo.

L’industrialismo ha prodotto un grande sviluppo dell’economia, permettendo a grandi settori della popolazione di accedere a molti beni, utensili, manufatti e macchine che facilitano la vita e soddisfano molte necessità personali e sociali.
Ma l’industrialismo è cresciuto smisuratamente, e sta giungendo ai limiti delle proprie possibilità. Attualmente genera una serie di gravissimi problemi, che ostacolano la riproduzione dei benefici e delle soluzioni che ha offerto in passato.
Oggi l’industrialismo, e il tipo di sviluppo economico collegato alla grande industria, si rivelano sempre meno sostenibili.


Rappresentazione dell'industrialismo negli anni Settanta.

(Sequenza di film) Jacques Tati, Trafic, 1971 - 1 minuto 34 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=LuKexB2VlrM


Problemi dell'industrialismo - 1

• Si stanno esaurendo molte risorse naturali, che l’industria utilizza in modo indiscriminato.
• Le fonti di energia che muovono le grandi industrie e i trasporti a essa associati, specialmente il petrolio e i suoi derivati, non saranno disponibili fra pochi anni.
• La quantità di rifiuti contaminanti che genera l’industrialismo moderno sta compromettendo seriamente l’ambiente, producendo ogni genere di disequilibri ecologici.
• La produzione industrializzata è accompagnata dalla concentrazione del capitale, e così la ricchezza si è concentrata a livelli inaccettabili per le disuguaglianze sociali che ha indotto.


Problemi dell'industrialismo - 2

• Lo sviluppo dell’industrialismo ha implicato la sostituzione progressiva del lavoro umano da parte delle macchine e del controllo automatico. Questo genera una grande disoccupazione, e la conseguente esclusione di moltitudini impoverite.
• L’industrialismo ha provocato un distanziamento crescente degli esseri umani dalla natura, e questo influenza negativamente la qualità della loro vita.
• L’industrialismo che tutto standardizza e omogeneizza, sta cancellando molte culture dei popoli ancestrali, con grave perdita di valori, saperi, lingue, costumi e diversità culturali.


L'industrialismo, oggi.


due in auto diverse

Roma, Porta San Paolo - 2006.


L'industrialismo non è sostenibile.

L’industrialismo è servito molto all’umanità, nei secoli in cui è stato possibile il suo sviluppo; ma sta toccando i limiti delle sue capacità di espansione.
La verità è che nei prossimi decenni l’industrialismo dovrà decrescere, riservando le risorse e le energie che potrà continuare a impiegare alle attività più importanti per la sopravvivenza della vita umana.
In questo contesto, dal momento che l’industrialismo non è sostenibile, dovremo imparare a produrre, a trasportare, a comunicare, a consumare e a vivere in altri modi.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 3
di fulmini , Tue 16 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, e immagini (foto, disegni etc.), e video (sequenze di film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
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www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L’industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L’indebitamento.
7. Lo statalismo.
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 3. La crisi organica della civiltà moderna.
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L’attuale civiltà moderna è in crisi organica, e sono in crisi i tre pilastri che la sostengono.
È in crisi il suo pilastro politico: lo Stato Nazionale, i partiti politici e la burocrazia di governo.
È in crisi il suo pilastro economico: l’industrialismo, il consumismo e il capitalismo.
È in crisi il suo pilastro culturale: le ideologie, le scienze sociali, il positivismo.


Manifestazioni della crisi organica.

Queste tre dimensioni della crisi si manifestano attraverso molteplici effetti, che possiamo sintetizzare nell’esaurimento di un modo di sviluppo economico, di una forma di convivenza civile e politica, e delle ideologie e scienze sociali e teorie che si rivelano incapaci di dar senso alla vita collettiva e di costruire soluzioni efficaci dei grandi problemi che affliggono le società attuali.


Rappresentazione della crisi organica negli anni Sessanta del Novecento.

Francis Bacon, Tre studi per il ritratto di Lucien Freud, 1964.
"Ho sempre sognato di dipingere il sorriso, ma non ci sono mai riuscito." (Bacon)

trittico di Francis Bacon



Declino della vecchia civiltà moderna.

La vecchia civiltà moderna manifesta così il proprio sfinimento e la propria incapacità di continuare a contribuire all’espansione e al perfezionamento dell’esperienza umana.
Per questo diciamo che la crisi è ‘organica’: perché riguarda l’intero organismo economico-politico-culturale e non soltanto una sua parte, e perché la vecchia civiltà moderna non può più espandere la vita umana, essendo essa stessa in fase di declino.


Necessità di una nuova civiltà.

Essendo organica, questa crisi non si può risolvere se non attraverso la costruzione di una nuova organicità, di una nuova civiltà. Di fatto, le fonti vitali, i pilastri della vecchia civiltà moderna, vanno deteriorandosi senza rimedio.
Questo decadimento progressivo sta avvenendo lentamente, e il processo del suo superamento può durare decine di anni, sebbene ci siano chiari segni che la crisi economica, politica e culturale si stia accelerando.


Rappresentazione della crisi negli anni Sessanta del Novecento.

(Sequenza di film) Federico Fellini, Otto e Mezzo, 1961 - 2 minuti 59 secondi
"Mi sento un ferroviere che ha venduto i biglietti, messo in fila i viaggiatori, sistemato le valige nel bagagliaio: ma dove sono le rotaie?" (Fellini)
https://www.youtube.com/watch?v=6TsElhgMeXE


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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 2
di fulmini , Mon 15 January 2018 4:00
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La Vita Nuova è il titolo di un'opera multimediale sulla crisi e le sue soluzioni che ho scritto e illustrato con Luis Razeto.
Multimediale vuol dire composta da un testo di parole, immagini (foto, disegni etc.), sequenze di opere audiovisive (film, documentari etc.). Quest'opera è stata la base di un corso universitario online a pagamento (in www.uvirtual.net), la diffondiamo ora in chiaro sulla Rete.

Secondo noi, questa crisi che stiamo vivendo è la crisi dell'intera civiltà moderna, e si può risolvere soltanto attraverso la costruzione di una nuova civiltà (come la crisi della civiltà medioevale si è risolta soltanto con la costruzione della civiltà moderna). Questa costruzione è in corso: dalle ceneri della civiltà capitalista e statalista sta nascendo la civiltà creativa e solidale.

Chi desideri approfondire il tema troverà altre opere (libri, ebook, saggi, conferenze, film, documentari etc.) nei nostri siti ufficiali:
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www.pasqualemisuraca.com


Ecco l'Indice completo dei 34 capitoli:

Parte prima
La crisi organica della civiltà moderna.
1. È la fine della storia o l’inizio di una nuova civiltà?
2. Cosa è una civiltà?
3. La crisi organica della civiltà moderna.
4. L’industrialismo.
5. Il consumismo.
6. L’indebitamento.
7. Lo statalismo.
8. Il partitismo.
9. La burocrazia.
10. Lo scientismo.
11. L’ideologismo.
12. La perdita di senso.

Parte seconda
Come si è formata – come è stata creata - la civiltà moderna?
13. Dall’analisi critica del vecchio all’elaborazione teorica del nuovo.
14. Il Rinascimento.
15. L’Umanesimo.
16. La Riforma Protestante.
17. L’Illuminismo e l’Enciclopedia.
18. Le Utopie politiche.
19. Le scienze politiche e sociali moderne.

Parte terza
Grandezza e miseria della civiltà moderna.
20. Formazione della società civile e creazione dei partiti politici.
21. La formazione dello Stato e le relazioni tra società civile e società politica.
22. Lo Stato rappresentativo-burocratico.
23. Le grandi crisi e le grandi guerre.
24. Mezzo secolo di crescita economica, stabilità politica e decadenza culturale.

Parte quarta
Una civiltà nuova e superiore: creativa, autonoma e solidale.
25. I costruttori e gli abitanti della nuova civiltà.
26. Lo sviluppo della creatività.
27. La conquista dell’autonomia.
28. La forza della solidarietà.
29. Dimensioni e modo di espansione della nuova civiltà.
30. Una nuova struttura della conoscenza.
31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?
32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.
33. Il buon consumo, il buon lavoro e il buon mercato. Ovvero la nuova economia.
34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.



Capitolo 2. Cosa è una civiltà?
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Ciò che distingue una civiltà è la diffusione e l'insediamento di un modo di vivere, che implica certi modi di pensare, di sentire, di comportarsi, di agire e di relazionarsi.
Si dice che ogni civiltà forma e diffonde un certo ‘tipo umano’ caratteristico.
In questo senso, le persone della civiltà moderna sono molto diverse da quelle della civiltà medievale, o dell'antica civiltà greca, o delle civiltà asiatiche e indoamericane.


I tre pilastri di una civiltà.

Ogni civiltà s'innalza su tre pilastri fondamentali:
Un pilastro economico, cioè un modo di organizzare l'economia.
Un pilastro politico, cioè un modo di organizzare l'ordine sociale e il governo della collettività.
Un pilastro culturale, cioè un insieme di valori, di costumi, di conoscenze, di arti, di scienze.


Pilastro culturale della civiltà azteca. Rituale del sacrificio umano.

Codice Magliabechiano, secolo XVI.

codice


Il pilastro economico.

Questi diversi 'modi di vivere' si manifestano in modi molto diversi di organizzare le attività economiche.
Ciò include il modo di sperimentare i bisogni e i modi di soddisfarli, tanto individualmente quanto socialmente, bisogni e modi che non sono gli stessi nelle diverse civiltà.
Sono diversi anche i modi di produrre i beni e i servizi con i quali si soddisfano i bisogni.
Varia anche la distribuzione delle risorse e della ricchezza fra i distinti gruppi e le diverse classi che compongono la società.


L'economia come scambio vitale con la natura.

Sulla base del proprio pilastro economico ogni civiltà ha un modo particolare di stabilire i rapporti fra gli esseri umani con la natura e l'ambiente.
Di fatto, l'economia può essere intesa, se ci concentriamo nell'essenziale, come il più complesso processo di scambio vitale che si realizza tra gli esseri umani e la natura attraverso la produzione, la distribuzione, il consumo e lo sviluppo.
Come risultato di questo scambio vitale e costante, tanto le persone e la società quanto la natura e l'ambiente si vanno trasformando.
Quando l'economia è posta al servizio dell'essere umano e nello stesso tempo rispetta e coltiva gli equilibri naturali, la trasformazione è positiva. Se non è così, le persone e la società si ammalano, la natura e l'ambiente si deteriorano.


Pilastro economico della civiltà moderna. La sovraproduzione.

(Video) Bruno Bozzetto, The Big Bang, 1963 - 3 minuti 39 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=flkg5qv9fds


Il pilastro politico.

Una civiltà si caratterizza anche per un certo modo di organizzare la vita politica.
Ciò include le forme in cui si istituisce e garantisce l’ordine sociale, mediante un insieme di istituzioni che regolano i comportamenti riconosciuti come legittimi, meritori e accettabili.
Sono differenti anche nelle diverse civiltà i modi e le forme che adottano i governi, e i modi in cui i cittadini partecipano ad essi.


La politica come rapporto tra dirigenti e diretti.

Sulla base del proprio pilastro politico ogni civiltà ha un modo particolare di stabilire i rapporti fra governanti e governati, tra dirigenti e diretti, fra le élites e le moltitudini.
Di fatto, nell'essenziale, la politica è l'insieme di attività e processi attraverso i quali alcuni individui si affermano come governanti e dirigenti della società, e altri si conformano a una condizione subordinata, come diretti e governati.
Come risultato di questo processo, si strutturano le istituzioni e gli organismi dai quali si esercita il potere e si prendono le decisioni che riguardano la società nel suo insieme.
Quando la politica concentra il potere in poche mani e i governanti si separano dalle moltitudini, si moltiplicano e accentuano i conflitti e la convivenza civile si deteriora. Se tra dirigenti e diretti esiste organicità e adeguata rappresentanza, la società si orienta in senso progressivo, si promuove lo sviluppo umano e si generano dinamiche integratrici delle diversità.


Pilastro politico della civiltà moderna. Dirigenti e diretti.

(Sequenza di film) Elio Petri, Todo Modo, 1976 - 3 minuti 48 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=umftK8_zpyg


Il pilastro culturale.

Una civiltà è caratterizzata in pari tempo dalle idee e i valori che presiedono, orientano e danno senso alla vita individuale e sociale.
Le civiltà hanno loro proprie strutture della conoscenza, che servono a comprendere la realtà e progettare le azioni e le trasformazioni che muovono i soggetti.
Ci sono differenze tra una civiltà e un'altra, anche per quanto riguarda i valori e l'etica che guidano i comportamenti riconosciuti come meritori.
L'identità di una civiltà si manifesta, inoltre, nelle forme che assumono in essa l’arte e la creazione estetica, così come nei contenuti dell'informazione e della conoscenza che si diffondono e comunicano socialmente.


La cultura come rapporto tra le teorie e le pratiche.

Sulla base del proprio pilastro culturale, ogni civiltà ha un modo particolare di stabilire i rapporti tra la teoria e la pratica, tra il pensiero e l'azione.
Da quale sia la forma dell'articolazione fra la teoria e la pratica, fra il pensiero e l'azione, dipende il senso della vita, la determinazione dei fini che si perseguono, l'orientamento che assumono i progetti personali e collettivi che si concepiscono e si intraprendono.
La coerenza e la vivacità dei comportamenti e delle azioni si collega con la sincerità e l'autenticità dei discorsi che si enunciano. Quando la teoria e la pratica, il pensiero e l'azione si dissociano, le persone acquistano una specie di doppia coscienza: una che si esprime nell'azione e nei comportamenti, e un'altra nelle parole e nei discorsi. Quando questa dissociazione di generalizza e si diffonde socialmente, le persone e le collettività si disorientano, e sopravviene una crisi culturale e morale, che si supera soltanto attraverso la costruzione di una nuova articolazione tra la teoria e la pratica.


Pilastro culturale della civiltà greca. Il valore dell'astuzia.

Agesandro, Athanodoro, Polidoro - Ulisse e i suoi compagni prima ubriacano e poi accecano il gigante Polifemo, I secolo a.C. (Museo archeologico nazionale di Sperlonga, Italia)

gruppo scultoreo con Polifemo accecato

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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