Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
(1) 2 3 4 ... 27 » (sfoglia)
iLibrieleNotti : Gramsci secondo Fusaro (2)
di fulmini , Tue 7 November 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


DIEGO FUSARO: Antonio Gramsci. Ereditare il suo pensiero oggi [2/19]
https://www.youtube.com/watch?v=dP2Hhd8L3nc&t=3968s

Ancora interessante Fusaro su Gramsci. Limiti del suo discorso: tesi della continuità del pensiero di Gramsci tra prima e dentro il carcere (una qualche continuità c'è, ovviamente, ma i Quaderni rifondano tutto il suo pensiero). Tuttavia: giusta notazione dell'importanza del Marx delle Tesi su Feuerbach, e giusta notazione della fondazione da parte di Gramsci di una propria filosofia - autonoma rispetto alla filosofia di Marx.

Quindi: Fusaro consistente storico della filosofia. Confuso e bizzarro invece come scienziato della storia e della politica - crede sia in atto un piano segreto per sostituire i popoli europei con immigrati africani, sostiene tesi antivaccinazione in quanto le vaccinazioni gioverebbero agli interessi delle multinazionali, eccetera:
https://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Fusaro

Commenti?
iLibrieleNotti : Gramsci secondo Fusaro (1)
di fulmini , Sat 4 November 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


DIEGO FUSARO: Antonio Gramsci. Introduzione alla filosofia italiana [1/19]
https://www.youtube.com/watch?v=-Gha566g9oM

Interessante lezione introduttiva, con tante limitazioni: Fusaro dice che Gramsci è "il Marx italiano", che Gramsci è marxista, e non accenna in nessun modo al Gramsci scienziato della storia e della politica. Tuttavia accenna alla "critica radicale di Gramsci allo stalinismo" - staremo comunque a sentire il seguito di questo corso di storia della filosofia incentrato su Gramsci e il Gramsci dei Quaderni in particolare.

Commenti?
iLibrieleNotti : I miei libri su AMAZON
di fulmini , Mon 23 October 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


A coloro che può interessare faccio sapere che sto montando su AMAZON i miei libri:
https://www.amazon.co.uk/Kindle-Store-Pasquale-Misuraca/s?ie=UTF8&page=1&rh=n%3A341677031%2Cp_27%3APasquale+Misuraca

Commenti?
iLibrieleNotti : Storie di poche parole
di fulmini , Wed 18 October 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Ho pubblicato su AMAZON un libro di racconti scritti dal 1999 al 2016, si intitola 'Storie di poche parole'. La prefazione è di Ümit İnatçı, poeta e artista cipriota (e coautore di questo sito-rivista). La foto di copertina l'ho scattata a Roma nel 2011.

https://www.amazon.co.uk/Storie-parole-Italian-Pasquale-Misuraca-ebook/dp/B076H8VNH9/ref=sr_1_3?s=books&ie=UTF8&qid=1508223303&sr=1-3&refinements=p_27%3APasquale+Misuraca

Leggi tutto... | 1 commento
iLibrieleNotti : Vangelo laico secondo Feliciano (2) Le Tentazioni
di fulmini , Thu 12 October 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Vangelo laico secondo Feliciano.


Capitolo Secondo. Le Tentazioni.

Dopo essere stato investito da Giovanni come il nuovo profeta, Gesù si ritira nel deserto. Un mare di sabbia, senza confini e senza punti di riferimento, sotto un sole la cui luce confonde terra e cielo. Entrato nel deserto sente crescere in sé un bisogno di camminare e di perdersi nel suo seno. Cammina e pensa. Deve decidere cosa fare.

Fino a quel momento è stato un cittadino privato che ha vissuto il rapporto con Dio interiormente, nel lavoro, nella contemplazione della natura, nella preghiera. Ma comprende che non può continuare così, che farlo sarebbe una resa senza lotta, un tradimento di Dio, degli altri e di se stesso. Soffre della sofferenza del mondo. Gli uomini, infelici si aggrediscono a vicenda, dominati dai potenti, mossi dall'avidità, dalla paura, dall'egoismo. Dilaga l'incertezza, l'inganno. Si confondono fantasia e realtà, conoscenza e superstizione. Si disgrega la comunità umana. Deve agire nel mondo, deve cambiare la sua vita, deve cambiare il mondo.

Che fare? A chi mi rivolgerò? Parlare ai potenti, che sono quelli che hanno le redini del mondo, gli strumenti del potere, l'autorità del comando, e conquistarli alla causa di Dio? Parlare agli intellettuali, che hanno le capacità organizzative, il dono della parola e della seduzione, il ruolo di educatori delle masse? Parlare ai poveri e ai diseredati, che non hanno niente da perdere, che non hanno legami col sistema, che è più facile trascinare alla lotta?Parlare ai vecchi, che hanno l'esperienza e la saggezza, o ai bambini che hanno l'innocenza e la duttilità mentale necessaria per aprirsi al nuovo? Alle donne, che educano i figli, che hanno il cuore più aperto, che sono più appassionate, e che comandano il comandante?

E come farmi ascoltare? Mi vestirò come tutti, in modo che mi riconoscano come uno di loro, e si rassicurino? O come Giovanni, che si differenzia da tutti vestendosi con pelli di animali, riuscendo così a farsi notare, suggestionando e impressionando tutti? O indosserò vestiti folgoranti, attraenti nella loro bellezza e ricchezza? O come i guru che adottano una divisa tale da mettere in evidenza le proprie qualità spirituali? Ma devo farmi riconoscere per i miei vestiti?

Con quale linguaggio esprimerò ciò che penso e sento? Userò le parole o le immagini? Devo parlare o scrivere? Devo affidare il messaggio a un libro? E non se ne approprieranno i sacerdoti, gli esperti, i filologi? E non lo chiuderanno negli scaffali, come Libro Sacro, non si ergeranno a suoi interpreti ufficiali facendogli dire il loro pensiero e non quello dell'autore, non si accapiglieranno sulle minuzie del testo per disperderne lo spirito? O devo parlare con tutti, uno per uno, a questo con un racconto, all'altro con un ragionamento, a un terzo scagliandogli contro un'invettiva, a un quarto commuovendolo con un cantico? Devo insegnare solo con la parola, o anche con azioni e gesti memorabili? Devo fare complesse analisi teoriche, o spiegare nel modo più semplice, con racconti brevi? Diventerò un insegnante? un predicatore?, un esempio vivente?, un trascinatore di masse?, un capo politico?, un artista? Devo dire agli altri cosa devono fare, o insegnare loro a pensare da soli e a decidere di conseguenza?

Devo imitare qualcuno, somigliare a qualche profeta del passato, differenziarmi da tutti per apparire, o essere semplicemente me stesso?


“Non voglio essere copia di nessuno / poiché sono immagine di Dio.”


(di Esteban Gumucio)

Ma devo fare tutto da solo? O cercare dei pari, dei complici, degli amici, e fondare un gruppo che agisca disciplinatamente, come un movimento, come un partito? O istruire discepoli e organizzarli per la diffusione del mio messaggio? Dovrò fondare un'altra chiesa, con i suoi propri rituali e templi e gerarchie? O una comunità di uomini liberi? E devo aspettare che mi si avvicinino, o andarli a cercare, scegliendoli fra i migliori, fra i più intelligenti? Devo farmi circondare dai più saggi, dai più forti, o starò in compagnia degli uomini e delle donne comuni, senza fare tra di loro differenza alcuna?

Per giorni e giorni Gesù vaga per il deserto, lontano da tutti e da tutto, assolutamente solo, immutabilmente concentrato sulla strategia da intraprendere. Le domande gli girano in testa senza risposta, e riappaiono una volta dopo l'altra. Le ordina e si disordinano. Chiede risposta a Dio e Dio resta muto. Cerca di trovare orientamenti nei testi sacri e questi gli danno risposte contraddittorie.
Analizza ciò che hanno fatto i profeti, i condottieri, i filosofi, gli eroi, i grandi artisti, i grandi politici, i maestri, e tutti gli sembrano modelli insufficienti o sbagliati.

Dorme appena. Si ripara dietro le pietre e dentro le grotte. Mangia quello che trova, grilli, formiche, fiori e radici. E una sera, nell'ora in cui i raggi del sole sono scomparsi e non si è presentata ancora la notte, dopo aver acceso un fuoco di foglie e rami secchi, osserva le fiammate e le lingue di fumo.

Ed ecco, il fumo e il fuoco assumono la forma di una donna minuta, anziana, rugosa, tutta avvolta in una tunica bianca e blu, che gli rivolge la parola:

- Le opere di carità ai più poveri, questo bisogna fare. Bisogna mettersi al loro servizio, raccoglierli, confortarli, disporli a morire nella grazia di Dio. Mitigare le sofferenze dei poveri, lenire i dolori dei malati, confortare i bisognosi.

Gesù le domanda: - Cioè l'assistenzialismo, la beneficenza, aiutare la gente lasciando intatte le strutture sociali ingiuste che sono la causa della povertà, delle malattie e delle sofferenze del popolo?

La donna: - La carità è ciò che Dio vuole e ciò che possiamo fare. Vuoi per caso cambiare il mondo? Non sai che Dio nella sua sapiente provvidenza lo accetta pieno di dolori e tale da condurre gli esseri umani all’umiltà, alla rassegnazione, a predisporsi a cercare il cielo e non i piaceri del mondo?

Gesù: - Dio ci ha fatti tutti uguali, ci vuole tutti felici. Un uomo e una donna sofferenti, bisognosi, disperati sono la negazione della sua volontà, il fallimento del suo progetto. Sono la conseguenza della malignità di un sistema sociale costruito dai potenti per difendere i loro privilegi e la loro potenza. Le opere di beneficenza non intaccano un mondo diviso tra i piaceri dei ricchi e le sofferenze dei poveri, non strappano le radici dello sfruttamento che fa diventare tutti, potenti e impotenti, esseri inferiori a se stessi. La carità non elimina le strutture dell'ingiustizia.

La figura della donna scompare nel fuoco.

Il fuoco s'allarga, avvampa, e con un crepitìo prende ora forma di fronte a Gesù la figura di un uomo alto, barbuto e dai capelli lunghi che indossa una divisa verde oliva. L'uomo gli dice:

- La rivoluzione, con gli operai e i contadini, questo bisogna fare. Bisogna scegliere i giovani più accesi, i più coscienti, e organizzarli per la guerriglia. E a partire dalle montagne e dalle campagne, addestrarli alla lotta facendogli compiere azioni dimostrative, dalle più insignificanti alle più grandiose, e conquistando soldati e territori, fiancheggiatori e informatori, avvicinarsi alle città, colpendo il nemico per fiaccarlo, indebolirlo, terrorizzarlo. E quando si siano accumulate le forze sufficienti, uniti da una ferrea disciplina, entrare nella città, controllare i mezzi di comunicazione, e infine assaltare i palazzi e conquistare il potere.

Gesù: - Cioè la guerra, una parte del popolo contro un'altra parte del popolo? I figli contro i padri, i fratelli contro i fratelli? E poi, la disciplina militare secca il pensiero e rende tutti soldati di truppa che non hanno in testa altro che eseguire ciò che gli viene comandato, e che credono di diventare eroi nella misura del sangue nemico che versano.

L'uomo: - La rivoluzione non è per le anime belle e gli spiriti deboli. Vuoi cambiare il mondo e ti spaventa il sangue? Ma la violenza è sempre stata la levatrice della storia. Hai visto mai nascere un bambino, e come gronda sangue?

Gesù: - Quando il potere viene conquistato con la violenza e la rivoluzione si compie con la forza delle armi, non nasce un mondo di uomini liberi e gioiosi. Le persone si adattano e sottomettono al nuovo potere perché ne hanno paura, e i nuovi capi divengono tanto sospettosi e crudeli come quelli che li hanno preceduti.

La figura del guerrigliero scompare nel fuoco.

Una folata di vento quasi spegne le fiamme, e nel fumo che cresce si alza ora di fronte a Gesù la figura di un uomo vestito con studiata informale eleganza, le maniche della camicia rimboccate, e una fascia multicolore sul petto. Questo gli parla:

- Un governo democratico, che sia generoso col popolo, questo bisogna fare. Bisogna farsi eleggere presidente, promettendo soluzioni e mostrando sicurezza. Se vuoi raggiungere il potere devi conquistare il consenso, l'appoggio delle moltitudini, saziarne la fame. Immagina carri colmi di pane, il pane lanciato alla massa che aspetta, pensa ai suoi applausi e alle grida di gratitudine. Se tu sei il Figlio di Dio puoi ordinare alle pietre di trasformarsi in pane!

Gesù: - Non di solo pane vive l'uomo!

L'uomo: - Vabbene, diamogli anche educazione, salute, servizi sociali, previdenza per la vecchiaia, sussidi di disoccupazione. Se controlli il potere puoi organizzare tutto questo in grande scala, e fare che lo Stato divenga una fonte di benessere sociale, che assolva i bisogni di tutti.

Gesù: - Cioè il populismo, i governanti che eseguono i desideri delle masse, lo Stato che soddisfa i bisogni delle moltitudini, e che rende tutti dipendenti dalla amministrazione pubblica?

L'uomo: - Ma non è questo che vuole il popolo? Non chiede a gran voce servizi sociali efficienti che diano sicurezza, che migliorino l'educazione e la salute, che diminuiscano la disoccupazione, che assicurino a donne e uomini una tranquilla vecchiaia, allontanando mali peggiori, la delinquenza e soprattutto la violenza e la rivoluzione che sovvertono l'ordine costituito?

Gesù: - Quando i governanti e lo Stato assolvono ai bisogni delle persone, queste divengono passive, restando in uno stato di minorità, di attesa che altri risolvano i loro problemi. E perciò s'indeboliscono, come i figli che non si liberano mai dalla tutela dei genitori e permangono tutta la vita insicuri e deboli senza diventare mai governatori di se stessi. È proprio questo l'ordine costituito.

L'uomo: - Ma la politica è un'attività necessaria e di grande valore, scienza e arte della convivenza umana. La conquista del potere - non per sé naturalmente, ma per il bene di tutti - è una grande lotta che va condotta con intelligenza e sagacia.

Gesù: - Il potere è nella sua essenza un rapporto sociale di dominazione. Il potere non rende liberi. Aver potere è fare che gli altri realizzino non la propria volontà ma quella di chi lo detiene.

La figura del presidente scompare nel fumo.

Il fuoco riprende vigore. Fra scoppiettii e faville che saettano come fuochi d'artificio compare, piroettando in un manto luccicante di stelline, un giovane affascinante, gli occhi truccati, il viso incipriato, e in mano una bacchetta dorata. Dice:

- Lo spettacolo, per sedurre e far restare tutti a bocca aperta, questo bisogna fare. Gli uomini e le donne, come i vecchi e i bambini, non desiderano essere liberi, non vogliono agire e farsi carico della propria vita, ma sognare a occhi aperti. Vogliono ammirare qualcuno che non sia come loro, ma un divo, una star, un mago che li faccia vivere in un mondo incantato. Sali un giorno di festa sulla cima del Tempio affollato, e lanciati nel vuoto, e gli angeli del cielo invisibilmente ti sosterranno e ti faranno volare avanti a tutti.

Gesù: - Cioè il culto della personalità? Fare di sé un essere superiore, seduttore, irraggiungibile? E a chi giova, a cosa serve questo?

Il giovane: - Fai di te un grande uomo di spettacolo e li avrai in pugno, e ti applaudiranno, e sospireranno cercando di toccarti, e ti intervisteranno pendendo dalle tue labbra, e tutti si interesseranno ai più minuscoli dettagli della tua vita, e vorranno conoscere i tuoi pensieri su questo e su quello, e ammirandoti seguiranno i tuoi consigli, il tuo messaggio.

Gesù: - Allontanati da me, buffone!

Il divo scompare nei tizzoni ardenti fra la cenere.

Gesù, esausto, si allunga per terra e s’addormenta. E in sogno vede sua madre avanzare nel deserto, avvicinarsi al fuoco, e fare quello che l'ha vista fare mille volte per trasportare i carboni accesi dentro casa. Si inginocchia davanti al fuoco, distende il suo grembiule di cuoio, vi dispone uno strato di cenere, e sopra vi sistema i carboni ancora accessi, coprendoli con altra cenere. Si alza e guardandolo gli parla dolcemente:

- Vieni figlio mio, vieni a casa. Non pensare tanto. Ora et labora, questo devi fare. Lascia stare il mondo. Smetti di startene in disparte con la testa piena di preoccupazioni che ti allontanano dal lavoro e dal dovere. Vieni con me che sono sola da quando Giuseppe è stato chiamato da Dio. Il bravo Giuseppe! Pensa a farti una vita tranquilla e buona, normale, e Dio ti benedirà come ha benedetto tuo padre.

Gesù: - Ma non sai che devo occuparmi delle cose del Padre mio celeste?

La madre si allontana portando con sé i resti del fuoco.

Gesù si sveglia con i primi raggi del sole. Sente molta fame e una grande energia. Con passo deciso si dirige verso i villaggi e le città. Non ha in testa un piano, una strategia di azione. È mosso da una forza interiore che lo spinge a immergersi nel mondo, ad ascoltare gli altri, a cercare amici, a leggere i grandi libri, a osservare la vita concreta di tutti, e a trovare in mezzo agli uomini le risposte a quelle domande che ha cercato di individuare nella solitudine del deserto.

http://www.pasqualemisuraca.com/sito/index.php/romanzi-e-racconti/168-vangelo-laico-secondo-feliciano.html

Commenti?
(1) 2 3 4 ... 27 » (sfoglia)