Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
(1) 2 3 4 ... 40 » (sfoglia)
iLibrieleNotti : Edizioni Q
di fulmini , Wed 11 December 2019 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


E' uscito nella rubrica 'Fulmini e Saette' che tengo da anni su 'Alias', supplemento culturale del quotidiano 'il manifesto', questa saetta - la ripubblico qui per i lettori del sito-rivista:

Edizioni Q

Nella fase agonica della vecchia civiltà moderna il numero degli scrittori ha superato il numero dei lettori. Tradotto in volgare illustre: molti scrivono e pochi leggono.
Per quei pochi sono una mano santa tante piccole case editrici, che vivono a stento “nell’inverno del nostro scontento” ( per usare le parole di Shakespeare, uno che ha smesso di scrivere ma non di leggere prima di morire), ma mostrano col proprio lavoro che “è meglio avanzare e morire che fermarsi a morire” (qui parla Gramsci, il pessimista della testa e l’ottimista del cuore).
Ecco, prendiamo la casa editrice Q, della quale ho letto, nell’anno della rivolta del pueblo unido cileno che sta per passare la mano all’anno dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, due libri, un dialogo poetico di Ibrahim Nasrallah e un giallo all’osso di Francesca Bettini.
“Io, Salvatore Nardella, brigadiere dei carabinieri, in questi fogli che forse deciderò di buttare e così non li leggerà mai nessuno, prendo nota di un certo fatto…”, comincia così Delitto a Castroforte della Bettini, uscito ad ottobre nella collana libri di Q, e finisce con “…non ho la forza di decidere. E allora mi alzo e prendo una moneta, la lancio in alto, poi la riafferro e lentamente, molto lentamente alzo il palmo, apro le dita.”
Questa storia ambientata in un fantastico eppure verosimile paese della Tuscia mi ha fatto riflettere sul fatto che i racconti, in questi anni difficili, somigliano sempre di più a sceneggiature, e la realtà al cinema.
“Hanno sgozzato un uccello là in alto / Sangue sul tronco di palma al mattino / Il cuore si è perso…”, comincia così Specchi degli angeli di Nasrallah, uscito a febbraio nella collana Zenit (tradotto da Wasim Dahmash e prefato da Pina Rosa Piras), e finisce con “…Del molto che c’è / Qui non vogliono che il minimo: / scalare la montagna.”
Questo libro di poesie di uno scrittore nato nel 1954 ad Amman in un campo profughi, trascrizione del dialogo tra una bambina palestinese ancora in culla colpita a morte nel corso di un bombardamento e il suo angelo custode, mi ha fatto spesso sentire-e-pensare che è il cuore dei bambini innocenti “il paese più straziato” (Ungaretti).
E allora ti auguro lunga vita e buona lettura,“ipocrita lettore, mio pari, mio fratello” (Baudelaire), e di non volere mai niente di meno del minimo: scalare la montagna.

Commenti?
iLibrieleNotti : Cronaca di una foto
di fulmini , Mon 9 December 2019 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


donna che corre


Cronaca di una foto, o se volete di un amore passeggero.

Il Mercato del Circo Massimo in Roma per me è la tentazione delle tentazioni, la domenica mattina.
Mi sveglio sempre presto prestissimo, prima che sorga il Sole, ogni giorno, compreso il giorno di Nostro Signore.
Studio tre ore, quattro, poi mi allontano esausto dalla scrivania elettronica e metto il cielo sopra la testa. La domenica, due volte su tre, è il cielo del Circo Massimo.
Ci vado per vedere e annusare, nel suo mercato coltivatordirettorale, gli ortaggi e i frutti dei coltivatori laziali, e rubare, lungo strada del ritorno, dal Roseto Comunale, le rose che sporgono dalla sua divisiva inferriata al marciapiede cittadino, e guadagnarmi il sorriso mattutino dalla donna della mia vita, Alexandra, la quale nel frattempo si sarà risvegliata e sarà dal furto amoroso benevolmente disposta prima al massaggio e poi alla colazione.
Questa mattina di domenica 8 dicembre 2019, invece di andarci camminando, al Mercato, decido di arrivarci a cavallo di un bus. Lo prendo al volo sotto casa, in via Labicana, e lungo la visione panoramica che mi regala l’inquadratura sinistra del finestrino semovente, vedo per la prima volta, di fianco all’eracleo Albero di Giuda del Palatino affacciato su Viale di San Gregorio, una minuta esplosiva giovane in corsa. Minuta nel corpo elastico della salute a tutti i costi, esplosiva nella fiumana invernale della chioma leonina in movimento.
Il bus corre, la perdo appena intravista.
Il bus per fortuna è inchiodato dal semaforo tricolore. Lei sempre ignara sempre correndo svolta a destra ed entra nel tunnel dei lecci verso la Bocca della Verità.
Il bus, sonno-lento, distratto, fa il suo lavoro mala-voglia, ignaro del colpo di fulmine. Ma come è come non è la raggiungo, la leonessa, con lo sguardo, zummo, a supero con le ruote dello schiavo inconsapevole, e quando questo sobbalzando si prepara a fare la fermata canonica di fianco al Mercato, giro la testa, vedo la chioma, tiro fuori la digitale, il bus si ferma, scendo i gradini del Paradiso o dell’Inferno, accendendo senza fiato la digitale, mi volto, non vedo, dispero, un’ombra mi scompiglia, cedo alla tentazione, inquadro e scatto.
Addio.
A Dio.

À une passante

La rue assourdissante autour de moi hurlait.
Longue, mince, en grand deuil, douleur majestueuse,
Une femme passa, d’une main fastueuse
Soulevant, balançant le feston et l’ourlet ;

Agile et noble, avec sa jambe de statue.
Moi, je buvais, crispé comme un extravagant,
Dans son œil, ciel livide où germe l’ouragan,
La douceur qui fascine et le plaisir qui tue.

Un éclair… puis la nuit ! – Fugitive beauté
Dont le regard m’a fait soudainement renaître,
Ne te verrai-je plus que dans l’éternité ?

Ailleurs, bien loin d’ici ! trop tard ! jamais peut-être !
Car j’ignore où tu fuis, tu ne sais où je vais,
O toi que j’eusse aimée, ô toi qui le savais !

Charles Baudelaire.

Commenti?
iLibrieleNotti : Pax Gandhiana
di fulmini , Sun 1 December 2019 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Pax Gandhiana: la filosofia politica del Mahatma Gandhi* | Howard Richards
http://serenoregis.org/2019/11/26/pax-gandhiana-la-filosofia-politica-del-mahatma-gandhi-howard-richards/

Commenti?
iLibrieleNotti : Che fare?
di fulmini , Wed 2 October 2019 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


due uomini e una donna


Da 45 anni, con Luis Razeto, elaboro e propongo un progetto di trasformazione del mondo umano relativamente ingiusto e triste in un mondo relativamente più giusto e gioioso, un progetto radicalmente diverso da quello fondato sulla rivoluzione e tendente al comunismo.

Questa mattina, 1 ottobre 2019, ho letto su internazionale punto it questo articolo:
https://www.internazionale.it/bloc-notes/patricio-fernandez/2019/09/30/cuba-agonia-rivoluzione

Ora, se non serve più (secondo noi da più di un secolo, cioè da prima della rivoluzione russa) la rivoluzione militare e politica, che fare? Secondo noi una riforma intellettuale e morale. E se l'orizzonte possibile non è il comunismo, quale può essere? La nuova civiltà degli umani creativi e autonomi e solidali:
http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html

Leggi tutto... | 1 commento
iLibrieleNotti : Bolzoni, Mafia, Stato
di fulmini , Sun 7 April 2019 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


(Ri-pubblico per i lettori del sito-rivista il fulmine uscito ieri su 'Alias', supplemento culturale del quotidiano 'il manifesto', nella rublica 'Fulmini e Saette', si capisce.)

Lo Stato è infetto, ma non basta disinfettarlo

I politici e i burocrati parlano sempre a favore delle istituzioni esistenti. E intanto le usano per farsi i fatti propri e della propria ‘famiglia’, e non i fatti degli altri, dei cittadini e dei campagnoli.

Attilio Bolzoni ha pubblicato un “libro maleducato” a proposito del comportamento dei politici e dei burocrati che agiscono nelle istituzioni coltivando il potere infetto. “Maleducato”? – gli chiedo mentre mi dedica una delle sue copie. “Con gli amanti del potere infetto bisogna usare un linguaggio maleducato”, mi risponde col suo sorriso greco e arabo.

A me, leggendo Il Padrino dell’Antimafia, sarcasticamente appassionato com’è, m’è venuto in mente Gramsci in carcere, un autore tanto noto quanto sconosciuto.

Il paragone non ti sembri eccessivo, lettore che mi stai leggendo: rispettando tutte le proporzioni, Attilio appartiene al suo stesso tipo intellettuale e morale – quello che svela la corruzione organica del potere e persegue con la sua imperterrita attività la possibilità del Regno dei Cieli qui e ora.

Il libro è la cronaca della persecuzione subita da Bolzoni giornalista esperto di tragedie civili e mafie mascherate, dal 2015 fino ad oggi , da parte dei politici e burocrati siciliani e italiani, e dai loro complici e servi, per aver rivelato che l’Apostolo dell’Antimafia, Calogero Antonio Montante, era un ossimoro vivente: il Padrino dell’Antimafia.

Non ti anticipo i particolari. È un libro trascinante e ricco, di particolari e circostanze, di nomi inattesi e situazioni tragicomiche.

Una sola critica devo muovere a questo memorabile libro civile in soggettiva.
Attilio giornalista e annalista pensa, come Nicola Gratteri magistrato e sociologo (il suo omologo calabrese) che si tratti di ‘disinfettare’ il potere, di estirpare la ‘malapianta’ delle mafie. Non basta. Bisogna fare qualcosa di più radicale.

Mentre disinfettiamo lo Stato, bisogna costruire una nuova e superiore struttura del governo politico nazionale e internazionale. La crisi che stiamo vivendo si risolverà alla radice col lavoro convergente di giornalisti e magistrati e scienziati della storia e della politica, e di cittadini e campagnoli, usando bene i Quaderni di Gramsci – quel libro che negli anni Trenta del Novecento ha mostrato e dimostrato che questa crisi è la “crisi organica” dell’intera civiltà moderna.

Commenti?
(1) 2 3 4 ... 40 » (sfoglia)