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leOpereeiGiorni : Poesia e Poeta
di fulmini , Wed 7 October 2020 4:00
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tema di un bambino


(Leggo e vedo la mattina presto sulla pagina Facebook di una amica - e rendo testimonianza)

Un bambino di 8 anni, Lorenzo P., il 30 settembre 2020 appena scorso ha scritto, in un tema in classe di una scuola italiana, cosa secondo lui è la poesia e cosa è il poeta. 'I bambini ci guardano', diceva e filmava Vittorio de Sica - in un film del 1943 neorealista prima del neorealismo. C'è di più: ci insegnano.

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leOpereeiGiorni : Elena e il Professore
di fulmini , Sat 3 October 2020 2:00
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pittura vascolare greca


Elena e il professore

Pausa dei lavori di un convegno su ‘Omero autore dell’Iliade’. Un uomo serio, barbuto, anziano, legge un libro seduto ad un tavolo del bar. Avanza una donna eccessivamente bella e doppiamente fiorita, gli domanda se può condividere il tavolo.

Lui: La prego!

Lei poggia sul tavolo una pianta fiorita di basilico greco, e si accomoda in una seconda sedia.

Lui: Posso chiederle in che veste partecipa al convegno? Si occupa di poesia?

Lei: In un certo senso… Mi interessa il problema dell’autore – dell’identità di chi aumenta la bellezza e la conoscenza del mondo…

Lui: Se autore è chi aumenta la bellezza del mondo, lei certamente lo è…

Lei: Grazie dell’encomio… Sosterrà una tesi particolare sull’identità dell’autore dell’Iliade?

Lui: Una tesi… particolare e generale: gli autori o sono grandi o non sono, e dunque gli autori di opere sono pochi - diversamente da ciò che pensano i milioni di partecipanti ai social network, che tutti si ritengono autori in quanto pubblicano parole o immagini o faccine… Tra i vertici inaccessibili della letteratura, dell’arte, della scienza, della filosofia, e la base comune dei terrestri c’è l’abisso…

Lei: Capisco… E per il resto ci sono i professori, i sacerdoti di questo abisso…

Lui: Se vuole. I più democratici tra questi sono i pontefici dell’abisso…

Lei: Io ritengo invece che gli autori dell’Iliade siano molti, e Omero sia soltanto l’ultimo dei molti - chi ha raccolto, ordinate, montate, riscritte le tante opere, figurate prima, cantate poi, ed alla nascita delle città e delle scritture stese alfabeticamente…

Lui: Omero soltanto ultimo autore… Mhm… E il primo autore, chi è stato?

Lei: Lo dice Omero stesso.

Lui: Davvero? E dove?

Lei: Nell’Iliade - laddove scrive che Elena, sugli spalti di Ilio “tesseva una tela grande / doppia, di porpora e ricamava le molte prove / che Teucri domatori di cavalli e Achei chitoni di bronzo / subivano per lei…”

Lui: Mhm… Colei che suscita vivendo prima e racconta ricamando poi ciò che accadde a Ilio... Elena motore e primo autore dell’Iliade… Ci penserò... Ci rifletterò… Posso presentarmi? Sono il professor Tal dei Tali.

Lei: Io non sono più, come persona, e tuttavia sono ancora, in quanto personaggio. Il mio nome è Elena.

Si alza, prende la pianta sottobraccio e si allontana, lasciando al professore esterrefatto il profumo di entrambe.

(Riproduzione fotografica di una ceramica attica del V secolo a.C. del ‘Pittore di Leningrado’ – donna che dipinge, donna autrice.)

https://ilmanifesto.it/elena-e-il-professore/

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leOpereeiGiorni : Il ficus
di fulmini , Sat 19 September 2020 4:00
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Il mio cinema cappuccino è nato dal fatto che sono un artista metaforico.
Nel cinema cappuccino non si capisce dove finisce il caffè e comincia il latte, dove finisce il documentario e comincia il film.
Nella metafora una cosa è anche un'altra cosa - se dico: quell'uomo è un maiale dico una cosa che è un'altra cosa, un uomo che è un maiale.
Da sempre ho fatto cinema metaforico, poi ad un certo punto, coerentemente, irresistibilmente, il cinema metaforico è diventato il cinema cappuccino, una variante del cinema metaforico.

Registrando questo video, un po' prima, un po' mentre, un po' dopo, ho pensato al ficus ed a me stesso - la mia vita dentro il vaso è stata la vita in Calabria, poi ho rotto il vaso e ho infiltrato le mie radici nella piena terra, nell'intera cultura del mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=ghVmollpJwU

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leOpereeiGiorni : Il cinema di Adriano Aprà
di fulmini , Sun 13 September 2020 4:00
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Pasquale Misuraca e Adriano Aprà


Nel giugno dello scorso anno, alla 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, ho pubblicato il critofilm Adriano Aprà Autoritratto.

Adriano Aprà nell'Enciclopedia Treccani: https://www.treccani.it/enciclopedia/adriano-apra_%28Enciclopedia-del-Cinema%29/

Cos'è un 'critofilm'? https://www.youtube.com/watch?v=arAKzsbHRRY&t=9s

Questo critofilm dura nel suo insieme 2 ore e 40 minuti. Lo pubblico qui in due parti per ragioni tecniche.

NOTATE BENE, cari lettori, cari spettatori: occorrono 15 minuti per caricare ciascuna delle due parti.


PARTE PRIMA






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leOpereeiGiorni : Caravaggio e la locandiera
di fulmini , Mon 7 September 2020 4:00
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Sto pubblicando, a puntate, un libro dal titolo Dialoghi possibili e impossibili.
Il primo è stato Gramsci e lo studente: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5045
il secondo, Caravaggio e la locandiera, è uscito l'altro ieri, sabato 5 settembre 2020 - su Alias, supplemento culturale del quotidiano 'il manifesto', nella rubrica 'Fulmini e Saette' (che vi tengo da 15 anni).

Caravaggio e la locandiera.

Napoli, dicembre 1609. Interno giorno. Di ritorno da una camminata sulla Collina di Camaldoli per svaporare il cervello, Caravaggio trova nella stanza dove alloggia la locandiera con il lenzuolo in mano – sta rifacendo il suo letto, imbambolata davanti al quadro di due figure a grandezza naturale che ha finito di dipingere la sera prima.

un quadro di Caravaggio


Locandiera (a Caravaggio): L’hai fatto tu, questo?

Caravaggio: - Sì.

Locandiera: Chi è quello con la testa mozzata tenuta dal ragazzo?

Caravaggio: Golia.

Locandiera: Golia il gigante? Quello della Bibbia?

Caravaggio: Sì.

Locandiera: Perché gli hai dato la tua testa? Che c’entra lui con te?

Caravaggio: Mi sento come lui.

Locandiera: Ah… Tieni paura che t’ammazzano? T’hanno bastonato di brutto, stanotte… il lenzuolo è pieno di sangue…

Caravaggio: Due ubriachi, due disgraziati… Ma non tengo paura.

Locandiera: Allora perché non ti sei messo nel Davide? Davide teneva meno anni di te, certo… Perché un ragazzo fa la parte di re Davide?

Caravaggio: Davide sono io. Così ero, da ragazzo.

Locandiera: Non ti capisco. Come fai ad essere due persone?

Caravaggio: Ora sono uno che ha perso tutto, a vent’anni volevo diventare come un re.

Locandiera: Anch’io volevo diventare. Non mi figuravo di finire così (allargando le braccia e gettando il lenzuolo sul letto)

Caravaggio: Tieni un tetto, tu, e una famiglia… una casa… come me da ragazzo… Poi mio padre non se l’è portato via la peste.

Locandiera: Tengo casa, sì… è una palla di condannata però. Tu invece viaggi, vedi il mondo, fai una vita aperta… Oggi stai qui, domani dove sarai?

Caravaggio: A Roma, se mi lasciano arrivare…

Locandiera: Io non ci sono mai stata… (tornando a guardare il quadro) È bello. Ed è strano… Com’è che Davide tiene un dolore? Ha ucciso Golia, diventerà re, e non l’hai fatto vittorioso, superbo, contento…

Caravaggio: Hai mai scannato un agnello, un capretto? Non hai provato dolore, tu?

Locandiera: Sì. Non li compro mai vivi… E com’è che Davide non l’hai vestito all’antica ma come si usa oggi?

Caravaggio: Perché? Lo vuoi proprio sapere? Ascolta: se dipingo un personaggio storico coi vestiti del tempo suo, chi guarda il quadro pensa che quella storia è accaduta in un posto lontano e nel passato, come nelle favole. Ma se invece lo dipingo vestito come chi lo sta guardando, qui e ora, allora non è più una favola quella, è la realtà del mondo, è la verità della nostra vita, ora e qui…

Locandiera: Vero! M’hai fatto prendere un colpo, quando sono entrata e ho visto il quadro! Ma il campo di battaglia, dove sta? È tutto buio, non c’è nessuno intorno.

Caravaggio: L’Inferno è vuoto.


https://ilmanifesto.it/caravaggio-e-la-locandiera/

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