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filoSofie : i greci e noi
di fulmini , Sat 4 August 2007 8:00
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I ricordi dei figli ricadono sui padri.

Commenti?
filoSofie : essere e non essere
di fulmini , Sat 21 July 2007 11:00
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Secondo Emanuele Severino filosofo, essere e diventare, essere se stesso e diventare un altro, è l’illusione costitutiva, il peccato originale dell’Occidente. L’ha scritto nell’ultimo mezzo secolo di libri, ora lo dice in Identità della follia, Rizzoli, 2007 (trascrizione della prima parte delle sue ‘lezioni veneziane’ – curata dai suoi devoti allievi).
Ammiro l’ambizione del suo progetto (in un mondo di modesti filosofi) e la ‘ben rotonda’ sua filologia (in un mondo di superbi chiacchieroni). Eppure dissento.

Severino sostiene che un essere umano non può che essere se stesso, e mai diventare un altro. Io ritengo invece che un essere umano per essere se stesso deve diventare continuamente un altro. E lo dimostro così: nessuno può ripetersi (replicarsi, raddoppiarsi, restare identico nello spazio e nel tempo), e ognuno è condannato (o graziato - dipende dai punti di vista), nel flusso della vita che lo muove da dentro (nel progetto genetico) e intorno (per le vie del mondo universo) a essere se stesso diventando incessantemente un altro.
Dunque, non “essere-e-essere” (Severino), e nemmeno “essere-o-non essere” (Amleto), bensì “essere-e-non essere”: questo è il problema, e questa è la soluzione. Che ognuno cerca e trova a modo proprio. Voi, tu, e tu, non so. Io ci provo vivendo-e-scrivendo: scrivo opere e le opere riscrivono me.

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filoSofie : l'idea vittoriosa
di fulmini , Fri 2 March 2007 7:00
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Osservando una lampada accesa in una casa di Amsterdam ho pensato per un momento che tutto sarebbe finito – lampada – casa – persona che la abita. Ma il momento dopo ho avuto un’altra idea, l’idea vittoriosa.

Ho pensato che si sono formate e sono affiorate dall’informe – lampada – casa - persona, e certo si deformeranno e torneranno all’informe – ma intanto sono qui fra noi – per un momento, un giorno, un secolo poco importa. In somma queste presenze mi rendono gioioso perché sono affiorate, non triste perché saranno assorbite. Un’idea non scaccia l’altra, certo, convivono, ma la gioia per la composizione e comparizione vince la tristezza per la scomposizione e scomparizione – in me. Se ci pensi bene, mentre ti addormenti dolcemente nelle braccia dell’informe, convince anche te.

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