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filoSofie : Eraclito non era eracliteo
di fulmini , Mon 12 October 2009 4:00
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{Ho letto (grazie a suo padre Franco Brocani) la tesi di laurea di Nuria Scapin, donna multiforme che ha già fatto capoccetta nel sito-rivista con la poesia Il granchio, l’oro, lei. Ho sentito-compreso-capito qualcosa di rilevante su un terreno che non mi è del tutto sconosciuto, e nel contempo sono stato deliziato dalla sua rigorosa e ricca, magra ma non dura, forma. Riporto di seguito il brano che ripensa e riscrive uno dei testi filosofici universalmente noti, il frammento 49 di Eraclito. Pasquale Misuraca}

«nello stesso fiume entriamo e non entriamo, siamo e non siamo»

Prima di passare alla nostra analisi, è forse utile ricordare la caratteristica del “divenire” eracliteo, a cui spesso questo frammento viene associato. Nella concezione di Eraclito l’accento non batte sul perpetuo scorrere delle cose, ma sugli urti; il divenire è frutto del perenne conflitto di vita e morte, in cui quel che è vita per un ente è morte per l’altro e viceversa, sicchè anche noi «siamo e non siamo». In Eraclito domina principalmente l’idea della concordia discorde per cui « il conflitto è padre di tutte le cose», e in questo egli si distingue dagli eraclitei seriori, per i quali diventa primaria l’idea dell’universale fluire (tutto scorre): idea che il nostro non accentuò e forse nemmeno espresse mai. Eraclito non era un eracliteo.

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filoSofie : Dio e le cose
di fulmini , Sat 13 October 2007 5:00
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“Quando si afferma qualcosa o qualcuno, o li si nega, bisognerebbe precisare cosa o chi s’intende. Prendiamo Dio, o meglio l’idea di Dio.”

Così iniziava il 'Diario della sera' che avevo abbozzato per questa sera. Dopodichè ho letto il commento di Tuoni al post 2 di Petilino pubblicato oggi. Il commento è questo:

“Caro Petilino, credo che tu sia in eccellente compagnia.
‘Definitemi innanzitutto cosa intendete con 'Dio' e vi dirò se ci credo.’ Albert Einstein”

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filoSofie : contro la vita eterna
di fulmini , Sat 18 August 2007 6:00
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Questo prodigioso e miserevole frammento dell’universo che è l’essere umano, per paura e per avidità, del vuoto e del pieno, per disperazione e consolazione, del domani e dell’oggi, ha immaginato per sé l’immortalità.

Ma, io domando e dico a coloro che credono nella vita eterna: “avete vissuto un grande dolore? sì? e ciononostante sperate che risuoni senza fine e ritorni senza rimedio tra la testa e il petto?”

E ditemi ancora: “considerate come ossimoro perfetto ‘vita mortale’? – come sostiene non so più chi, ma che importa chi? – o non piuttosto ‘vita eterna’?”

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filoSofie : i greci e noi
di fulmini , Sat 4 August 2007 6:00
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I ricordi dei figli ricadono sui padri.

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filoSofie : essere e non essere
di fulmini , Sat 21 July 2007 9:00
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Secondo Emanuele Severino filosofo, essere e diventare, essere se stesso e diventare un altro, è l’illusione costitutiva, il peccato originale dell’Occidente. L’ha scritto nell’ultimo mezzo secolo di libri, ora lo dice in Identità della follia, Rizzoli, 2007 (trascrizione della prima parte delle sue ‘lezioni veneziane’ – curata dai suoi devoti allievi).
Ammiro l’ambizione del suo progetto (in un mondo di modesti filosofi) e la ‘ben rotonda’ sua filologia (in un mondo di superbi chiacchieroni). Eppure dissento.

Severino sostiene che un essere umano non può che essere se stesso, e mai diventare un altro. Io ritengo invece che un essere umano per essere se stesso deve diventare continuamente un altro. E lo dimostro così: nessuno può ripetersi (replicarsi, raddoppiarsi, restare identico nello spazio e nel tempo), e ognuno è condannato (o graziato - dipende dai punti di vista), nel flusso della vita che lo muove da dentro (nel progetto genetico) e intorno (per le vie del mondo universo) a essere se stesso diventando incessantemente un altro.
Dunque, non “essere-e-essere” (Severino), e nemmeno “essere-o-non essere” (Amleto), bensì “essere-e-non essere”: questo è il problema, e questa è la soluzione. Che ognuno cerca e trova a modo proprio. Voi, tu, e tu, non so. Io ci provo vivendo-e-scrivendo: scrivo opere e le opere riscrivono me.

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