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Gesù : Il Parroco, il Vescovo, Raffaele, Gesù
di fulmini , Mon 7 November 2011 5:00
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{Ri-pubblico qui il 'fulmine' uscito sabato 5 novembre 2011 su 'Alias', il supplemento settimanale del quotidiano 'il manifesto', sul quale tengo da cinque anni la rubrica mensile 'Fulmini e Saette'.}

Che diavolo succede nella Chiesa cattolica italiana? Grosso modo, ciò che accade nella Società politica italiana: timide riforme, sfacciate controriforme, divisione, declino.

Raffaele A. mi racconta la cresima della figlia in San Marcellino e Pietro a Roma (la chiesa della statua della Madonna fatta a pezzi dai Black Bloc sabato 15 ottobre 2011). Ha letto il Vangelo laico secondo Feliciano, il libro che ho scritto con Luis Razeto e si trova sui nostri siti, ed è ancora estasiato dal vescovo - che di Gesù ha dato un’immagine umanissima, apparentemente vicina a quella colta nel nostro libro.

Il parroco di San Marcellino e Pietro, ricordato con veemenza l’atto sacrilego, ha rivelato che lascerà la statua rotta, perché un giorno quei ragazzi possano rivederla e pentirsene. “È uno che bacchetta.”

Il vescovo ha parlato, invece, di misericordia, di partecipazione, di festa, di gioia. Affetto dal morbo di Parkinson, gli tremavano le mani, ma nel momento rituale cruciale compiva un gesto fermo e sorridente. “È uno che abbraccia.”

“Mi pare si chiami Brandolini” aveva concluso Raffaele. Tornato a casa, navigo su Wikipedia e leggo: Luca Brandolini di Montecompatri, nato nel 1933, “nel 2007 criticò il motu proprio Summorum Pontificum di papa Benedetto XVI”. Cerco e trovo un articolo di Sandro Magister: “16 luglio 2007. (…) Tra i liturgisti, il più accorato nel contestare il motu proprio papale è stato Luca Brandolini, vescovo di Sora, Aquino e Pontecorvo e membro della commissione liturgica della conferenza episcopale italiana, in un'intervista al quotidiano 'la Repubblica': "Non riesco a trattenere le lacrime, sto vivendo il momento più triste della mia vita di vescovo e di uomo. È un giorno di lutto non solo per me, ma per i tanti che hanno vissuto e lavorato per il Concilio Vaticano II. È stata cancellata una riforma.”

Il parroco e il papa da una parte, il vescovo e Raffaele dall’altra. E Gesù?

Gesù ne ha per gli uni e per gli altri, e nel nostro libro parla ai ‘discepoli’ (agli amici) così: “Noi siamo un movimento itinerante, che non ha un posto fisso, che non s’arrocca su una montagna dalla quale guardare il mondo dall’alto in basso. (…) E in quanto all’identità, questa non si costruisce attorno a un centro, a una istituzione, ma si distende e articola come una rete nella quale ogni partecipante è un centro, ogni piccolo gruppo è un nodo. (…) Vi state immaginando la comunità nostra come esemplata sull’Impero, o improntata su un esercito, uno Stato, un partito, una mafia, con delle strutture burocratiche e gerarchiche. Strutture di potere che tendono a conformare le persone a un ordine costituito. Di questo ordine vi auto-eleggete capi e, per assicurarvi che nessuno metta in discussione l’organizzazione, ne sacralizzate le strutture e le procedure. Ma come? Invece di costruire qualcosa che ci avvicini tutti un po’ di più al nostro Padre celeste, una religione della conoscenza, della fraternità e della libertà, nella quale fioriscano e crescano donne e uomini creativi, autonomi e solidali, vi inventate una religione di credenze, di norme e di rituali che produce adepti, docili e praticanti?”

Pasquale Misuraca


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Gesù : Franca Romano e Il progetto di Gesù
di fulmini , Fri 27 May 2011 6:00
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Ho pubblicato la videoregistrazione della presentazione di Franca Romano della prima edizione de Il progetto di Gesù - avvenuta il 10 febbraio 2011 a Roma - qui.

Ecco ora, per chi preferisce leggere, la trascrizione dell'intervento.

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Gesù : Il sabato è fatto per l'uomo
di fulmini , Sat 21 May 2011 11:30
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Ieri mattina ho assistito a un dialogo tra due macellai, Alessandro padre e Raffaele figlio, che mi ha fatto sentire per tutto il giorno come una pianta di basilico appena innaffiata. Pensavo, lungo tutto il giorno, nelle pause del mio lavoro intellettuale, o passeggiando - per non esagerare nell’attività costruttiva che tanto mi appassiona: ‘Guarda un po’: c’è più filosofia e psicologia e sociologia nei pensieri di questi due artigiani-commercianti che nei libri scritti da intellettuali di professione da me letti negli ultimi mesi! Tanto spontanei e originali e autentici e acuti questo padre e questo figlio, tanto artefatti e conformisti e copioni e ottusi questi intellettuali di questi anni difficili!'

Stamattina, reincontro Alessandro e Raffaele, chiedo loro come stanno oggi che è sabato, e mi rispondono che sono stanchi del lavoro settimanale, certo, ma felici – fino a qualche anno fa dovevano alzarsi all’alba per scegliere al macello le carni, oggi grazie al proprio lavoro inventivo sono stimati e le carni scelte le portano al negozio i produttori. Poi, al mercato rionale, Ernesto, commerciante di verdure, mi risponde che oggi sta proprio bene, deve star bene, star male è un lusso, perché il sabato si guadagna di più e a volte si recuperano le relative perdite della settimana. Infine, Vincenzo, artigiano-commerciante di carne suina lavorata e fondamentali alimentari, mi rivela sorridendo che il sabato sta sempre bene, perché per lui è importante il morale ed è fatto dentro come Leopardi, quello del Sabato del villaggio.

Ecco.

Persone memorabili, vero? Come personaggi, Alessandro e Raffaele, Ernesto e Vincenzo, li ri-trovate nel capitolo ‘Il Lavoro’ del libro che ho scritto con Luis Razeto e si intitola Il progetto di Gesù.


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Gesù : La religione secondo Gesù
di fulmini , Fri 13 May 2011 6:00
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facciata chiesa


(Dal Vangelo laico secondo Feliciano, il capitolo 'La Religione')


Una sera di un giorno trascorso in allegra solitudine, camminando lungo le rive del lago, Gesù torna a casa portando un paniere di fragole comprate in un banco lungo la strada. Avvicinandosi sente il mormorio degli amici riuniti, e affacciandosi sulla soglia ne vede dodici raccolti intorno a tre tavoli, quattro per ciascuno, impegnati in qualcosa di molto serio.

Dopo un minuto buono di osservazione rispettosa, è Giovanni il primo a rendersi conto della presenza di Gesù. Istantaneamente avverte con gesti gli altri che lui è arrivato. Scende il silenzio, qualcuno raccoglie e ordina le carte su cui stanno prendendo appunti, qualcun’altro sorride imbarazzato, finché Pietro prende la parola e rivolgendosi a Gesù spiega:

Maestro, abbiamo formato tre commissioni, perché vogliamo proporti delle idee organizzative sulla nostra comunità. Valutiamo che è giunto il momento di essere più precisi, più incisivi.

Gesù si siede accanto a Giovanni e si dispone ad ascoltare.

Ancora Pietro (indicando Natanaele): - Esponi un po’ i risultati del vostro lavoro.

Natanaele (alzandosi e prendendo in mano un paio di carte): - Ehm... La nostra commissione si occupa di precisare la dottrina, le idee, le credenze che guidino il nostro movimento. Pensiamo che dobbiamo avere un documento che esponga chiaro e tondo ciò a cui bisogna credere per essere uno dei nostri. Può essere un manifesto, o un catechismo, o un manuale di lezioni elementari, che consenta a ognuno di riconoscere le verità alle quali bisogna aderire.

Gesù: - Interessante! E quali sarebbero queste verità?

Natanaele: - Beh, noi abbiamo qualche idea, ma naturalmente aspettiamo da te l’ultima parola. Ad esempio, ma così, senza ordine, che l’anima, dopo la morte, verrà premiata o punita a secondo... (manifestando un momento di incertezza) alcuni dicono della fede, altri delle opere. O quest’altra verità: vi è un Dio, unico e solo, al di sopra di ogni realtà, che si fa conoscere attraverso i Profeti... o (indicando con lo sguardo quelli che la pensano in altro modo) vi è un Dio che si impersona ed interviene costantemente su ciò che accade. Ancora questa: i Libri Sacri, in quanto rivelati direttamente da Dio, devono essere presi alla lettera, anche se c’è qui qualcuno che ritiene debbano essere interpretati tenendo conto della cultura dell’epoca in cui furono scritti. E senti quest’altra questione che ci ha impegnato molto: la giustizia sociale si costruisce attorno all’idea dell’uguaglianza, perché siamo tutti figli di Dio, oppure attorno all’idea di libertà, in quanto siamo tutti immagine di Dio?

Pietro: - Vedi, Gesù? C’è assoluto bisogno di sancire qual è la dottrina giusta, le verità a cui credere e da difendere tutti insieme!

Si produce un silenzio elettrizzato. Qualcuno si aggiusta sulla sedia, e tutti pendono dalle labbra di Gesù.

Gesù: - La conoscenza... (prende dal cestino una fragola, la tasta, l’annusa, la guarda, l’assapora) è un’esperienza. Un’esperienza di ciò che ci sta intorno, e di ciò che ci sta dentro. Assaggiate queste fragole, dico, con tutti i sensi e consideratele come espressioni e prodotti della natura intera, nello spazio e nel tempo, che manifesta la propria bellezza, la propria bontà, la propria verità.

Tutti prendono una fragola e fanno quello che hanno visto fare a Gesù. Lunga pausa.

Ora prestate attenzione a quella ragnatela (indicando un angolo del soffitto): è opera di un ragnetto – eccolo! Lo vedete? – la mattina presto, al primo raggio di sole, viene fuori dalla sua tana e se lo gode per un po’. Poi riassetta la tela e si dispone a catturare gli insetti che ci cascano dentro perché non si sono accorti della sua bellezza invisibile. La conoscenza è accorgersi della bellezza, della bontà, della verità, presenti nelle cose ma invisibili per coloro che non hanno occhi per vederle.

Ora, chiudete gli occhi... ascoltate il silenzio... smettete di ragionare... sentite ciò che vi succede dentro...

Alcuni degli amici attingono in questo modo una conoscenza di se stessi, fanno un’esperienza interiore di una realtà prima ignota. Altri rimangono sulla soglia, finché Tommaso sbotta:

Ma almeno si può affermare che Dio esiste?

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Gesù : Rossellini, Gesù e noi
di fulmini , Sat 9 April 2011 6:00
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{Sabato 2 aprile 2011 è uscito su ‘Alias’, settimanale culturale del quotidiano ‘il manifesto’, sul quale tengo una rubrica mensile, un 'fulmine' che ri-pubblico qui per i lettori e le lettrici del sito-rivista.}

Roberto Rossellini era considerato dai cineasti della Nouvelle Vague il nume ispiratore del loro movimento. Conscio del fatto che “la glorificazione da parte dei discepoli” era “ancora più pericolosa dell’incomprensione del mondo del danaro” (Quasi un’autobiografia, Mondadori 1987) un bel giorno, intervistato sull’uso religioso della macchina a mano, perse la pazienza e disse: “È una malattia.” Chiaro: Rossellini non appartiene alla Nouvelle Vague, bensì al cinema.

E Gesù, appartiene ai cristiani? Chiaro che no: appartiene, come la pioggia, a tutti. Ma allora, perché i laici lasciano Gesù nelle mani dei religiosi?

Ecco che Joseph Ratzinger pubblica un secondo libro su Gesù di Nazaret (il primo l'ho recensito in questa rubrica il 30 giugno 2007), sottotitolo Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione (Libreria Editrice Vaticana, 2011), come fosse roba sua e i laici se ne lavano le mani. Il papa cattolico, per fare politica, si occupa di Gesù rileggendo filologicamente i Vangeli, e i papi laici, sempre per fare politica, si occupano di Berlusconi rileggendo filologicamente le intercettazioni delle Olgiettine.

Facciamo un po’ di cultura? Secondo Ratzinger il progetto di Gesù era di fondare una nuova religione del sacrificio, secondo me (e Luis Razeto) no: vedi nel mio sito-officina, nella sezione ‘Romanzi e Racconti’, Il progetto di Gesù, seconda edizione, 2011.
Di Gesù si sa poco, e molto di quel poco si trova nei Vangeli, libri scritti con l’intenzione dichiarata di mostrare e dimostrare che Gesù di Nazaret è Gesù il Cristo, fondatore del cristianesimo, una nuova religione del sacrificio.
Ma i Vangeli raccontano atti di Gesù che contraddicono radicalmente il suo presunto progetto cristiano.

Prendiamo la cacciata dei mercanti dal Tempio. Uno dei papi laici italiani, Corrado Augias, nella trasmissione televisiva ‘Le Storie’, ha di nuovo sottolineato (lo aveva già fatto nel libro, di Remo Cacitti e suo, Inchiesta sul Cristianesimo, Mondadori 2008 – recensito il 10 gennaio 2009) l’insensatezza dell’atto di Gesù: cacciando dal Tempio i mercanti egli ha impedito di fatto la realizzazione dei sacrifici.

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