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Gesù : Il progetto di Gesù
di fulmini , Wed 9 June 2010 4:00
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ho pubblicato il libro Il progetto di Gesù. Anni di lavoro, con Luis Razeto. L'estate scorsa, tradotto in spagnolo, lo abbiamo presentato a Santiago de Chile.

Ecco una sua presentazione video (5')


Il libro si può ordinare in una delle 98 librerie Feltrinelli (136 pagine, 12 euro)
o richiederlo via internet a ilmiolibro.it (10, 18 euro + spese di spedizione) http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=459708

Pasquale Misuraca


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Gesù : Ci vediamo a Firenze
di fulmini , Sat 23 January 2010 4:00
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Sabato prossimo, il 30 gennaio, ci vediamo a Firenze, a discutere del libro scritto da Luis Razeto e me, 'Il progetto di Gesù' - a disposizione di tutti nei siti www.luisrazeto.net e www.pasqualemisuraca.com.

Dove? All'antica trattoria 'Palle d'Oro', via Sant'Antonino 43 - a due passi da Santa Maria Novella. Per ora siamo una decina di partecipanti, coautori del sito-rivista e di www.zoes.it

I coautori ed i lettori che volessero partecipare al 'simposio' me lo facciano sapere entro giovedì mattina 28 gennaio - per consentirmi di precisare telefonicamente il numero dei posti del gran tavolo già prenotato.

A vederci.

Pasquale Misuraca

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Gesù : Vito Mancuso fraintende Gesù
di fulmini , Tue 12 January 2010 4:00
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{Ri-pubblico qui il 'fulmine' uscito su Alias il 9 gennaio 2010. Pasquale Misuraca}

Un Gesù di seconda mano.

C’è voluta la fine del comunismo perché Marx fosse liberato dalla camicia di forza ideologica nella quale i marxisti l’hanno costretto per più di cento anni – Marx è morto nel 1883, il comunismo nel 1989.

Quanto ci vorrà per Gesù? Quanto tempo ancora sarà costretto nella camicia di forza ideologica dei cristiani? Tutti i cristiani in quanto cristiani, compresi quelli più simpatici, come Vito Mancuso: La vita autentica, Mondadori, 2008.
Questo libro è da leggere, ma fa torto a Gesù (come torto gli faceva il precedente: L’anima e il suo destino - vedi il ‘fulmine’ del 20 dicembre 2008). Leggiamo: “La versione della CEI traduce le parole di Gesù in Marco 8, 34 in questo modo: ‘Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso’, mentre sarebbe meglio rendere il verbo greco aparnéomai con ‘negare’ nel senso di ‘vincere’, ‘superare’: se qualcuno vuol venire dietro di me, si deve negare, si deve superare. Non si tratta di rinnegare se stessi quasi in odio a se stessi, ma si tratta di superare i propri interessi particolari per realizzarsi veramente nell’adesione a qualcosa di più grande.”
Ben detto: “rinnegare se stessi quasi in odio a se stessi” non è farina del sacco di Gesù. È farina del sacco della CEI, e di Agostino di Ippona, e di Paolo di Tarso.

Ma allora perché Vito afferma che “il sospetto verso se stessi fa parte dell’insegnamento di Gesù”? Secondo me perché sente, comprende, capisce e spiega Gesù attraverso Agostino e Paolo.
Infatti, dopo aver criticato l’esclusiva fedeltà a se stessi (come teorizzata da Martin Heidegger), scrive “Rispetto al proprio sé, la diffidenza è altrettanto indispensabile della fedeltà.” E considera in sequenza (1) la “spietata autoanalisi” di Agostino (Confessioni), (2) il “severo giudizio sulla propria interiorità” di Paolo (Lettera ai Romani), e (3) Gesù: “Il sospetto verso se stessi fa parte dell’insegnamento dello stesso Gesù nella sua polemica contro una religiosità solo esteriore: ‘Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro, infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male.” (Marco 7, 20-21). ‘Dal di dentro’, nell’originale ésothen, è un avverbio che ricorre altre volte nei Vangeli con il medesimo cupo significato.”

Sospetto. Verso di sé. Verso gli altri. Parola appropriata se riferita alla visione dell’uomo propria dei cristiani, di Agostino, di Paolo (e, in varia misura, degli evangelisti). Ma Gesù non era cristiano (come Marx non era marxista). Gesù alla critica e all’autocritica spingeva, non al sospetto. Vito invece sospetta. Di sé, e dei fratelli che pensano la vita e il mondo diversamente da lui: “Io sospetto che il problema di Callicle e Nietzsche sia quello di non stare bene con se stessi e che sia questo malessere interiore a condurli a esprimere la loro instabilità e la loro rabbia in un pensiero destabilizzante e rabbioso.” Calma e gesso, Vito. Diamo a Friedrich ciò che è di Friedrich: “Ciò che manca nel cristianesimo è l’astenersi da tutto quello che Gesù ha ordinato di fare.” (Frammenti postumi) Ed a Gesù ciò che è di Gesù: “Perché mi chiamate: Signore, Signore – dice Gesù -, e poi non fate ciò che dico?” (Lc 6, 46)


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Gesù : Corrado Augias non sa quello che fa
di fulmini , Fri 12 December 2008 6:00
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venditore egiziano di libri su bancarella

Roma, quartiere Centocelle, 6 novembre 2008


Quali parole ha detto, e quali non ha detto, Gesù di Nazareth? La questione, in apparenza, è facilmente risolvibile e, presi in mano i Vangeli canonici, facilmente la risolve Corrado Augias nella prima pagina della Prefazione alla sua (e di Remo Cacitti) ultima fatica libraria: Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione, Mondadori 2008.

“Gesù non ha mai detto di voler fondare una religione, una Chiesa, che portassero il suo nome” – e questo prova (secondo Augias) che non era cristiano. “Ha invece detto ‘Non pensiate che io sia venuto ad abolire la Legge o i profeti; non sono venuto per abolire ma per dare compimento’ Mt 5,17 e anche, sul punto ormai di spirare, ripetendo l’attacco straziante del Salmo 22, ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’ Mt 27,46” – e questo prova (secondo Augias) che era un ebreo, “e lo è rimasto per sempre”.

Ora, se Gesù sia stato fin dall’inizio cristiano o fino alla fine ebreo non è una (semplice) questione filologica, bensì una (complessa) questione scientifica, e filosofica, dal momento che, come ha scritto Gramsci una volta per tutte, “ogni filologia contiene una filosofia” (Quaderni).

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Gesù : Riformare è giusto
di fulmini , Wed 19 November 2008 6:00
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Questo libro: L’anima e il suo destino di Vito Mancuso (Raffaello Cortina Editore, 2007) è, tra i tanti ditini alzati nel panorama teologico-e-filosofico italiano e mondiale, una mano santa. Primo - perché è un gran libro di storia critica del cristianesimo, delle sue soluzioni inventive e dei suoi problemi irrisolti. Questo teologo-filosofo cattolico ritiene, tanto per cominciare e finalmente, “legittimo condurre una critica alla dottrina della Chiesa anche in quelle sue formulazioni che sono state dichiarate dogmi di fede”. Il peccato originale, per esempio: "un'offesa alla creazione, un insulto alla vita, uno sfregio all'innocenza e alla bontà della natura, alla sua origine divina". Secondo poi - perché prova a risolverli seriamente e serenamente, quei problemi, riformando il cristianesimo. Qui, oggi, ne consideriamo due. (Ma torneremo su altri, Dio solo sa quando.)

Primo problema: è riformabile il cristianesimo? Certo. Ma non dalla sua periferia. Chi lo dice? Antonio Gramsci, nei suoi Quaderni, argomentando così: “È da notare che tutte le innovazioni nel seno della Chiesa quando non sono dovute a iniziative del centro, hanno in sé qualcosa di ereticale e finiscono con assumere esplicitamente questo carattere finché il centro reagisce energicamente, scompigliando le forze innovatrici, riassorbendo i tentennanti ed escludendo i refrattari. È notevole che la Chiesa non ha mai avuto molto sviluppato il senso dell’autocritica come funzione centrale; ciò nonostante la tanto vantata sua adesione alle grandi masse dei fedeli.” (Quaderno 6) Stando così storicamente e teoricamente le cose, Mancuso, che non è tipo da farsi riassorbire (“Bisogna servire sempre la verità.”) sarà escluso dalla Chiesa cattolica. Quando e come concretamente non so e non posso sapere: “si può prevedere ‘scientificamente’ solo la lotta, ma non i momenti concreti di essa, che non possono non essere risultati di forze contrastanti in continuo movimento” (Quaderno 11).

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