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Gramsci : La favola di Gramsci
di fulmini , Thu 23 October 2014 6:00
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{Sabato 4 ottobre su Alias, settimanale culturale del quotidiano 'il manifesto', sul quale tengo una rubrica mensile, è uscito questo 'fulmine', che ripubblico qui per i lettori e le lettrici del sito-rivista. Pasquale Misuraca}

Il comunismo è morto, il marxismo prende lucciole per lanterne, e intanto i sinistri si baloccano con i centri sociali e il neo-neokeynesismo.

E allora, cosa diversamente fare? Vi ho contato e cantato, in questi ultimi otto anni, la mia modesta proposta in molti linguaggi. Oggi vi racconto una favola.

C’era una volta un uomo che da giovane era marxista e aveva fondato un partito comunista. Poi da grande era andato teoricamente oltre i pensamenti del barbuto di Treviri, e criticato spietatamente le azioni del baffuto di Gori e tutta la baracca e i burattini del Paradiso in Terra. E aveva fondato una nuova scienza, la scienza della storia e della politica – quella che oggi ci serve come il pane per spiegare teoricamente e superare praticamente la crisi mondiale, finendola di litigare sull’articolo 18 come i polli di Renzo (Tramaglino).

Piano. Calma e gesso. Siamo più precisi.

Il nostro giovane cent’anni fa aveva trent’anni, fonda un partito comunista, ne diventa segretario, fonda un giornale, è eletto deputato, e scrivendo e parlando e facendo diffonde il marxismo e il comunismo. Per cinque anni. Finché viene arrestato dai fascisti e messo in carcere. E in carcere muore, dopo undici anni.

E che fa, in questi anni di carcere, quest’uomo che non ha avuto il tempo di invecchiare? I primi tre anni pensa e ripensa, in carcere ha molto tempo per pensare. Si fa domande come questa: ma perché i comunisti sono stati sconfitti dai fascisti?

Altri marxisti, altri comunisti, danno la responsabilità di questa sconfitta agli altri, ai fascisti e alla loro violenza, ai padroni e al loro egoismo, alle masse e alla loro ignoranza. Gli altri. Lui no. Lui in carcere riflette sulle responsabilità proprie, alle responsabilità dei marxisti e dei comunisti, responsabilità politiche, responsabilità culturali soprattutto. Comincia a pensare che il mondo nuovo non possa nascere attraverso una rivoluzione, una dittatura, un partito, ma attraverso una cosa che chiama Rinascimento+Riforma, e che richiede tanto per cominciare la fondazione e lo sviluppo di una nuova scienza. E, tenete in mente la data: siamo nel 1929, la fonda e comincia a svilupparla, questa nuova scienza, e la chiama “scienza della storia e della politica”.

E sapete dove e come precisamente la fa questa cosa? Scrivendo i Quaderni del carcere, cari amici vicini e lontani. Questo sono i Quaderni, altro che un raffinamento del marxismo e una apologia del comunismo!

Insomma, quel giovane, diventando grande, capisce e mostra e dimostra che i suoi sogni di marxista e comunista erano stati sconfitti non dalla violenza del fascismo e l’egoismo dei padroni e l’ignoranza delle masse, ma dalla insufficienza del marxismo come teoria e del comunismo come pratica. E conseguentemente cerca di superare questa doppia insufficienza, fondando questa nuova scienza. E qual è la prima scoperta di questa scienza? Che stiamo vivendo una crisi di civiltà, che lui chiama “crisi organica”.

Crisi di civiltà? Questa che stiamo vivendo è una crisi di civiltà? E lui, negli anni Trenta del Novecento, come faceva a comprendere in anticipo ciò che sta succedendo oggi, ottanta anni dopo? Ma quale anticipo? Ma quale dopo! Allora, quando lui scriveva i Quaderni, era in atto la fase iniziale di questa crisi di civiltà. Oggi ci rotoliamo e balocchiamo nella fase terminale di quella stessa crisi, che è una e una sola crisi, una crisi di civiltà.

Come come? Questa crisi non è nata negli Stati Uniti nel 2006 con la faccenda finanziaria dei subprime? No, cari amici vicini e lontani, fatevene una ragione – scientifica. Non siate disfattisti. “Non è puro disfattismo trovare che tutto va male e non indicare criticamente una via d’uscita da questo male? Un 'intellettuale' ha un modo d’impostare e risolvere il problema: lavorando concretamente a creare quelle opere scientifiche di cui piange amaramente l’assenza, e non limitarsi a esigere che altri (chi?) lavori.” (Antonio Gramsci, Quaderni del carcere – la pagina trovatevela voi)


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Gramsci : Cari nemici
di fulmini , Mon 29 July 2013 6:00
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E' nata 35 anni fa, dalle ceneri del marxismo e della sociologia, in forma di libro cartaceo, ora è adulta ed è disponibile in forma di libro elettronico o ebook, una nuova scienza, la scienza della storia e della politica.

I marxisti e i sociologi non se ne sono resi conto, occupati come sono a rimproverare la realtà - che si ostina a confutare le loro teorie e a disattendere le loro previsioni.

Gli amici tacciono. Martin Luther King ha detto: "Alla fine ricorderemo non le parole dei nostri nemici, ma il silenzio dei nostri amici." Discordo. Il disprezzo degli amici lo avevo messo in conto (vedi Mc 6, 4) e l'ho già dimenticato.

Quanto ai nemici, a coloro che non credono nella scienza (vale a dire nella comprensione della realtà non fine a se stessa ma al fine di assumerne il controllo e di trasformarla), spero ancora in qualche loro argomento memorabile.

LA TRAVERSATA. Libro Primo.

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Gramsci : Serve una nuova scienza per superare la crisi
di fulmini , Sun 4 November 2012 5:00
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{Ieri sabato 3 novembre è uscito su 'Alias' supplemento culturale del quotidiano 'il manifesto', nella rubrica 'Fulmini e Saette' che vi tengo da sei anni, un 'fulmine' che ricapitola 37 anni di lavoro intellettuale e morale di Luis Razeto e mio. Lo ripubblico qui i lettori del sito-rivista, invitandoli a iscriversi come studenti a questo Corso di livello universitario (che inizia domani Lunedì 5 novembre) o semplicemente per leggere-vedere-sentire come lettori-spettatori-ascoltatori il Libro multimediale che contiene. Pasquale Misuraca}

Una scienza nuova, una vita nuova

Ho iniziato sei anni fa la collaborazione con Alias, invitato da Roberto Silvestri, per entrare in dialogo con i giovani. Poco mi interessavano e meno mi interessano gli intellettuali di professione, amanti delle discipline e non delle scienze, delle tradizioni e non delle conoscenze - se non quelli fra loro che sono stati giovani e se ne ricordano ancora. Dialogare con esseri umani plastici e leggeri sul mondo grande e terribile, scosso da una crisi di civiltà.

Il principale autore di riferimento, diciamo pure il fratello maggiore dei miei fulmini e delle mie saette è stato Antonio Gramsci, entrato giovane in carcere, a 35 anni, e morto 11 anni dopo, ancora giovane, a 46. Perché il Gramsci dei Quaderni? Perché Gramsci e i suoi Quaderni hanno illuminato la mia giovinezza, e sono qui, alle soglie della vecchiaia, a ringraziarlo ancora.

Nel 1975 avevo 27 anni, e accanto a un altro giovane, Luis Razeto, esule dal Cile di Pinochet, ho riletto i Quaderni del carcere - che avevo già letto nella Edizione Tematica sorvegliata da Togliatti- nella Edizione Critica curata da Gerratana. E ho scoperto, sempre sia beata la spietata filologia ben connessa alla buona filosofia, che Gramsci aveva intrapreso in carcere una profonda autocritica della sua precedente esperienza politica e teorica, segnata dal marxismo e dal comunismo, e aveva avviato la costruzione di una nuova scienza, la “scienza della storia e della politica”.

Il primo elemento di questa scienza, come lui l’aveva impostata e come Luis ed io abbiamo sviluppato e continuato creativamente, era ed è la teoria della “crisi organica”, cioè l’analisi scientifica della natura storica e delle soluzioni possibili di questa crisi di civiltà che oggi viviamo nella sua fase terminale e allora, negli anni Settanta del Secolo Breve, andava globalizzandosi, e ancora prima, negli anni Trenta, Gramsci coglieva nella sua fase iniziale.

Così, abbiamo scritto saggi, e comunicazioni a convegni gramsciani, su tutto questo, e due libri, il primo edito nel 1978 da De Donato, Sociologia e marxismo nella critica di Gramsci, e il secondo inedito, Politica e partiti nella critica di Gramsci, dei quali poi, negli anni Dieci del Duemila abbiamo elaborato l’Edizione Critica e si trovano ora nei nostri siti.

Ed ecco, la collaborazione con Alias, ha significato anche questo, per me, grazie Roberto: scrivere sempre più decisamente per i giovani, allargando le ricerche avendo in mente come lettori, e lettori potenzialmente attivi grazie alle reti telematiche, non gli ossificati specialisti della sociologia e della politologia bensì gli esseri umani in ebollizione, in formazione, in costruzione – decisi a lasciare i porti più protetti, a stivare le idee più consolatorie, per navigare il futuro. Una scienza nuova per una vita nuova.

E così è nato La Vita Nuova, il nuovo libro scritto con Luis, ancora a partire da Gramsci ma ancora più creativo dei precedenti, che qui ti segnalo, nostro lettore, nostra lettrice: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html

Facci sapere.

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Gramsci : Una scienza nuova, una vita nuova
di fulmini , Wed 31 October 2012 7:00
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La Vita Nuova - il testo

Cara lettrice, caro lettore, cara coautrice/caro coautore del sito-rivista, ecco il risultato di anni di lavoro incentrato nell'analisi del mondo grande e terribile dei nostri tempi difficili, e specialmente della crisi che lo scuote dalle fondamenta, e nella proposta di soluzioni teoriche e pratiche per il suo superamento attraverso lo sviluppo di una scienza nuova, di una vita nuova.

Se ti interessano la vastità del tema e le novità della nostra ricerca, iscriviti a questo libro, a questo corso, e anche fai iscrivere i tuoi amici, e i tuoi nemici. Stavolta la lettura-visione del testo non è gratuita: costa poco in quanto corso di livello universitario - per una nostra scelta promozionale - ma costa (150 dollari): del resto non potremmo fartelo avere, mandartelo via email o simili: è un corso, è un libro che ha una natura materialistica e una struttura multimediale, essendo composto di testi scritti e sequenze di film e documentari, fotografie e disegni, cartoni animati e brani musicali moderni e contemporanei, e altri materiali visivi, audio, audiovisivi.

Potrai seguire il corso come studente, o semplicemente leggere-sentire-visionare il testo come lettore-ascoltatore-spettatore, a tua scelta. In ogni caso, aspettiamo di conoscere le tue osservazioni, i tuoi contributi, il meglio delle tue esperienze: "Se la cultura è una promessa, deve essere quella di poter fare esperienza delle opere, non semplicemente di apprendere un sapere." Serge Daney, Persévérance.

Il corso è attivo, il libro è leggibile-udibile-vedibile, dal 5 novembre. Ciascuno può iscriversi quando vuole e seguirlo, o leggerlo, secondo i suoi ritmi di lavoro e il suo stile di vita.

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Gramsci : Un libro, un corso - per te
di fulmini , Thu 25 October 2012 6:00
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La Vita Nuova - il testo

Cara amica, caro amico, lettrice e lettore dilettissimi, ecco il risultato di anni di lavoro incentrato nell'analisi del mondo grande e terribile dei nostri tempi difficili, e specialmente della crisi che lo scuote dalle fondamenta, e nella proposta di soluzioni teoriche e pratiche per il suo superamento attraverso lo sviluppo di una scienza nuova, di una vita nuova.

Se ti interessano la vastità del tema e le novità della nostra ricerca, iscriviti a questo libro, a questo corso, e anche fai iscrivere i tuoi amici, e i tuoi nemici. Stavolta la lettura-visione del testo non è gratuita: costa poco in quanto corso di livello universitario - per una nostra scelta promozionale - ma costa (150 dollari): del resto non potremmo fartelo avere, mandartelo via email o simili: è un corso, è un libro che ha una natura materialistica e una struttura multimediale, essendo composto di testi scritti e sequenze di film e documentari, fotografie e disegni, cartoni animati e brani musicali moderni e contemporanei, e altri materiali visivi, audio, audiovisivi.

Potrai seguire il corso come studente, o semplicemente leggere-sentire-visionare il testo come lettore-ascoltatore-spettatore, a tua scelta. In ogni caso, aspettiamo di conoscere le tue osservazioni, i tuoi contributi, il meglio delle tue esperienze: "Se la cultura è una promessa, deve essere quella di poter fare esperienza delle opere, non semplicemente di apprendere un sapere." Serge Daney, Persévérance.

Il corso è attivo, il libro è leggibile-udibile-vedibile, dal 5 novembre. Ancora due settimane. Scegli, iscriviti, leggiamoci.

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