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Gramsci : Ideologia secondo Marx e Gramsci
di fulmini , Fri 31 August 2012 6:00
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La chiara e tonda distinzione che Roberto Finelli ha fatto ieri tra il concetto di ideologia in Marx e in Gramsci può servire ai lettori del sito-rivista in generale, per meglio interpretare e trasformare il mondo - e in particolare per meglio comprendere il dialogo tra Louis Althusser e me su Gramsci e Marx che ho pubblicato l'altro ieri su questa 'rivista di nuovo tipo'.

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Gramsci : Platone e Gramsci
di fulmini , Thu 2 August 2012 6:00
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Vedendo-e-sentendo questa lezione su Platone mi è venuto in mente questa nota dei Quaderni di Gramsci: “Se è vero che la filosofia non si sviluppa da altra filosofia ma è una continua soluzione di problemi che lo sviluppo storico propone, è anche vero che ogni filosofo non può trascurare i filosofi che l’hanno preceduto e anzi di solito opera proprio come se la sua filosofia fosse una polemica o uno svolgimento delle filosofie precedenti, delle concrete opere individuali dei filosofi precedenti. Talvolta anzi ‘giova’ proporre una propria scoperta di verità come se fosse svolgimento di una tesi precedente di altro filosofo, perché è una forza innestarsi nel particolare processo di svolgimento della particolare scienza cui si collabora.” (Q, 1273)

Riflettiamo:

1…“…la filosofia non si sviluppa da altra filosofia ma è una continua soluzione di problemi che lo sviluppo storico propone…” Questo vale per Platone, e vale per Gramsci.

2…“…ogni filosofo non può trascurare i filosofi che l’hanno preceduto e anzi di solito opera proprio come se la sua filosofia fosse una polemica o uno svolgimento delle filosofie precedenti…” Questo vale per Platone, e vale per Gramsci.

3…“…Talvolta anzi ‘giova’ proporre una propria scoperta di verità come se fosse svolgimento di una tesi precedente di altro filosofo, perché è una forza innestarsi nel particolare processo di svolgimento della particolare scienza cui si collabora…” Questo non vale per Platone, e non ha giovato a Gramsci. Innestandosi nel marxismo è stato di seguito confuso, ridotto, dai marxisti, al marxismo. La critica del marxismo è infatti alla base della sua nuova scienza, la scienza della storia e della politica.

4...Quando scrivo "la sua nuova scienza" mi domando quanto giovi a Luis Razeto ed a me il fatto che ci siamo "innestati" sul pensiero del Gramsci dei Quaderni del carcere. In effetti, noi abbiamo sviluppato con una certa originalità la scienza della storia e della politica.

Pasquale Misuraca


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Gramsci : Il fine e i mezzi
di fulmini , Tue 31 July 2012 6:00
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“Solo chi vuole il fine vuole i mezzi idonei a raggiungerlo.” – ha scritto Antonio Gramsci, ed io ne ho fatto una delle frasi-guida della mia vita.

Ieri, leggendo il Manuale [in greco Εγχειρίδιον / Enchiridion, "ciò che si tiene in mano"] di Epitteto, ho incontrato un pensiero affine, forse una delle fonti dirette o indirette del pensiero di Gramsci. Eccolo nella traduzione di Giacomo Leopardi:
“Innanzi di metterti a qualsivoglia operazione, divisane teco stesso le antecedenze e le conseguenze. Altrimenti tu intraprenderai con grande animo, non pensando punto alle cose che hanno a venire, ma in progresso, nascendoti qualche difficoltà e qualche vitupero, tu ti vergognerai. Desideri tu diventar vincitore olimpico? E io non meno di te, per Dio; ché ella è una qualità che fa onore. Ma considera prima le antecedenze e le conseguenze, e poi mettiti all’impresa. Egli ti conviene sottoporti a una disciplina e osservare una regola; mangiare sforzatamente; astenerti dalle confetture e cotali piacevolezze; esercitare il corpo per forza a certe ore assegnate, sì al caldo come al freddo; non usare bevande fresche né vino a tuo piacimento; in fine darti tutto in mano al maestro, né più né meno come a un medico. Di poi scendere nell’arringo; a un bisogno guastarti una mano, smuoverti un tallone; ingoiare di buoni tratti di polvere; a un bisogno anche toccare delle sferzate, e poi per ultimo esser vinto. Considerato che avrai tutte queste cose, se tu persevererai nel concetto di prima, datti agli esercizj dei giuochi. Ma se tu non considererai cosa alcuna innanzi, tu ti aggirerai come i bamboli, che ora fanno i lottatori, e quando gli atleti, e quando gli schermitori, poi strombazzano, poi contraffanno le tragedie. Così ancora tu: oggi schermitore, domani atleta, e quando oratore, poi filosofo, e nulla mai veramente, e con tutto l’animo, ma in guisa delle scimmie tu contraffai tutto quello che tu vedi, e muti voglia a ogni tratto. Perocché tu non imprendi mai cosa alcuna consideratamente, e spiatala prima bene da ogni banda, ma così a caso e per qualche fantasia leggera. Egli ci ha di quelli che veduto per avventura un filosofo, o udito dire a questo o a quello; oh, Socrate dice pur bene, e: chi è che possa favellare come Socrate? si mettono per voler filosofare ancor essi.
O uomo, considera prima sottilmente questo fatto del filosofare, di che sorta egli sia, e quindi fa di conoscere la tua natura, a vedere se tu sei buono da comportarlo. Vuoi tu pigliare la professione di fare alla lotta o vero ai cinque giuochi? tu hai da por mente alle tue braccia, alle cosce, ai lombi, perché una complessione è acconcia a una cosa e una a un’altra. Pensi tu di potere filosofando mangiare e bere e fare lo schifo e il dilicato come al presente? Egli ti bisogna vegliare, faticare, separarti da’ tuoi, essere vilipeso da un fanticello, in tutto essere inferiore agli altri, negli onori, ne’ magistrati, ne’ giudizj, in ogni coserella. Considera bene queste difficoltà e questi incomodi, e vedi se egli ti pare espediente di sostenerli per avere in compenso di quelli la libertà, lo stato dell’animo senza perturbazioni, senza passioni; e non voler fare come i fanciulli, oggi filosofo, poi gabelliere, appresso oratore, indi procuratore di Cesare. Queste qualità non si accordano insieme. Egli si vuole essere una persona sola, o valente o da poco; adoperarsi intorno alla parte principale di noi medesimi, o intorno alle cose di fuori; aver cura dell’intrinseco o dell’estrinseco; che è quanto dire essere filosofo o pure uomo comune.”

Pasquale Misuraca


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Gramsci : Freud e Gramsci
di fulmini , Wed 13 June 2012 6:00
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Gramsci : Gramsci, Vacca, Gerratana
di fulmini , Tue 5 June 2012 6:00
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{Ri-pubblico per i lettori del sito-rivista il 'fulmine' uscito sabato scorso 2 giugno 2012 su 'Alias' - supplemento culturale de 'il manifesto' inteso come quotidiano.}

Vacca, Gerratana, Gramsci e la crisi.

Argomento in questa rubrica, da sei anni e in cento salse, che Gramsci con i Quaderni ha avviato una nuova scienza: la scienza della storia e della politica. E che questa scienza è andata oltre tutti i marxismi compreso il marxismo di Marx, producendo (con il concorso di 37 anni di lavoro intellettuale e morale di Luis Razeto e mio) una serie di teorie scientifiche, prima fra le quali la ‘Teoria della crisi organica’.

Questa teoria mostra che al tempo in cui Gramsci scriveva i Quaderni era in atto la fase iniziale di una ‘crisi di civiltà’, la fase terminale della quale stiamo vivendo oggi.

Ecco perché Gramsci è attuale e ci serve come il pane.

Giuseppe Vacca pensa invece (in Vita e pensieri di Antonio Gramsci. 1926-1937, Einaudi 2012) che Gramsci ha elaborato nei Quaderni una ‘teoria delle crisi’ – al plurale e in generale, e che la crisi contemporanea al Gramsci del carcere fu superata dall’‘americanismo’.

Superata? No: prolungata - prima dal keynesismo, poi dalla Seconda Guerra Mondiale, infine dal neoliberismo. E ora non si sa più cosa fare.

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