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profili : Quando passava di là non riusciva a resistere alla tentazione
di Anonimo , Mon 19 May 2008 8:00
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Non un Profilo in Profili. Profili erano nati per uno spazio diverso, e con motivazioni precise. Non escludo che, in questo spazio, tornerà, di tanto in tanto, qualche vecchio Profilo, ma, pur mantenendo la rubrica il vecchio nome, per come erano stati pensati ora non troverebbero più giustificazioni.

Michele camminava diritto per la sua strada. Pensava fosse sapere di tutti che ci sono strade che non vanno da nessuna parte. Quel giorno, in quel preciso momento, camminava distratto, con la testa sopra il capello, quando alzando gli occhi incontrò dio cioè la sua immagine cioè proprio lui in persona. L’altro, dio, come ogni essere perfetto, invero perfettissimo, e onnisciente era completamente consapevole di sé. Era così pieno di qualità da sembrare persino più bello ed era di una bellezza assoluta e senza pari. Camminava come se sfiorasse l’asfalto; strada di periferia quella, strada modesta. Michele lo riconobbe subito, ma Michele, per vizio congenito, peccatore tra peccatori, quando incontrava dio, si chiedeva sempre, per prima cosa, se aveva peccato, poi si accertava di essere desto e, solitamente, cominciava a diffidare.

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profili : 8 - Il coraggio della stupidità
di Anonimo , Sat 19 April 2008 8:00
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Perché un uomo cioè un ragazzo cioè uno come lui deve mostrarsi stupido per farsi vedere coraggioso?

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profili : 7 - Uomini e lupi
di Anonimo , Wed 19 March 2008 7:00
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Un farfallino a pois gialli sbatteva lo Shaker. Guardarsi intorno era accorgersi che lì non c’erano che uomini uomini e uomini lupi. Ai secondi non avrebbe mai potuto mescolarsi, possedeva occhi che non sapevano mentire e carni troppo fragili. Ai primi aveva timore di vedersi accomunare e non era per arroganza. Quelli erano sporchi di parole. Ogni loro pensiero ne era sporco, di parole; nel goffo tentativo di nascondersi. Pensava tra sé: venditori di vento.

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profili : 6 - Viaggio a ritroso
di Anonimo , Tue 19 February 2008 9:00
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Autostrada A1, tratto Valdichiana Chiusi-Chianciano. Alice era un po’ che taceva al suo fianco. Lasciò che la linea blu della radio si cercasse una stazione e trovò quella vecchia canzone che credeva dimenticata. “Dreams are my reality the only kind of real fantasy / illusions are a common thing / ecc…” Ancor più per l’inglese era solo suono di memoria. Non era più quella persona. Percepì dei lampi di ricordi, niente di leggibile o preciso, poi un gusto e un odore. Doveva chiamarsi Carla quella ragazza; no! forse era Eleonora. Pensò a come tutto e lui stesso era cambiato. Fu costretto ad accostare e fermarsi. Si guardò allo specchietto e non gli piacque l’uomo che era. Si sistemò i capelli; più di qualcuno era già bianco. La donna al suo fianco si risvegliò accorgendosi che si erano fermati e gli chiese dove erano. Gli venne spontaneo risponderle che si era perso e, seppure in parte, era vero.

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profili : 5 - La sera prima (accelerazioni temporali)
di Anonimo , Sat 19 January 2008 7:00
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Ernesto non ancora trentenne era caduto e non s’era più rialzato durante un partita di calcio a cinque: infarto. Giovanni aveva rimandato la data della tesi, era la quinta volta; si poteva presumere che ne sarebbero seguiti altri innumerevoli rinvii e scuse stucchevoli. Alfredo ormai si stava tristemente accomiatando anche dagli ultimi capelli e non gli era rimasta che l’acqua benedetta per cercare di trattenerli. Vizzini stava al telefono e proponeva offerte favolose invece Patrizio aveva trovato un lavoro che, gli avevano promesso, gli sarebbe durato tutta la vita. Maurizio stava compilando la lista di nozze; il venerdì si sarebbero visti per l’addio al celibato; tutti, naturalmente tranne Ernesto. Nadia non lo guardava già più come prima ma era emozionata pensando al vestito, e agli invitati. Che gli avesse telefonato era un segreto destinato a rimanere tale. Gli aveva raccontato delle sue ansie e dei suoi dubbi. Lui aveva cercato di tranquillizzarla e le aveva detto che all’ultimo era sempre così. Non che lo sapesse per certo ma era l’unica cosa che lei volesse sentire. Aveva dovuto prometterle che niente sarebbe cambiato. Passò in rassegna tutti i volti degli amici e si chiese se fosse veramente vero che avevano trent'anni.

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