Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
(1) 2 3 » (sfoglia)
profili : Profili
di fulmini , Thu 25 August 2011 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  
Commenti?
profili : La neve
di Anonimo , Fri 19 September 2008 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Non era quello che a lui interessava o forse non gli interessava più e non interessa qui. Non avrebbe saputo dire perché ma a Simenon piaceva la neve; piaceva il segno di sé che l’uomo lasciava sulla neve; tracce. E non sapeva l’origine di quel pensiero.
Soprattutto, lo scrittore, provava simpatia per i colpevoli. Infondo, nei suoi romanzi, colpevole e vittima appartengono allo stesso paesaggio, alla stessa persona. Ed erano paesaggi duri e difficili quelli dove è la stessa vita a condannare, e il giudizio è come sospeso sopra le teste, al di sopra dell’uomo.

Leggi tutto... | 2 commenti
profili : La storia del pensiero
di Anonimo , Tue 19 August 2008 6:30
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Pare, ma questo solo pare, di queste cose non vi è mai certezza, che il grande Einstein elaborò la sua teoria della relatività seduto al bagno scrivendola sulle piastrelle (nessuno si è mai preso la briga di spiegarci con cosa). Ginsberg raccontava di aver scritto il suo Urlo su di un rotolo di carta igienica, ma stento a crederci anche data la quantità di parole di cui abbisognò per la poesia. Quel che è certo è che Frank Zappa, allora non ancora Frank Zappa ma solo il leader delle Madri, divenne famoso e girò il mondo seduto nella tazza. L’amico Zanni soffre di stitichezza ma forse questo non lo fa uno dei grandi pensatori. E’ evidente che viaggiando si impara ma stando fermi si riflette. Poi ognuno ha il suo modo di elaborare ed è libero di scegliersi il posto dove gli riesce pensare nel modo migliore, soprattutto quando si parla di persone che riescono a pensare.

Leggi tutto... | 2 commenti
profili : Una esile traccia
di Anonimo , Sat 19 July 2008 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Unico indizio un paio di mutandine. Non l’avevo mai vista in faccia. Avevo solo quello: un paio di mutandine con un leggero odore di violette. Le avevo portate in tasca per alcuni giorni certo che non ne avrei ricavato nulla. Questo almeno fino al venerdì. Io, solitamente, sono uno che non molla quando azzanna, ma non avevo molte speranze. Mi sbagliavo. E’ strano come una gran quantità di persone potesse conoscerla semplicemente dalle sue mutandine. E come quella gran quantità di persone sapesse quella gran quantità di cose su di lei, anche se nessuna che mi aiutasse definitivamente. Avevo saputo che era rossa ma non naturale. A dire il vero questo avrei potuto scoprirlo anche da solo e in breve tempo. Poi ero venuto a conoscenza di tanti piccoli particolari come il nome di quel profumo; la taglia degli abiti che portava, in verità una taglia in meno; il numero delle scarpe e l’altezza dei tacchi; la marca del suo rossetto preferito; le sue misure e quella del reggiseno. Alla fine ero arrivato ad un nome: Valeria. Da qui nessuno aveva voluto più parlare. Non un recapito. Non un posto tra quei posti che frequentava. Nessun indirizzo dove trovarla. Quella donna che ormai, nella mia testa, aveva fattezze più che precise tornava ad essere ingoiata dal nulla. Tornava ad essere una presenza impalpabile.

Leggi tutto... | 2 commenti
profili : Vita breve ed altre cose
di Anonimo , Thu 19 June 2008 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Il loro era un paesino di montagna, anzi era il paesino di montagna, così incastrato fra alte cime che mantenevano una leggera sfarinata bianca fin quasi alla fine dell’estate. Non molto frequentato perché erano molto chiusi e non sapevano vendere le loro meraviglie e attrezzarsi per la promozione turistica. Era una piccola cosa, un piccolo gioiello. Una piccola chiesetta. Una serie di straduncole doverosamente in salita. Un solo albergo nemmeno tanto ospitale. Mari di prati che facevano le fusa al sole appena mossi da un’eterna leggere brezza. Boschi immensi di abeti ritti come tanti soldati che vigilano dall’epoca dei tempi. Le facce sempre le stesse e un poco tutte uguali: facce scavate dal tempo nella roccia. Ermete era stato l’ultimo arrivato e dal suo insediamento erano passati almeno venti anni. Ormai era prossimo a vedersi riconosciuto il diritto di procurarsi la legna da quegli abeti, anche se in un bosco che si raggiungeva in non meno di due ore. Ormai lo chiamavano, quasi tutti, Titta.

Leggi tutto... | 2 commenti
(1) 2 3 » (sfoglia)