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eyes wide open : Dalla morte in diretta all’immagine infinita - 2 parte –
di fabiobenincasa , Tue 5 May 2009 5:00
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Una prova evidente della costruzione di questo reticolato di immagini ci è data dalle reazioni al terremoto in Abruzzo. Si tratta del primo evento che io possa ricordare completamente coperto non solo dai media verticali, ma anche e soprattutto dal web 2.0, cioè dai social network e dai blog. Il terremoto per ore ha avuto immagini e commenti provenienti solo da Facebook, Twitter e Youtube. Gli stessi telegiornali, ancor prima che le troupe arrivassero sul luogo della tragedia hanno usato liberamente questi materiali per i loro servizi.

Nei giorni successivi alla tragedia si è assistito a un vero e proprio scontro fra due stili retorici di comunicazione. Da una parte Vespa che andava in giro baciando le vecchie e palpeggiando i peluche trovati fra le macerie. Dall’altra blogger e comuni cittadini che inserivano on line immagini e testimonianze anche crude, spesso in opposizione a quelle più sentimentali dei TG.

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eyes wide open : Dalla morte indiretta all’immagine infinita - 1 parte -
di fabiobenincasa , Mon 30 March 2009 5:30
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Recentemente si è diffusa anche sui media italiani la commozione un po’ posticcia per la morte “in diretta” di Jade Goody. Per chi si fosse distratto dalle morbosità dei quotidiani, Jade Goody era una partecipante a diversi reality show in Gran Bretagna, diventata famosa soprattutto per gli insulti razzisti rivolti a una nota attrice indiana che avevano causato quasi un incidente diplomatico.

La Goody, successivamente al suo periodo di effimera celebrità sarebbe ricaduta nell’anonimato o nel semi-anonimato autoreferenziale che è concesso agli ex partecipanti dei reality, se non che si è improvvisamente ammalata di tumore all’utero ed è stato quasi subito chiaro che ne sarebbe morta. La reazione della donna non è stata quella di nascondere la sua malattia, ma di evidenziarla, fino a vendere l’esclusiva delle sue immagini da malata e da moribonda a diverse emittenti e riviste. Questa mossa, di rendere pubblica la propria agonia, è stata da una parte criticata, mentre è stata considerata coraggiosa da altri.

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eyes wide open : Frost/Nixon, il gelo del potere
di fabiobenincasa , Mon 23 February 2009 6:00
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Ci sono spettacoli che rivelano la loro essenza già a partire dal titolo e Frost/Nixon è uno di quelli. L’uso di una sbarretta anziché di una normale congiunzione «e» o di un «Frost contro Nixon» già ci permette di ricostruire l’intera impostazione del film. Ma andiamo con ordine.

Frost/Nixon è uno spettacolo che nasce per il teatro, una pièce di grande successo a Broadway, interpretata proprio dai due attori che si vedono nel film: Michael Sheen nella parte del presentatore David Frost, Frank Langella in quella del presidente Richard Nixon. Il film ricostruisce una famosa serie di interviste televisive rilasciate dall’ex-presidente Nixon a Frost nel 1977, partendo dal momento in cui sorge l’idea, nel 1974, all’indomani delle ignominiose dimissioni del Presidente, fino ai giorni convulsi delle registrazioni.
Fin dal titolo è chiaro che si gioca su una certa gemellarità fra i due protagonisti.

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eyes wide open : Masolino e Masaccio
di fabiobenincasa , Tue 20 January 2009 7:30
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Qualche tempo fa su questo sito-rivista, quel provocatore di Fulmini ha postato un articolo sul cinema, affermando che Gomorra sarebbe un film «conservatore», rispetto a tanti film «innovatori», e che la maggior parte dei film prodotti negli ultimi venticinque anni (o anche trenta) sono egualmente conservatori, dal punto di vista del linguaggio. La lista fornita come esempio di cinema conservatore era: ‘Million Dollar Baby’ (2004), ‘Un cuore in inverno’ (1992), ‘La ragazza del lago’ (2006), ‘Lanterne rosse’ (1991), ‘L’enigma di Kaspar Hauser’ (1974), ‘Parla con lei’ (2002), ‘Il padrino’ (1972), ‘Salaam Bombay’ (1988), ‘Terra e libertà’ (1995), ‘Schiava d’amore’ (1975), ‘Ferro 3’ (2004), ‘Central do Brasil’ (1997), ‘Il petroliere’ (2007), ‘Ho affittato un killer’ (1990), ‘Pulp Fiction’ (1994), ‘Toto le héros’ (1991), ‘Le onde del destino’ (1996), ‘Un film parlato’ (2003), ‘La recita’ (1975), ‘Lezioni di piano’ (1993), ‘Alessandria, perché?’ (1979), ‘Il dolce domani’ (1997), ’21 grammi’ (2003), ‘Lezioni di felicità’ (2007).

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eyes wide open : Controcultura, avanguardia, mainstream: fra musica e immagini
di fabiobenincasa , Thu 25 December 2008 6:00
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Di recente, per forza di cose, sono stato costretto ad occuparmi di cinema inglese e mi sono reso conto di quanto sia stata importante nella storia di quella cinematografia l’azione di famosi gruppi musicali. Questo forse perché il cinema inglese ha sempre avuto una struttura industriale debole, sottoposta alla fortissima concorrenza o all’invadente protettorato dell’industria hollywoodiana. I gruppi musicali degli anni Sessanta e Settanta diventavano una ricca committenza in grado di avvicinarsi al cinema con una certa libertà espressiva, fuori dai generi.

Bisogna sottolineare un’altra cosa: proprio in quegli anni è la tendenza dei produttori di musica pop, artisti ma anche discografici, a proporsi verso il pubblico con i mezzi e gli scopi delle vecchie avanguardie artistiche degli anni Venti-Trenta. Cosa vuol dire? I Beatles, per esempio, come i Surrealisti o i Futuristi, proponevano non solo musica ai loro fan, ma anche un modo di vivere, di vestirsi, di parlare, di amare. Insomma si portavano dietro un mondo. L’uso del cinema doveva servire appunto a propagandare un’estetica più larga di quella semplicemente musicale.

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