Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
(1) 2 3 4 ... 8 » (sfoglia)
eyes wide open : 'Il Negozio' sul grande schermo, a Roma
di fulmini , Thu 20 September 2018 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


fotogramma


RACCONTI DAL VERO

con il sostegno di
SIAE

in collaborazione con
FUORINORMA

presenta
giovedì 27 settembre ore 21.00

Centro Aggregativo Apollo 11 c/o Itis Galilei ingresso laterale di via Bixio 80/a (angolo via Conte Verde) - Roma

IL NEGOZIO un film di Pasquale Misuraca
Italia, 2017, 78’

introduce
il critico e storico del cinema Adriano Aprà che al termine della proiezione ne discute con gli spettatori e il regista.

Scheda tecnica
Regia: Pasquale Misuraca. Soggetto e sceneggiatura: Pasquale Misuraca, Alexandra Zambà. Interpreti: Alessandro Isidori, Angelo Volpe, Daniele Canavacci, Domenico Pesce, Emerico Giachery, Francesca Ceccherini Silberstein, Franco Chiarini, Gabriele Parrillo, Giuliano Cabrini, Ida De Santis, Julia Schmid, Mara Misuraca, Massimiliano Andreozzi, Michele Traetta, Noemi Paolini, Nuccio Fava, Pasquale Misuraca , Valerio Pella, Vincenza Fava Fotografia e suono: Alessandro Isidori. Musica: Gustavo Savino. Montaggio: Alessandro Isidori, Nefeli Misuraca. Produzione: Alexandra Zambà per LaVitaNuovaFilm

Ingresso con tessera associativa Apollo 11
(sottoscrivibile in loco)
Vale a dire: arrivate qualche minuto prima dell'inizio della proiezione, per avere il tempo di fare la tessera.

Invitate i vostri amici, italiani e non italiani: il film è sottotitolato in lingua inglese.

Ecco, come materiale informativo, la più recente recensione suscitata dal film:

Il Negozio è un’opera inclassificabile, destinata a suscitare stupore e meraviglia nei suoi spettatori lasciandoli in forte dubbio sul grado di “verità” insito nelle numerose sequenze che si susseguono quasi fossero altrettanti capitoletti all’apparenza intercambiabili perché privi di una loro evidente progressione narrativa. È il regista in persona, Pasquale Misuraca, che nella seconda inquadratura si rivolge al pubblico proponendo una spiegazione utile per comprendere lo statuto delle immagini del suo film. Si tratta di un “gruzzoletto di scene documentarie oggettive”, frutto della registrazione effettuata da alcune videocamere di sorveglianza installate nel negozio di ottica gestito da un suo amico, Daniele, che abbiamo scorto nell’inquadratura iniziale.

Nel frattempo, Daniele è morto in un incidente e il regista, che ha ereditato le riprese dalla moglie, ha deciso di ricavarne un film, memore delle parole rivoltegli dall’amico (“Chissà che non ti venga voglia di montare tutta questa roba”). Sembrerebbe non esservi alcun valido motivo per dubitare delle sue parole. Tanto più che la terza inquadratura, una soggettiva notturna di Misuraca che scaturisce da una sua breve passeggiata in via Merulana a Roma, permette di localizzare con estrema precisione il negozio romano in questione fino al punto di riconoscerne l’insegna, ed è sufficiente compiere una ricerca molto superficiale su internet per accorgersi che questo esiste realmente e che il suo titolare si chiama davvero Daniele. Ma al contempo la terza inquadratura sortisce un effetto spiazzante poiché materializza il punto di vista soggettivo del regista che appare ondivago e sembra preannunciare l’impianto complessivo del film, sospeso a metà strada tra la documentazione e la messa in scena di alcuni aspetti della realtà.

Il Negozio presenta una serie di microeventi che, scanditi di solito da dissolvenze in chiusura, si succedono all’interno dell’ottica in un’ideale continuità. Più che di eventi sarebbe il caso di parlare di incontri tra individui (Daniele, i suoi amici, i clienti), oscillanti tra una dimensione cronachistico-aneddotica e la prospettiva universale suscitata da riflessioni che sono tali e tante da colmare un ampio spettro dell’esperienza umana: l’amore e la seduzione, la morte, la crisi della civiltà, i ricordi dolorosi della guerra, la fiducia nel prossimo, la sete di vendetta e l’opportunità del perdono.

Ma soprattutto Il Negozio ruota attorno al motivo conduttore della visione, presente a molteplici livelli e in maniera più o meno esplicita. L’intero film, che nei titoli di coda il regista dedica a “those who see too much”, appare in bilico tra l’assunzione di un registro oggettivo e il ricorso a soluzioni frutto di una soggettività autoriale. Infatti, in alcune circostanze la porzione di spazio visibile nelle singole inquadrature a partire dalle quattro angolazioni distinte – tutte interne al negozio – è più o meno ampia, segno che le immagini sono state riprese da una diversa distanza. Inoltre, la fissità della stragrande maggioranza delle inquadrature è contraddetta da qualche zoom in avanti, mai appariscente. Infine, un particolare trattamento è riservato a due racconti proposti da Alessandro, amico di Daniele, che sono visualizzati ricorrendo a immagini estranee a quanto accade nel negozio.

Il tema della visione viene esplicitamente tematizzato in numerosi frangenti: come quando uno dei clienti restituisce a Daniele il paio di occhiali appena consegnatogli perché “vede troppo”, oppure quando una giovane donna si fa beffe di Daniele ostentando una cecità che è solo apparente; o, al contrario, quando un anziano pittore scopre di essere ormai cieco e allora cita l’illustre precedente costituito da Edgar Degas, che scelse di dedicarsi alla scultura poiché la perdita della vista lo distoglieva dalla pittura.

Con il suo registro predominante, divertito e lieve, che affiora anche quando vengono affrontati temi drammatici, Il Negozio si fonda su una vasta ed eterogenea gamma di soluzioni espressive, capaci di evocare distinte modalità di scrittura cinematografica, La fissità di quasi tutte le inquadrature, nelle quali a muoversi sono solo gli individui che si spostano all’interno dell’ottica, richiama il modo di rappresentazione del cinema cosiddetto primitivo; mentre i ripetuti raccordi che assicurano un’efficace continuità tra riprese effettuate da una diversa angolazione fanno piuttosto pensare al decoupage analitico, tipico del cinema classico; inoltre, la mescolanza costante di situazioni, toni e registri difformi riconduce a un tratto distintivo del cinema moderno.

Ma l’eredità più preziosa che questo film - originale e a tratti naif – lascia al suo spettatore è l’invito ad adottare un “nuovo modo di vedere la realtà e se stesso in rapporto alla realtà”, come osserva lo stesso Misuraca in un capitoletto del suo crito-film de Il Negozio (visionabile al seguente indirizzo: (« http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/essays/183-mappa-del-sesto-film.html »)

David Bruni, Il Negozio di Pasquale Misuraca - Quaderni del CSCI (Centro Sperimentale di Cinematografia) / numero 14 / Rivista annuale di cinema italiano / giugno 2018, pp. 210-211.

Commenti?
eyes wide open : Trouble in Paradise
di fulmini , Sat 17 June 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


I dieci film di Ernst Lubitsch che preferisco. 1. Trouble in Paradise (1932)
http://www.dailymotion.com/video/x246hmy_trouble-in-paradise-1932-feature_shortfilms

Commenti?
eyes wide open : Alessandro Isidori
di fulmini , Thu 9 July 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Alessandro Isidori


Pasquale Misuraca, Roma - giugno 2015


Alessandro fa il tecnico del computer. Per questa via ho cominciato a conoscerlo. Rapidamente intelligente, acutamente sensibile, mi ha presto insospettito - e così è venuto fuori, piano pianissimo, il tipo è riservato e reticente, che anni prima era sul punto di essere assunto come montatore in Rai, ma che la Rai aveva fatto in tutti i modi per mancare l'assunzione. Questo spiega perché la Rai versi in cattive acque, acquistando come acquista i raccomandati, i mediocri, i sissignore. Guardate Il Secolo dell'Ebbrezza, montato con me da Alessandro, e poi fatemi sapere.

Commenti?
eyes wide open : Gestualità retorica
di fulmini , Mon 6 July 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Gestualità retorica in un film muto su Nerone


Il critico cinematografico Adriano Aprà analizza la recitazione dei primi anni del cinema muto. Nel film del 1909 Nerone di Luigi Maggi, si raggiunge il massimo dell`enfasi e della retorica. Gli attori, forti di una gestualità caricata, stanno in alto, come degli eroi inavvicinabili; il pubblico, invece, occupa, in basso, una posizione subordinata.

La gestualità retorica della politica è ancora oggi influenzata dalla gestualità retorica del cinema muto, proprio in quanto i dirigenti della politica occupano una posizione sopraordinata, e i diretti una posizione subordinata. Pensate ai vari modi in cui la divisione organica tra dirigenti e diretti è messa in scena e nello stesso tempo mascherata da Varoufakis, da Obama, da Renzi, dalla Merkel, pensate e meditate.

"Ci sono due modi di fare il politico: si può vivere per la politica oppure si può vivere della politica." (Max Weber, La politica come professione)

Commenti?
eyes wide open : Maestri. Yasujirō Ozu (1)
di fulmini , Sat 4 July 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  
Leggi tutto... | 2 commenti
(1) 2 3 4 ... 8 » (sfoglia)