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a quattro mani : Le parole e le cose
di fulmini , Wed 16 November 2016 5:00
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Un nuovo amico di nome Giuseppe Pavone http://pinopavone.weebly.com/biografia.html mi manda un libro suo e di un amico meno nuovo di nome Lino Angiuli https://it.wikipedia.org/wiki/Lino_Angiuli, e la giornata comincia bene, con la fotografia e la poesia che si sposano felicemente -
Il libro ha per titolo herbarium ed è pubblicato da Edizioni di Pagina: http://www.paginasc.it
Trovatelo, compratelo, leggetelo e vedetelo, e capirete cosa volevano dire Robert Capa quando diceva "se una foto non è venuta abbastanza bene vuol dire che non eravate abbastanza vicini", e Pier Paolo Pasolini quando diceva "abbassarsi e vedere tutto da vicino e alzarsi e vedere tutto da lontano"

libro

il libro gonfio come un vecchio amico merlo quando è contento di vedermi e parlarmi


poesia


la poesia breve come uno scatto


foto


la foto ritmata come un verso

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a quattro mani : Crisi e ignavia
di unviaggiatore , Thu 14 August 2014 4:00
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Come sarà l'Italia fra 10 anni?

(Mattina di martedì 13 agosto 2014. Mi trovo con Alexandra a casa di Giuliano e Maria – nel sestiere Oregina, in cima a Genova. Maria e Alexandra sono scese in città. Piove. Propongo a Giuliano un dialogo scritto sul tema: 'Come sarà L'Italia fra 10 anni?' Accetta con entusiasmo. Andiamo a incominciare.)

GIULIANO
Parlando di quello che sarà il nostro futuro, dico spesso, in tono ironico, il Medioevo prossimo venturo.

PASQUALE
Io parlo di solito di crisi di civiltà. Sta morendo la civiltà moderna – nata sei secoli fa dalla crisi della civiltà medievale. Non so se supereremo questa crisi, attraverso la costruzione di una nuova civiltà. Parlo dell'Italia, ma anche degli altri Stati Nazionali – questa è la crisi della civiltà degli Stati Nazionali.

GIULIANO
La crisi che stiamo vivendo è sicuramente una crisi di civiltà, penso alla miseria della politica. Si parla spesso di politici corrotti che usano il denaro pubblico per interessi personali, questo è un problema ma non è IL PROBLEMA. Il problema è la globalizzazione delle idee, politici ignavi che non riescono a essere scienziati.

PASQUALE
Sono d'accordo. E mi domando: Nei prossimi 10 anni l'Italia sarà protagonista della costruzione di una nuova civiltà? Negli ultimi decenni non lo è stata. Quanto ai capi politici, Prodi e Berlusconi non hanno agito in questa prospettiva. Renzi non agisce in questa prospettiva.

GIULIANO
Dobbiamo cambiare gli strumenti della politica, i partiti sono uno strumento obsoleto. Possiamo pensare oggi a un partito che sia l'intellettuale collettivo? Per costruire una nuova civiltà occorre l'impegno di tutti, l'impegno nello studio per verificare le informazioni e poter scegliere.

PASQUALE
E gli intellettuali italiani, gli artisti, gli scienziati, cosa stanno facendo, cosa faranno dell'Italia nei prossimi 10 anni? Tra Quattrocento e Cinquecento sono stati protagonisti del superamento della crisi della civiltà medievale e la costruzione della civiltà moderna. Oggi mi colpisce la loro ignavia, giusta la tua parola, Giuliano. Chi non è ignavo, chi di loro non vive oggi “sanza 'nfamia e sanza lodo”, scagli la prima pietra su questo dialogo sarcasticamente appassionato.

GIULIANO
Oggi siamo ancora alla confusa ricerca di soluzioni mediatiche della crisi economica e sociale e politica e culturale. Oggi possiamo dire “soltanto ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.

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a quattro mani : Dialoghi sul Vangelo laico
di fulmini , Wed 11 September 2013 4:00
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E’ venuto a trovare Alexandra e me, da Genova a Roma, Giuliano Cabrini, amico di una vita. In questi giorni ci divertiamo come ragazzi, fotografando la città, visitando i musei, dialogando intensamente. Ecco un dialogo pomeridiano sul Vangelo laico secondo Feliciano.

Pasquale:
Dunque, hai letto e riletto il libro che ho scritto con Luis – in un arco lungo 20 anni. Sono contento. Lo abbiamo scritto specialmente per gli essere umani come te: creativi, autonomi, solidali.
Vorrei capovolgere l’ordine normale del dialogo tra Autore e Lettore. Di solito è il Lettore che interroga l’Autore. Stavolta sarà l’inverso – ti porrò io delle domande: è venuto per me, per noi, il momento di ascoltare.
Dimmi, Giuliano, questo Gesù di Nazaret che parla e agisce, che desidera e inveisce nel Vangelo laico secondo Feliciano’ somiglia in qualche modo al Gesù di Nazaret che tu hai immaginato per tuo conto nel corso della tua vita fin qui, fino a prima di leggere il libro?

Giuliano:
Mi piace partire con una premessa prima di rispondere alla tua domanda. Come si guarda alla figura di Gesù? Gesù di Nazaret non è Gesù Cristo, non è il Gesù dei cristiani. Sono agnostico, posso quindi dire che il Gesù di cui scrivete tu e Luis è il Gesù che immagino presente oggi o meglio il suo insegnamento trasportato ai giorni nostri; è sicuramente il Gesù che immaginavo prima di leggere il vostro libro, immaginavo Joshua come un rabbi che mette in discussione la Legge e la supera, una mente critica in continua evoluzione.

Pasquale:
Una mente critica in continua evoluzione? Ma i Vangeli canonici rappresentano Gesù in maniera radicalmente diversa, come un essere compiuto in continua emanazione. Questo vuol dire che i Vangeli canonici non soddisfacevano neanche te come rappresentazione letteraria della figura, degli atti e delle parole di Gesù di Nazaret?

Giuliano:
I Vangeli canonici non mi soddisfacevano. Per una serie di ragioni.
Una di queste è la seguente. Consideriamo la difficoltà della traduzione di una lingua. Prendiamo la frase: ‘Joshua ben Jousef Nazarioth’, che si può tradurre in italiano ‘Gesù figlio di Giuseppe il Nazareno’. Ora metto la punteggiatura. Se scrivo ‘Gesù, figlio di Giuseppe il Nazareno’ il Nazareno è Giuseppe. Ma se scrivo ‘Gesù, figlio di Giuseppe, il Nazareno’ il Nazareno è Gesù. Nello scritto originario in ebraico non ho trovato punteggiatura, non solo ma non è chiaro se in ebraico Nazarioth sia plurale o singolare, quindi se si riferisca ad uno o e entrambi. Ancora: Nazareno vuol dire soltanto nato a Nazareth? Chi erano i Nazareni, e come si rapportavano con la Legge?

(Pomeriggio di martedì 9 settembre 2013)

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a quattro mani : Fare insieme
di fulmini , Mon 8 August 2011 7:50
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L’amico, l’amante, la sirena.


Un giorno, anzi una notte, Helmut e Francesco passeggiavano lungo il porto.

Avvicinatisi all’acqua, osservavano i pesci. Helmut si sporge e ne carezza uno.

Francesco rimane di stucco e domanda al pesce: “Vi conoscete?”

Il pesce, calmo: “E tu, lo conosci a Helmut?”

Francesco: “Certo! Abbiamo fatto insieme il servizio di leva a Civitavecchia. E tu, dove lo hai conosciuto?”

Il pesce: “Anche io l’ho conosciuto a Civitavecchia. Nel mare Tirreno. Si è immerso, l’ho visto e abbiamo fatto subito amicizia.”

Francesco guarda Helmut, guarda il pesce, e dice: “Allora tu sei la sirena di nome Alexandra!”

Helmut guarda Francesco, guarda la sirena, e dice: “Infatti. Alexandra regala la sua amicizia, ma soltanto a chi se la merita.”

Francesco si sporge e dice: “E l’amore lo vogliamo regalare?”

La sirena Alexandra si mette a cantare.

Francesco ed Helmut salutano Alexandra e proseguono ballando la passeggiata.

Nel cielo c’è la Luna, ma arriva anche il Sole.


(Giuliano Cabrini e Pasquale Misuraca coautori)


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a quattro mani : Saggi!
di fulmini , Sun 17 July 2011 4:00
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