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agathotopia : Sui vangeli
di unviaggiatore , Wed 26 April 2017 4:00
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Pasquale Misuraca scrive “Gesù è noto per aver fondato la religione cristiana. Falso. Questa religione l’hanno fondata i suoi discepoli, male intendendo le sue parole e i suoi atti. I suoi discepoli, dopo la sua morte, raccontano ad altri la sua storia come l’hanno capita e vogliono capirla, scrivono i vangeli.”

Le religioni vengono trasmesse soprattutto per via orale,qui sorgono subito dei problemi, ci sono differenze tra la Torah scritta e quella orale trascritta dopo. Ci sono problemi di lingua, la lingua dei colti e quella dei meno colti e non solo, ebraico e aramaico e inoltre espressioni e modi di dire diversi che possono portare a interpretazioni diverse.
Chi ha scritto i vangeli? In quale lingua?
In aramaico? Quale aramaico, l'aramaico giudaico oppure l'aramaico galileo? I vangeli sono scritti in greco, quale greco, ionico, dorico? La lingua greca era diffusa nel bacino del mediterraneo, esistevano i dialetti greci e il greco entra anche nell'aramaico galileo.
Leggo i vangeli in italiano e non sono in grado di valutare la traduzione dal greco antico, vedo però differenze nei vangeli canonici, le ultime parole di Gesù, Matteo 27:45-56; Marco 15:33-41; Luca 23:44-49; Giovanni 19:25-30
Secondo Matteo e Marco:
Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Troviamo la stessa frase nel salmo 22 di Davide.
Secondo Luca: Padre nelle tue mani consegno il mio spirito.
Secondo Giovanni: Tutto è compiuto. Se con Giovanni posso pensare che Gesù volesse essere ucciso perché si compissero le scritture, allora devo prendere in seria considerazione il Vangelo di Giuda. Leggendo Giovanni 8,1-11, penso che l'episodio sia un falso storico, coloro che vogliono lapidare l'adultera fanno riferimento alla legge mosaica. Ma questa legge non prevede che gli adulteri siano portati davanti ai giudici e la sentenza, per la donna, può essere diversa se il fatto è avvenuto in città o in campagna?

NOTA A PARTE
E' possibile che l'interpretazione dei vangeli della Chiesa sia servita ai potenti, per giustificare le loro malefatte, a produrre una sorta di imperialismo teologico?

Giuliano Cabrini




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agathotopia : Capodanno italiano
di unviaggiatore , Thu 5 January 2017 11:00
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1 Gennaio 2017, anno nuovo vita nuova.

Guardava dalla finestra, gli sembrava tutto uguale, la stessa via, la stessa gente che passava. Sembrava un giorno come tanti dell'anno precedente. Eppure qualcosa doveva essere cambiato, anno nuovo vita nuova, nessuno vedeva il nuovo. In realtà per lui era cambiato qualcosa, la novità era che dal primo gennaio aveva perso il posto di lavoro.

Giuliano Cabrini

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agathotopia : Tombeur de femmes
di unviaggiatore , Wed 16 November 2016 4:00
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Tombeur de femmes ovvero il mondo è piccolo.

Luisa passando aveva visto Alice seduta al Caffè Torino.
- Ciao Alice, finalmente possiamo parlare un po'.
Ti ho vista tre volte con un ragazzo in via Po, volevo venire a salutarti ma sembravate impegnati a parlare e non volevo disturbare, chi è quel ragazzo? -
- Non so, Luisa, mi capita di incontrare qualcuno quando esco dall'università, che tipo è? -
- Uno che parla molto, per tre volte ho aspettato che finisse di parlare, ma non la finiva mai e tre volte me ne sono andata -
- Parla molto? Ma allora è Renato. Il mio ragazzo, lui abita a Milano, te lo farò conoscere, è simpatico -

Un giorno Luisa, mentre andava all'università, aveva visto Renato, era solo, lui non la conosceva e lei per un attimo aveva pensato di presentarsi dicendo di essere amica di Alice, poi aveva deciso:
- Non si può, se questo comincia a parlare io vado fuori corso -

Luisa aveva amici a Milano, era andata a trovarli. Era al bar con loro quando entrò Renato, si diresse verso il tavolo dove erano seduti, conoscevano le stesse persone, ecco l'occasione per presentarsi. Non fece a tempo, lui salutò appena e cominciò a parlare, non poteva sapere che Luisa era amica di Alice, non l'aveva mai vista, quindi parlava liberamente.
-Ragazzi vi devo raccontare di ieri sera con Anna, che serata!-
Non prendeva neppure fiato mentre parlava, descriveva il loro incontro, diceva quello che avevano fatto nei particolari più intimi.
-Ragazzi è una vampira!-
Luisa ascoltava ma non sorrideva come gli altri, pensava - Questo è il ragazzo di cui la mia amica Alice è innamorata? Lei ha capito bene chi è questo Renato? Un po' birbaccione può passare ma questo è proprio stupido, rozzo, volgare, non ha rispetto per le ragazze, capace di parlare di Alice come ora parla di Anna-
Sorrise solo quando Luigi, un po' scocciato di quel racconto minuzioso, aveva detto - René, non ho capito se vai con le ragazze perché ti piacciono o per il piacere di raccontarlo -

Lo stesso giorno Luisa aveva telefonato a Alice dicendo, che sarebbe tornata a Torino e che gli avrebbe raccontato, parola per parola, quello che Renato aveva detto.
Alice non poteva dire a Renato che sapeva, lui avrebbe negato, neppure poteva dire come aveva saputo, gli era stato detto da qualcuno?
Se un giorno si fossero incontrati per caso con Luisa lui avrebbe potuto riconoscerla e avrebbe capito che era stata lei a parlare.
Amava Renato ma doveva tacere per non coinvolgere Luisa.
Accolse Renato sorridendo come sempre, fingeva di non sapere, ma da quel giorno sentiva meno forte il dovere della fedeltà, una ragione in più per tacere.
Renato non sapeva nulla, non pensava neppure che anche il ragazzo di Anna avesse potuto sapere, era troppo stupido per pensare che il mondo è piccolo.

Giuliano Cabrini

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agathotopia : Il mistero dei vasi scomparsi
di unviaggiatore , Mon 24 October 2016 4:00
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Il mistero dei vasi scomparsi, di Giuliano Cabrini

I

Al centro di un grande tavolo, nel salone del circolo dei letterati, c'erano due bellissimi vasi di onice. Il salone era grande, arredato con mobili d'antiquariato, molti libri, due grandi finestre illuminavano la sala, c'erano molte cose di valore. A Luigi piacevano soprattutto i due vasi, erano uguali, sicuramente due pezzi unici, era rimasto colpito dalla loro bellezza sin dalla prima volta che li aveva visti. Era solo nella grande sala e pensò di prenderne uno, nessuno lo avrebbe visto ma doveva esserne sicuro, girò per le altre sale, nessuno. Ora poteva prenderlo, nessuno poteva vederlo, lo avrebbe messo sotto il cappotto per nasconderlo al portiere all'uscita. Tornò nel salone, sul tavolo c'era un solo vaso, allora non era solo, ormai aveva deciso, quel vaso doveva essere suo, ripercorse le altre stanze, nessuno. Prese in fretta il vaso e uscì.

II

I soci del club parlarono di quella scomparsa, decisero di non denunciare il furto, ne andava del buon nome del circolo. L'accesso era riservato ai soci e nessuno doveva pensare che fra i soci ci potesse essere un ladro, erano tutte considerate persone di grande moralità. Poteva essere entrato un ladro di notte? Non si doveva pensare che quelle stanze non fossero un luogo sicuro.
I soci sapevano che era un luogo sicuro e allora? Persino quelli che pensavano che il ladro fosse tra loro si convinsero che non era possibile, per convincersi di una cosa basta volerlo. Quel furto diventò un mistero. Si può credere senza sapere? Certo: Mistero della fede. Nel tempo la cosa fu dimenticata.

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agathotopia : L'uomo del dubbio
di unviaggiatore , Wed 6 April 2016 4:00
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L'uomo del dubbio
di Giuliano Cabrini

Dicevano che era un uomo buono, uno che non avrebbe fatto male a nessuno.
Lui non ne era sicuro, certo non aveva fatto male a nessuno, ma forse perché nessuno aveva mai fatto male a lui?
Se fosse successo? Come si sarebbe comportato?
In lui persisteva il dubbio, mancava la prova dei fatti.


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