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agathotopia : La ricerca della verità
di unviaggiatore , Fri 13 July 2018 4:00
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La ricerca della verità

Il ricordo e la storia

Molto tempo fa un padre parlò, al figlio, di Gesù il nazareno. Forse si era spiegato male e il figlio parlò a suo figlio di Gesù di Nazareth. Il figlio aveva capito che Gesù era nato a Nazareth. Questo racconto, in quella famiglia, attraverso il ricordo, è passato nel tempo di generazione in generazione. La lingua è cambiata, anche il modo di raccontare è cambiato. Oggi l'ultimo esponente della famiglia pensa che Gesù sia nato a Gerusalemme.

Il Gesù storico

I vangeli si devono a testimoni oculari? Oppure ad autori vissuti in un'epoca posteriore, autori che non hanno conosciuto Gesù, persone che ne hanno sentito parlare da altri che a loro volta hanno sentito parlare di Gesù da altri che ne hanno sentito parlare da altri ancora? Anche a proposito dei vangeli canonici, se diciamo che gli autori dei vangeli sono Matteo, Giovanni, Luca e Marco vediamo che i primi due figurano nella lista dei dodici Apostoli e gli altri due figurano come discepoli di Paolo e Pietro, rispettivamente. Se Marco scrive quello che ha detto Pietro, perché Il vangelo di Pietro (apocrifo) è diverso da quello di Marco?
Chi ha scritto veramente i vangeli? Dove troviamo la verità? Chi era Yeshua ben Yosef nazarioth? Perché nei vangeli canonici in italiano troviamo i nomi in italiano, tutti tranne uno, Bar-abba rimane in aramaico e diventa Barabba al punto da sembrare un nome?

Giuliano Cabrini

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agathotopia : I pensieri di Shimon ben Matityahu
di unviaggiatore , Thu 12 April 2018 4:00
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I pensieri di Shimon ben Matityahu

I
Shimon era un uomo umile, un galileo che aveva dimostrato la sua fedeltà a Roma, i Romani si fidavano di lui. Si fidavano di un servo fedele fino a permettergli di ascoltare i loro discorsi, pensando che comunque lui non conoscesse il latino al punto da capire tutto, forse non ascoltava neppure. In realtà Shimon era un uomo colto conosceva il latino, il greco, l'aramaico e l'ebraico, erano invece i Romani che non conoscevano l'etimologia del nome ebraico Shimon: Colui che ascolta, che sa ascoltare.
Lui ascoltava quello che i soldati dicevano, tenendo la testa bassa e le mani giunte dietro la schiena mostrando rispetto e sottomissione, ascoltava attentamente e pensava. Per la Pasqua ebraica Pilato doveva liberare un prigioniero. Ridevano i soldati, pensavano che Pilato avrebbe liberato Gesù per compiacere sua moglie Claudia Procula, sapevano quanto il prefetto era sensibile al fascino femminile.
Anche Shimon pensava che Pilato avrebbe liberato Gesù ma non per compiacere Claudia.
Capiva le difficoltà del prefetto Pilato a governare un popolo insofferente al dominio romano, rissoso al punto che riuscivano a litigare fra loro.
Doveva tener buono il popolo, fingere di concedere agli Ebrei di decidere, di scegliere quale prigioniero doveva essere liberato, ma a essere liberato doveva essere Gesù figlio di Giuseppe. Per questo avrebbe fatto scegliere tra due che avevano lo stesso nome: Gesù figlio di Giuseppe Yeshua Ben Youssef Nazarioth e Gesù figlio del padre Yeshua Bar Abba. Un nazareno e uno zelota.
Yeshua Bar Abba era uno zelota, nemico giurato di Roma, un bandito, un sicario.
Yeshua Ben Youssef era un nazareno, i Nazareni - riconoscevano Mosè e credevano che avesse ricevuto le leggi, ma non la legge dei farisei, la legge definita mosaica prevedeva la pena di morte ma nelle tavole di Mosè il dito di Dio aveva scritto “Non uccidere”. I Nazareni erano ebrei che rispettavano tutte le osservanze ebraiche, ma non offrivano sacrifici, consideravano un sacrilegio sacrificare animali.
I Nazareni creavano divisioni nel popolo ebraico. Pilato sapeva che la divisione, la discordia dei popoli soggetti giova a chi vuole dominarli: “Divide et impera”. Per questo il Nazareno era utile alla causa di Roma, Bar Abba combatteva Roma.

II
Era incredulo Shimon. Era stato liberato lo zelota Bar Abba e condannato il nazareno Yeshua.
Shimon guardava da lontano la crocifissione, i seguaci di Gesù avevano chiesto di avere il corpo lo stesso giorno per poterlo portare al sepolcro, il giorno dopo non avrebbero potuto farlo perché il giorno dopo era Shabat. Yeshua era stato aiutato a morire, strano. Il crocifisso deve morire lentamente la sofferenza deve essere lunga. Pensava Shimon, era veramente morto il nazareno? Perché il corpo era stato portato via in fretta? O forse il corpo era quello di Bar-Abba? Era strano che fosse stato liberato un nemico giurato di Roma. Avrebbe potuto vedere Bar-Abba libero? Difficile, dopo lo scampato pericolo lo zelota avrebbe pensato di nascondersi.

III
Aveva sentito che Maria di Magdala era andata al sepolcro, lo aveva trovato vuoto e aveva pianto per la disperazione, qualcuno aveva portato via il corpo del maestro. Poi lo aveva visto, “ Donna perché piangi? Chi cerchi? (Gv.20,15) Perché cercate tra i morti colui che è vivo?” (Lc. 24,5)
Maria lo aveva detto ai discepoli: Ho visto il maestro!
Si diceva che Gesù era risorto. Shimon camminando in mezzo alla gente, sorrideva, pensando che nessuno aveva mai sconfitto la morte, come poteva Gesù essere risuscitato?
Maria credeva alla resurrezione perché aveva visto il sepolcro vuoto e aveva incontrato Gesù vivo, ma anche per coloro che credevano la resurrezione di Gesù rimaneva un enigma. I morti non resuscitano. Qualcuno dice che Gesù è il Signore Dio onnipotente? Dio è Yahveh, colui che era, è, sarà, l'eterno. Come può l'eterno resuscitare se non muore?
Pensava Shimon, chi era stato deposto dalla croce, Gesù vivo oppure Bar Abba morto, portato via in fretta per non farlo riconoscere? Forse Pilato era riuscito a crocifiggere lo zelota nemico giurato di Roma.

Giuliano Cabrini

crocifissione

Ligabue, Crocifissione.

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agathotopia : Sui vangeli
di unviaggiatore , Wed 26 April 2017 4:00
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Pasquale Misuraca scrive “Gesù è noto per aver fondato la religione cristiana. Falso. Questa religione l’hanno fondata i suoi discepoli, male intendendo le sue parole e i suoi atti. I suoi discepoli, dopo la sua morte, raccontano ad altri la sua storia come l’hanno capita e vogliono capirla, scrivono i vangeli.”

Le religioni vengono trasmesse soprattutto per via orale,qui sorgono subito dei problemi, ci sono differenze tra la Torah scritta e quella orale trascritta dopo. Ci sono problemi di lingua, la lingua dei colti e quella dei meno colti e non solo, ebraico e aramaico e inoltre espressioni e modi di dire diversi che possono portare a interpretazioni diverse.
Chi ha scritto i vangeli? In quale lingua?
In aramaico? Quale aramaico, l'aramaico giudaico oppure l'aramaico galileo? I vangeli sono scritti in greco, quale greco, ionico, dorico? La lingua greca era diffusa nel bacino del mediterraneo, esistevano i dialetti greci e il greco entra anche nell'aramaico galileo.
Leggo i vangeli in italiano e non sono in grado di valutare la traduzione dal greco antico, vedo però differenze nei vangeli canonici, le ultime parole di Gesù, Matteo 27:45-56; Marco 15:33-41; Luca 23:44-49; Giovanni 19:25-30
Secondo Matteo e Marco:
Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Troviamo la stessa frase nel salmo 22 di Davide.
Secondo Luca: Padre nelle tue mani consegno il mio spirito.
Secondo Giovanni: Tutto è compiuto. Se con Giovanni posso pensare che Gesù volesse essere ucciso perché si compissero le scritture, allora devo prendere in seria considerazione il Vangelo di Giuda. Leggendo Giovanni 8,1-11, penso che l'episodio sia un falso storico, coloro che vogliono lapidare l'adultera fanno riferimento alla legge mosaica. Ma questa legge non prevede che gli adulteri siano portati davanti ai giudici e la sentenza, per la donna, può essere diversa se il fatto è avvenuto in città o in campagna?

NOTA A PARTE
E' possibile che l'interpretazione dei vangeli della Chiesa sia servita ai potenti, per giustificare le loro malefatte, a produrre una sorta di imperialismo teologico?

Giuliano Cabrini




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agathotopia : Capodanno italiano
di unviaggiatore , Thu 5 January 2017 11:00
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1 Gennaio 2017, anno nuovo vita nuova.

Guardava dalla finestra, gli sembrava tutto uguale, la stessa via, la stessa gente che passava. Sembrava un giorno come tanti dell'anno precedente. Eppure qualcosa doveva essere cambiato, anno nuovo vita nuova, nessuno vedeva il nuovo. In realtà per lui era cambiato qualcosa, la novità era che dal primo gennaio aveva perso il posto di lavoro.

Giuliano Cabrini

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agathotopia : Tombeur de femmes
di unviaggiatore , Wed 16 November 2016 4:00
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Tombeur de femmes ovvero il mondo è piccolo.

Luisa passando aveva visto Alice seduta al Caffè Torino.
- Ciao Alice, finalmente possiamo parlare un po'.
Ti ho vista tre volte con un ragazzo in via Po, volevo venire a salutarti ma sembravate impegnati a parlare e non volevo disturbare, chi è quel ragazzo? -
- Non so, Luisa, mi capita di incontrare qualcuno quando esco dall'università, che tipo è? -
- Uno che parla molto, per tre volte ho aspettato che finisse di parlare, ma non la finiva mai e tre volte me ne sono andata -
- Parla molto? Ma allora è Renato. Il mio ragazzo, lui abita a Milano, te lo farò conoscere, è simpatico -

Un giorno Luisa, mentre andava all'università, aveva visto Renato, era solo, lui non la conosceva e lei per un attimo aveva pensato di presentarsi dicendo di essere amica di Alice, poi aveva deciso:
- Non si può, se questo comincia a parlare io vado fuori corso -

Luisa aveva amici a Milano, era andata a trovarli. Era al bar con loro quando entrò Renato, si diresse verso il tavolo dove erano seduti, conoscevano le stesse persone, ecco l'occasione per presentarsi. Non fece a tempo, lui salutò appena e cominciò a parlare, non poteva sapere che Luisa era amica di Alice, non l'aveva mai vista, quindi parlava liberamente.
-Ragazzi vi devo raccontare di ieri sera con Anna, che serata!-
Non prendeva neppure fiato mentre parlava, descriveva il loro incontro, diceva quello che avevano fatto nei particolari più intimi.
-Ragazzi è una vampira!-
Luisa ascoltava ma non sorrideva come gli altri, pensava - Questo è il ragazzo di cui la mia amica Alice è innamorata? Lei ha capito bene chi è questo Renato? Un po' birbaccione può passare ma questo è proprio stupido, rozzo, volgare, non ha rispetto per le ragazze, capace di parlare di Alice come ora parla di Anna-
Sorrise solo quando Luigi, un po' scocciato di quel racconto minuzioso, aveva detto - René, non ho capito se vai con le ragazze perché ti piacciono o per il piacere di raccontarlo -

Lo stesso giorno Luisa aveva telefonato a Alice dicendo, che sarebbe tornata a Torino e che gli avrebbe raccontato, parola per parola, quello che Renato aveva detto.
Alice non poteva dire a Renato che sapeva, lui avrebbe negato, neppure poteva dire come aveva saputo, gli era stato detto da qualcuno?
Se un giorno si fossero incontrati per caso con Luisa lui avrebbe potuto riconoscerla e avrebbe capito che era stata lei a parlare.
Amava Renato ma doveva tacere per non coinvolgere Luisa.
Accolse Renato sorridendo come sempre, fingeva di non sapere, ma da quel giorno sentiva meno forte il dovere della fedeltà, una ragione in più per tacere.
Renato non sapeva nulla, non pensava neppure che anche il ragazzo di Anna avesse potuto sapere, era troppo stupido per pensare che il mondo è piccolo.

Giuliano Cabrini

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