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Eftimios : Poesia anonima popolare monferrina
di fulmini , Mon 2 November 2009 5:00
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Per l’antologia della poesia italiana dedicata ad Eftimios oggi ho scelto:

AR CASTE’ D’AIUIJ

Ar caste’ d’Aiuij
Na bela fija u j’è;
Da là passa ïn giuvo
U r’ha faja dmandèe.

Tant ben che si vurrivo
Tice dui si sun malà.
Ra bela all’ustaria,
U zuvo all’uspidal.

Ra bela all’eua fresca,
U zuvo all’eua panà;
Ra bela dir bun sippe,
U zuvo ir pan grattà.

Ra bela an sra strapuncia,
Giuvinin an sra paja:
Ra bela morta all’arba,
Giuvinin all’alvèe du sū.

Ra bela an s’l’iss dra gesia,
U zuvo an s’u spazià;
An fund ai pei dra bela
U jé nassì ir pumin granà.

L’ha ir foje tantu grande
Ch’u fa umbra a trei sità;
Ina l’è Viruna,
L’altra r’è ir Casà.

L’altra r’è Valenza.
O che trei bele sittà!
An fund ai pei dra bela
U j’e nassì ir pumin granà.

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Eftimios : Francesco Petrarca
di fulmini , Fri 2 October 2009 6:00
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Per due ragioni propongo in questa rubrica (che è diventata, finito di pubblicare il racconto a puntate Vita breve di Eftimios, una sorta di antologia della poesia italiana a Eftimios dedicata) Erano i capei d’oro a l’aura sparsi, il sonetto 90 del Canzoniere di Francesco Petrarca:

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi
che ‘n mille dolci nodi gli avolgea,
e ‘l vago lume oltra misura ardea
di quei begli occhi ch’or son sì scarsi;

e ‘l viso di pietosi color’ farsi,
non so se vero o falso, mi parea;
i’ che l’ésca amorosa al petto avea,
qual meraviglia se di sùbito arsi?

Non era l’andar suo cosa mortale,
ma d’angelica forma, et le parole
sonavan altro che pur voce humana:

uno spirto celeste, un vivo sole
fu quel ch’i’ vidi; et se non fosse or tale,
piagha per allentar d’arco non sana.

*

Ecco ora la ‘traduzione in prosa’ del sonetto – per rendere sufficientemente comprensibile il testo ai non specialisti della lingua petrarchesca:

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Eftimios : Euritmia
di fulmini , Wed 2 September 2009 7:00
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In questa rubrica pubblico una antologia della poesia italiana dedicata ad Eftimios, e altro che mi riporta a lui - come questa foto: l'ho scattata pensando che avrebbe sorriso guardandola.

finestra con tenda annodata (compone un triangolo a testa in giù) sormontata dalla cima di un albero (triangolo a testa in su)

Pasquale Misuraca, Santiago de Chile, 17 agosto 2009 12:01

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Eftimios : Antonio Porta
di fulmini , Sun 2 August 2009 8:00
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Parole sole

2.

nave
vena
vane
van
ave
eva
neva
va

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Eftimios : Variazione su una poesia di Toti Scialoja
di fulmini , Thu 2 July 2009 8:00
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C’è una poesia di Toti Scialoja che recita così:

Vive a Zara, anzi vi langue,
la zanzara senza zeta,
non si azzarda a succhiar sangue
ma nient’altro la disseta.

Sta nel libro scritto-e-disegnato ‘Una vespa! Che spavento’ (Einaudi 1975), che abbiamo letto - Alexandra, io, Eftimios, Nefeli, Sofia - in casa, in viaggio, prima e dopo - fino a scompaginarlo.

Dal principio m'è parso d'intravedere una potenzialità incompiuta, una surrealtà mancata, in questa bella e giocosa poesia, alla quale vorrei finalmente affiancare la seguente variazione:

Vive a Zara, anzi vi langue,
la zanzara senza zeta,
non si assarda a succhiar sangue
ma nient’altro la disseta.

Eftimios l’avrebbe forse certo condivisa. Lo immagino lo vedo sorridere leggermente, appena stringendo gli occhi – ancora più lucenti - e la bocca – ancora più albicocca.


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