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fratelli alberi : platano
di fulmini , Fri 3 November 2006 8:00
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Il platano è un fratello albero grande fino all’imponenza. E’ arrivato in Italia dall’Asia - non ci fosse stata l’Asia, in quali condizioni verserebbero questi famosi occidentali? persino un romano cosmopolìta come Plinio non finiva di stupirsi che un tale albero fosse stato importato “da un paese diverso solo per la sua ombra”! Omni modo, il platano sopporta bene gli enciclopedici naturalisti e l’inquinamento atmosferico, per merito del suo proprio scortecciamento. E’ per omologia dunque – penso - che Marsia finì appeso a un platano. Secondo i mitografi quel deforme sileno sfidò col suo flauto Apollo e la sua cetra, ponendo come condizione che il vincitore avesse mano libera sul vinto, ma restò sconfitto e venne scuoiato dal dio della bellezza. Torno a rivedere il “Marsia” dei Musei Capitolini: ammiro un uomo alle soglie della vecchiaia eppure alto, longilineo, proporzionato, elegante, bellissimo e mi domando dove sia il sileno selvatico gonfio come un otre, provvisto di naso camuso, orecchie e coda di cavallo. E se l’essere scuoiato appeso all’albero scortecciato – mi domando al quadrato - fosse invece Apollo, divino conoscitore del futuro e per ciò suicida alle soglie del crepuscolo degli dèi?

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fratelli alberi : catalpa
di fulmini , Wed 25 October 2006 8:00
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Il catalpa è un albero spettinato che promana colore e offre riparo dalla pioggia e dal vento e dal sole. Proviene dalle regioni temperate dell’India di Colombo e dell’India di Alessandro, e si può trovare nei giardini, nei parchi, nelle piazze. Io vado spesso dal catalpa astante l’Oratorio dei Filippini di Francesco Borromini, l’autore delle architetture organiche, dove la matematica e le forme vegetali, la geometria e le forme animali si confondono, come nel cappuccino si combinano il caffè e il latte: “che non sai – diceva Zavattini - dove comincia l’uno e dove finisce l’altro”. Guardate il coronamento mistilineo di questa facciata d'oratorio: non è solo un arco ribassato del cielo, non è solo un timpano svettante del tempio, è l’uno e l’altro insieme. Qui, con questa commovente facciata concava, il Borromini ha costruito una forma che abbraccia "ogn'uno che entri" e anche ognuno che sosti, te prossimo essere umano o te catalpa prossimo essere florale, fratelli.

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fratelli alberi : ippocastano
di fulmini , Fri 20 October 2006 8:00
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L’ippocastano è un albero rustico e nobile dal portamento imponente, e dalla chioma espansa, che tende a configurarsi come la cupola di San Pietro realizzata da Giacomo Della Porta e può raggiungere – se non è inquinato, o segato prima del tempo suo - l’altezza di un edificio di dieci piani. E’ migrato a noi da Costantinopoli-Bisanzio-Istànbul negli anni in cui moriva Tiziano e nasceva Caravaggio, arricchendo la flora, le città, il miele occidentale. In primavera è decorato da fiori ermafroditi riuniti a formare infiorescenze a racemo – grappoli insomma, ma non a mammella in giù come le viti bensì a testa in su come la spirale di Sant’Ivo alla Sapienza costruita da Francesco Borromini. I suoi frutti – maturi in autunno, vale a dire in questi giorni – a prima vista paiono castagne ma a osservarle meglio si rivelano più sferiche e birorzolute e, tenuti nella tasca da un ragazzo o guardati nella borsetta di una donna o stipati nello zaino di un uomo, sembrano preservare dal raffreddore, curare artrite e reumatismi, trasmettere tranquillità. I terapisti dell’antichità consigliavano perciò di abbracciare regolarmente alberi di ippocastano. Fatelo a prescindere, amico e amica telematici: fa bene abbracciare, bene fa essere abbracciati.

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