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fratelli alberi : Come un platano
di fulmini , Tue 26 October 2010 6:00
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persone sull'Aventino, colle di Roma

PM, Platano di Piazzale Ostiense - Roma, 25 ottobre 2010 11:03

Continuo a co-ordinare questo Sito-Rivista, che sogno paritario di contributi come la pura amicizia, e vado costruendo di giorno in giorno - come qualche lettore generoso sa - un sito personale che ho soprannominato 'Sito-Officina'.

È composto dalle sezioni Film (5), Documentari (13), Video (8), Sceneggiature (8), Drammi (2), Romanzi e Racconti (1 e 60), Fotografie (150) e Belle Arti (5), Calepino (1 dizionario e 1 videodizionario), Scienza (1º libro di scienza della storia e della politica - presto seguirà il 2º), Essays (20 saggi e 60 articoli), Haiku e Poesie (60 e 30), Autoritratti (10), e un bozzolo di TeleVisione in Rete.

Ogni giorno integro, aggiungo e soprattutto levo, lascio cadere le opere inessenziali – facendomi guidare nella potatura dalle visitazioni, dalle iscrizioni, dai commenti, e dall'esempio di fratello platano il quale ogni giorno si rinnova liberandosi dalla vecchia scorza.

Pasquale Misuraca


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fratelli alberi : Il Cipresso
di fulmini , Mon 19 July 2010 6:00
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{E' uscito sabato 3 luglio su 'Alias' questo mio 'fulmine' che può incuriosire gli amanti sfrenati. L'intera serie olimpica la trovate qui. Pasquale Misuraca.}

Riflettendo sugli amori che muoiono per eccesso d’amore, forse ho trovato il bandolo del mito di Ciparisso e il Cervo.

Entra in campo per primo l’amato, il Cervo. “Sacro alle ninfe che abitano i campi di Cartea, vi era un gigantesco cervo; con le corna ampiamente ramificate, esso da sé porgeva folta ombra alla sua testa. D’oro splendevano le corna e al ben tornito collo stavano appesi, scendendo sulle spalle, monili ornati di gemme. Gli balzava sulla fronte, legata da catenelle, una borchia d’argento, dal tempo della nascita; da ambe le orecchie, intorno alle tempie incavate, fulgevano perle. Senza paura esso era solito visitare volentieri le case e porgere per le carezze il collo a mani sconosciute.” (Ovidio, Metamorfosi)

Entra ora in campo Ciparisso, l’amante. “Ma più che ad altri, esso era caro a te, o bellissimo tra gli abitanti di Ceo. Tu conducevi il cervo a pascoli intatti, allo specchio di fonti limpide; tu, a volte, fra le sue corna intrecciavi fiori infiniti; a volte, standogli sul dorso a guisa di cavaliere, lieto vagavi per ogni dove, frenando la sua arrendevole bocca con guinzagli di porpora.” (O, M)

Col trascorrere della felicità dei giorni e delle notti cresce l’affezione d’amore, che inebria e trascina e scuote l’amante nel vortice d’una insostenibile eccitazione, d’una insopportabile esaltazione. Finché un giorno - afferma la tradizione - l’amante uccide involontariamente l’amato. “Involontariamente” ripete – certificando la tradizione – Károly Kerényi, autore del gran libro di mitologia greca “destinato agli adulti” Gli dèi e gli eroi della Grecia. “Involontariamente, scambiandolo per un cervo qualunque.” Ma può – io che scrivo mi domando e domando a te che leggi - l’amante scambiare l’amato con qualunque? E come poteva Ciparisso confondere con altri il suo Cervo dalle corna d’oro, la borchia d’argento, i monili ornati di gemme, le perle fulgenti?

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fratelli alberi : Due tigli
di fulmini , Sun 8 November 2009 5:00
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due tigli vista dal basso

Pasquale Misuraca, Benevento - dalle finestre di Giuseppe Nenna, 14 maggio 2009

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fratelli alberi : La robinia di Piazza Dante
di fulmini , Fri 21 August 2009 8:00
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robinia vista dal basso

Pasquale Misuraca, Robinia, 25 maggio 2009 11:41


Qualche tempo fa intorno alla robinia ho pubblicato un racconto di poche parole e fotografato la sua ombra.


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fratelli alberi : Il nastro rosso
di fulmini , Thu 26 March 2009 7:00
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albero fiorito

Roma, Piazza Vittorio, 21 marzo 2009


L’altro ieri, alla libreria Odradek di Roma, partecipando alla presentazione di Solo nel verso, ho fatto quel che avevo anticipato a S. amico letterato, e cioè ho rivelato urbi et orbi come costruisco i miei haiku rimati, intendo come li costruisco artigianalmente – essendo un artista prima di tutto un artigiano. Ora, essendo stato impossibilitato S. ad essere presente all’evento, per consolarlo della dolorosa perdita gli ho promesso che lo avrei recuperato, il numero artista = artigiano, per lui e per i curiosi coautori e lettori del sito-rivista, e siccome non amo ripetermi, evitando di trascrivere il già detto l'altro ieri su uno degli haiku stampati, sceglierò un haiku della seconda serie - non contenuto nel libro sopraddetto, e pubblicato sul sito-rivista poco tempo fa, questo: Plana lo storno / sul platano. Nel becco / un ramo secco. Scelta non casuale: questo haiku ha ricevuto da S. un raffinato commento ricostruttivo – l’artista costruisce, il critico ricostruisce.

Mi trovavo – nel bel mezzo d'un pomeriggio di prima primavera - all’incrocio di via Labicana con via Merulana, a Roma, aspettando un amico cineasta (PierL.) che ritardava (i miei haiku nascono di solito nei ‘ritagli di tempo’ – sono un tipo che non conosce i ‘tempi morti’), alzo gli occhi al cielo (cabrata) e vedo un uccello planare - plana, mi sono detto, è uno storno - lo seguo (panoramica combinata con zoom) fino a che si poggia sul ramo alto d’uno dei platani di via Merulana. Aguzzo gli occhi (piano a figura intera) e mi rendo conto che tiene stretto nel becco (dettaglio) un ramo secco. Una serie progressiva di commozioni – il cielo vasto singolarmente puntinato, la discesa dell'uccello-ali-alianti con qualcosa di costruttivo - parte per il tutto - stretto nel becco - il ramo secco seme-gemma-foglia dei nidi in formazione. a) Parto sempre da una commozione o una serie di commozioni per scrivere. b) Dopo la calda commozione ecco subentrare tosto il freddo lavoro dell’artigiano, che produce (a volte) una serie ritmata di parole in rima. Plana. Platano. Becco. Secco. Lavoro imperterrito fino a che si produce c) una nuova calda commozione, quella propria della fioritura delle cantilene, delle ninne nanne, dei giochi di parole infantili, una condizione che accomuno visceralmente alle parole risuonate ricordate dall'infanzia di figlio e dall'infanzia dei miei figli come padre. Com’è come non è compongo mentalmente l’haiku, lo ritengo a memoria, arriva l’amico cineasta.

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