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colonna sonora : Colonna sonora
di fulmini , Mon 15 August 2011 4:00
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colonna sonora : 10 - La sacerdotessa del Rock
di Anonimo , Wed 15 October 2008 6:00
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Fino a questo momento abbiamo visto quasi sempre esempi di cantanti che scrivono la loro musica ma ci sono anche coloro che reinterpretano canzoni di altri e voci che ispirano la scrittura di musica. La canzone è un’alchimia strana e resta importante il modo in cui se ne prende possesso a come la si fa propria o la si “consuma”. Ricordo una lontana arguta argomentazione del prof. Massimo Cacciari sul perché della definizione di popolare per la musica.
rappresentazione di uno spazio teatrale con attore e pubblico su fondali reali, foto accartocciata e rosa
Composizione grafica di Mario DG – Spazio scenico: Omaggio a Erwin Piscator.

Per parlare di interpreti di canzoni di altri per la prima volta ci siamo affidati ad una donna. Una donna che in vari modi attraversa tutta la scena, anche temporale, di questa musica. Questa musica che non è solo semplicemente musica, dal beat degli anni sessanta, anzi già da prima, fin dal Rock and roll, cioè dagli anni cinquanta, dal primo dopoguerra, è modo di essere, mondo, appartenenza, sentire comune. Magari anche di questo aspetto ne riparliamo.

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colonna sonora : 9 - Il rimmel sognante
di Anonimo , Mon 15 September 2008 7:00
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Vorrei che fosse un invito a leggere o rileggere musica, questa musica, queste pagine, e comunque la musica. A fermarsi ed ascoltarla con le orecchie, con la mente, col cuore, e a lasciarsi andare. Ad acquistare il disco perché credo che il disco vada ascoltato per intero, soprattutto quelli di cui si sta parlando. Anche perché, in questi casi ogni scelta è molto dolorosa.
Ragazzino con gatto che guarda alla televisione la stessa realtà che si intravede dalla finestra
Fotocomposizione Mario DG

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colonna sonora : 8 - Donna e musica
di Anonimo , Fri 15 August 2008 8:00
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Qui non interessano le persone ma la musica ovvero quello che fa la musica popolare cioè ciò che la fa adottare all’interno di un gruppo o meglio che ne fa contributo alla cultura. In questo contesto, parlando di musica come memoria o come testimonianza, si potrebbe pensare ai canti del lavoro, spesso semplici accompagnamento ai suoi gesti, o alle canzoni degli emigranti e a mille altri esempi. Il mio ricordo in questo momento vaga e va con emozione ad una splendida testimonianza da un campo di concentramento Die Moorsoldaten (Il canto dei deportati) .
Chi potrebbe, in questo caso, dare più dignità a Arnold Schönberg più che a Luigi Nono più che a Léo Ferré o, al limite, a Captain Beefheart (mi piacerebbe, prima o poi, inserire il suo dissacrante Dachau Blues) o infine all’anonimo? Torniamo alla musica.

Muro con mostra delle copertine dei dischi della cantante Nico, volo di farfalle e una bicicletta appoggiata
“Da dx a sx”: progetto per un scultura grafica di Mario DG

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colonna sonora : 7 - A scuola di musica nera
di Anonimo , Tue 15 July 2008 6:00
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Senza voler assolutamente aprire una polemica tra l’analogico e il digitale, per quelli che come me avevano vent’anni nel sessantotto o (per altri) giù di lì, almeno per quanto riguarda la musica, credo abbiano assistito a ben altre rivoluzioni. Ancora bambino tenevo l’orecchio rapito attaccato alla radio. Poi appena ragazzino ho subito il fascino della prima televisione e la musica era quella che mandavano per Sanremo. In seguito i rudimentali giradischi e con i primi soldi a comprare i 45 gg. con quella che era finalmente la “nostra musica” e, di corsa a casa, ad ascoltarla fino allo sfinimento e a consumare il vinile.

Progetto di manifesto per cene migranti: Su sfondo di tela piccolo sole, piroga con quattro vogatori, due mappamondi di emisferi diversi in colori diversi raggiunti da volo di uccelli
autore Mario DG

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