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lo Stato del meridione : Ceto politico, informazione, mafie
di filippopiccione , Wed 10 June 2009 6:50
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La dichiarazione rilasciata alla Commissione parlamentare antimafia dal procuratore della Repubblica di Napoli Giandomenico Lepore non ha avuto l’eco che meritava. Tanto meno la parte in cui riferiva che il 30 % dei politici campani sono collusi con la criminalità organizzata. Perché? Qualche settimana fa nel Rapporto di Freedom House si metteva in luce che la stampa in Italia è “parzialmente libera”, anche “a causa delle intimidazioni della mafia ai giornalisti e della concentrazione proprietaria dei media”.

Dal momento che non hanno alcuna vocazione ideologica né etica, le mafie puntano di volta in volta sul cavallo vincente. Il 30 % della classe politica: il sindaco, il presidente della provincia, il presidente della regione, le rispettive giunte... È con i rappresentanti di queste istituzioni e gli esponenti di questi organismi che il crimine organizzato stabilisce una relazione che ha bisogno di alimentarsi continuamente delle risorse destinate alle opere pubbliche e ai servizi - di cui i capi clan si aggiudicano gli appalti più sostanziosi - ma anche di interloquire nelle nomine di primari ospedalieri, nelle raccomandazioni per i concorsi delle Università, nelle candidature elettorali, nelle designazioni degli amministratori degli enti locali, nella realizzazione dei centri commerciali, nelle variazioni dei piani regolatori generali e particolari, così come in ogni campo e piega della società da cui poter trarre vantaggi economici, controllo del territorio, consenso dei cittadini.

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lo Stato del meridione : La Regione Abruzzo e il ‘partito’ mafioso
di filippopiccione , Sun 10 May 2009 7:30
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Durante questi mesi di crisi finanziaria ed economica globale, in Italia la questione criminalità organizzata è rimasta un po’ in ombra. Ma le forze del Contro-Stato (Mafia + ‘Ndrangheta + Camorra) sono sempre in azione.

In un primo momento anche il terremoto in Abruzzo aveva messo la sordina al loro operare sotterraneo. Ma in quella Regione, in questi mesi - secondo un recente rapporto della Procura della Repubblica - il Contro-Stato aveva piantato le sue radici e lavorato in contiguità con la Pubblica Amministrazione nel settore redditizio degli appalti e lo smaltimento dei rifiuti, attraverso “la costituzione e il trasferimento di società che potrebbero servire come serbatoio per il riciclaggio del denaro sporco e al tempo stesso procacciarsi i finanziamenti pubblici per lo smaltimento dei rifiuti”.

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lo Stato del meridione : Apologia di Giovanni Falcone
di filippopiccione , Sat 14 March 2009 7:00
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Il 23 maggio 1992, sull’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, all’altezza di Capaci, con un telecomando a distanza, viene fatto saltare in aria il corteo delle macchine sulle quali viaggiano Giovanni Falcone, sua moglie e gli uomini della scorta – che restano in terra tutti morti. Viene a mancare così l’uomo-magistrato che ha rappresentato lo spartiacque fra quanti la mafia vogliono combatterla e quanti vogliono subirla.

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere”. Questo, Falcone diceva, un anno prima di morire, ad una giornalista francese corrispondente da Roma per ‘Le Nouvel Observateur, Marcelle Padovani.

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lo Stato del meridione : Bianco che più bianco non si può
di filippopiccione , Tue 10 February 2009 6:50
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Ho pensato fosse utile riportare il contenuto di una lettera inviata al cardinale Ernesto Ruffini - arcivescovo di Palermo negli anni Sessanta - dalla segreteria di Stato della Santa Sede all’indomani della strage di Ciaculli, avvenuta il 30 giugno 1963.

“Come è noto all’Eminenza Vostra Reverendissima, la Chiesa Evangelica Valdese, ad iniziativa del Rev. Pastore Pier Valdo Panascia di Palermo, ha pubblicato lo scorso mese in codesta città un manifesto per deplorare i recenti attentati dinamitardi che hanno provocato numerose vittime fra la popolazione civile.
Nel segnalare detta iniziativa all’attenzione dell’Eminenza Vostra, mi permetto sottoporre al Suo prudente giudizio di vedere se non sia il caso che anche da parte ecclesiastica sia promossa un’azione positiva e sistematica, con i mezzi che le sono propri – d’istruzione, di persuasione, di deplorazione, di riforma morale – per dissociare la mentalità della cosiddetta “mafia” da quella religiosa e per confortare questa ad una più coerente osservanza dei principi cristiani, con triplice scopo di elevare il sentimento civile della buona popolazione siciliana, di pacificare gli animi, e di prevenire nuovi attentati alla vita umana”.

P.S: Non sono in grado di sapere se da parte del Cardinale ci sia stata una risposta. Sarebbe stato importante, nel caso affermativo, conoscerne il tenore e il contenuto. Quello che si sa - e abbiamo avuto modo di sottolinearlo in uno dei posts precedenti – è che l’Arcivescovo di Palermo, alla domanda posta da un giornalista: “Cos’è la mafia?”, ha risposto senza pensarci due volte: “Forse è una marca di detersivo.”

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lo Stato del meridione : Il bello e il brutto della Calabria
di fulmini , Mon 9 February 2009 7:00
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Sono venuto a conoscenza, grazie a Umberto Maiorca - amico per vocazione e storico per professione, di una pagina memorabile di Leonida Repaci sulla Calabria. Propongo ai lettori-scrittori di integrarla attraverso i commenti: la ripubblicherò a operazione conclusa.
L'idea mi è venuta notando l'assenza di Siderno, che "come voi ben sapete" è il luogo natìo della contraddizione (comincia infatti col 'sì' e finisce col 'no').


Quando fu il giorno della Calabria

Dio si trovò in pugno 15000 km2 di argilla verde con riflessi viola. Pensò che con quella creta si potesse modellare un paese di due milioni di abitanti al massimo. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro.

Si mise all’opera, e la Calabria uscì dalle sue mani più bella della California e delle Hawaii, più bella della Costa Azzurra e degli arcipelaghi giapponesi.

Diede alla Sila il pino, all’Aspromonte l’ulivo, a Reggio il bergamotto, allo Stretto il pescespada, a Scilla le sirene, a Chianalea le palafitte, a Bagnara i pergolati, a Palmi il fico, alla Pietrosa la rondine marina, a Gioia l’olio, a Cirò il vino, a Rosarno l’arancio, a Nicotera il fico d’India, a Pizzo il tonno, a Vibo il fiore, a Tiriolo le belle donne, al Mesima la quercia, al Busento la tomba del re barbaro, all’Amendolea le cicale, al Crati l’acqua lunga, allo scoglio il lichene, alla roccia l’oleastro, alle montagne il canto del pastore errante da uno stazzo all’altro, al greppo la ginestra, alle piane la vigna, alle spiagge la solitudine, all’onda il riflesso del sole.

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