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fotoGrafie : La prima foto mostrata
di fulmini , Thu 20 July 2017 4:00
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giovane, bicicletta, mare

Pasquale Misuraca, Salonicco, 29 aprile 2014


Ci vediamo al Castello di Monopoli: prendo parte alla mostra fotoletteraria 'Scatti di Poesia' con questa foto:
http://www.monopolitimes.com/2017/06/21/foto-inaugurata-la-mostra-fotoletteraria-scatti-di-poesia-2017/

Non vado in giro per fare foto. Non faccio il fotografo di professione. Non mi guadagno il pane facendo e vendendo foto. È una vocazione la mia.
Così, ogni volta che esco di casa prendo con me, tra i vari oggetti di comunicazione e di scambio, una comune macchina fotografica digitale. Per esperienza so che a volte mi assale e mi vince il bisogno, colpito e ferito ma non affondato da qualcuno o qualcosa, di testimoniare l’incontro.
La macchina è minuscola, anonima, priva di qualsiasi protesi, di fatto invisibile. Pre-vedo un attimo prima l’evento, tiro fuori dal taschino della giacca o della camicia (secondo le stagioni) la digitale, l’accendo, inquadro, scatto, la spengo, la ripongo.
Poi, tornato a casa dal viaggio o dalla camminata, scaricando e rivedendo sullo schermo del computer gli scatti, salvo l’essenziale e ne tengo conto in vario modo, nei sogni a occhi aperti o chiusi, nel corso delle mie attività professionali – di scienziato e regista.
Nei saggi e libri e seminari e conferenze di scienza della storia e della politica che scrivo e parlo, nei programmi televisivi e spettacoli teatrali e documentari e film che progetto e realizzo, quegli scatti certe volte diventano, attraverso il duro divertimento del concetto e dell’immagine, radici di conoscenza e semi di rappresentazione.
Adesso che ci penso posso dire che ho fatto di me un testimone di avventure e di visioni fin da ragazzo. I colpi, gli incontri, le ferite, le apparizioni, vissuti e sperimentate nel mondo grande e terribile e piccolo e memorabile, al principio li ho registrati a occhiate (alla lettera: tengo dalla nascita un’elefantiaca memoria visiva) e fissate a fucilate (alla lettera: da ragazzo sono stato un terribile cacciatore). Le scritture di parole e di immagini sono venute dopo.
Vivevo a Siderno, un paese di mare della Calabria ionica, e per fortuna sono andato ad abitare, tra la seconda metà degli anni Cinquanta e la prima metà dei Sessanta del Novecento, secondogenito di quattro figli, dentro e fuori una casa di campagna. Al mare prossimo e all’Aspromonte lontano si sono aggiunti valloni, vigneti, timpe, siepi, uliveti, temporali, albe, serpenti, uccelli… – insomma la misera ristrettezza del borgo si è arricchita dell’immensa varietà della natura.
Alla contemplazione e osservazione si è aggiunta presto l’attività di artigiano-e-cacciatore: ho precocemente appreso a prepararmi da solo le cartucce per il mio calibro 20 e cacciavo in tutto il tempo libero dallo studio e dai lavori di campagna tutta la selvaggina possibile. Ho smesso di sparare un pomeriggio del Sessantuno. Da sotto uno dei miei giganteschi ulivi sparo un fringuello appena posato su uno dei suoi rami, aspetto che mi cada al fianco, entro il cerchio della chioma, non scende niente. Passa qualche secondo di stupore e planano due piume leggere: lo avevo polverizzato.
È stata proprio questa esperienza infantile del vedere con occhio acuto e colpire con mano ferma a fare di me, negli anni della maturità, un cineasta (e uno scienziato della storia e della politica) per professione e vocazione – e un fotografo testimone.
Come regalo di fine d’anno di uno dei primi anni di questo millennio, una coppia di amici mi fanno una comune macchina digitale. Da allora, ogni tanto, quando non posso farne a meno, per caso e necessità, scatto qualche foto. Come questa, fissata a Salonicco nella primavera del 2014.
Mi trovo in questa città bagnata dallo stesso mare sulle sponde del quale sono nato, il Mediterraneo, con la complice, Alexandra (Zambà). La sto accompagnando amorosamente in uno dei suoi viaggi di conoscenza e di lavoro – siamo ospiti dell’Istituto Italiano di Cultura a Salonicco (che di lì a qualche mese, sotto il peso della crisi economica degli Stati Nazionali, scomparirà).
Un dopopranzo, attratto dalla luce e dal cielo e dal mare, scendo, da solo, con la digitale come al solito nel taschino, verso il lungomare fresco d’impianto. Cammino, osservo, distrattamente, cioè concentrato sul tutto della luce e del cielo e del mare, e ad un certo punto noto che tra me e il mare passano ogni tanto giovani in bicicletta.
Ne intravvedo uno arrivare da lontano. Giovane. Vestito di nero. In alto, sul mare, di fronte a me, il Sole domina la situazione e la disegna. Arretro, allontanandomi dal mare, e rintanandomi tra due alberi, per usare gli alberi giovani pure loro come parasole naturale e cornice estrema. Due, tre, quattro passi, trovo il centro della scena tra due alberi di pino, con la coda dell’occhio vedo sopraggiungere il giovane nero in bicicletta, calcolo il tempo e – lui intanto, lasciato il manubrio, pedala in equilibrio sovrappensiero - scatto.
Poi, di ritorno a Roma, rivedo gli scatti di quelle giornate, e quando mi cade questa sott’occhio ho un tuffo al cuore. Mi pare di aver bloccato, testimoniato, composto uno di quei “momenti decisivi” di cui diceva Henri Cartier-Bresson (uno dei miei fratelli maggiori di fotografia), uno di quei luoghi-e-attimi in cui spazio-e-tempo, uomo-e-civiltà, luce-e-ombra, appaiono e sono una cosa sola.
Passano i mesi, gli anni. Alexandra, istigata da Lino (Angiuli) scrive una poesia per incroci e scatti 2017. Me la legge – altro tuffo al cuore. Passano i giorni, mi dice che potremmo associare quella sua poesia mediterranea e una mia foto mediterranea. Le torna in mente questa. Torna in mente anche a me.
Ecco.

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fotoGrafie : Il corpo e l'anima
di fulmini , Tue 20 June 2017 4:00
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suora

Pasquale Misuraca, Roma - via Merulana - giugno 2017


Il ladro di anime ha colpito ancora.

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fotoGrafie : Autobus
di fulmini , Thu 8 June 2017 4:00
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nonnina


Pasquale Misuraca, Roma - giugno 2017

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fotoGrafie : Prima della sfilata
di fulmini , Sat 3 June 2017 4:00
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tre amici


Pasquale Misuraca, Roma - 2 giugno 2017

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fotoGrafie : Il peso dell'inquadratura
di fulmini , Thu 1 June 2017 4:00
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donna e muro


Pasquale Misuraca, Roma - 30 maggio 2017

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