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diritto e rovescio : Bamboccioni
di gius , Thu 8 January 2009 6:00
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Fino a quando dunque, figlio mio, abuserai del nostro patrimonio? Fino a quando dovremo mantenerti? Cotesta domanda, rivolta da due genitori al loro amatissimo figlio, è stata dibattuta in così tante puntate di Forum che tutti dovrebbero cognoscer la risposta; ma poi che io son più affidabile di Forum ritengo opportuno fugare quei dubbi che in proposito possano esservi rimasti.

Il dovere dei genitori di mantenere i figli scaturisce dal 30 Cost., comma I come principio generale: «È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio». La norma in cui questo principio s’invera è poi così scolpita dal 147 c.c.: «Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli». Breve brevissima premessa: detto obbligo non riguarda solo gli alimenti, ma – sottolinea Cass. 24 febbraio 2006, n. 4203 – comprende anche “l'aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale”, etc. Ci siamo capiti. Per il resto, tale 147 c.c. rimane una norma un po’ laconica, che detta già dei primi criteri cui i genitori nell’adempiere l’obbligo debbano attenersi, ma che non ci dice fino a quando tale obbligo permanga, per cui come sempre dovremo citare un po’ di giurisprudenza.

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diritto e rovescio : Ancora sulla guida in istato d’ebbrezza
di gius , Mon 8 December 2008 7:00
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Proseguiamo i ragionamenti intorno alla fattispecie di cui allo scorso messaggio per aggiungere altre riflessioni forse un po’ scomode ma che lo statuto che ci siamo dati impone di fare. Oramai siamo lanciati e non ci ferma più nessuno. Vorrei in particolare considerar vosco l’altro aspetto che colpisce, o sia che l’investitore dopo il misfatto si dia alla fuga. In questi casi i p.m. son lesti nel contestare, oltre all’omicidio colposo, l’omissione di soccorso. Vediamo se hanno ragione.

Le norme di riferimento si trovano nel 189 (Comportamento in caso di incidente), sempre del c.d. “Codice della strada” (d. lgs. 30 aprile 1992, n. 285), e sono in particolare i commi I e VI di codesto articolo. Asserisce il I che «L’utente della strada, in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, ha l’obbligo di fermarsi e di prestare l’assistenza occorrente a coloro che, eventualmente, abbiano subito danno alla persona». Il VI aggiunge la previsione di pene per colui che, «nelle condizioni di cui al comma 1, in caso di incidente con danno alle persone, non ottempera all’obbligo di fermarsi».

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diritto e rovescio : Una considerazione sulla guida in stato d'ebbrezza
di gius , Sat 8 November 2008 8:00
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Ultimamente s’è diffusa una moda assai trista, cioè a dire quella di assumere alcoolici, sostanze stupefacenti o (comunque) psicotrope, mettersi al volante, falciare qualcuno e fuggire. È un problema che – pare – si vorrebbe risolvere ricorrendo al diritto penale: sento sempre più spesso il solito ritornello, “bisogna aumentare le pene”. Questa strada, al momento, mi pare impraticabile. Vediamo perché.

Chi auspica pene più severe fonda le proprie ragioni sulla tesi che “chi si mette al volante dopo aver bevuto commette omicidio doloso, non colposo”. E in vece no. Ex 43 (Elemento psicologico del reato), comma I c.p. si ha delitto doloso «quando l’evento dannoso o pericoloso […] è dall’agente preveduto e voluto». Occorre che vi siano e la previsione e la volizione dell’evento perché possa parlarsi di dolo. La previsione da sola non basta: occorre che il soggetto abbia voluto la realizzazione del fatto antigiuridico rappresentatosi. Ciò che di solito manca in questi casi – che rimangono pur sempre tragedie.

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diritto e rovescio : Posso provare il mobbing tramite registrazioni fonografiche?
di giuseppe , Wed 8 October 2008 8:00
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Cara Anonima (*), tu vorresti un sì o un no, e dormir sonni tranquilli; ma posso darti io le tranquillità che vai cercando? No, mille volte no. Consolati sapendo che io pure dormo male, e leggi – se ne hai voglia – quanto segue.

“Provare” vuol dire convincere il giudice della verità di quanto asserito da una parte nel processo. È il solito problema della ricerca della verità, che affligge l’umanità tutta, qui aggravato dalla circostanza che, dopo averla sperimentata, di codesta verità si debba persuadere anche il giudice. Come che sia, il 2712 c.c. (Riproduzioni meccaniche) sancisce che «le registrazioni fonografiche […] formano piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformità ai fatti o alle cose medesime». “Piena prova” significa «efficacia probatoria assoluta ed incondizionata, nel senso che non lascia margine al giudice per una libera valutazione, ossia lo vincola» (Corte dei conti, sent. 272/2003). Dunque se la parte contro cui la registrazione è prodotta non disconosce la registrazione essa registrazione sufficit a formare il convincimento del giudice. Lo ha detto espressamente – non che ve ne fosse bisogno – anche Cass. 8219/1996, richiamata – e perciò sul punto confermata – da Cass. 10430/2007.

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diritto e rovescio : Bestemmiare è reato?
di giuseppe , Mon 8 September 2008 8:10
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V’è anzitutto da premettere che, giuridicamente parlando, non è che sia consentito tutto ciò che reato non è, poiché il nostro ordinamento conosce anche le figure dell’illecito civile e dell’illecito amministrativo: la domanda va quindi letta come “è giuridicamente consentito bestemmiare?”. I blasfemi leggano quanto segue, e non dicano poi non esser stati avvertiti.

Apriamo un vecchio Codice penale al 724, e scopriamo che Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità o i Simboli o le Persone venerati nella religione dello Stato, è punito con l’ammenda da lire ventimila a seicentomila. Parrebbe consentito bestemmiare contro gli dei delle altre religioni.

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