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sociografie : Neuropsichiatria 2/4
di fulmini , Fri 21 January 2011 5:00
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sociografie : Neuropsichiatria 1/4
di fulmini , Thu 20 January 2011 5:00
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{La Regione Lazio governata da Renata Polverini vuole tagliare drasticamente i fondi a Neuropsichiatria Infantile a Roma, la struttura gratuita – unica nel centro-sud Italia - fondata da Giovanni Bollea, padre della moderna neuropsichiatria infantile. Non contentandomi di aver firmato una petizione contro l’insana iniziativa politica, sono andato a domandare a chi ci lavora dentro appassionatamente qual è il problema e cosa sanno e possono fare – se non ostacolati - per diminuire un po’ il dolore di questo mondo, “pieno di adolescenti che cavalcano senza sella”. Dr. House}

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sociografie : Elogio della follia
di pietropacelli , Tue 4 January 2011 5:00
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Nell’anno 2011 ricorre il cinquecentesimo anniversario di un libro molto stimolante e, di certo, ancora attualissimo: Elogio della Follia, scritto da un grande del Cinquecento: Erasmo da Rotterdam. Tra altri, all’interno del libro spicca un passo che suona profetico:

“Che c'è infatti di più sciocco di un candidato che lusinga il popolo in tono supplichevole, che compra i voti, che va in cerca degli applausi di tanti stolti, che si compiace delle acclamazioni, che si fa portare in giro in trionfo, come una statua da mostrare al popolo, che fa collocare nel foro il proprio simulacro di bronzo? Aggiungi la sfilza dei nomi e dei soprannomi, gli onori tributati a un uomo insignificante, il fatto che si dà il caso di tiranni scelleratissimi elevati con pubbliche cerimonie alla gloria dell'Olimpo. Sono autentiche manifestazioni di follia.”

Leggendo questo passo il pensiero mi è andato all’attuale Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana, Silvio Berlusconi, alla sua sciocchezza, le sue lusinghe supplichevoli, le boriose intemerate, e gli acquisti di elettori, e di eletti, la ricerca degli applausi dei furbi e degli stolti, i compiacimenti delle acclamazioni dei cervelli meccanici, i giri in trionfo delle sue televisioni private, e le telefonate complulsive alle radio e televisioni pubbliche, il suo irresistibile fascino a pagamento, la sua scelleratezza ninfomane, la sua insignificanza culturale - in somma: la sua follia.

Pietro Pacelli

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sociografie : Apologia di Ugo Rapiti
di pietropacelli , Sat 25 December 2010 5:00
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Ugo Rapiti ha 85 anni ed è una bella persona; ha vissuto una vita intensa: Sindaco di un piccolo centro dei Cimini per ben 22 anni, da sempre attivista di quello che un tempo, ormai lontano, era considerato il Partito della speranza, dell’uguaglianza e del futuro: il P.C.I.

Da quando questo Partito è stato sciolto vive come un orfano, avendo perduto le sue radici e le sue motivazioni originarie; ha girovagato tra il Pds e i Ds, il Pd, R.c. il Pdci e, da ultimo, Sel; non riesce a capacitarsi di quello che chiama: “tutto questo casino” e vive questa situazione da profugo della politica.

L’altra sera lo abbiamo festeggiato, ricordando le sue gesta, come quella volta che, in un incontro al Cremino, si lanciò in una esaltazione incondizionata di Stalin, provocando le reazioni sbigottite e indignate dei gerontocrati del periodo post krusceviano, o quell’altra volta che fu arrestato e imprigionato per tre mesi per aver difeso gli occupanti delle terre incolte.

Ugo Rapiti stava bene nelle Feste dell’Unità, quando incontrava in una atmosfera di Festa e di semplicità i suoi concittadini, il “popolo lavoratore”.

Nella gestione del suo mandato di Sindaco – ripeto per ben 22 anni – non è stato mai toccato da un sia pur minimo scandalo o sospetto; ed infatti non ha messo da parte nulla, se non la sua piccola casetta, che tra l’altro ha ricevuto in eredità.

Ha sempre fatto il bracciante agricolo e/o l’operaio edile; ma nell’esercizio del suo mandato di Sindaco aveva la capacità di parlare da pari a pari con i più autorevoli intellettuali della sua epoca, come Libero Bigiaretti e Pier Paolo Pasolini.

In questo periodo che anticipa le feste di Natale, mi piace pensare a Ugo Rapiti, ricordandolo con commozione e affetto, augurando a me stesso e a tutti noi che anche in un prossimo, ravvicinato futuro, nascano altre persone come lui, con la sua freschezza e il suo entusiasmo, per uscire dal pantano nel quale ci troviamo da ormai troppo tempo, e guardare con fiducia al futuro.

Pietro Pacelli


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sociografie : Le espressioni dei potenti
di pietropacelli , Sat 24 July 2010 6:00
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Avete notato la faccia di Nicola Cosentino in questi giorni? Ricordate la faccia di Claudio Scajola qualche settimana fa? E quella di Aldo Brancher durante la sua penosa storia? Ciò che ha accomunato quelle facce è stata l’espressione: sbigottimento, avvilimento, sorpresa, ma soprattutto sofferenza; sofferenza vera.

Espressioni rare ed insolite per quelle facce, abituate invece ad atteggiamenti sorridenti, compiaciuti, ipercomunicativi, quando non tronfi ed arroganti.

Ora, nel momento della caduta, l’improvvisa svolta facciale: tutto, in ogni piega del loro viso, appariva preda di una grande afflizione, di una incontenibile tristezza.

Perché? Si tratta di finzione? Di un atteggiamento voluto e motivato da furbizia? Da astuzia tattica e comportamentale?
No. A mio parere la loro era veramente una sofferenza effettiva, incredula, aggravata da uno sconcerto, per loro, del tutto inspiegabile.

Non riuscire veramente a capire perché. Come mai. Come era potuto succedere.

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