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Gramsci : Gramsci di Ales, Partito, Francesco d'Assisi, Chiesa
di fulmini , Tue 14 November 2017 4:00
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Studia studia ho riletto la lettera di Gramsci a Tania del 10 marzo del 1930, dove chi ha occhi per vedere può constatare quanto Gramsci prevedesse bene che sarebbe successo per opera del Partito alla sua riforma del marxismo ciò che già era successo per opera della Chiesa alla riforma del cristianesimo tentata da Francesco. (come al solito, ai piedi del breve post trovate un link che conduce ad un testo di chiarimento ulteriore e approfondimento della questione)
"Non ho capito nella tua cartolina del 7 l’osservazione che fai sui fioretti di S. Francesco. Credo che essi possano molto interessare secondo il punto di vista da cui il lettore si colloca e anche secondo l'estensione delle conoscenze sulla storia della cultura del tempo. Artisticamente sono bellissimi, freschi, immediati; essi esprimono una fede sincera e un amore infinito per Francesco, che era ritenuto da molti una nuova incarnazione di dio, una riapparizione del Cristo. Perciò essi sono più popolari nei paesi protestanti che nei paesi cattolici. Storicamente essi provano che organismo potente fosse la Chiesa cattolica e sia ancora rimasta. Francesco si pose come iniziatore di un nuovo cristianesimo, di una nuova religione, sollevando enorme entusiasmo come nei primi secoli del cristianesimo. La Chiesa non lo perseguitò ufficialmente, perché ciò avrebbe anticipato di due secoli la riforma, ma lo immunizzò, disgregò i suoi discepoli e ridusse la nuova religione a un semplice ordine monastico ai suoi servizi."

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economia di solidarietà : Mercato, Stato e Solidarietà Civile
di luisrazeto , Fri 3 November 2017 4:00
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Mercato, Stato e Solidarietà Civile. (Nota 1, in fondo all'articolo)

Luis Razeto Migliaro

1...Penso che stiamo transitando verso una Nuova Civiltà. Ciò che rende possibile questo passaggio é Internet e le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che stanno trasformando i modi di comunicare e relazionarsi, di imparare e di conoscere, di comportarsi e di agire, investendo fortemente l’educazione e i mass-media, il lavoro e la produzione, il commercio, i servizi e le finanze, la cultura e la politica, e che stanno espandendo in una grande parte della popolazione la creatività, la autonomia e la solidarietà. Ma Internet e le TICs non sono la nuova civiltà; esse facilitano la sua creazione e permettono di iniziare il passaggio ad essa, però i contenuti che avrà questa Nuova Civiltà non li conosciamo ancora, non sono predeterminati, e dipendono di noi stessi, e anche della chiesa. E soprattutto da coloro che si pongano come progetto cosciente il transitare ad una Nuova Civiltà, e dalla chiarezza e decisione con cui lo facciano.

Per partecipare ed influire sul come sarà, assumendo la NC come progetto, é importante avere la necessaria chiarezza concettuale. Per assumerla come progetto bisogna avere la capacità di pensare ad essa, di concepirla, di progettarla. E ciò richiede un insieme di concetti. Al riguardo, il tema dei rapporti fra il mercato, lo stato e la società civile é essenziale. Questi tre concetti li prendiamo dalla vecchia civiltà moderna; ma dobbiamo riformularli, poiché sono segnati dalle caratteristiche di quella civiltà. In questo lavoro sosterrò che per superare quella civiltà bisogna riformulare questi concetti.

2…La questione delle dimensioni del mercato, dello stato e della solidarietà civile, e delle loro proporzioni e rapporti reciproci, è stata al centro dei dibattiti e dei conflitti ideologici, economici e politici nel corso di tutta la civiltà moderna, e continuerà ad esserlo durante il processo, già iniziato, di transizione verso una nuova civiltà. Per ciò richiede di essere compresa nella prospettiva dei tempi lunghi e della società umana globale.
Nella civiltà moderna – in modo predominante ma non totalmente – il mercato assume la forma capitalista, la regolazione e pianificazione istituzionale adotta la forma statista, e la solidarietà civile la forma della beneficenza e della filantropia. Inquadrato teoricamente e praticamente in questa civiltà, tanto il liberalismo quanto il socialismo identificano il mercato con il capitalismo, la regolazione istituzionale con lo stato, e la solidarietà civile con l’altruismo e la beneficenza. Così, la questione è stata pensata dentro limiti teorici che ne rendono difficile una più ampia e profonda comprensione, e impediscono di immaginare e progettare alternative all’esistente.
In questi termini e nel quadro della civiltà moderna, che è capitalista e statista insieme, non è possibile trovare una risposta nuova – e una soluzione effettiva – ai problemi che genera la lotta tra il capitalismo e lo statismo, tra il liberalismo e il socialismo. Dal momento in cui si identifica il mercato con il capitalismo, e la regolazione istituzionale con lo statismo, il meglio a cui si può giungere è concepire soluzioni miste, risposte intermedie. Poiché, ovviamente, sia il mercato che la regolazione istituzionale sono necessarie e insostituibili. Ma se lo si identifica con il capitalismo e lo statismo, ciò che si suppone come necessario e insostituibile sono il capitalismo e lo statismo.
In questo contesto, il conflitto tra coloro che vogliono più mercato (più capitalismo) e coloro che aspirano a più stato (più statismo) diventa permanente, irresolubile, senza che si trovi un equilibrio appropriato perché ciascuna di queste due tendenze contrapposte, credendo di essere necessarie e insostituibili, cercano di espandere i propri ambiti, facendo in modo che le società oscillino tra i due estremi. Conseguenza logica di tale contrapposizione è la progressiva riduzione ed emarginazione degli spazi della solidarietà civile, che sono giunti alla propria minimizzazione, senza che gli attori di questa trovino adeguata presenza e visibilità.
Ora, pensando in prospettiva storica, guardando verso il passato che ci insegna che sono esistite forme di mercato diverse dal capitalismo, forme di regolazione istituzionali che non sono statiste, e forme di solidarietà civile che non sono quelle filantropiche e di beneficenza; e guardando verso il futuro riguardo al quale possiamo dunque pensare a nuove e migliori forme del mercato, della regolazione istituzionale e della solidarietà civile, incontreremo risposte nuove alla questione delle proporzioni e relazioni che articolino nel modo migliore questi tre ‘settori’ dell’economia.
Ciò presuppone riformulare i concetti di mercato, di regolazione e pianificazione istituzionale, e di solidarietà civile, e comprendere che non si deve confondere il mercato con il capitalismo, l’attività istituzionale con lo stato, e la solidarietà civile con l’altruismo e la beneficenza.

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economia di solidarietà : Sulle migrazioni
di luisrazeto , Tue 10 October 2017 4:00
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SOBRE LAS MIGRACIONES Y LOS REFUGIADOS, di Luis Razeto:
http://luisrazeto.net/content/sobre-las-migraciones-y-los-refugiados

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economia di solidarietà : The Economy of the Future
di fulmini , Fri 22 September 2017 4:00
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The Economy of the Future -
Howard Richards with the Assistance of Gavin Andersson (2018).
https://mail.google.com/mail/u/0/#inbox/15e7bdc62ae63178

Sul lavoro di Howard Richards, fra altri post pubblicati sul sito-rivista, segnalo ai lettori che intendono la lingua italiana e la lingua spagnola questo: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=3800

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economia di solidarietà : Sobre el amar, crear y transformar
di luisrazeto , Tue 1 August 2017 4:00
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SOBRE EL AMAR, CREAR Y TRANSFORMAR - Luis Razeto
http://www.uvirtual.net/es/node/1122

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