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Gesù : IL PROGETTO DI GESU' online
di fulmini , Tue 26 March 2013 4:00
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Nel 2010 ho pubblicato in lingua italiana un libro dal titolo IL PROGETTO DI GESU’, scritto con Luis Razeto. Su carta e in libreria costava 12 euro.
Luis lo ha pubblicato parallelamente in Cile, in lingua spagnola.
Oggi propongo la seconda edizione del libro, integrata da due nuovi capitoli: Il Lavoro e La Religione. La pubblico online, e costa 10 dollari / circa 7 euro.
Nel sito-officina trovi le indicazioni per l’acquisto online – una nuova forma di distribuzione che spero ti interessi. E ancora, sul sito-officina trovi, a disposizione gratuita, una serie di testi e video informativi, comprese le presentazioni dell’opera a Santiago de Chile e Roma, ad opera di scienziati e letterati cileni e italiani.
I lettori del sito-rivista, privilegiati come sono, possono leggere in anticipo il capitolo La Religione.


IL PROGETTO DI GESU'

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economia di solidarietà : Monete Complementari Nazionali
di luisrazeto , Wed 27 February 2013 4:00
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CREAZIONE DI MONETE COMPLEMENTARI NAZIONALI: UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELL’EURO E PER LA RIATTIVAZIONE DELLE ECONOMIE EUROPEE DEPRESSE.

Attraverso la Teoria Economica Comprensiva (1) è possibile individuare una soluzione pratica e relativamente facile da implementare nei paesi (Spagna, Grecia, Italia, Portogallo, etc.) colpiti dall’elevato disavanzo fiscale e la conseguente difficoltà a riattivare le proprie economie, a causa di una moneta, l’Euro, che non controllano e alla quale accedono ad un alto costo (spread associato al ‘rischio paese’).

È evidente che questi paesi devono permanere nell’area dell’Euro, perché uscire da questa comporterebbe loro un costo enorme in termini di inserimento nei mercati mondiali. Conseguenza di ciò è che devono continuare ad onorare i propri impegni finanziari, pagando gli elevati debiti contratti, e riducendo il proprio elevato disavanzo pubblico e commerciale.

Come affrontare queste sfide, senza essere costretti a continuare a proporre politiche di aggiustamento, riduzione della spesa pubblica e aumenti delle tasse, che li trascinano in un circolo vizioso e senza uscita?

La soluzione che s’individua chiaramente attraverso la ‘teoria economica comprensiva’ è che, rimanendo inseriti nell’area dell’Euro, che deve continuare ad essere la moneta principale, siano create e vengano poste in circolazione MONETE NAZIONALI COMPLEMENTARI, in quei paesi che abbisognano di disporre di risorse e finanziamenti a basso costo per riattivare le loro economie interne.

La Lira in Italia, la Peseta in Spagna, la Dracma in Grecia, etc., potrebbero essere emesse come monete di circolazione nazionale, dalle proprie rispettive banche centrali, in quantità controllate, e offerte ai Governi e alle imprese attraverso il sistema finanziario normale, ma assoggettando questo a controlli e regolazioni capaci di impedire che con queste monete di realizzino operazioni con ‘derivati’ speculativi e di alto rischio.

La ‘moneta complementare’ (operando parallelamente all’Euro), consentirebbe agli Stati e alle istituzioni pubbliche, così come ai settori produttivi e commerciali che operano per il mercato interno, di disporre di risorse sufficienti per riattivare la produzione, l’occupazione e il consumo interno. Si potrebbe anche fare in modo che una parte delle pensioni, degli stipendi dei dipendenti pubblici, dei costi dei servizi sanitari e dei servizi sociali, e persino delle opere pubbliche che possono essere realizzate con fattori di origine nazionale, siano finanziate e pagate (almeno parzialmente) con la moneta nazionale complementare. Ciò consentirebbe a questi paesi, d’altro canto, di liberare e di disporre di una maggiore quantità di Euro per saldare i debiti esterni, tanto pubblici quanto privati.

Il successo di un sistema di ‘monete nazionali complementari’ come questo che proponiamo dipenderà, ovviamente, da un adeguato calcolo tecnico dei volumi che saranno emessi, del tasso d’interesse di riferimento, del ‘tasso di scambio’ (che dovrebbe essere flessibile) nei confronti dell’Euro, e del controllo rigoroso delle operazioni speculative.

L’implementazione di queste monete nazionali complementari nei paesi europei considerati è tecnicamente (relativamente) semplice, ma richiede una volontà politica sovrana sufficientemente risoluta e sostenuta dai cittadini, poiché sarà necessario superare le prevedibili resistenze che opporranno i paesi i quali attualmente stanno beneficiando del controllo finanziario del sistema dell’Euro, che si finanziano a molto minor costo e come conseguenza di questo fatto stanno lentamente, progressivamente e segretamente appropriandosi delle economie della cosiddetta ‘periferia’ dell’Europa.


Luis Razeto Migliaro
Santiago de Chile, 24/02/2013

(1) Cfr. Luis Razeto Migliaro, Fundamentos de una Teoría Económica Comprensiva, Ediciones UNIVERSITAS Nueva Civilización, Tercera Edición, Santiago de Chile, 2013. e Luis Razeto Migliaro, Desarrollo, Transformación y Perfeccionamiento de la Economía en el Tiempo, Ediciones UNIVERSITAS Nueva Civilización, Segunda Edición, Santiago de Chile, 2013.

Testo originario dell'articolo, in lingua spagnola


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economia di solidarietà : Economia e Carità
di fulmini , Wed 6 February 2013 4:00
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Una discussione sull'Industria della Carità

e un paragrafo del libro Il progetto di Gesù:

Da quel momento Gesù abbandona famiglia e paese, e incomincia il suo particolare pellegrinaggio nel mondo, alla ricerca degli uomini e delle donne, dei bambini e dei vecchi, e attraversa villaggi, e supera montagne, e cammina nei deserti, e traversa fiumi e mari, e percorre i campi, di giorno e di notte, e tutti ascolta e tutti incoraggia, e cura i malati, e apre occhi e orecchie, e resuscita i morti. Ma ogni volta che incontra dottori delle leggi, sacerdoti dei templi, intellettuali al servizio dei potenti, li affronta, li denuncia, li denuda agli occhi di tutti.

Percorrendo circoli concentrici, a partire dalle periferie, si avvicina progressivamente al centro del mondo, passando dalle grandi città fino a giungere alla più grande metropoli, dove si trovano i potenti, i ricchi, i giudici, i centri religiosi e politici della civiltà dominante. E messosi il vestito più bello, organizzata la sua entrata in grande stile, arriva di nuovo davanti al Tempio. E osserva tutto ciò che vi accade intorno.

E vede affluire le moltitudini di poveri, di disperati, di speranzosi, di gente buona e cattiva, che come lui da ragazzo oggi vanno in cerca di Dio, di salute per sé e per i propri figli, di consolazione, di un'opportunità nella vita, di sopravvivenza. E cosa trovano questi esseri umani intorno al Tempio? Anzitutto e principalmente, trovano esortazioni al pentimento, incitazioni al sacrificio. Esigono sacrifici i professori, impongono sacrifici i giudici, istigano ai sacrifici i sacerdoti, chiedono sacrifici i politici, annunciano sacrifici gli economisti, i militari producono sacrifici. Il sacrificio di colombe e agnelli, il sacrificio dei vitelli più grassi e dei figli migliori, il sacrificio delle vergini e dei giovani più vigorosi, il sacrificio dei sentimenti e dei sensi, il sacrificio del proprio pensiero e della volontà, il sacrificio del lavoro e della vita intera.

Mentre vede tutto questo Gesù comincia a sentire interiormente, sempre più forte e chiara, la voce di Dio che ripete quest'unica frase:

“Misericordia voglio, non sacrifici! Misericordia voglio, non sacrifici! Misericordia voglio, non sacrifici!”

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Critica della Repubblica : Critica dell'antipolitica
di orlandolentini , Tue 22 January 2013 4:00
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ANTIPOLITICA, insidia per la democrazia?
[appunti per la conversazione al Circolo Italia, PD Roma 3, novembre 2012 - di Orlando Lentini]


La politica come si pratica nel 2012 è il risultato di una lunga evoluzione dei metodi di regolazione dei conflitti, delle passioni e degli interessi. L’ultima determinazione in ordine di tempo è quella creata dagli Stati Uniti d’America come ‘prospettiva liberal’.
Partiamo dal dato storico che dopo la seconda guerra mondiale, con la vittoria delle united nations e la creazione dell’ONU, si sono affermati i principi della democrazia americana in versione New Deal. Ciò ha reso possibile la formazione di un sistema di stati orientati secondo la prospettiva liberal.
Senza voler offrire una descrizione adeguata del problema, possiamo supporre che negli ultimi duecento anni il mondo sia stato pensato in Europa con una prospettiva liberal-marxista, e che negli Stati Uniti questa prospettiva sia stata vissuta sempre con disagio.
Il mondo, negli Stati Uniti, è stato pensato per lo più in una prospettiva liberal che, pur comprendendo elementi del liberalismo e della socialdemocrazia europea, era lontana dall’economicismo, dal classismo, dall’idea che lo Stato sia centrale per l’organizzazione sociale, e insieme richiedeva che la legislazione fosse sempre orientata all’individuo, etc.
Ora, come conseguenza della vittoria nella II guerra mondiale, la prospettiva liberal per il mondo è la prospettiva standard per gli stati ammessi all’ONU.

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economia di solidarietà : La prospettiva di una nuova civiltà
di luisrazeto , Sat 5 January 2013 4:00
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Leggendo la ‘Storia Universale’ diretta da Goetz, il Volume IV dedicato all’epoca del Gotico e del Rinascimento, nel Capitolo sul Rinascimento scritto da Brandi, trovo questa affermazione: “L’immagine della vita nuova era comune in quel tempo, nelle più importanti sfere della cultura; tuttavia né i contemporanei dei secoli XIV e XV né coloro che lanciarono sguardi retrospettivi dal secolo XVI considerarono tutte quelle innovazioni del sapere e dell’arte, della nazione italiana e della lingua latina, della Chiesa e dello Stato, riferendole a una unità o ad un’epoca. (…) Si riconosceva qui e là e si sentiva un nuovo impulso verso una vita nuova e nuovi desideri; ma rimaneva occulta l’unità organica di tutti i fenomeni.” (pagina 192)
Penso che così come in quell’epoca non si percepiva il fatto che si andava formando una nuova civiltà, sebbene si aspirasse e si desiderasse quella ‘vita nuova’, così accade oggi mentre una nuova civiltà si va creando, diffusamente desiderata e aspirata da parte di molti; ma pochi percepiscono che tutti i processi emergenti che la vanno costituendo acquistano il loro autentico senso storico inserendoli nella prospettiva di una nuova civiltà, di una nuova vita, che si forma lentamente ma sicuramente.
Tutto questo lo mettiamo in chiaro Pasquale Misuraca ed io ne LA VITA NUOVA. Programma di formazione in scienza della storia e della politica, che invito ancora una volta a conoscere: LA VITA NUOVA – in italiano.

Luis Razeto

Leyendo la 'Historia Universal' dirigida por Goetz, el Tomo IV dedicado a la ëpoca del Gótico y el Renacimiento, en el Capítulo sobre el Renacimiento escrito por Brandi, encuentro esta afirmación: "La imagen de la vida nueva era corriente en aquél tiempo mismo, para las más importantes esferas de la cultura; pero ni los contemporáneos de los siglos XIV y XV ni los que lanzaron miradas retrospectivas en el siglo XVI se atrevían a considerar todas esas innovaciones del saber y del arte, de la nación italiana y del idioma latino, de la Iglesia y del Estado, refiriéndolas a una unidad o a una época. (...) Reconocíase aquí y allá y se sentía un nuevo impulso hacia una nueva vida y nuevos deseos; pero permanecía oculta la unidad conjunta de todos los fenómenos". (Pág 192)
Pienso que así como en esa época no se percibía que se estaba formando una nueva civilización, aunque se aspiraba y deseaba esa 'vida nueva', así ocurre actualmente que la nueva civilización está siendo creada, y ampliamente deseada y aspirada por muchos; pero pocos perciben que todos los procesos emrgentes que la conforman adquieren su verdadero sentido histórico poniéndolos en la perspectiva de conjunto de una nueva civilización, de una nueva vida, que se foma lenta pero seguramente.
Todo esto lo ponemos de manifiesto Pasquale Misuraca y yo en LA VIDA NUEVA', Programa de formación en ciencia de la historia y de la política, que invito una vez más a conocer: LA VIDA NUEVA – in spagnolo.


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