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leOpereeiGiorni : Buster Keaton Autoritratto
di fulmini , Mon 20 January 2020 4:00
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buster keaton

Sì, ho impiegato 38 anni per realizzare un documentario-film su Buster Keaton e con Buster Keaton, e stasera si proietta sullo schermo del cinema Apollo 11 di Roma.

Era il settembre del 1982 e scrissi il progetto per una serie di sei documentari per la Rai: 'La crisi nell’arte di Kafka e Keaton'. Utilizzando filologicamente e creativamente parti delle opere di questi due grandi artisti del Novecento apparentemente così diversi tra loro, volevo mostrare la loro comune profonda intuizione del carattere storico e strutturale della crisi che vivevamo ormai da decenni nel mondo grande e terribile, colta ai suoi esordi in Europa e in America. Kafka e Keaton primi scopritori nel campo delle arti della crisi dell'intera civiltà moderna.

Il primo a scoprire il carattere "organico" e non congiunturale della crisi nel campo delle scienze sociali è stato Gramsci nei suoi Quaderni del carcere, e su questo, con Luis Razeto, avevo già scritto due libri di scienza della storia e della politica - che ora trovate su Amazon:

https://www.amazon.it/Traversata-marxismo-sociologia-proposta-politica-ebook/dp/B076ZL9MRZ

https://www.amazon.it/dp/B0771VBJT7?tag=sa-b2cit-21&linkCode=osi&th=1&psc=1

Torniamo al 1982. Presentai ai dirigenti della Rai il progetto di una serie di documentari su Kafka e Keaton. Non se ne fece niente, perché, mi spiegarono, "non costava niente" - essendo fatto prevalentemente con materiali dell'Archivio Rai. E se i programmi non costano denaro, non producono legami di complicità, non oliano le catene distributive di potere.

Calma e gesso, pensai, ricordando un aforisma di Ennio Flaiano: "Non basta scoprire l'uovo di Colombo, occorre anche covarlo." Ed essendo per cultura d'accordo con lui, e per natura perseverante, eccolo qui, pronto a rompere l'ultimo guscio, il pulcino-documentario-film.

Ci vediamo, lo vediamo, ne parliamo. Alle 21.00, in via Nino Bixio 80/A, a due passi da Piazza Vittorio.

Pasquale Misuraca

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leOpereeiGiorni : Barattare è cosa buona e giusta
di fulmini , Thu 16 January 2020 4:00
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olio e foglie di olivo


Ma è proprio vero che dalle ceneri della vecchia civiltà moderna sta nascendo la nuova civiltà degli umani creativi e autonomi e solidali?
Ieri sono andato con un amico di nome Raffaele nei dintorni di Viterbo, ad assaggiare un olio nuovo, Petrignanum (www.petrignanum.it). Ottimo.
Sì come Raffaele, uomo creativo e autonomo e solidale, e macellaio tra i migliori di Roma (https://www.foodconfidential.it/restaurant/viaggio-nella-carne-novecentosedici-roma/) molto fa per costruire un nuovo modo di fare e vendere carne, e vini e olii, ma è scettico sulla rapida diffusione di nuove forme di distribuzione economica, ho proposto sotto i suoi occhi alla proprietaria di Petrignanum un baratto (forma economica antichissima, rinata all'interno delle forme economiche post-capitalistiche che pullulano nel mondo grande e terribile). Sono cineasta per passione e professione, le ho detto, e le propongo, in cambio di una bottiglia del suo ottimo olio e una confezione delle sue Foglie di Olivo (ottime per farne estratti e infusi) la visione via internet del mio sesto film, Il Negozio. Lei ha accettato, rendo testimonianza.

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iLibrieleNotti : L'amore inclusivo
di fulmini , Tue 14 January 2020 4:00
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Discutevo l'altro ieri fa con un amico molto amico e molto religioso di nome Simone, e sostenevo questo: sia nel rapporto amore tra amici che nel rapporto d'amore tra amanti si tratta di qualcosa di inclusivo, e non di esclusivo. Un amico non esclude un altro amico, e allora perché un amante dovrebbe escludere un altro amante? Per ragioni giuridiche, cioè di proprietà? O per ragioni teoriche, cioè di verità?

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leOpereeiGiorni : La ragione di Buster
di fulmini , Sun 12 January 2020 4:00
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Lunedì 20 gennaio 2020, alle ore 21.00, al cinema Apollo 11 in Roma (via Nino Bixio, 80/A – a pochi passi da Piazza Vittorio) sarà proiettato in prima mondiale ‘Buster Keaton Autoritratto’.

Perché ho realizzato questo documentario-film? Ecco di seguito una ragione tra le fondamentali:

http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=2499

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filoSofie : Roberto Finelli filosofo ambizioso
di fulmini , Mon 6 January 2020 4:00
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Roberto Finelli filosofo ambizioso

Roberto Finelli si autodefinisce marxista dionisiaco (e non marxista e basta, come i marxisti del tempo che fu). E c’è di più: il marxismo del Marx giovane non lo convince, del Marx maturo sì.

Al Marx del Capitale intreccia l’etica incarnata di Spinoza e il giovane Freud della Interpretazione delle afasie, e viene fuori un paniere filosofico ambizioso, consistente, originale.

Dal suo recente libro Per un nuovo materialismo. Presupposti antropologici ed etico-politici, (Rosemberg & Sellier 2018), ho ricavato molto, come sempre accade spremendo i ricchi e i limoni. Il maggiore esito suo? A me pare questo: tentare la fondazione di un materialismo che non prenda le mosse dalla ragione ma dai sentimenti, non dalla mente ma dal corpo. Un corpo dionisiaco. (Dioniso dio della liberazione dei sensi.)

Giorni fa ne abbiamo discusso francamente ed io, dopo una aperta apologia, gli ho mosso due critiche. L’ho fatto perché, sebbene il libro si presenti come l’apice delle ricerche filosofiche di una vita, penso che lo continuerà e ripenserà, criticamente e autocriticamente. E forse addirittura smetterà di scrivere ‘in latino’, per i colleghi e gli intellettuali per professione, e scriverà ‘in volgare illustre’, per i giovani e le donne e gli intellettuali per passione. Se così sarà, ecco un titolo chiaro e tondo: “Ogni nostra cognizione prencipia dai sentimenti” (Leonardo da Vinci).

Critica seconda. Il libro di Roberto non risolve la contraddizione fondamentale che incrina tutto il pensiero di Karl. Lo dico con Eric Hobsbawm (Convegno gramsciano del 1977): “il campo della politica era analiticamente secondario per lui” mentre “nella prassi di Marx la politica era assolutamente primaria”.

Ma torniamo all’apologia, leggendo uno dei tanti brani illuminanti: “L’amore di sé quale presupposto e condizione trascendentale dell’amore dell’altro: il riconoscimento di sé quale priorità e condizione del riconoscimento dell’altro. Questo è il principio costituzionale, dal lato del diritto alla soggettività e alla persona, che deve caratterizzare il nuovo paradigma. E che mostra, in chiave critica, la dimensione patologica e violenta dell’amore secondo il cristianesimo, coniugato nella versione del sacrificio e della rinuncia a sé per amore del prossimo. Come mostra, da un altro lato, l’arretratezza e l’arcaismo dell’antropologia del cosiddetto comunismo reale…”

http://www.pasqualemisuraca.com/sito/


(Alias, sabato 4 gennaio 2020)

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