Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
leOpereeiGiorni : Il ficus
di fulmini , Sat 19 September 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Il mio cinema cappuccino è nato dal fatto che sono un artista metaforico.
Nel cinema cappuccino non si capisce dove finisce il caffè e comincia il latte, dove finisce il documentario e comincia il film.
Nella metafora una cosa è anche un'altra cosa - se dico: quell'uomo è un maiale dico una cosa che è un'altra cosa, un uomo che è un maiale.
Da sempre ho fatto cinema metaforico, poi ad un certo punto, coerentemente, irresistibilmente, il cinema metaforico è diventato il cinema cappuccino, una variante del cinema metaforico.

Registrando questo video, un po' prima, un po' mentre, un po' dopo, ho pensato al ficus ed a me stesso - la mia vita dentro il vaso è stata la vita in Calabria, poi ho rotto il vaso e ho infiltrato le mie radici nella piena terra, nell'intera cultura del mondo.

https://www.youtube.com/watch?v=ghVmollpJwU

Commenti?
leOpereeiGiorni : Il cinema di Adriano Aprà
di fulmini , Sun 13 September 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Pasquale Misuraca e Adriano Aprà


Nel giugno dello scorso anno, alla 55a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, ho pubblicato il critofilm Adriano Aprà Autoritratto.

Adriano Aprà nell'Enciclopedia Treccani: https://www.treccani.it/enciclopedia/adriano-apra_%28Enciclopedia-del-Cinema%29/

Cos'è un 'critofilm'? https://www.youtube.com/watch?v=arAKzsbHRRY&t=9s

Questo critofilm dura nel suo insieme 2 ore e 40 minuti. Lo pubblico qui in due parti per ragioni tecniche.

NOTATE BENE, cari lettori, cari spettatori: occorrono 15 minuti per caricare ciascuna delle due parti.


PARTE PRIMA






Leggi tutto... | Commenti?
leOpereeiGiorni : Caravaggio e la locandiera
di fulmini , Mon 7 September 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  



Sto pubblicando, a puntate, un libro dal titolo Dialoghi possibili e impossibili.
Il primo è stato Gramsci e lo studente: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5045
il secondo, Caravaggio e la locandiera, è uscito l'altro ieri, sabato 5 settembre 2020 - su Alias, supplemento culturale del quotidiano 'il manifesto', nella rubrica 'Fulmini e Saette' (che vi tengo da 15 anni).

Caravaggio e la locandiera.

Napoli, dicembre 1609. Interno giorno. Di ritorno da una camminata sulla Collina di Camaldoli per svaporare il cervello, Caravaggio trova nella stanza dove alloggia la locandiera con il lenzuolo in mano – sta rifacendo il suo letto, imbambolata davanti al quadro di due figure a grandezza naturale che ha finito di dipingere la sera prima.

un quadro di Caravaggio


Locandiera (a Caravaggio): L’hai fatto tu, questo?

Caravaggio: - Sì.

Locandiera: Chi è quello con la testa mozzata tenuta dal ragazzo?

Caravaggio: Golia.

Locandiera: Golia il gigante? Quello della Bibbia?

Caravaggio: Sì.

Locandiera: Perché gli hai dato la tua testa? Che c’entra lui con te?

Caravaggio: Mi sento come lui.

Locandiera: Ah… Tieni paura che t’ammazzano? T’hanno bastonato di brutto, stanotte… il lenzuolo è pieno di sangue…

Caravaggio: Due ubriachi, due disgraziati… Ma non tengo paura.

Locandiera: Allora perché non ti sei messo nel Davide? Davide teneva meno anni di te, certo… Perché un ragazzo fa la parte di re Davide?

Caravaggio: Davide sono io. Così ero, da ragazzo.

Locandiera: Non ti capisco. Come fai ad essere due persone?

Caravaggio: Ora sono uno che ha perso tutto, a vent’anni volevo diventare come un re.

Locandiera: Anch’io volevo diventare. Non mi figuravo di finire così (allargando le braccia e gettando il lenzuolo sul letto)

Caravaggio: Tieni un tetto, tu, e una famiglia… una casa… come me da ragazzo… Poi mio padre non se l’è portato via la peste.

Locandiera: Tengo casa, sì… è una palla di condannata però. Tu invece viaggi, vedi il mondo, fai una vita aperta… Oggi stai qui, domani dove sarai?

Caravaggio: A Roma, se mi lasciano arrivare…

Locandiera: Io non ci sono mai stata… (tornando a guardare il quadro) È bello. Ed è strano… Com’è che Davide tiene un dolore? Ha ucciso Golia, diventerà re, e non l’hai fatto vittorioso, superbo, contento…

Caravaggio: Hai mai scannato un agnello, un capretto? Non hai provato dolore, tu?

Locandiera: Sì. Non li compro mai vivi… E com’è che Davide non l’hai vestito all’antica ma come si usa oggi?

Caravaggio: Perché? Lo vuoi proprio sapere? Ascolta: se dipingo un personaggio storico coi vestiti del tempo suo, chi guarda il quadro pensa che quella storia è accaduta in un posto lontano e nel passato, come nelle favole. Ma se invece lo dipingo vestito come chi lo sta guardando, qui e ora, allora non è più una favola quella, è la realtà del mondo, è la verità della nostra vita, ora e qui…

Locandiera: Vero! M’hai fatto prendere un colpo, quando sono entrata e ho visto il quadro! Ma il campo di battaglia, dove sta? È tutto buio, non c’è nessuno intorno.

Caravaggio: L’Inferno è vuoto.


https://ilmanifesto.it/caravaggio-e-la-locandiera/

Commenti?
leOpereeiGiorni : Corpi e Anime
di fulmini , Fri 28 August 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  



Sono benevolo nei confronti delle esibizioni di corpi, intorno a me, sulle spiagge, sulla Rete. In fondo io, da artista e scienziato, esibisco l'anima nelle mie opere.

https://www.youtube.com/watch?v=pfz-U9et8_A

Commenti?
leOpereeiGiorni : I tesori in salvo
di fulmini , Mon 24 August 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  



Poco fa ho sognato un amico molto simpatico e molto generoso che per professione e passione fa lo psichiatra a domicilio, Francesco Porseo.

Ero ospite in una sua casa labirintica, piranesiana, del centro storico di Roma, si svolgeva una cena di molte portate, pesce a carne alla brace, e vino buono, e ci parlavamo, e intorno a noi Anna, la sua compagna, e Alexandra, la mia complice, e altri, ombre di figli e figlie. Poi siamo usciti, lui ed io, e abbiamo percorso in salita qualche strada di sampietrini, e in una fraschetta romana, con romani di una certa età come noi due anzi più vecchi, continuavamo a bere vini buoni e mangiare pesci grandi in padella, allegri di vivere e stare insieme.

E poi piano piano, in dissolvenza incrociata, sono passato dal sogno al dormiveglia e mi sono reso conto che pensavo, nel dormiveglia, che la grande convivialità amicale e festiva nasce forse dal sospetto (in questo caso per lui che è religioso) o dalla gioia (in questo caso per me che sono ateo) che questa vita terrena sia la sola vita che ci aspetta, e passa dannatamente e beatamente in fretta.

I sogni si fanno per sé. I film sono sogni che si fanno per gli altri. Se io potessi, ho pensato ormai sveglio, farei questo film da questo sogno. Anzi lo sto facendo, intanto come idea, come progetto, come soggetto – e infatti lo sto raccontando, a te mi leggi, a voi che mi leggete.

Ma esiste veramente questo Francesco Porseo di cui sto parlando o me lo sono soltanto sognato? Eccolo: molto amico, molto simpatico, molto generoso:

http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/documentari/90-francesco-psichiatra-a-domicilio.html

Commenti?