Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
lo Stato del meridione : Il sindaco e lo scrittore
di filippopiccione , Fri 10 February 2017 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Mentre la camorra spara a Forcella, al centro di Napoli, il sindaco e lo scrittore se le danno di santa ragione

di Filippo Piccione

La sparatoria a due giorni dall’Epifania a Forcella, in cui è stata ferita una bambina di Torre Annunziata, che stava camminando felicemente con i suoi genitori in un mercatino rionale, ha avuto oltre che gli effetti prevedibili che si hanno in questi casi, un’eco polemica che sarà destinata a prolungarsi e acuirsi nel tempo. Il raid camorristico questa volta ha colpito “i nostri fratelli di colore che non si vogliono piegare ai clan della camorra”. L’Arcivescovo di Napoli, Crescenzo Sepe ringrazia i migranti anti-pizzo e ha aggiunto: “provo vergogna e dolore perché ancora c’è chi della violenza fa una scelta di vita, infangando la propria città. Sparando all’impazzata tra la gente, essa colpisce in maniera bestiale, cittadini innocenti e piccoli, senza aver colpa se non quella di trovarsi al cospetto di persone sbandate”.
Non sappiamo se la condanna della Chiesa basta a fermare la malavita organizzata, il cui raggio d’azione non conosce limiti, estendendo e imponendo la sua egemonia in ogni campo, segmento e piega della società, comprendendo persino il povero ambulante extra comunitario, il quale non può sottrarsi al racket e ai comandi dei clan. Non sappiamo se sia sufficiente la semplice denuncia a combattere e a contrastare il “sistema”. Qualche perplessità suscita invece il riaccendersi dello scontro virulento che si è verificato fra il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e lo scrittore, Roberto Saviano. Un conflitto mai sopito iniziato con la disputa su Scampia e la fiction su Gomorra.
Può essere utile riassumere le rispettive posizioni alla luce soprattutto delle revolverate che hanno insanguinato le strade del centro di Napoli. Saviano: “Questa città non è cambiata. Illudersi di risolvere i problemi strutturali urlando al turismo o alle feste di piazza è da ingenui. Nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore diventa connivenza. De Magistris è in carica da sei anni e parla come se si fosse appena insediato. Parla come se fosse all’opposizione e invece è al potere”.
La risposta del primo cittadino partenopeo (riconfermato con oltre il 65 per cento degli elettori l’estate scorsa) non si fa attendere: “ Caro Saviano, ogni volta che a Napoli succede un fatto di cronaca nera, più o meno grave, arriva come un orologio, il tuo verbo, il tuo pensiero, la tua invettiva: a Napoli nulla cambia, sempre inverno e nulla più. Sembra che quasi tu non aspetti altro che il fatto di cronaca nera per godere delle tue verità. Più si spara, più cresce la tua impresa. Opinioni legittime, ma non posso credere che il tuo successo cresca con gli spari della camorra. …Vuoi vedere, caro Saviano, che ti stai costruendo un impero sulla pelle di Napoli e dei napoletani? Stai facendo ricchezza sulle nostre fatiche, sulle nostre sofferenze, sulle nostre lotte. Che tristezza. Non voglio crederci. Voglio ancora pensare che, in fondo, non conosci Napoli. Forse non l’hai mai conosciuta, mi sembra evidente che non la ami”.
Immediata la replica dello scrittore: “Dire che bisogna smettere di raccontare il volto oscuro della città, ha il sapore dell’omertà. Il contesto nel quale nascono e crescono le organizzazioni criminali, fatto di assenza delle regole e lassismo, da quando De Magistris è sindaco, non solo non è mutato, ma ha preso una piega addirittura più grottesca. Ora la camorra in città, aggiunge Saviano, è minorenne e il disagio si è esteso alle fasce anagraficamente più deboli, e tra l’altro, conclude, che quando le mistificazioni della sua amministrazione verranno al pettine, a pugnalarla saranno i tanti lacchè dei quali si circonda per edulcorare la realtà”.
Non si tratta di cedere alla ”insidiosa tentazione intellettualistica che si appaga di scaltre analisi”, aveva affermato il cardinale, Angelo Scola, facendo riferimento al discorso del suo collega napoletano, Sepe a proposito dell’immigrazione (“l’esempio che ci viene dai fratelli minacciati è un esempio forte da esaltare, seguire, imitare”). Né limitarsi a combattere chi fa il guappo non per la sua autorevolezza ma per la forza irrazionale di una pistola. Il problema della camorra a Napoli è assai più complicato di quanto appaia. Lo dimostra l’asprezza e l’inconciliabilità del confronto cui abbiamo assistito. Ma la cosa più sorprendente è il fatto che sia il sindaco De Magistris che lo scrittore Saviano, in questa particolare fase storico – politico - culturale del Paese, ciascuno a suo modo, si trova ad essere destinatario, a vario titolo, di una grandissima fetta di consenso. Il primo, per essere stato confermato per la seconda volta a ricoprire l’incarico di primo cittadino ottenendo più dei due terzi dell’elettorato; il secondo, per aver occupato il primo posto nella classifica dei libri venduti con “La paranza dei bambini”. Il romanzo, pubblicato da Feltrinelli, parla degli “adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere, né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto. Subito. Sanno che i soldi li ha chi se li prende”.
Di fronte a questo quadro allarmante la Chiesa, il Comune, la Cultura, insieme alla magistratura e alle forze dell’ordine, con il sostegno di tutti i cittadini, devono ripensare un modo nuovo e diverso se vogliono spostare in avanti la lotta alla criminalità organizzata e rimuovere le condizioni e le forze etiche, economiche, politiche e sociali, più o meno occulte, che ci stanno dietro.

Leggi tutto... | 1 commento
lo Stato del meridione : Padrini e padroni
di filippopiccione , Thu 10 November 2016 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Padrini e padroni. Il nuovo libro che parla ancora di ‘ndrangheta
di Filippo Piccione

Nicola Gratteri, uno dei magistrati più attivi nella lotta alla ‘ndrangheta e Antonio Nicasto, storico delle organizzazioni criminali, scrivono un nuovo libro insieme, che si occupa di mafia e in particolare della mafia calabrese. Con “Padrini e padroni- come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente- Mondadori, euro 18” i due autori partono dal tragico terremoto del 1908 che rase al suolo Messina e Reggio Calabria con 100 mila morti.

Furono stanziati 180 milioni di lire per la ricostruzione. La gestione fu affidata a boss e picciotti, i quali non solo trasformano i resti delle due città in enormi baraccopoli, i cui segni rimasero evidenti fino a qualche decennio fa, ma perché essi potevano meglio fronteggiare ogni tipo di ribellione delle popolazioni attraverso l’intimidazione e la violenza. Una situazione che dette vita a un malcostume diventato nel tempo abituale. Tanto che a distanza di poco più di un secolo e precisamente nel 2009 con il terremoto dell’Aquila e poi nel 2012 mentre con quello dell’Emilia crollavano le case la mafia arrivava prima dei soccorsi. Così capita per le grandi opere pubbliche. La fanno ancora da padrone la corruzione, le infiltrazioni criminali, i legami con i poteri occulti e le logge segrete: in sostanza i cosiddetti poteri forti e le politiche del territorio, a tutti i livelli, fino ai più alti, che sono parte di una strategia di reciproca legittimazione, messa in opera da decenni da tutte le mafie e in speciale modo la ‘ndrangheta.

Ancora una volta la denuncia e l’allarme accorato che emerge dalle pagine del libro nasce dal fatto che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo e il dissesto del territorio, né il degrado di opere iniziate e mai ultimate e né i servizi lasciati a metà riescono minimamente a scalfire l’opinione pubblica. C’è un’assuefazione che sconcerta. Non importa a nessuno se la corruzione avvelena l’economia e nemmeno se ciò avviene con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla. E se finora nessun governo si è posto l’obiettivo di porre rimedio, in parte, dipende dalla devastante indifferenza del popolo italiano. Lo stretto rapporto tra corruzione e mafia non è solo il prezzo che i cittadini pagano alla mala politica e alla mala economia ma anche e soprattutto al fattore strategico e strumentale dell’espansione mafiosa.

Leggi tutto... | 11 commenti
lo Stato del meridione : Corleone, Riina
di filippopiccione , Fri 10 June 2016 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Perché, in questi ultimi tempi, si è parlato tanto di Corleone e della famiglia Riina?

di Filippo Piccione

Quest’anno non sono mancate le occasioni per parlare dei Riina, la famiglia più importante e potente di Corleone. Il cui capo assoluto continua ad essere Totò, Salvatore, condannato all’ergastolo per le stragi di Capaci e via D’Amelio, in cui morirono Falcone e Borsellino e le loro rispettive scorte. Da anni egli è sottoposto al regime del 41 bis.

Ha fatto discutere molto la trasmissione di Porta a Porta di Bruno Vespa in cui è stato ospite il figlio, Salvo. Anche il suo libro ha suscitato dispute sull’opportunità di leggerlo e divulgarlo, così come l’inchino, fatto fare al Santo davanti all’abitazione della famiglia di Corleone durante la processione nelle strade del paese, ha provocato in alcuni stupore e sbigottimento.

Leggi tutto... | 6 commenti
lo Stato del meridione : Riina, Vespa e dintorni
di filippopiccione , Sun 10 April 2016 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Riina, Vespa, Confindustria, Antimafia

di Filippo Piccione

Questa è stata la settimana di Porta a Porta. E le polemiche, come quando si presentò alla trasmissione la figlia di Casamonica, non sono mancate. Allora ci fu una discussione sull’opportunità di ospitare un familiare del capo clan dei Sinti romani e il conduttore ebbe la meglio adducendo che anche un servizio pubblico può e deve invitare chiunque affinché i cittadini possano farsene un’opinione.

Anche Biagi e Zavoli hanno intervistato mafiosi e terroristi e nessuno si è scandalizzato, intendeva dire Vespa. Anche se qualcuno fa notare che esiste una differenza nel modo stesso con cui viene condotta l’intervista. Ciò detto, a noi interessa anche il fatto che la sera successiva è andata in onda una puntata “riparatrice” in cui, fra l’altro, si accennava al comportamento del giovane Riina, il quale, secondo alcuni osservatori, ha avuto un’occasione importante per pubblicizzare il suo libro e buon gioco per mandare qualche segnale o messaggio a quel che resta di Cosa Nostra, a uomini e settori dell’economia e dell’imprenditorialità - che colludono con il malaffare - e persino ad alcuni personaggi che operano, con ruoli preminenti, all’interno dell’Antimafia.

Leggi tutto... | 1 commento
lo Stato del meridione : Capitale infetta
di filippopiccione , Tue 15 March 2016 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Alfonso Sabella, ex assessore alla legalità nella giunta Marino, presenta il suo libro “Capitale Infetta”.

di Filippo Piccione

Dopo l’esperienza con la giunta Marino, il magistrato antimafia Alfonso Sabella ha scritto un libro intitolato 'Capitale Infetta', che ha presentato da pochi giorni alla libreria Feltrinelli, Galleria Alberto Sordi, alla quale ha partecipato Raffaele Cantone, anche lui magistrato in aspettativa, con l’incarico di vigilare sugli appalti e l’anticorruzione.

Un evento importante sia per le conseguenze della vicenda Mafia Capitale, che hanno portato alla caduta della Giunta Marino, sia in vista della campagna elettorale per il rinnovo dell’Amministrazione capitolina.

Leggi tutto... | 4 commenti