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Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

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poesie su commissione : Fuori e dentro
di Tania , Sun 12 February 2017 4:00
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E quindi rientro, basta

un passo, la luce dentro

è accesa, ma

l'aria

è morbida, vibra piano, sento

che ci sei

Scorgo una luce

là fuori, viene dall'interno

di te, trattengo i miei passi sulla porta

e sorrido, non pronuncio parole, nessun atomo

muove questa materia

indivisibile

.

Solo un pensiero

viaggia

su un'onda

lunga uguale


https://pioggiadinote.com/2017/02/10/ritratto-vii/

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racconti di poche parole : Memorie dal condominio - 3
di fulmini , Wed 8 February 2017 2:30
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I coautori del sito-rivista hanno preso quasi tutti altre strade.
Per un mese ho tenuto il post sul mio film 'Il Negozio': https://www.youtube.com/watch?v=c2gsxjZplE0&feature=youtu.be
Da oggi il sito diventa anarchico e aperiodico.
Firmato: fulmini

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Memorie dal condominio - 3

3 - Il vecchio luminoso

Viveva e vive, al quarto piano della scala a, un uomo curvo.

Incrociandoci nel cortile condominiale labicano ci siamo sempre scambiati un saluto, da parte sua appena sussurrato dalle labbra introverse e molto accompagnato dagli occhi acquosi. L’altro giorno ho scoperto chi diavolo sia stato quest’uomo secco – grazie a una sua video-intervista: http://video.repubblica.it/vaticano/bruno-baratti-il-restauratore-della-sistina-cosi-abbiamo-cambiato-la-storia-dell-arte/245401/245485?ref=HRESS-1

Diamo la parola al vecchio ossimorico. “Come è capitato alla cappella Sistina, in questo lavoro?” “Bella domanda. Sono entrato ai Musei Vaticani come custode. Nel Sessantotto. Dopo due anni che stavo lì sono andato dal direttore e gli ho detto che vorrei cambiar posto perché la vita del custode non faceva per me, e ho avuto il coraggio di dire se mi mandava giù al laboratorio di restauro a fare il ragazzo di bottega. Ha accondisceso.”

“Quant’è durato?” “Dal 1980 al 1994. Quattordici anni.” “Senta, qual è la sensazione di lavorare tutti i giorni ad uno dei capolavori dell’arte?” “Beh, il senso dell’incoscienza ce l’avevo. Si lavorava tranquillamente, senza nessun affanno.” “Voi avete lasciato un pezzo com’era prima, vero?” “No, diversi pezzi…” “Perché li avete lasciati?” “Per far capire com’era prima del restauro.” “Molti storici d’arte pensavano che non andasse fatto questo restauro.” “Pensavano che Michelangelo fosse un pittore tenebroso, cosa che non era assolutamente vero.”

“Michelangelo è stato anche per voi un impegno fisico.” “Accidenti… Qualcuno ne paga ancora le conseguenze per il collo. A lavora’ a testa in su…” Ecco, ho immaginato per anni che la schiena curva del vecchio vicino derivasse da un sonnolento lavoro a testa in giù, da impiegato. Era invece un eccitante lavoro a testa in su, da restauratore del paradiso e dell’inferno. “Lei si considera un uomo fortunato ad aver fatto questo lavoro?” “Se dico di no il naso mi arriva fino a Civitavecchia.”

Avevano dunque torto il cineasta e l’evangelista: non tutti gli uomini Prefer Blondes (Howard Hawhs 1953) “preferiscono le bionde” alle brune, e μᾶλλον τὸ σκότος ἢ τὸ φῶς (Gv 3, 19) “le tenebre alla luce”.

(Alias, sabato 7 gennaio 2017)

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agathotopia : Capodanno italiano
di unviaggiatore , Thu 5 January 2017 11:00
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1 Gennaio 2017, anno nuovo vita nuova.

Guardava dalla finestra, gli sembrava tutto uguale, la stessa via, la stessa gente che passava. Sembrava un giorno come tanti dell'anno precedente. Eppure qualcosa doveva essere cambiato, anno nuovo vita nuova, nessuno vedeva il nuovo. In realtà per lui era cambiato qualcosa, la novità era che dal primo gennaio aveva perso il posto di lavoro.

Giuliano Cabrini

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haiku rimati : Buchi nel cielo
di fulmini , Sun 25 December 2016 4:00
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Buchi nel cielo
e tagli - sull’altana
Lucio Fontana.

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racconti di poche parole : Memorie dal condominio - 2
di fulmini , Sun 4 December 2016 4:00
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(Ri-pubblico qui per i lettori del sito-rivista il fulmine uscito ieri su Alias, supplemento culturale del manifesto inteso come quotidiano - sul quale tengo una rubrica da 10 anni: i miei fulmini escono il primo sabato di ogni mese.)

*

2 – La pianta mozzata

La stephanotis floribunda è rampicante, l’ho appreso trapiantandola.

Regalano alla mia complice una pianta del volgarmente detto ‘gelsomino del Madagascar’. Il vaso che la contiene è piccolo, la pianta soffre visibilmente (sono nipote di contadini e comprendo il linguaggio vegetale), la trapianto tosto in un vaso grande sul balcone.

Esplode, proiettando rami tentacolari in ogni direzione. Assicuro alla ringhiera di ferro fuso un traliccio di canne di bambù, non le basta. Tendo un filo di ferro filato tra la chiostrina e l’ultimo stenditoio, lo arpiona, vi si attorciglia fino agli estremi e li usa come corvi d’abbordaggio dei riccioli di ferro battuto che reggono il balcone della vecchia di sopra e sale, conquista la sua ringhiera, ramifica allegramente, fiorisce generosamente.

Bella di giorno, con le sue foglie carnose verde scuro alternate dai fiori bianchi cerei a forma di imbuto capovolto e coronato da una stella, di notte la stephanotis floribunda è fonte viva di un inebriante profumo. Ragione per cui i suoi fiori sono i preferiti sulla soglia della prima notte. La vecchia non reagisce subito all’assalto, probabilmente bigotta com’è le ricordano il protomartire lapidato dall’apostolo: Stefano infatti viene dal greco Στεφανος e vuol dire corona. Ma poi arriva il frutto.

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