Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

RSS
(sfoglia) « 1 ... 4 5 6 (7)
prove di discussione : riformare il cristianesimo
di fulmini , Wed 9 May 2007 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

È possibile riformare radicalmente il cristianesimo? È necessario? E il marxismo? Le ideologie – religiose (cristianesimo, islamismo), filosofiche (marxismo, liberalismo), politiche (capitalismo, comunismo), di genere (maschilismo, femminismo)… - sono riformabili radicalmente? Sì, è possibile, è necessario, tanto vero che lo facciamo ogni giorno, ed ogni notte, ognuno di noi, più o meno consapevolmente, con le parole (con i silenzi), con gli atti (con le omissioni). Sì, lo so, bisognerebbe definire teoricamente le parole per discutere chiaramente le cose: ‘riforma radicale’, ‘cristianesimo’, ‘ideologia’, per esempio. Lo faremo, insieme, col sorriso sulle labbra e senza spaccare il capello in quattro, perché non bisogna mettere il vino vecchio in otri nuovi e bisogna lasciare che i morti seppelliscano i loro morti. Io ci sto provando, ogni giorno e ogni notte, da trentacinque anni. Domani pubblicherò un post sulla riforma radicale del cristianesimo, a partire dal capitolo cruciale dell’ultimo libro di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, ‘Gesù di Nazareth’, e mi farete sapere. Ma oggi, intanto, pensi tu, lettore, lettrice, che sia possibile e necessario?

Commenti?
prove di discussione : il Partito Melograno
di fulmini , Fri 20 April 2007 5:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Il Partito democratico, riformista, progressista… Dio solo sa (o chi per lui) quale sarà l’aggettivo che seguirà il sostantivo.

Ma quale che sia l’aggettivo, in ultima analisi decisivo è e sarà il sostantivo. Di tutte le riforme che l’Unione dovrà presto prestissimo realizzare, l’auto-riforma del linguaggio parlato e scritto è la riforma delle riforme. Beato il paese che può fare a meno degli aggettivi. Sì, perché, nel caso nostro, la questione decisiva è la questione sostantiva, è la riforma del sostantivo, insomma la riforma del Partito. I partiti politici sono in crisi, nel senso che (da almeno quattro decenni) non sono più il motore della elaborazione delle grandi idee, grandi in quanto attuabili, e della formazione di capaci dirigenti, capaci in quanto atti ad attuarle.

"Le idee sono grandi in quanto sono attuabili, cioè in quanto rendono chiaro un rapporto reale che è immanente nella situazione e lo rendono chiaro in quanto mostrano concretamente il processo di atti attraverso cui una volontà collettiva organizzata porta alla luce quel rapporto (lo crea) o portatolo alla luce lo distrugge, sostituendolo." (Antonio Gramsci, Quaderno 8)

Per ciò, fulmini e saette, ecco il nome augurale: il Partito Melograno. Il partito doppiamente sostantivo. Non bastano più gli alberi, e neppure i fiori, è l’ora dei frutti. Il melograno: per gli antichi e per i moderni simbolo di fertilità e frutto commestibile la cui corteccia ha azione potentemente astringente e vermifuga."

Commenti?
prove di discussione : la maggioranza meravigliosa
di fulmini , Thu 29 March 2007 5:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Qualche settimana fa (era il 23 febbraio 2007) ho pubblicato un “pensiero spettinato dedicato a Sofia” che finiva con tre domande. Lo ripropongo per dargli un seguito conversevole:

UNO. “Questi maestri, professori, docenti (i due terzi della categoria) che torturano ragazzi, adolescenti, giovani, con le loro lezioni che non somigliano all’innaffiamento misericordioso di una pianta di basilico per farla vivere turgida e allegra ma all’ingozzamento forzoso di un’anatra per farla morire col fegato scoppiato, con i loro esami concepiti e praticati come epilogo velenoso di un processo di conformazione al mondo esistente e non esperienza culminante di un processo di formazione per il mondo che verrà, con le loro entrate nei corridoi e nelle classi – col sorrisetto adatto a mostrare i denti - e le loro uscite dalle scuole e dalle università – col passo precipitoso di chi si allontana dalla scena del delitto, questi che non esercitano una professione civile, intellettuale, morale, ma un dovere d’ufficio, un incarico militare, una missione religiosa, questi che non entrano in classe per insegnare e imparare ma per sorvegliare e punire, questi che a parole proclamano di voler ‘conservare la tradizione’ o ‘cambiare il mondo’ e nei comportamenti mostrano di volere che la tradizione sia messa in salamoia e che il mondo non cambi loro, mi ricordano l’incipit della terza ‘Tesi su Feuerbach’ di Marx di Treviri: ‘La dottrina materialistica, secondo la quale gli uomini sono prodotti delle circostanze e dell'educazione, dimentica che sono proprio gli uomini che modificano le circostanze e che l'educatore stesso deve essere educato.’ Sì, Karl, giusto, ma da chi? Chi modificherà queste circostanze? Chi educherà questi educatori?”

(Seguito) DUE. “I filosofi? I rivoluzionari? I dottori della legge? No. La storia del mondo grande e terribile ci ha insegnato di no. Le strategie conoscitive-e-trasformative di Platone di Atene, di Lenin di Simbirsk, di Pietro di Betsaida, e dei loro Diadochi, si sono rivelate irrealistiche, anacronistiche, mitologiche (Antonio Gramsci, Quaderni del carcere 11) – e per la precisione “intrinsecamente teologiche” (Q 10), “forme moderne del vecchio meccanicismo” (Q 14), “religioni di subalterni’ (Q 11). E allora? Chi educherà questi educatori? Il terzo residuo di maestri-professori-docenti - ecco chi - alleato con il terzo antiautoritario, plastico, autonomo dei ragazzi-adolescenti–giovani: una nuova allenza a ripartire dal buono, dallo “storicamente progressivo”, che c’era nel sessantotto del secolo scorso. Bene. E chi ispirerà questa meravigliosa maggioranza in questa impresa epigonale? Gramsci di Ales, per l’appunto, il quale nei Quaderni del carcere ha mostrato e dimostrato (a chi ha occhi per vedere e orecchie per sentire) che questo problema dei problemi si risolve non con una rivoluzione filosofica, non con una rivoluzione religiosa, e nemmeno con una rivoluzione politica – come sognavano i suoi stessi progenitori ideologici - bensì con “una riforma intellettuale e morale”, e sapendo bene che “il rinnovamento intellettuale e morale non è simultaneo in tutti gli strati sociali, tutt’altro: ancora oggi molti sono tolemaici e non copernicani” (Q 15). Roba forte, impresa da Epigoni. “Epigoni e Diadochi. ‘Perché gli Epigoni dovrebbero essere inferiori ai progenitori? Perché dovrebbe essere legato al concetto di Epigono quello di degenerato? Nella tragedia greca, gli ‘Epigoni’ realmente portano a compimento l’impresa che i ‘Sette a Tebe’ non erano riusciti a compiere. Il concetto di degenerazione è invece legato ai Diadochi, i successori di Alessandro.’ (Q 8)”

Leggi tutto... | 1 commento
prove di discussione : Il terrorismo all'italiana
di fulmini , Mon 12 March 2007 7:40
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

PROVE DI DISCUSSIONE 1 - Il terrorismo all'italiana
Nell'occasione del cinquantanovesimo compleanno del suo Direttore, la redazione al completo del blog-rivista, consideratata la sua passione per la discussione (vedi post del 3 febbraio 2007 - Un mondo di chiacchiere) dà vita ad una nuova rubrica mensile intitolata PROVE DI DISCUSSIONE. Questo post d'apertura durerà più giorni - e più notti, per dare il tempo e il modo necessari e sufficienti ad una discussione meditata e vivace, che ci infiammi e ci trasformi tutti insomma (almeno un po', altrimenti a che serve una discussione?)

fotografie 156 - Roma, 8 marzo 2007, Quartiere di Centocelle (confine ovest)

Leggi tutto... | 1 commento
prove di discussione : Un saggio miope
di fulmini , Wed 10 January 2007 7:30
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

È un libretto doppiamente saggio e doppiamente miope, questo di Paul Ginsborg: La democrazia che non c’è, Einaudi 2006. Saggio perché mostra la necessità (1) di estendere la democrazia nel campo economico e (2) di combinare la democrazia rappresentativa con la democrazia partecipativa e allargarla tutta intera al genere femminile nel campo politico. Miope perché (1) non vede che sono in crisi non soltanto i piani superiori della politica democratica moderna ma le sue stesse fondamenta: il partito politico e lo Stato nazionale e (2) sottovaluta la riforma intellettuale e morale della prassi blog: che promuove la diffusione dei poteri e l’autonomia dei saperi.

Commenti?
(sfoglia) « 1 ... 4 5 6 (7)