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leOpereeiGiorni : Poesia e Poeta
di fulmini , Wed 7 October 2020 4:00
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tema di un bambino


(Leggo e vedo la mattina presto sulla pagina Facebook di una amica - e rendo testimonianza)

Un bambino di 8 anni, Lorenzo P., il 30 settembre 2020 appena scorso ha scritto, in un tema in classe di una scuola italiana, cosa secondo lui è la poesia e cosa è il poeta. 'I bambini ci guardano', diceva e filmava Vittorio de Sica - in un film del 1943 neorealista prima del neorealismo. C'è di più: ci insegnano.

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iLibrieleNotti : LUCE SENZ'OMBRA. Capitolo primo.
di fulmini , Sun 4 October 2020 4:00
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foto di Franz Kafka


Nel 1987 Eftimios teneva 16 anni e, senza che avesse fatto nulla di male, morì.

Adesso che scrivo questa frase mi viene in mente, per la prima volta in questi lunghi 33 anni, che Franz Kafka inizia Il Processo con parole che accomunano la vita breve di Eftimios alla vita breve di Josef K.

Qualcuno doveva aver calunniato Josef K. perché senza che avesse fatto nulla di male, una bella mattina lo arrestarono.

E come finisce Il Processo? Con queste parole:

Gli sguardi di Josef K. caddero sull’ultimo piano della casa che si alzava sul limite della cava di pietre. Come una luce che si accende d’un tratto, si spalancò una finestra, ed un uomo, che a quell’altezza e a quella distanza appariva esile e debole, si piegò in avanti allargando le braccia. Chi era? Un amico? Un uomo di cuore? Uno che provava compassione? Uno che voleva portare aiuto? Era uno solo? Erano tutti?

Un anno prima della morte di Eftimios avevo lucidamente, consapevolmente, (anche se implicitamente, allusivamente, come sempre si deve fare quando si fa opera arte, ammesso che ci si riesca) accomunato in fase di sceneggiatura l’agonia di Josef K. nella cava di pietre all’agonia di Eftimios nella casa tra gli alberi al lago e all’agonia di Pier Paolo Pasolini all’Idroscalo di Ostia.
https://www.youtube.com/watch?v=WIr5LSbpUWs&t=14s

Il legame profondo tra la disperazione civile di Pasolini alla metà degli Anni Settanta, mentre assisteva impotente alla “fine del mondo”, e la disperazione paterna mia alla metà degli Anni Ottanta, mentre assistevo impotente alla fine di Eftimios, ha impresso poi ad Angelus Novus, girando e montando quel mio mio primo film, l’atroce bellezza di un incubo.

Ricordo adesso che scrivo questa frase che nel 1988, dopo la proiezione in pellicola del film (pubblicato a Cannes nel 1987) in un circolo culturale di Oriolo, un paese della Tuscia, Mimmo Pesce, lo scultore amico mio e di Eftimios che aveva impersonato la figura di Pasolini, camminando nella notte senza stelle dopo aver rivisto il film, disse sovrappensiero: “È un bell’incubo…”

Eftimios ha collaborato con me alla costruzione di Angelus Novus, scegliendo certe musiche di Mozart - che poi Vittorio Gelmetti ha rielaborato in un certo modo. E anche rielaborando certe parti della sceneggiatura, come il finale per esempio, con quella comparizione surreale, ai limiti del campetto sterrato di calcio dell’Idroscalo dove Pasolini è stato ammazzato e dove ho girato la scena, di un uomo esile e debole che forse erano tutti.

Poi, vent’anni dopo, scrivendo Vita breve di Eftimios, e riflettendo sulla disavventura scolastica vissuta da Eftimios in un liceo italiano, ho compreso l’incomprensibilità del racconto La metamorfosi di Kafka.

Ne ricordate l’inizio?

Svegliandosi una mattina da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto.

Cosa voleva dire Kafka quando scriveva che un giovane uomo si trovò improvvisamente trasformato in “un enorme insetto”? Mille tentativi di comprensione di questa surreale condizione umana hanno elaborato mille critici letterari nell'arco di un secolo, dalla pubblicazione de La Metamorfosi – metà degli Anni Dieci del Novecento - alla scrittura di Vita breve di Eftimios – inizi del Duemila. Nessuno veramente compiuto.

Fin dal principio. In occasione della stampa della seconda edizione, Kafka scrisse al suo editore Kurt Wolff, che aveva affidato al disegnatore Ottomar Starke il compito di illustrarne la copertina: «Mi è passato per la mente che voglia disegnare magari l'insetto. Questo no, per carità, questo no!"

A quale trasformazione vitale, a quale metamorfosi esistenziale, alludeva la metafora uomo/insetto? Io finalmente l’ho pienamente compreso riflettendo sulla esperienza vissuta da Eftimios a metà degli anni Ottanta del Novecento:
https://www.youtube.com/watch?v=5cSaCkWQYA0&t=1s

***

L'insieme del libro multimediale, mano a mano che saranno resi pubblici i suoi singoli capitoli, andrà componendosi nel sito-rivista Fulmini e Saette e precisamente qui: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5067

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leOpereeiGiorni : Elena e il Professore
di fulmini , Sat 3 October 2020 2:00
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pittura vascolare greca


Elena e il professore

Pausa dei lavori di un convegno su ‘Omero autore dell’Iliade’. Un uomo serio, barbuto, anziano, legge un libro seduto ad un tavolo del bar. Avanza una donna eccessivamente bella e doppiamente fiorita, gli domanda se può condividere il tavolo.

Lui: La prego!

Lei poggia sul tavolo una pianta fiorita di basilico greco, e si accomoda in una seconda sedia.

Lui: Posso chiederle in che veste partecipa al convegno? Si occupa di poesia?

Lei: In un certo senso… Mi interessa il problema dell’autore – dell’identità di chi aumenta la bellezza e la conoscenza del mondo…

Lui: Se autore è chi aumenta la bellezza del mondo, lei certamente lo è…

Lei: Grazie dell’encomio… Sosterrà una tesi particolare sull’identità dell’autore dell’Iliade?

Lui: Una tesi… particolare e generale: gli autori o sono grandi o non sono, e dunque gli autori di opere sono pochi - diversamente da ciò che pensano i milioni di partecipanti ai social network, che tutti si ritengono autori in quanto pubblicano parole o immagini o faccine… Tra i vertici inaccessibili della letteratura, dell’arte, della scienza, della filosofia, e la base comune dei terrestri c’è l’abisso…

Lei: Capisco… E per il resto ci sono i professori, i sacerdoti di questo abisso…

Lui: Se vuole. I più democratici tra questi sono i pontefici dell’abisso…

Lei: Io ritengo invece che gli autori dell’Iliade siano molti, e Omero sia soltanto l’ultimo dei molti - chi ha raccolto, ordinate, montate, riscritte le tante opere, figurate prima, cantate poi, ed alla nascita delle città e delle scritture stese alfabeticamente…

Lui: Omero soltanto ultimo autore… Mhm… E il primo autore, chi è stato?

Lei: Lo dice Omero stesso.

Lui: Davvero? E dove?

Lei: Nell’Iliade - laddove scrive che Elena, sugli spalti di Ilio “tesseva una tela grande / doppia, di porpora e ricamava le molte prove / che Teucri domatori di cavalli e Achei chitoni di bronzo / subivano per lei…”

Lui: Mhm… Colei che suscita vivendo prima e racconta ricamando poi ciò che accadde a Ilio... Elena motore e primo autore dell’Iliade… Ci penserò... Ci rifletterò… Posso presentarmi? Sono il professor Tal dei Tali.

Lei: Io non sono più, come persona, e tuttavia sono ancora, in quanto personaggio. Il mio nome è Elena.

Si alza, prende la pianta sottobraccio e si allontana, lasciando al professore esterrefatto il profumo di entrambe.

(Riproduzione fotografica di una ceramica attica del V secolo a.C. del ‘Pittore di Leningrado’ – donna che dipinge, donna autrice.)

https://ilmanifesto.it/elena-e-il-professore/

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video di fortuna : La gorgone tata
di fulmini , Wed 30 September 2020 4:00
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Vivere accanto ad Alexandra Zambà è come vivere accanto ad un vulcano in attività - una ne fa e cento ne pensa.
Teatrante, poeta, saggista, traduttrice, organizzatrice culturale... e curatrice da poco di una collana di libri per ragazzi per la casa editrice Vita Activa, l'altro giorno mi ha trascinato fino all'Antichissima Città di Sutri, dove ha tenuto per quattro giorni uno stand nell'evento 'Un Borgo di Libri', e presentato - tra l'altro - il libro da lei ideato e organizzato e introdotto: 'Storie di sirene e gorgoni'.
In questa occasione mi ha domandato di leggere pubblicamente qualcosa da questo libro. Come resisterle? Come resistere ad un fenomeno naturale-e-culturale?
https://www.youtube.com/watch?v=gGP-Z0UQnuQ&t=10s

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video di fortuna : La gorgone tata
di fulmini , Wed 30 September 2020 4:00
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Vivere accanto ad Alexandra Zambà è come vivere accanto ad un vulcano in attività - una ne fa e cento ne pensa.
Teatrante, poeta, saggista, traduttrice, organizzatrice culturale... e curatrice da poco di una collana di libri per ragazzi per la casa editrice Vita Activa, l'altro giorno mi ha trascinato fino all'Antichissima Città di Sutri, dove ha tenuto per quattro giorni uno stand nell'evento 'Un Borgo di Libri', e presentato - tra l'altro - il libro da lei ideato e organizzato e introdotto: 'Storie di sirene e gorgoni'.
In questa occasione mi ha domandato di leggere pubblicamente qualcosa da questo libro. Come resisterle? Come resistere ad un fenomeno naturale-e-culturale?
https://www.youtube.com/watch?v=gGP-Z0UQnuQ&t=10s

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