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i nostri inviati : Vincent Munier fotografo
di fulmini , Sat 30 January 2016 4:00
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briciole musicali : Africa, Mondo
di venises , Fri 29 January 2016 3:00
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fotoGrafie : Litigio = Inferno
di fulmini , Thu 28 January 2016 4:00
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donna e uomini


Quanto dura un litigio con la persona amata prima di finire? Un'eternità. Da ciò è nata la leggenda del castigo eterno, l'Inferno. (Monte Faito, agosto 2016)

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economia di solidarietà : Sulla disuguaglianza
di luisrazeto , Wed 27 January 2016 4:00
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LAS CAUSAS DE LA DESIGUALDAD Y LO QUE SE PUEDE HACER.

LUIS RAZETO•DOMENICA 24 GENNAIO 2016

Un reciente Informe de Oxfam, llamado “Una economía al servicio del 1 %” muestra que, desde 2010, la riqueza de la mitad más pobre de la población se ha reducido en un billón de dólares. Esto ha ocurrido a pesar de que la población mundial ha crecido en cerca de 400 millones de personas durante el mismo período. Mientras, la riqueza de las 62 personas más ricas del planeta ha aumentado en más de 500.000 millones de dólares, hasta alcanzar la cifra de 1,76 billones de dólares.

En realidad, la desigualdad viene acentuándose desde hace varias décadas. Todos lo atribuyen al modo de producción, distribución, consumo y acumulación imperante, lo que es obvio; pero es necesario ser más específico en la comprensión del proceso que conduce a una desigualdad que viene acentuándose y que continuará en el mismo sentido en los próximos años. El hecho de fondo que explica esta tendencia a la concentración de la riqueza es el incremento de la productividad del capital, que resulta de los avances científicos y tecnológicos, y que conlleva, por un lado una progresiva sustitución de la fuerza de trabajo en los procesos productivos, y por otro, la marginación y salida del mercado de las unidades productivas de menor productividad y eficiencia.

Ahora bien, un aspecto clave que hay que tener en cuenta en toda esta dinámica económica es que el incremento de la productividad del capital y el desarrollo tecnológico inciden en una reducción de los costos de producción, y consiguientemente, en una reducción de los precios de los bienes y servicios, lo que beneficia a los consumidores.

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racconti di poche parole : Uomo
di fulmini , Tue 26 January 2016 4:00
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uomo


La sensazione di avere degli occhi fissi su di me era forte, è stato sufficiente girare leggermente lo sguardo per averne la certezza. Incrociando gli sguardi, in metropolitana, succede sempre che in un attimo l’attenzione reciproca si rivolga altrove. Per rispetto, per pudicizia, per garbo. Quell’uomo di fianco a me non lo fece e non mostrò l’intenzione di farlo. Più curioso che infastidito, ho creduto di rompere l’imbarazzo con un approccio verbale, con un semplice: “buongiorno..” . Il suo guardare non era affatto arrogante e non c’era nessuna traccia di apparente follia, era sicuramente una persona gentile. Non c’era tanta gente, lo spazio non mancava. Tre attimi di silenzio e l’uomo, forse oltre i settanta anni, semplice e ordinato, mi dice: “Oggi ho la necessità urgente di fidarmi di qualcuno”. La mia curiosità si era trasformata in stupore, e non ho represso la sua evidente improrogabilità a palesare i suoi pensieri.
Ancora tre attimi di silenzio e poi, prima di altro silenzio: “ mi fido assai dei suoi capelli”. Non lo so, ma credo di avergli sorriso. Stringeva, premendola sul petto con la mano e con quasi tutto l'avambraccio sinistro, una busta bianca, grande.
Con poche parole, se le avesse scritte sarebbero state due righe, mi ha detto che la ragione del suo comportamento era celato proprio in quella busta e che un’ora prima non avrebbe di certo avuto così tanta fretta di eloquio.
“Fino ad un’ora fa amavo la morte come fosse la cosa più dolce, la forma perfettamente compiuta della serenità. Da poco ho compreso che forse amavo solo la morte raggiunta dagli altri, della mia morte ora so che ho ancora paura”.

Siamo scesi insieme alla stazione Manzoni. Lui, tre passi avanti me, si ferma e si volta per porre fine al nostro incontro. Con un accenno di sorriso mi chiede scusa, per avermi messo in imbarazzo, e mi ringrazia per non avergli mostrato alcuna deleteria angoscia. Prima di andare via, mostrandomi la sua busta, mi ha rassicurato: “Non saranno le cose scritte qui dentro che porranno fine ai miei viaggi, sarà altro e non questo.”

Ho lasciato che si allontanasse verso la scala mobile e poi mi sono avviato anche io. Mi sono fermato ai piedi della scala, lui avanti a me, pur restando perfettamente immobile, saliva in alto allontanandosi in una impressionante ascensione obliqua.

Ho sentito la necessità di prendermi un centesimo di secondo di quel turbamento, giusto il tempo dello scatto della fotocamera.

Antonio Italiano

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