Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

(sfoglia) « 1 (2) 3 4 5 ... 654 » (sfoglia)
fotoGrafie : Un uomo legge
di fulmini , Wed 21 January 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Roma, Stazione Termini

Pasquale Misuraca, Roma - Piazza della Stazione Termini, 3 gennaio 2015.

Leggere è abitare già un altro mondo.

Leggi tutto... | 1 commento
i nostri inviati : Tramonto dell'Occidente
di unviaggiatore , Mon 19 January 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Genova dall'alto, al tramonto

Giuliano Cabrini, Genova - gennaio 2015.

Leggi tutto... | 2 commenti
iLibrieleNotti : Sulla poesia (2)
di fulmini , Sat 17 January 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

{Pubblico in due parti, ieri e oggi, un lungo saggio a ruota libera di Noemi Paolini Giachery. Parte Seconda.}

Ogni acquisto positivo ha i suoi rovesci negativi.
I rischi dell’idea di “opera aperta”.


Viene sempre fuori la mia natura di “moderata”. Che non mi ha mai permesso divertenti colpi di testa né discorsi estrosi e paradossali.

Avevo accolto con consenso, nei primi anni sessanta, l’idea di “opera aperta” applicata alle creazioni artistiche. Il, già autorevole, Umberto Eco autorizzava me, come ogni “fruitore” (il brutto termine fu introdotto forse in quel contesto), a integrare con la personale intelligenza, sensibilità estetica, fantasia l’opera dell’autore. Già allora sentii il bisogno di chiarire a me stessa che ci sono integrazioni lecite e costruttive e integrazioni illecite. Mi mettevo al riparo dagli eccessi di certa ermeneutica postmoderna. Proprio da questi eccessi avrebbe dovuto difendersi l’opera d’arte nella sua unica, originale, non alterabile individualità.

Leggi tutto... | 1 commento
iLibrieleNotti : Sulla poesia (1)
di fulmini , Fri 16 January 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

{Pubblico in due parti, oggi e domani, un lungo saggio a ruota libera di Noemi Paolini Giachery. Parte Prima.}

In margine all’enigma della poesia di Noemi Paolini Giachery

Nel mistero della poesia “si contempla” il mistero della nostra esistenza

Logos della poesia? Poesia per il Logos?

“Essenziale al poetare è quel combattimento tra il tutto e nulla, tra l'esuberanza trascendentale del significato e l’insignificanza che si sviluppa e si consuma all'interno delle parole della poesia".
Mario Luzi


Per la partecipazione a un seminario interdisciplinare intitolato Logos dell’ Essere, Logos della norma svoltosi a Firenze dal 1993 al 1996 nel Dipartimento di teoria e storia del diritto (Gli Atti sono stati pubblicati nel 1999 da Adriatica Editrice di Bari per la cura di Luigi Lombardi Vallauri)

Come avviare una riflessione su questo imponente tema? E non è forse spericolato avviarla? Specialmente per chi, come me, non sia nutrito di profondi studi filosofici e teoretici, ma solo abituato ad osservare la poesia da vicino, nella sua dimensione fenomenica e contingente senza alcuna pretesa di definizioni totalizzanti. Anche perché, per quanto riguarda la poesia, mi è sempre sembrato difficile, se non impossibile, arrivare ad una definizione univoca di questo oggetto (inteso come facoltà umana, o funzione del linguaggio, o evento, o campo di leggi ecc.): un oggetto che all'indagine si presenta come il luogo di tutte le contraddizioni e di tutte le aporie. Ma in realtà il problema, per quanto lo ritenessi insolubile, condividendo un'idea abbastanza diffusa, doveva continuare ad affascinarmi se all'invito di Luigi Lombardi Vallauri, dopo molta esitazione connessa al profondo senso di inadeguatezza, ho finito con l'aderire.

Che cosa fare dunque? Seguire per sommi capi le tappe principali della riflessione sulla natura della poesia e sui suoi ipotizzabili caratteri fondanti (problema forse traducibile in termini di problema del logos della poesia) che si è svolta nel lungo percorso della cultura cosiddetta "occidentale" e che ai nostri giorni ha raggiunto espressioni veramente complesse e sofisticate? Impresa immane. Così decido di partire, non certo per fermarmi ad esso nonostante la sua innegabile seduzione e la parte di verità che certamente contiene, da un enunciato che proviene da antichi teorici indiani: «La poesia è un suono che produce conoscenza». Mi piace fare con poca spesa una concessione allo spirito non eurocentrico che caratterizza, credo, questo gruppo di ricerca. Con poca spesa, dico, perché la citazione è di terza mano: la prendo da un libro di Maria Corti che trova l'enunciato (riportato in un articolo di Pierre Filliozat Sylvain) in parte consono ai criteri e agli approdi della ricerca attuale sul problema dell'identità del fenomeno poetico. Ricerca che, fin dai primi decenni del secolo, con il formalismo slavo e con lo strutturalismo, opponendosi alle posizioni dell'estetica idealistica e di quella storicistica considerate troppo limitate a un interesse contenutistico, ha spostato l'attenzione sull'aspetto formale della poesia, sul cosiddetto "significante" cercando di riconciliare filosofia e retorica per lungo tempo separate e di individuare sul piano del linguaggio, della lingua poetica, lo specifico della poesia (se questo specifico possa chiamarsi logos sarà tutto da vedere ammesso che si possa vedere). Se, dunque, la sentenza indiana è piaciuta alla Corti vuol dire che non è da intendersi nel senso più ovvio riferibile al linguaggio in generale, ma va interpretata come riconoscimento di un rapporto più intimo, più intrinseco, e oserei dire sostanziale se la parola non mi sembrasse troppo compromettente, tra il suono e il senso, che non quello, più arbitrario e convenzionale, che intercorre tra i due termini nella lingua comune dei parlanti (anche se, come sappiamo, non è mancata in pensatori del passato l'ipotesi di una originaria coincidenza di linguaggio e poesia). Si vuol dire, cioè, che nelle singole espressioni poetiche con quei "suoni" e solo con quelli si produrrebbe una conoscenza, forse anzitutto nell'autore (per i teorici indiani si tratterebbe dell'evocazione di ricordi di vite precedenti) ovviamente non producibile con altro mezzo e con altro suono.

Leggi tutto... | 1 commento
la lingua rubata : Prove alessandrine
di AlfaZita , Thu 15 January 2015 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  
Commenti?
(sfoglia) « 1 (2) 3 4 5 ... 654 » (sfoglia)