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fotoGrafie : Suora merulana
di fulmini , Sun 19 July 2015 4:00
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suora


Pasquale Misuraca, Roma, via Merulana - 12 luglio 2015

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apologetica : Le padelle di Peppe
di fulmini , Fri 17 July 2015 4:00
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Tra le padelle appese sul camino di Peppe fratello mio, nella casa che condivide con Rossella e le loro figlie Linda e Mara nel rione San Pellegrino, nella città di Viterbo, nella regione Etruria, nella nazione Italia, nel pianeta Terra, nella costellazione Via Lattea, si trovano tre padelle di ferro.
Forse perché le meteoriti cadono dal cielo, e sono piene di ferro, e i greci antichi chiamarono sider, che viene dal latino e vuol dire stella, il ferro, e Peppe è nato a Siderno, nella Calabria greca, e non vuole dimenticarlo.
O forse perché (oltre che grande intenditore di vini) è un cuoco sopraffino, e il ferro è un catalizzatore della Reazione di Maillard, cioè la trasformazione dello zucchero presente negli strati superficiali della carne rossa in caramello, e con la padella di ferro si rosolano al meglio anche i pesci, e si tostano più saporitamente le verdure.
Ecco perché le padelle di ferro sono tre, una per la carne, una per le verdure, una per il pesce, che Peppe giustamente non lava mai. Le padelle di ferro, infatti, si strofinano forte con sale grosso e fine e si mettono via, senza mai usare acqua. Ogni tanto si ungono con olio di semi e si mettono sul fuoco finché non smettono di fumare.

(Ante Scriptum. Il pezzo è su commissione, di Antonio Italiano amico della Banda del Nespolo. In cambio ha promesso un pezzo sul pinguino inteso come elettrodomestico.)

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leOpereeiGiorni : Chiedo scusa se parlo di Plutone
di fulmini , Thu 16 July 2015 3:50
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il legame : La Fine dell'Unione Europea
di venises , Sat 11 July 2015 3:00
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Debito Greco


Attendiamo tutti l'ulteriore sviluppo del melodramma greco, gestito da tutte le parti coinvolte in nome della politichetta, senza riguardo per la logica, il buon senso, l'evidenza e l'intelligenza - così riuscendo in un colpo solo a :
• massacrare definitivamente quel che restava dell'economia greca;
• creare odio fra i popoli d'Europa, divisioni che lasceranno tracce lontane;
• togliere ogni credibilità delle istituzioni creditrici (Banca Europea, Fondo Monetraio Internazionale, Commissione Europea, paesi membri e sovrani dell'Europa unita);
• minare definitivamente la credibilità del progetto europeo (mentre blateravano che l'uscita della Grecia dall'Euro rischiava di produrre un tale effetto, i massimi governanti europei l'hanno fatta finita una volta per tutte col progetto europeo)
Se le decisioni fossero state prese tirando a sorte una monetina, si sarebbe provocato minor danno, tanta l'imperizia di tutti i protagonisti.


Debito Greco

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lo Stato del meridione : Nino Di Matteo
di filippopiccione , Fri 10 July 2015 4:00
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Nino Di Matteo, il magistrato in pericolo di morte perché cerca di contrastare il potere di Cosa Nostra

Nino Di Matteo è stato ospite, prima che chiudesse la sua trasmissione, di Fazio a Che tempo che fa. Mentre ascoltavamo la viva voce di questo magistrato - attualmente il più temuto da Cosa nostra, e per questa ragione dalla stessa condannato a morte – non si potevano non cogliere forti analogie con la situazione in cui si erano trovati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino quando appresero che Totò Riina aveva dato l’ordine ai suoi uomini di eseguire la loro sentenza di morte. Erano le stesse identiche parole, le stesse identiche convinzioni, la stessa identica determinazione, contenute nelle sue risposte date all’intervistatore. “Quando si è giunti a quel punto non c’è altra strada per affrontare questo rischio. Non ti resta che contare sulla tutela dello Stato, ma quando avverti di essere lasciato solo, nella tua mente torna tragica e imperiosa la frase detta da Falcone un mese prima dell’attentato di Capaci: “Si muore, perché generalmente si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”. Esattamente come è accaduto nel 1992 ai due giudici palermitani, quando per incapacità o per deliberata insipienza, alle istituzioni è toccato soccombere alla supremazia militare di Cosa nostra.

Nino Di Matteo mostrava tuttavia di non aver perduto la speranza che almeno il loro sacrificio potesse servire alla causa per la quale avevano dedicato la loro intera esistenza per salvare la vita a quanti corrono il suo stesso pericolo. Si percepiva, non rassegnazione, ma il desiderio che questa volta grazie a loro e alla lotta di altri valorosi magistrati e delle forze di polizia, il verdetto implacabile di Riina - o di chi detiene il comando di Cosa nostra - potesse fallire. E cambiare così la storia del nostro Paese.
Con questa predisposizione d’animo ho letto il libro “Collusi” che il giudice Nino Di Matteo ha scritto con il giornalista Salvo Palazzolo (editore Bur Rizzoli). “Quando ho ricevuto l’ordine di morte da Riina, ho voluto osservare i gesti, il volto di quel boss che parlava di me e ho tentato di ragionare da magistrato, con la massima lucidità e compostezza, come se fosse una questione che non riguardasse la mia persona.
Continuo a restare al mio posto e anche se soffro tremendamente le limitazioni alla mia libertà, ho buoni motivi per reagire allo scoramento e alla stanchezza mentale. So che tutto questo servirà, prosegue il giudice, ma sono convinto che solo i cittadini possono cambiare sul serio la società, sconfiggendo finalmente la mafia, la corruzione che si alimenta attraverso i rapporti che intrattiene con la malavita organizzata, la mentalità dell’appartenenza e dell’ossequio al potere”.

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