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haiku rimati : Era di giorno
di fulmini , Mon 25 September 2006 8:00
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Era di giorno
e tu dormivi tutto
scuro intorno.

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dizionario sito : uomo e artista
di fulmini , Mon 25 September 2006 8:00
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Tra la vita vissuta dall’artista e l’opera che realizza che relazione c’è? Ed è sempre e per tutti la stessa? Io penso che sia mai la stessa. La sinfonia n. 40 (K 550) di Mozart, per esempio, intrattiene con la vita vissuta da Mozart mentre la compone una relazione antitetica. Invece, tra Edipo re e la vita vissuta da Sofocle mentra la scrive intercorre una relazione simpatetica. A proposito, qual è secondo te, lettore che mi leggi, il senso profondo e la forma superficiale dell’Edipo re?

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racconti di racconti : Giuliano
di fulmini , Sun 24 September 2006 8:00
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Giuliano (molto marito di Maria e molto padre di Claudio) mi racconta com'erano gli scippatori e i portuali di Genova negli anni settanta. Un giovane italiano scippatore fuggendo con la borsetta della vecchina appena scippata finì in mezzo ad un gruppo di portuali, i quali – restituito il maltolto - gli offrirono due possibilità: avvertire la polizia o regalargli "una riga di schiaffi”. Lo scippatore preferì il regalo: comica versione del tragico film I disperati di Sandor di Miclos Jancso, anche questo degli anni settanta del secolo scorso.

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iLibrieleNotti : curare
di fulmini , Sat 23 September 2006 8:00
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Quello che colpisce guardando e toccando e annusando e leggendo e visionando questo libro che ho irresistibilmente acquistato, New York, ore 8.45 La tragedia delle torri gemelle raccontata dai premi Pulitzer (a cura di Simone Barillari, edito dalla minimum fax e messo in circolazione nel luglio di quest’anno 2006) è la cura con cui è stato pensato e fatto e presentato e accompagnato in libreria. Questo Simone, questo editore, completi di collaboratori e collaboratrici, mi hanno fatto venire in mente una grande amorevole famiglia che desidera-fa-acconcia-accompagna… un bambino all’asilo, affidandolo fiduciosa al resto del mondo. Eccolo, allegro e pettinato, completo di grembiule e fiocco, di cestino profumato di merenda e voglia di vivere accanto a noi, il libro-bambino.

Da copertina - vellutata al tatto e sinottica all’occhio (titolo, sottotitolo, titoli interni, fotografia…) presentazione, titoli di testa, prefazione, quattro pezzi quattro antologizzati inframezzati da un mazzetto irresistibile di folgoranti vignette, note biografiche, titoli di coda - a copertina, vellutata e sinottica pure questa (mi viene in mente una meraviglia di rampicante passiflora), tutto è curato amorevolmente, come un tutto finalmente intero, e tutti i sensi si riuniscono all’occasione – verrebbe persino voglia di dargli una leccatina. Grazie stragrazie. Curare. Questo vuol dire, dovrebbe voler dire, curare. I medici lo dovrebbero guardare e toccare e annusare e leggere questo libro-bambino, e pensare ai loro pazienti-libri. Magari leccarli.

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dizionario sito : campo e controcampo
di fulmini , Fri 22 September 2006 8:00
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Claude Lévi-Strauss, etnologo amante esperto di cinema, coglie (vedi l’intervista pubblicata l’altro ieri dai “Cahiers du Cinéma” e ieri da “la Repubblica”) nella rappresentazione degli “Uccelli” di Hitchcock “…un errore molto grave: gli uccelli, che rappresentano la natura, vengono rappresentati unicamente sotto l’angolazione visiva, cioè, tra tutti i sensi, quello più intellettuale, più socializzato, quello che sta già sul versante della cultura [...] Fare un film basato sui rapporti tra uccelli e uomini nel quale non ci siano sterco e puzza […] è un errore che compromette l’impresa […] Avremmo dovuto vedere la gente invischiata nella sporcizia...” A me pare questa una buona critica, e questo un buon genere di critica, non perché stabilisce una norma assoluta – non credo nella critica normativa, bensì nella descrizione critica - ma perché domanda una relazione intrinseca tra le cose e la loro rappresentazione.

Su questo terreno, mi vorrei spingere oltre, domandandomi, e domandandoti, lettore che mi leggi, perché mai oggi la stragrande maggioranza dei confronti parlati tra due personaggi è rappresentata con un “campo / controcampo”, con una serie di “campi / controcampi”. Per me ritengo, invece, che un dialogo o una discussione o una conversazione o una chiacchierata o un diverbio (e via distinguendo) debbano essere rappresentati in maniera icasticamente diversa tra di loro. Porto ad esempio, e come esempio, Carl Theodor Dreyer, il quale rappresentava i dialoghi con il “piano fluido” – inquadratura del personaggio A > panoramica > inquadratura del personaggio B > panoramica… Ecco un modo intrinseco di mettere in relazione le cose e la loro immagine. Certo, di modi ce ne sono, e ce ne possono essere, altri – infiniti quanto gli autori – ma tutti e sempre, in nome dell’arte, intrinseci. Non è un ordine, è una preghiera, in nome dell’arte.

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