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iLibrieleNotti : curare
di fulmini , Sat 23 September 2006 6:00
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Quello che colpisce guardando e toccando e annusando e leggendo e visionando questo libro che ho irresistibilmente acquistato, New York, ore 8.45 La tragedia delle torri gemelle raccontata dai premi Pulitzer (a cura di Simone Barillari, edito dalla minimum fax e messo in circolazione nel luglio di quest’anno 2006) è la cura con cui è stato pensato e fatto e presentato e accompagnato in libreria. Questo Simone, questo editore, completi di collaboratori e collaboratrici, mi hanno fatto venire in mente una grande amorevole famiglia che desidera-fa-acconcia-accompagna… un bambino all’asilo, affidandolo fiduciosa al resto del mondo. Eccolo, allegro e pettinato, completo di grembiule e fiocco, di cestino profumato di merenda e voglia di vivere accanto a noi, il libro-bambino.

Da copertina - vellutata al tatto e sinottica all’occhio (titolo, sottotitolo, titoli interni, fotografia…) presentazione, titoli di testa, prefazione, quattro pezzi quattro antologizzati inframezzati da un mazzetto irresistibile di folgoranti vignette, note biografiche, titoli di coda - a copertina, vellutata e sinottica pure questa (mi viene in mente una meraviglia di rampicante passiflora), tutto è curato amorevolmente, come un tutto finalmente intero, e tutti i sensi si riuniscono all’occasione – verrebbe persino voglia di dargli una leccatina. Grazie stragrazie. Curare. Questo vuol dire, dovrebbe voler dire, curare. I medici lo dovrebbero guardare e toccare e annusare e leggere questo libro-bambino, e pensare ai loro pazienti-libri. Magari leccarli.

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dizionario sito : campo e controcampo
di fulmini , Fri 22 September 2006 6:00
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Claude Lévi-Strauss, etnologo amante esperto di cinema, coglie (vedi l’intervista pubblicata l’altro ieri dai “Cahiers du Cinéma” e ieri da “la Repubblica”) nella rappresentazione degli “Uccelli” di Hitchcock “…un errore molto grave: gli uccelli, che rappresentano la natura, vengono rappresentati unicamente sotto l’angolazione visiva, cioè, tra tutti i sensi, quello più intellettuale, più socializzato, quello che sta già sul versante della cultura [...] Fare un film basato sui rapporti tra uccelli e uomini nel quale non ci siano sterco e puzza […] è un errore che compromette l’impresa […] Avremmo dovuto vedere la gente invischiata nella sporcizia...” A me pare questa una buona critica, e questo un buon genere di critica, non perché stabilisce una norma assoluta – non credo nella critica normativa, bensì nella descrizione critica - ma perché domanda una relazione intrinseca tra le cose e la loro rappresentazione.

Su questo terreno, mi vorrei spingere oltre, domandandomi, e domandandoti, lettore che mi leggi, perché mai oggi la stragrande maggioranza dei confronti parlati tra due personaggi è rappresentata con un “campo / controcampo”, con una serie di “campi / controcampi”. Per me ritengo, invece, che un dialogo o una discussione o una conversazione o una chiacchierata o un diverbio (e via distinguendo) debbano essere rappresentati in maniera icasticamente diversa tra di loro. Porto ad esempio, e come esempio, Carl Theodor Dreyer, il quale rappresentava i dialoghi con il “piano fluido” – inquadratura del personaggio A > panoramica > inquadratura del personaggio B > panoramica… Ecco un modo intrinseco di mettere in relazione le cose e la loro immagine. Certo, di modi ce ne sono, e ce ne possono essere, altri – infiniti quanto gli autori – ma tutti e sempre, in nome dell’arte, intrinseci. Non è un ordine, è una preghiera, in nome dell’arte.

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racconti di racconti : Agata e Agostino
di fulmini , Thu 21 September 2006 6:10
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Agata ed Agostino (per gli amici Aga e Ago – trentenni molto simpatici e molto fidanzati) di ritorno da una vacanza a Istanbul, raccontano la struggente malinconia della città (Aga), la sorprendente puntualità dei trasporti (Ago), la inestricabile orientalità-occidentalità degli abitanti (entrambi). Uno dei quali, tassista per professione e vocazione, ha cercato di fregarli volendo fare il turco e facendo invece (al modo del principe Antonio de Curtis, napoletano di origini costantinopolitane) il “turco napoletano”.

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dizionario sito : completezza
di fulmini , Thu 21 September 2006 6:00
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In questo mondo di adoranti dell’incompiutezza, viva i desideranti la completezza (Sì, io non amo l’esistente senza il possibile.) Consideriamo Maurizio Pollini, per esempio, come esempio. Ha letto tutto Balzac e tutto Proust in francese, tutti i sonetti di Shakespeare in inglese, tutti i tragici greci in greco antico, tutte le duecento cantate di Bach negli originali, e perdippiù, per amore di completezza (l’ho ascoltato ieri notte a RadioTre verso le undici) adopera correntemente il commovente - ahinoi desueto - passato remoto!

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dizionario sito : professionisti e dilettanti
di fulmini , Wed 20 September 2006 6:00
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“Benché non sia mia professione” – diceva di sé disegnatore di architettura quel civettuolo di Michelangelo Buonarroti. (Vedi l’equivoco titolo della attuale mostra di Vicenza) Meglio, amico mio. Meglio, dico io. Meglio essere e fare i dilettanti, cioè divertirsi senza mutria, sperimentare senza confini, pregare fuori del tempio. Abbasso le corporazioni, abbasso le accademie, abbasso le professioni. “Tutte le professioni sono cospirazioni contro i profani.” - George Bernard Show.

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