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racconti di poche parole : Sigmund Freud
di fulmini , Sat 28 April 2007 6:00
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Una giovane di nome Micaela che sa tutto di Wittgenstein e Bernhard mi spiega che Sigmund significa “vittoria della bocca”. Quale nome migliore per lo scienziato che scioglie con le parole fiorite in bocca i desideri attorcigliati nelle viscere? Eppure, Freud morì di un’immonda malattia proprio alla bocca. Gli intellettuali sospetteranno una vendetta dell’inconscio e per un po’ staranno zitti, i popolani sanno che non era devoto di San Biagio e si metteranno l'animo in pace. Bisogna sapere infatti che in vista delle elezioni politiche del 1948, in Italia, in Calabria, in Aspromonte, nel paese di Scido, lo schieramento di destra terrorizzava a gran voce i paesani con il segno della croce dipinto sullo Scudo. Allora il segretario della sezione comunista scelse in silenzio come emblema dello schieramento di sinistra l’immagine di San Biagio, e i sinistri vinsero. San Biagio era ed è il protettore della bocca.

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dizionario sito : viaggiare e guardare
di fulmini , Fri 27 April 2007 2:10
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Da quando è iniziata – dopo l’intervallo regolamentare - la seconda parte della mia vita, e mi faccio prendere dal treno, mi rendo conto di viaggiare ora mai con le spalle rivolte al futuro, in modo da non vedere più, come prima, le cose del mondo che mi balzano incontro e schizzano via, ma che vanno indietro e scompaiono lentamente. Faccio sempre, torcendo il collo, le panoramiche a seguire ciò che mi attrae, ma il movimento dello zoom è meno ansioso e tende ad essere sostituito da iridi a stringere.

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dizionario sito : panoramica e zoom
di fulmini , Fri 27 April 2007 5:00
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Da quando è iniziata – dopo l’intervallo regolamentare - la seconda parte della mia vita, e mi faccio prendere dal treno, mi rendo conto di viaggiare ora mai con le spalle rivolte al futuro, in modo da non vedere più, come prima, le cose del mondo che mi balzano incontro e schizzano via, ma che vanno indietro e scompaiono lentamente. Faccio sempre, torcendo il collo, le panoramiche a seguire ciò che mi attrae, ma il movimento dello zoom è meno ansioso e tende ad essere sostituito da iridi a stringere.

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poesie su commissione : Stringo
di fulmini , Thu 26 April 2007 6:00
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Stringo in mano ogni giorno
il libro degli eventi disumani
del mio Secolo desistito
da ogni speranza già prima di finire
sottosegnato Breve.

Leggo girando tutt’intorno
l’occhio ferito dagli umani
e da un cielo impietrito
che non sa come io non so morire
né sciogliersi in neve.

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dizionario sito : legame
di fulmini , Wed 25 April 2007 6:00
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Quando ho sfogliato in libreria questo libro di Vittorino Andreoli - La vita digitale (Rizzoli 2007), ed ho intravisto il capitolo 'I LEGAMI UMANI', ho pensato al titolo scelto da Venises per la sua rubrica bilingue (IL LEGAME), l’ho comprato e l’ho trascinato nella mia tana, a leggerlo in santa pace come uno scoiattolo rosicchia una castagna.
Il capitolo in questione, e l’altro sul TEMPO REALE, sono per me il meglio di questo libro appassionato e letterato, interdisciplinare (Andreoli è psichiatra di professione ma ha navigato e pescato in diverse scienze umane) e oracolare – ma il libro tutto intero (centrato sul rapporto dell’essere umano con il cellulare) merita d’essere letto e meditato.

Come? Cosa intende per “legame” Andreoli? “Il legame è parte costitutiva dell’essere, è la modalità per dare certezza, per sanare il terrore del nulla, del vuoto che ci circonda. E’ la risposta al grido di chi, non trovando nessuno, chiama l’altro. Lo esprime in tutta la sua drammaticità Edvard Munch nel più famoso dei suoi dipinti – “L’urlo”. Da quella bocca esce un suono tragico che mette in movimento il volto ma anche il mondo e nessuno sente, poiché l’uomo è solo.”



Sono in parte d’accordo con lo psichiatra ispirato e multiforme, eppure vorrei dare una coloritura allegra ed una forma erotica al suo dire, riferendomi alla tavolozza di Herni Matisse e alla figurazione del suo quadro “Joie de vivre”.

Perché secondo me non è tanto il “terrore del vuoto” quanto “l’amore del pieno” che spinge un essere umano a legarsi ad un altro essere umano. L’amore fraterno. Quell’amore che Gesù di Nazareth ha partecipato a costruire in maniera decisiva, fino a preferire d’essere chiamato “Figlio dell’Uomo” piuttosto che “Figlio di Dio”. In quanto figli di Dio siamo soltanto uguali - in quanto figli dell’Uomo siamo finalmente fratelli, Caino compreso.



Chissà cosa ne pensa Venises di tutto questo, chissà cosa ne pensi tu – gusti espressionisti o classicisti a parte, naturalmente.

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