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poesie su commissione : Lavorando
di fulmini , Fri 18 May 2007 6:00
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Lavorando a una poesia sul fico
lungo i passi delle vecchie mura
ho trovato una rima con ‘antico’
ma non ancora tutta la misura.

Ricordo quello che mi era amico
nei giorni delle guerre ‘nta sipála
e mi celava agli occhi del nemico
dietro le foglie come sotto l’ala.

Scrivo in testa ‘il ramo è traditore’
‘non gli serve concime e potatura’
‘si coglie solo nelle prime ore
il frutto fiore della dolce fioritura’.

Beato il fico che vive senza niente
dico a me insoddisfatto senza fine
e beato chi porge a chi l’intende
senza niente il frutto più sublime.


Nel dialetto della costa ionica della Calabria " ‘nta sipála " significa " nella siepe "

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racconti di poche parole : L'impiegato
di fulmini , Thu 17 May 2007 6:00
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Crede nell’ordine molteplice del mondo, e nel suo ordinamento attivo. Al collo la catenina inanella un crocefisso e un amuleto e un sagittario. Al polso un orologio, un nastrino portafortuna, un metallo energetico. Ha finito di lèggere grattando, non ha vinto - non importa, vincerà. Senza guardarmi in faccia afferra prima il bollettino di conto corrente e poi il mazzetto di euro da venti da dieci da cinque che gli porgo. Ci mette due minuti buoni a ordinarli, li tasta, li scrosta, li scruta, li gira, li rigira, li capovolge, raddrizza loro le orecchiette, ne spiana le pieghe, li dispone in tre pile, li assomma gerarchicamente, li conta, li dispone nei compartimenti deputati del cassetto, afferra la ricevuta e mi guarda. Trova sul mio viso qualcosa che lo gela. Il naso? – penso dapprima io. Poi seguendo il suo sguardo in panoramica a zig zag comprendo che è la barba, disordinata. Gli occhi miei ridenti e la bocca a barchetta dicono: “Nessuno è perfetto.” Lui fessura le palpebre e serra le labbra - vorrebbe tacere, ma il suo sopracciglio s’inarca e ribatte: “Parla per te.”

(Ufficio postale di Piazza Dante in Roma, mercoledì 16 maggio 2007)

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a quattro mani : a quattro mani : essere e diventare
di fulmini , Wed 16 May 2007 5:20
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Nasce oggi una nuova rubrica A QUATTRO MANI, firmata ‘Fulmini e Tuoni’. Rivelo di ‘Tuoni’ l’essenziale: ama nascondersi.

Sto davanti al ‘Cristo Risorto’ di Santa Maria sopra Minerva e mi vengono le lacrime agli occhi. Non ero ancora venuto a vederla questa scultura non finita da Michelangelo - visito Roma senza fretta, come un uomo una donna.


[fotografie 209]

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haiku rimati : Albeggia. Esco
di fulmini , Tue 15 May 2007 6:00
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Albeggia. Esco
e nel viola scoppiano
fiori di pesco.

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dizionario sito : artigianale e artistico
di fulmini , Mon 14 May 2007 6:00
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Quale differenza c’è tra un’opera di artigianato e un’opera d’arte? Osserviamo due opere di Bernini, esposte in una mostra in corso al centro del centro di Roma. Cominciamo con la scultura in terracotta “Cristo Ligato”.



Tecnicamente perfetta, piena di echi dalla scultura antica (passata), elegante, certo, ma prevedibile, e coronata da quella testa che dire convenzionale è poco, bisogna dire ‘artigianale’ per dirla tutta. Insomma non c’è invenzione in questa scultura, c’è ripetizione. Osserviamo ora la pittura ad olio “Cristo Deposto”.



Tecnicamente imperfetta, piena di echi della pittura moderna (futura) – goffa, certo, ma imprevedibile, la posizione del corpo è inconsueta, e i colori biancoverdemuffa e rosa accentuano la sorpresa, l’emozione, per finire improvvisamente nel gran capo arrovesciato, enorme sul corpo da ragazzo. Insomma, non c’è ripetizione, c’è invenzione in questa pittura. Ecco.
E dire che ero andato a vedere le opere esposte con in testa l’idea che Bernini fosse uno scultore infinito e un pittore così così. Ma sapete com’è, sapete come sono, quando qualcuno o qualcosa è capace di contraddirmi vittoriosamente e posso abbandonare le vecchie idee come una serpe la vecchia pelle, sono felice, non sto più nella pelle, appunto.

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