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iLibrieleNotti : Jurgen Habermas
di fulmini , Sun 22 October 2006 6:00
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Leggo l’incipit del più nuovo libro del “maggior filosofo tedesco vivente”: “Due tendenze contrapposte caratterizzano lo spirito contemporaneo…” (Tra scienza e fede di Jurgen Habermas] e mi torna in mente l’incipit del più noto libro dei maggiori filosofi tedeschi impertinenti: “Uno spettro si aggira per l’Europa…” [Il Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels]. Ma è una associazione deludente (“deludere” vuol dire “uscire dal gioco”): tanto i barbuti di Treviri e Barmen criticavano lo Stato e la religione, quanto il glabro di Dusseldorf auspica “il governo del pluralismo religioso all’interno dello Stato”. Habermas non teorizza criticamente che proprio la politica dei partiti e degli stati, e la religione degli ordini e delle chiese sono - decrepite e spettacolari come sono diventate - il problema dei problemi del nostro mondo grande e terribile. No, lui teorizza conformisticamente - e col misoneismo proprio di ogni accanimento terapeutico, che “soltanto l’esercizio ideologicamente imparziale di un’autorità laica costituita in Stato di diritto può garantire la convivenza, nella tolleranza e parità di diritti, di comunità religiose che permangono inconciliabili nella sostanza delle loro dottrine e visioni del mondo.”

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racconti di racconti : Giuseppe
di fulmini , Sat 21 October 2006 6:00
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Giuseppe è un palermitano innamorato pazzo del cinema e viene a Roma con l’amico Antonio a visitare la neonata Festa del Cinema. Discettano semiseri di dieta e d’amore (incerti, raggiunta la mezza età, se è meglio seguirla e farlo o parlarne - dell'una e dell'altro) e salta fuori dalla sua cinematografica memoria un certo Toto (senza accento, dunque palermitano anche lui) che è solito rinfacciare alla moglie il suo anticonformismo con le seguenti parole: “Quando si usavano le donne grasse eri magra, adesso che si usano le donne magre sei grassa...” La moglie reagisce solitamente così: “Stupido!”, ma non coglie nel segno. Perché quel verbo, “usare”, significa azioni diverse in italiano e in palermitano, è ambiguo insomma. E ci vuole molta intelligenza per essere ambigui.

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fratelli alberi : ippocastano
di fulmini , Fri 20 October 2006 6:00
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L’ippocastano è un albero rustico e nobile dal portamento imponente, e dalla chioma espansa, che tende a configurarsi come la cupola di San Pietro realizzata da Giacomo Della Porta e può raggiungere – se non è inquinato, o segato prima del tempo suo - l’altezza di un edificio di dieci piani. E’ migrato a noi da Costantinopoli-Bisanzio-Istànbul negli anni in cui moriva Tiziano e nasceva Caravaggio, arricchendo la flora, le città, il miele occidentale. In primavera è decorato da fiori ermafroditi riuniti a formare infiorescenze a racemo – grappoli insomma, ma non a mammella in giù come le viti bensì a testa in su come la spirale di Sant’Ivo alla Sapienza costruita da Francesco Borromini. I suoi frutti – maturi in autunno, vale a dire in questi giorni – a prima vista paiono castagne ma a osservarle meglio si rivelano più sferiche e birorzolute e, tenuti nella tasca da un ragazzo o guardati nella borsetta di una donna o stipati nello zaino di un uomo, sembrano preservare dal raffreddore, curare artrite e reumatismi, trasmettere tranquillità. I terapisti dell’antichità consigliavano perciò di abbracciare regolarmente alberi di ippocastano. Fatelo a prescindere, amico e amica telematici: fa bene abbracciare, bene fa essere abbracciati.

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haiku rimati : Me voy - deciste
di fulmini , Thu 19 October 2006 6:00
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Me voy - deciste
olvidaràs mis ojos.
Pero mentiste.

Vado via - hai detto
dimenticherai i mei occhi.
Ma hai mentito.

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Gesù : cura e guarigione
di fulmini , Wed 18 October 2006 6:00
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fiori di crisantemo visti dall'alto

Il “fiore d’oro” più alto, più esposto, di questa pianta di crisantemi che ieri stava in un vivavio sulla Cassia e oggi sta in una casa sulla Labicana, è spezzato, non è fiorito come i fratelli che lo contornano, è rimasto vivo e morto per sempre. Lo guardo e mi domando chi e perché lo ha interrotto, mentre ascolto alla radio un’aria dei Puritani di Bellini che recita “…toglietemi la vita / non toglietemi l’amor…” Il cardinale Martini, tenendo la lectio magistralis per la sua laurea in medicina e chirurgia honoris causa all’Università San Raffaele, ha assicurato che Dio misericordioso assiste e cura e guarisce, ma ha ricordato che Gesù in visita ai nazareni “non fece molti miracoli a causa della loro incredulità” (Mt 13,58)

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