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i nostri inviati : AlfaZita, Da Parigi a Roma, giugno 2007
di AlfaZita , Mon 23 July 2007 7:00
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[Da oggi fra I NOSTRI INVIATI abbiamo 'AlfaZita', una misteriosa donna con la quale tutto comincia e tutto finisce.]


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haiku rimati : Correva l'anno
di fulmini , Mon 23 July 2007 6:00
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Correva l'anno,
l'estate, persino tu,
le tue risate.

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briciole musicali : Fanfare
di venises , Sun 22 July 2007 6:00
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Un brano come si conviene per celebrare l’inizio di questa nuova rubrica, una fanfara. Suonata da strumenti molto speciali: campane, tamburi, trombe e… fulmini! - in omaggio al nostro Direttore (e mica è facile trovare un pezzo con dei fulmini dentro, che vi credete!).



Ascoltate: Anonimo, ‘El Misteri d’Elx’, Fanfare.

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filoSofie : essere e non essere
di fulmini , Sat 21 July 2007 9:00
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Secondo Emanuele Severino filosofo, essere e diventare, essere se stesso e diventare un altro, è l’illusione costitutiva, il peccato originale dell’Occidente. L’ha scritto nell’ultimo mezzo secolo di libri, ora lo dice in Identità della follia, Rizzoli, 2007 (trascrizione della prima parte delle sue ‘lezioni veneziane’ – curata dai suoi devoti allievi).
Ammiro l’ambizione del suo progetto (in un mondo di modesti filosofi) e la ‘ben rotonda’ sua filologia (in un mondo di superbi chiacchieroni). Eppure dissento.

Severino sostiene che un essere umano non può che essere se stesso, e mai diventare un altro. Io ritengo invece che un essere umano per essere se stesso deve diventare continuamente un altro. E lo dimostro così: nessuno può ripetersi (replicarsi, raddoppiarsi, restare identico nello spazio e nel tempo), e ognuno è condannato (o graziato - dipende dai punti di vista), nel flusso della vita che lo muove da dentro (nel progetto genetico) e intorno (per le vie del mondo universo) a essere se stesso diventando incessantemente un altro.
Dunque, non “essere-e-essere” (Severino), e nemmeno “essere-o-non essere” (Amleto), bensì “essere-e-non essere”: questo è il problema, e questa è la soluzione. Che ognuno cerca e trova a modo proprio. Voi, tu, e tu, non so. Io ci provo vivendo-e-scrivendo: scrivo opere e le opere riscrivono me.

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eyes wide open : 1 - An-Estetica: la televisione che si guarda ad occhi chiusi (e russando)
di fabiobenincasa , Fri 20 July 2007 7:10
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[Nasce oggi una nuova rubrica, EYES WIDE OPEN, che ha per tema l’arcipelago audiovisivo, ed è firmata da Fabio Benincasa.
Domanda: Ma non vi riposate mai? Risposta: ‘Mai’ è una parola grossa. Diciamo che a nostro superbo avviso “Riposare stanca”.]


An-Estetica: la televisione che si guarda ad occhi chiusi (e russando)

Il caro Fulmini mi ha proposto di occuparmi di audiovisivo di tanto in tanto sul suo blog. E’ una proposta che accetto con entusiasmo. Più o meno tutti noi sappiamo che cos’è l’audiovisivo, anche se è difficile darne una definizione precisa. Le immagini parlanti (o suonanti) sono un ambito unitario, articolato ma in qualche modo percepito come omogeneo, specialmente dai più giovani, che sono cresciuti in un mondo pienamente audiovisuale. Potrei spendere qualche parola in più per espandere il concetto, ma vorrei attenermi ad un discorso concreto.
In realtà l’ambito della riflessione teorica e quello dell’applicazione concreta sono qui strettamente connessi. Facciamo qualche esempio. La televisione italiana da anni non riflette più teoreticamente sul mezzo e questo incide anche sulla concreta efficacia della produzione audiovisuale. Se leviamo dal palinsesto serial e telefilm di produzione americana, prodotti di un’estetica molto raffinata, la maggior parte delle trasmissioni che rimangono potrebbero essere fruite con gli occhi chiusi o con le spalle voltate allo schermo.

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