| lo Stato del meridione : La CEI e la Mafia |
| di filippopiccione , Wed 10 March 2010 5:00 |
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Qualche giorno prima della pubblicazione del documento della Conferenza episcopale italiana “Per un paese solidale. Chiesa italiana e Mezzogiorno” del 24 febbraio 2010, la Banca d’Italia aveva presentato un Rapporto intitolato “Mezzogiorno e politiche regionali” rilevando che il divario fra il Sud e le regioni centro settentrionali non si è ridotto nemmeno negli ultimi anni. Anzi per certi aspetti si è ulteriormente divaricato. Il Pil per abitante è al disotto del 60%, la crescita dell’occupazione è di gran lunga inferiore, un quinto del lavoro è irregolare e sono tornati ad intensificarsi i flussi migratori dal Mezzogiorno al Nord, fenomeno questo che riguarda soprattutto i giovani con elevati livelli di scolarizzazione. In campo economico permangono notevoli differenze nell’accesso al credito e nel costo dei finanziamenti e la qualità dei servizi pubblici è in media molto più bassa rispetto a quella riscontrata nel centro nord.
Sul piano della sicurezza e il rispetto della legalità, prerequisiti indispensabili per lo sviluppo economico e l’ordinato svolgimento della vita civile, l’indagine condotta dalla Banca centrale non si distanzia nella sostanza dalle stesse conclusioni cui pervengono altri Enti ed Istituti di ricerca, Confindustria, Confesercenti, le Confederazioni sindacali. La criminalità altera gravemente le condizioni di concorrenza: influenza il comportamento delle imprese legali; impone costi diretti, come le estorsioni, e indiretti, come l’obbligo di assunzione di personale o la non interferenza di altre imprese in taluni appalti “attenzionati” dalla malavita organizzata. “Le imprese legate alla criminalità - si legge nel rapporto - si avvantaggiano di pratiche formalmente di mercato ma in realtà le stesse sono consentite solo dal reimpiego di capitali illeciti”. Ne consegue che le organizzazioni criminali alimentano la sfiducia tra cittadini e tra cittadini e istituzioni, frenando e impedendo in tal modo la formazione del cosiddetto capitale sociale.
Dopo più di vent’anni (ottobre 1989 - Sviluppo nella solidarietà. Chiesa italiana e Mezzogiorno) la Cei torna ad occuparsi della “questione meridionale”. Questa volta l’uso del linguaggio e l’analisi svolta non lasciano spazio ad alcuna interpretazione di comodo o edulcorata . Dura e diretta è la condanna soprattutto nei confronti dell’intreccio mafia-politica. “La mafia, vero e proprio “cancro”: una tessitura malefica che avvolge e schiavizza la dignità della persona, avvelena la vita sociale, perverte la mente e il cuore di tanti giovani, soffoca l’economia, deforma il volto autentico del Sud”; la politica, che “ha ridotto il Meridione a un collettore di voti per disegni politici ed economici estranei al suo sviluppo”. Ma la denuncia si spinge anche ad altre forme di corruzione e di attività illecite ed egualmente deleterie, come l’usura, l’evasione fiscale, il lavoro nero che denotano una carenza diffusa di senso civico che sta pregiudicando sia la qualità della convivenza sociale sia quella della vita politica ed istituzionale. |
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| Eftimios : Torquato Tasso |
| di fulmini , Mon 1 March 2010 4:00 |
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Per l’antologia della poesia italiana dedicata ad Eftimios, per questo mese di marzo dell’anno dimezzato ho scelto un sonetto di Torquato Tasso:
Vissi: e la prima etate Amore e Speme mi facean via più bella e più fiorita; or la speranza manca, anzi la vita che di lei si nudría, s’estingue insieme.
Né quel desio che si nasconde e teme può dar conforto a la virtù smarrita; e toccherei di morte a me gradita, se non posso d’amor, le mete estreme.
O Morte, o posa in ogni stato umano, secca pianta son io, che fronda a’ venti più non dispiega, e pur m’irrigo in vano.
Deh, vien, Morte soave, a’ miei lamenti vieni, o pietosa, e con pietosa mano copri questi occhi e queste membra algenti.
L’ho scelto in primo luogo per la sua musicalità, una caratteristica propria di Eftimios nella sua vita intera, dal principio alla fine, dalle attività creative alle minuzie quotidiane. [‘Musica’ vuol dire ‘arte delle Muse’, e per ‘musicalità’ intendo l’espressione ad arte dei sentimenti e dei pensieri mediante suoni (e gesti, e segni) modulati.]
In secondo luogo, l’ho scelto per per radicale opposizione. Eftimios non si è lamentato, mai. |
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| la lingua rubata : controluce |
| di AlfaZita , Fri 26 February 2010 4:00 |
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controluce
mercoledì 11 dicembre 2002 15.44
Cara N.,
ti ho visto arrivare di corsa controluce ,
avevi il viso nella penombra ed il pulviscolo luminoso ti tracciava i capelli,
ti piegavi tutta in avanti in un abbraccio caldo e tenero che mi salivano tremolanti sotto le palpebre le lacrime.
Un lungo abbraccio e il tuo cuore che palpitava. I tuoi occhi che guardavano feriti oltre la porta chiusa.
Tutto in una volta , fra le mie braccia; non vedevo il tuo viso ma solo le punte dei tuoi capelli neri,
la breve curva delle tue spalle e aldilà, la luce bianca e accecante della finestra . |
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