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lettere dalla galera

di  Tonio Data Thu 29 May 2008 8:00

Nasce oggi un nuovo coautore – ‘Tonio’ – e una nuova rubrica - ‘vademecum per nuovi giunti’ - compresa nella categoria Saggi. Dopo ‘temi mariani’ – lettere dalla scuola – e 'vita di imprenditore' - lettere dall'impresa - abbiamo ora un altro 'rappresentante' della ‘società civile’ che parla direttamente, ascolta leggendo, risponde alle domande e ai commenti attraverso lettere dalla galera.

‘Tonio’ è un detenuto. Non può usare internet - la prima e unica rete di computer mondiale ad accesso pubblico realizzata. Ma siccome "solo chi vuole i mezzi vuole il fine", e il fine di questo sito-rivista è mettere in relazione ("relazione" = "web" = "logos") le voci che gridano nel deserto e le orecchie capaci di sopportare troppa realtà, di volta in volta pubblicherò i suoi posts, da me desiderati, collegialmente cercati e individuati per via amicale (la strada maestra di questo sito), concordati, e infine ricevuti per lettera.

Trascorso qualche giorno dalla pubblicazione, raccoglierò i commenti e le domande che il suo post avrà suscitato, li stamperò e glieli spedirò, per lettera. Qualche giorno ancora e lui mi farà pervenire, sempre per lettera, le sue risposte ai commenti, le sue domande alle domande. E così, di mese in mese, ‘Tonio’ parteciperà dialogando a questa rivista intellettuale e morale - che in futuro accoglierà altri intellettuali di professione, altri scrittori per vocazione, e altre lettere - dalla parrocchia, dal porto, dalla comunità montana e via equamente solidarizzando fino al pieno sviluppo dell'"arte del vivere civile".

Fulmini


***

Autoritratto

Il mio nome è Antonio. Ho 38 anni e sono in galera da quando ne avevo circa venti. Ho girato un sacco di carceri e questo in un certo senso mi ha fatto conoscere bene tutti gli aspetti della vita carceraria.
Purtroppo da ragazzo ho agito d’istinto e ho ragionato in termini di breve periodo. Non ho pensato alle conseguenze che avrebbero comportato determinate mie scelte, mi sono limitato a vedere quello che potevo ricevere nell’immediatezza, non ho usato la ragione.
A onor del vero io sono uno di quelli che ‘ci credeva’. Oggi nessuno vuole ammetterlo, ma spesso si abbraccia la bandiera delle varie mafie anche in funzione di certi valori che allora si credevano validi e onorati.

Vademecun per nuovi giunti (1)

Premessa

Il carcere è un mondo difficile che vive una vita regolata da norme particolari e spesso sconosciute ai più. Ho pertanto ritenuto opportuno scrivere un “vademecum” contenente una sintesi delle principali figure professionali e le regole che condizionano la complessa esistenza di un detenuto.

La pubblicazione è rivolta a diverse categorie di persone:
- a già detenuti, come ulteriore strumento di riflessione sul proprio percorso di vita;
- a chi potrebbe trovarsi nella situazione di commettere atti criminosi e trarre da questa lettura insegnamenti utili a evitare di delinquere;
- a chi per scopi sociali intende approfondire le proprie conoscenze sulla realtà carceraria.

Prefazione

Il presente vademecum rappresenta la sintesi del dibattito intercorrente tra operatori e detenuti, delle quotidiane richieste di informazioni e chiarimenti, spesso rivolte a più persone, alla ricerca dell’interlucutore che meglio possa soddisfarle.

Per fare chiarezza, per evitare dispersioni e/o fraintendimenti e, soprattutto, per costituire un concreto punto di riferimento per i cosiddetti “nuovi giunti” dalla libertà, è nata la proposta di offrire una chiara informazione attraverso un vademecum penitenziario relativo a:

1) i diritti e doveri del detenuto
2) le prassi da parcorrere
3) i servizi dell’Istituto
4) le figure operanti
5) le leggi penitenziarie

L’elaborato che ne è risultato è volutamente redatto in forma accessibile e sintetica, a volte ironica, per un contatto più immediato con i fruitori, con i lettori.

È nato anche dalla volontà di fare qualcosa per altri detenuti, nell’ottica della solidarietà. In tal senso le problematiche sono state focalizzate nell’ambito delle attività culturali organizzate nella sezione C.P.T. e, sostanzialmente, il vademecum è frutto del mio lavoro.

Infine, non è mia intenzione concludere tale ‘processo di informazione’, anche perchè le norme che regolano la comunità penitenziaria sono in continuo divenire, bensì anticipare un futuro ampliamento della presente ‘guida’ che includa la trattazione di tematiche emergenti e relative normative.

Lo scopo di questo vademecum è da ricercarsi nella consapevolezza che ci siano sostanziali differenze nel modo in cui gli Istituti di Prevenzione e Pena vengono gestiti dalla rispettive Direzioni; che ancora non è possibile operare una rigorosa separazione tra detenuti giudicabili e definitivi; che, molto spesso, i “nuovi giunti” (dalla libertà o da altri Istituti) devono affrontare una serie incredibile di problemi e incomprensioni con il personale ed i loro stessi compagni, sin dal momento del loro ingresso.

Molte di queste incomprensioni sono generate dalla mancanza di regole scritte e dal fatto che il ‘linguaggio carcerario’ spesso risulta difficilmente comprensibile a chi ci si imbatta per la prima volta.

Termini come ‘domandina’, ‘udienza’, ‘educatore’, ‘osservazione e trattamento’, ‘consiglio di disciplina’, ‘colloqui e telefonate’, ‘mercede’, ‘limiti di spesa’ - tanto per citarne alcuni - sono tipici di questi luoghi d’esistenza ed il detenuto debba spesso fare affidamento sulla pazienza e sulla disponibilità di un compagno di sventura più ‘anziano’ per comprenderne il reale significato.

Accade però di frequente che anche gli ‘anziani’ (e, perché no?, anche parte del personale) non abbiano le idee del tutto chiare riguardo alle mille disposizioni che regolano la vita dell’Istituto, generando ancora più confusione nei detenuti meno esperti.

Anche io, a dire il vero, ho incontrato non poche difficoltà nell’identificare i problemi più frequenti, e molte di più nel cercare di spiegarli con termini semplici ed efficaci. Possiamo solo augurarci di esservi appena sufficientemente riusciti.

Avrete notato che si parla di ‘diritti’ e anche di ‘doveri’ che devono essere rispettati all’nterno dell’Istituto. Qualcuno ha fatto rilevare che, in generale, il detenuto tende a diffidare di chi parla di doveri, e ciò è in parte vero, ma il non parlarne non elimina la loro esistenza né, soprattutto, mette al sicuro chi non li assolve.

È solo in questa ottica che ho affrontato il problema, consapevole che il venir meno a certi doveri (prevalentemente di natura disciplinare) implica una serie di provvedimenti tutt’altro che piacevoli per il trasgressore: la conseguenza peggiore è che andrà ad influire negativamente sia sulla concessione della liberazione anticipata, sia su quelle relative a tutti gli altri benefici previsti dalla legge penitenziaria, ivi comprese le misure alternative.

I prossimi posts tratteranno in ordine i seguenti temi:

- ‘Domandine’ e ‘Colloqui e Telefonate’
- ‘Operatori Penitenziari: Chi sono e Cosa fanno’
- ‘Benefici e Misure Alternative. Come e Quando’


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