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La superbia secondo Gesù

di  fulmini Data Mon 12 May 2008 8:00

Gianfranco Ravasi è un teologo di vasta cultura che mi commuove. Oggi ho rimesso sotto gli occhi un suo libro (Le Porte del Peccato. I sette vizi capitali., Mondadori 2007) che mi lievitava in mente.

Avevo latolineato (fra altre) questa frase: “Il mondo celeste della mitologia greca è un ricalco della vicenda umana.”(p. 201), e lo avevo associato al brano d’un libro di uno storico di lunga durata che mi convince e mi commuove: Fernand Braudel, Memorie del Mediterraneo, Bompiani 2004: “La filosofia di Anassimandro è la visione di un cosmo che non è più gerarchizzato, in cui niente è completamente sottomesso a niente, un mondo in cui i contrasti si compensano, e richiama vividamente l’universo sociale e politico della polis: non la governano più né gli dei, né i re, ma uomini che vivono nell’uguaglianza dei diritti.” (p. 314) E mi ero domandato perché Ravasi non estende democraticamente il suo ragionamento alla mitologia cristiana – come ricalco della vicenda umana.

Ora collego (grazie alle risonanze del concetto di ‘uguaglianza’) quell’appunto al ragionamento di Ravasi, contenuto nel capitolo dedicato all’invidia, nel quale critica Nietzsche. Secondo l’autore di Umano, troppo umano - riassume Ravasi - “è stato il cristianesimo a generare e fomentare l’invidia attraverso l’affermazione del principio di uguaglianza.” (p. 201) Obiezione di Ravasi: “No. Il cristianesimo sollecita la virtù dell’imitazione-emulazione, il gareggiare nella virtù, l’impegno della conversione e il divenire < perfetti come perfetto è il Padre celeste >” Mt 5, 48 (p. 202). Ma questo, continuo a pensare, non ha a che fare con l’invidia, bensì con la superbia. L’affermazione di Gesù è ‘superba’. Gesù stesso era superbo? Vado a rileggermi il capitolo dedicato da Ravasi alla superbia, alla ricerca di una critica di Gesù alla superbia, e annoto i brani dei Vangeli nei quali secondo Ravasi questa è manifestata:

Lc 6, 26: “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi...” – ma qui è criticata la falsità (che accomuna, mentre la verità divide.)

Lc 10, 17-18: “I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: “Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome...” – ma qui è criticata la facile gioia.

Mt 6, 1: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati...”- ma qui è criticata l’ostentazione.

Mt 11, 23: “E tu, Cafàrnao [...] fino agli inferi precipiterai!” – ma qui è criticata la resistenza alla conversione.

Mt 20, 15: “ < Tu sei invidioso perchè io sono buono? > ” – ma qui è criticata l’invidia.

Mt 23, 11-12: “Il più grande tra voi sia vostro servo...” – ma qui è criticata ancora la vanità.

No. Ravasi non mi convince e non mi commuove in questo punto. Gesù era superbo? Se per ‘superbia’ si intende ‘una ipervalutazione della propria persona e delle proprie capacità, correlata ad un atteggiamento di superiorità verso gli individui considerati inferiori’ (da wikipedia) no. Gesù non si ipervalutava e non considerava nessuno inferiore a sè. Ma se per ‘superbia’ si intende una alta considerazione di sè al punto di aspirare ad essere “perfetto come perfetto è il Padre celeste”, sì.

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