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Beethoven: Variazioni sul Don Giovanni

di  venises Data Thu 24 January 2008 11:50





Il Beethoven di quel periodo scrive variazioni su tutto, assolutamente tutto. Non è un passatempo, è una cosa seria: è il modo col quale Ludwig ‘assimila’ la musica a lui precedente. E ogni variazione diventa una sfida. Le variazioni che state ascoltando sono scritte per tre strumenti (solo tre e pure strani: 2 oboi, 1 corno inglese). Non basta: mentre le parti per gli oboi non eccedono mai l’estensione dell’oboe a due chiavi (do3-re5), la parte del corno inglese include due note (si e do diesis) per le quali servono due chiavi aggiuntive e richiede uno strumento ad almeno quattro chiavi che era un’assoluta novità – che non passa inosservata allo sguardo di Ludwig.

Beethoven aveva speso parte del 1793 a Vienna per studiare sotto la guida di Joseph Haydn. Pensate che la classe dirigente odierna sia un disastro e che le cose stiano peggiorando ogni giorno di più? Allora ascoltate la replica dell’Elettore di Bonn, Maximilian Franz, all’entusiastica lettera di richiesta di un prolungamento del soggiorno a Vienna a lui indirizzata da Haydn (dicembre 1793): “Ho ricevuto la musica del giovane Beethoven che mi avete spedito insieme alla vostra lettera. Siccome però, ad eccezione della fuga, egli aveva già composto ed eseguito questa musica qui a Bonn molto prima d’intraprendere il suo viaggio a Vienna, non mi pare che questo indichi la prova d’un suo progresso……Ritengo sia meglio che egli intraprenda il suo viaggio di ritorno qui, in modo da riprendere il suo posto al mio servizio: ho i miei forti dubbi infatti che egli abbia fatto importanti progressi in composizione e gusto durante il suo attuale soggiorno a Vienna”.
Rincuoratevi, ché oggi non è poi tanto peggio.




Ludwig van Beethoven (1770-1827): Variazioni su un tema del Don Giovanni di Mozart (Là ci darem la mano),
per 2 oboi e un corno inglese, Wo28 in C major, 1796 (Tema andante, Variazioni 1 – 8, Coda).



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