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melangolo

di  fulmini Data Sun 30 March 2008 10:10

Ditemi voi se questo è un albero. Si puó potare cosí un fratello albero? Se io potassi cosí il figlio o la figlia del nostro potatore, che ne direbbe costui? Ma forse il disgraziato li ha giá potati cosí, i suoi figli, come non fossero anche nostri. Sí, sono molto arrabbiato. E se qualche sapientone pensa di rispondermi che “non soffre, l’albero melangolo, perché non ha terminazioni nervose” sappia che lui è senz’altro privo di terminazioni etiche ed estetiche.



Roma - Piazza Iside, Melangolo, 24 marzo 2008



Il melangolo (o arancio amaro) è un po’ diverso dall’arancio dolce: per le spine più lunghe, il colore più scuro delle foglie, un profumo più intenso delle foglie e dei fiori, la buccia più colorata e più ruvida del frutto, e il gusto amaro della polpa. È il migliore portainnesto degli agrumi. Il frutto è utilizzato per preparare marmellate, frutta candita (e la straordinaria frutta sciroppata cipriota), la buccia viene impiegata in liquoreria (amari, il Curaçao), in pasticceria (scorze fresche o essiccate), in farmacologia (digestivi e tonici), e i fiori regalano l’essenza di zagara. Il melangolo ha grande resistenza alle basse temperature ed è una mano santa come pianta ornamentale. Che deve fare e dare ancora per essere potato come Dio comanda?

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