Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

eyes wide open : La riproduzione vietata: delitto senza castigo
di fabiobenincasa , Fri 20 June 2008 8:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Da quando siamo entrati nell’era dell’audiovisivo uno spettro si aggira per il mercato: il fantasma della riproduzione pirata. All’inizio furono i nastri e le videocassette, poi i cd masterizzati, infine adesso il peer-to-peer, cioè quei programmi che consentono a milioni di utenti di scambiarsi file audio e video da un computer all’altro, solo accedendo alla rete.
Per gli utenti è una grande occasione, come se si fosse materializzata una sorta di biblioteca universale, estesissima, dentro la quale si possono pescare liberamente film e canzoni. Io prendo un film in prestito da un utente americano e quello scarica dal mio computer qualche altra cosa. Ovviamente le case di produzione vedono il fenomeno come fumo negli occhi e lo bollano come pirateria, spendendo soldi e tempo per combatterla, senza rinunciare a fare ogni tipo di pressione sui governi. E’ di pochi giorni fa l’intervento di Sarkozy in Francia, che sta patrocinando un inasprimento delle pene per chi osa scambiarsi dei file. Si parla addirittura del distacco obbligatorio dalla rete fino a sei mesi: la morte civile per un internauta, una punizione che suona abbastanza antidemocratica, oltre che ottusa (basta intestare l’account di internet alla nonna novantenne e si può ricominciare).

Lo scambio di film e canzoni colpisce la cultura, dicono i paladini della persecuzione, le case discografiche e cinematografiche non guadagneranno più niente, gli autori moriranno di fame e non potranno più lavorare, l’arte morirà come viene annunciato ormai da un secolo. Insomma una catastrofe che può essere combattuta (ovviamente) solo a colpi di randello, con pene aspre e spionaggio web.
In realtà l’infinita facilità con la quale si riproducono gli audiovisivi (quasi come dei virus) era già definita potenzialmente negli anni ’30, quando siamo entrati nell’era dell’opera d’arte tecnicamente riproducibile. Se qualcuno vuole chiudere le porte, mi sa che è arrivato un po’ tardi e sospetto che i fautori della linea dura cedano solo al fascino di una repressione ormai considerata un valore morale in se stessa. Dal mio punto di vista io riesco a studiare il cinema solo perché posso accedere a infinite riproduzioni di film gratis o quasi gratis. Nessuno, neanche la TV pubblica, trasmetterebbe più un Luis Buñel o un Ingmar Bergman a orario decente (e forse neppure indecente).
Quindi la soluzione dov’è? Non certo in questo continuo giocare a guardie e ladri che non risolve nessun problema. Le proposte di seri economisti che vanno alla radice della questione esistono. Lo scarico di file dalla rete è possibile tramite i provider, le società telefoniche che forniscono l’accesso al web. Grazie al traffico suscitato dal continuo scarico di file queste società hanno prodotto utili immani. Sarebbe ora che una certa percentuale di questi utili venisse ceduta a chi è proprietario delle opere di ingegno in circolazione.
Mi farebbe piacere sapere che io scarico (gratuitamente) il film del regista russo o cinese Tal de’ Tali e la mia compagnia telefonica è costretta per legge a corrispondergli una percentuale dei guadagni. Direttamente all’artista, senza mediatori che con la scusa di difendere la cultura tesaurizzano le opere d’arte e ne impediscono la circolazione e la distribuzione. Mi farebbe piacere leggere su questo stesso blog altre possibili soluzioni e proposte in merito al problema. Se ci siete battete un colpo.

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 20/6/2008 11:53  Aggiornato: 20/6/2008 11:53
Ecco la soluzione!
Perfetto: tot minuti, tot percentuale!
Biz
Inviato: 20/6/2008 11:56  Aggiornato: 20/6/2008 11:56
Ma Uolter lo sa? Oppure se non lo sa, preferisce far vedere che anche lui ci ha i muscoli?
biz
Inviato: 20/6/2008 12:21  Aggiornato: 20/6/2008 12:21
Autore: Sogni

Beh ovviamente i provider vedrebbero una misura del genere con scandalo, mentre invece sono molto piu' tolleranti con l'idea di contribuire alla persecuzione legale dei loro utenti quindicenni che si scambiano file di canzoni.
Inviato: 20/6/2008 14:11  Aggiornato: 20/6/2008 14:11
Però, tecnicamente, come fare a sapere se il trasferimento dati contiene copie di opere di ingegno coperte da copyright (e non magari foto e filmini di famiglia, o cose di lavoro)? E quindi sapere a chi dare gli utili?
La soluzione forfettaria sarebbe la più semplice, forse. Ma va pensato tecnicamente.
biz
Inviato: 21/6/2008 13:02  Aggiornato: 21/6/2008 13:02
Autore: Sogni

Potrebbero esserci molte soluzioni tecnico-legali possibili, quello che volevo sottolineare e' che alla fine si sceglie sempre la piu' semplice: perseguitare la gente minacciandola con grida manzoniane.
Inviato: 24/6/2008 15:59  Aggiornato: 24/6/2008 15:59
Autore: fulmini

Fra altre proposte, ecco quella che fra qualche tempo faremo noi stessi del sito-rivista - se ne saremo entusiasticamente convinti e commossi.

Pubblicheremo, noi coautori, in Videoteca e Biblioteca e Galleria altre opere audiovisive e scritte e figurate (film e documentari, saggi e racconti, quadri e disegni, eccetera), oltre quelle già presenti - le quali si possono vedere-e-sentire iscrivendosi al sito (vedi informazioni chiare e tonde nel 'Chi siamo').

Paralleramente innescheremo il meccanismo delle donazioni: il lettore, il visitatore, lo spettatore, viste e lette e sentite le opere, verserà un euro, dieci euro, cento euro - come può, come vuole, come desidera - nel conto corrente di FulminieSaette costituitisi in Associazione ONLUS.

E con il ricavato? Ne faremo delle belle.