Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

zona di sovrapposizione : Il tempo della scienza e della religione
di petilino , Fri 13 June 2008 8:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  


Dove comincio ad avventurarmi per sentieri un po’ difficili e perciò ricorro a robuste stampelle:
può la scienza aiutare a dare risposte a quesiti religiosi?

Caro Gennariello, ligio alle raccomandazione del nostro Magno Direttore, ho pensato a te mentre scrivevo questo Post. Spero di esserci riuscito.

Odifreddi
Dall’Introduzione a 'Vangelo secondo la Scienza' di Pergiorgio Odifreddi (Einaudi tascabili 7.ma ediz. pagg. 5, 6, 7):
Il proposito (di questo libro è) di portare un contributo, sia pure minimale, all’avvicinamento delle due culture (quella umanistica e quella tecnologica-scientifica) mediante un tentativo di rivisitazione delle problematiche religiose da un punto di vista scientifico. Le domande da affrontare sono ovvie, e sempre le solite: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Di solito gli scienziati si accontentano di dichiarare che queste domande o non hanno senso, o non hanno risposta. Ma il loro stesso lavoro li contraddice, poiché da esso affiorano a volte risposte che non sono né ovvie né note.
Le risposte scientifiche moderne ad appropriate riformulazioni di quesiti teologici classici risultano infatti essere più complesse e problematiche, oltre che meno immediate e rassicuranti, di quelle mitologiche: questo è il pedaggio da pagare per l’affrancamento dall’ingenuità e l’acquisizione della consapevolezza. Ma è un processo di maturazione intellettuale inevitabile, che si manifesta in trasformazioni culturali successive: il mito religioso diventa dapprima racconto letterario, poi speculazione filosofica e infine risultato scientifico e matematico.
(...)
Passeremo in seguito alle implicazioni teologiche della ricerca scientifica, esponendo alcune sorprendenti speculazioni sulla natura ultima del mondo sensibile. Tratteremo poi degli aspetti trascendenti della matematica e della logica matematica, che rendono queste discipline le vere eredi moderne della teologia scolastica. E concluderemo infine con una discussione delle opzioni religiose che si presentano all’uomo contemporaneo occidentale allo scadere del millennio.
(...)
C’è da sperare che egli sappia approfittare degli strumenti a sua disposizione, lasciandosi guidare dal pensiero e abbandonando finalmente sia la superstizione che l’illusione.


Schrödinger
In 'L’immagine del mondo' (Universale Bollati Boringhieri), al cap. 14 'Scienza e materia', paragrafo 'Scienza e religione', Erwin Schrödinger scrive:
Può la scienza fornire dei dati nel campo di pertinenza della religione? Possono i risultati della ricerca scientifica esserci di qualche aiuto permettendoci di assumere un atteggiamento ragionevole e pacato di fronte ai dubbi scottanti che talora ci assalgono?
(...)
Alludo principalmente ai problemi riguardanti l’”altro mondo”, la “vita dopo la morte” e tutto ciò che vi è connesso. Si badi bene che io non tenterò certamente di rispondere a queste domande, ma solo a quella molto più modesta se la scienza possa dare qualche ragguaglio su questi argomenti o aiutarci quando, come per molti di noi è inevitabile, ci pensiamo.
(...)
I contributi più importanti dati dalla scienza per superare i preoccupanti problemi “Chi siamo noi in realtà? Da dove sono venuto e dove vado?” – o almeno per mettere il nostro animo in pace – l’aiuto più prezioso che la scienza ci abbia offerto in ciò è, secondo me, la graduale idealizzazione del tempo.

Quindi cita i tre pensatori che, secondo lui, hanno maggiormente contribuito a questa idealizzazione del tempo: Platone, Kant ed Einstein.

Qui per “graduale idealizzazione” si intende il graduale lavoro fatto (in millenni) per imparare a pensare il tempo come una delle forme, insieme con lo spazio, mediante le quali realizzare la nostra esperienza, forme non inerenti all’oggetto che andiamo a conoscere, ma necessarie al soggetto, che sviluppa le proprie percezioni del mondo esterno classificandole mediante quelle forme e che di quelle ha bisogno per stabilire una parte delle sue relazioni, quelle più materiali.
Fu Platone che per primo, ispirato anche da Parmenide (l’Unico) e dagli Eleati, prese in considerazione esistenze al di fuori del tempo e dello spazio, le quali cioè non avessero bisogno di queste forme per essere pensate: le idee sono più reali della realtà, non hanno tempo e non occupano il nostro spazio.
Una relazione matematica o le proprietà dei numeri esistono a prescindere da tempo e spazio.
Il salto è fatto.
Kant, intuisce che il rapporto soggetto-oggetto, spirito-mondo, possa quindi svilupparsi anche mediante altri aspetti che non coinvolgano lo spazio ed il tempo.
Liberarsi dall’obbligo dello spazio e del tempo, come avevano già intuito Platone e Parmenide, ci consente di affrontare il tema della religione e della fede da un’ottica più adulta e meno superstiziosa.

E per adesso qui mi fermo.
Con questo post N. 10 sono già fuori dal mio standard di battute, perciò rimando al Post n. 11 il contributo di Einstein.
Lì farò pure alcune considerazioni sulla filosofia greca per finire, se lo spazio lo consentirà, con il Cristianesimo.
Quello che mi piace rilevare qui è l’eleganza del procedimento che ci porta a svincolarci dalla gabbia spazio-tempo e che ci fa prendere il volo nel non spazio e non tempo.
“Emozionante emancipazione dai nostri inveterati pregiudizi” la chiama Schrödinger.

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti