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briciole musicali : Tchaikovsky: Piano Concerto
di venises , Tue 8 January 2008 2:10
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È il 1875: Tchaikovsky osserva il fondatore del Conservatorio di Mosca, suo amico, pianista, conduttore d’orchestra, Nicolai Rubinstein, percorrere lo spartito appena ultimato del suo primo Concerto in B flat minor per Pianoforte ed Orchestra – dedicato proprio a Nicolai – senza pronunciare sillaba. “È stato come osservare qualcuno mangiare tutto un pasto preparato appositamente per lui senza profferire parola” si lamenterà tre anni più tardi Peter Ilic con Nadezhda von Meck in una lettera dalla quale traspirerà ancora l’orgoglio ferito. Terminata la lettura, Nicolai sommerge Peter Ilic con un torrente d’obiezioni ed insulti: il concerto “non vale nulla”, è “assolutamente ineseguibile”, è “cattivo, triviale, volgare”. Forse, con una revisione radicale, si sarebbe magari arrivati a renderlo eseguibile. Tchaikovsky, ferito dal giudizio di colui che rappresentava la massima autorità musicale di Mosca, scappa in una stanza lontana del Conservatorio.

Siamo curiosi di conoscerle, queste critiche di Nicolai, nevvero? Eccole: la durezza di certi passaggi al pianoforte, e ancor più la nuova forma del Concerto – al cui riguardo Peter Ilic non aveva nemmeno chiesto la sua opinione (per esempio, il motivo della grandiosa apertura che non è più ripetuto) – oppure ancora l’uso di materiale della tradizione popolare; quel motivo popolare ucraino con cui è costruita la ‘toccata’ dall’ombra della quale spunterà un altro motivo preso dalla tradizione popolare ucraina. Nicolai non riesce ad apprezzare la bravura con la quale Tchaikovsky fa nascere l’uno dall’altro. L’Andante semplice si apre con un tema dolce suonato dal flauto sopra un pizzicato degli archi: e da dove proviene questo motivo? Da una canzonetta di una certa Désirée Artôt, una ex-fiancée di Peter Ilic: figuriamoci! E poi, quando finalmente nel terzo movimento, Tchaikovsky ritorna alla forma-sonata ecco che riappare un altro tema popolare ucraino.

Peter Ilic è ferito ma convinto a difendere la sua creatura (creazione?). Non cambia una virgola allo spartito, l’unico cambiamento che apporta è quello di cancellare la dedica a Rubinstein sul frontespizio e sostituirla con quella ad un entusiasta Hans von Bülow (che invece giudicò il concerto “originale, nobile, maturo, energico, elegante”), e che darà la prima il 25 ottobre 1875 a Boston: il pubblico va in delirio e chiede a forza la ripetizione dell’intero ultimo movimento. Tchaikovsky scrive a Nadezhda: “niente di simile a questo accade nella nostra nazione!”.
Ma stavolta è lui a sbagliarsi: Nicolai dimostra d’essere anch’egli grande e si rimangia tutto; a condurre la prima moscovita del Concerto (nota dopo nota identico alla prima lettura) troviamo sul podio Nicolai Rubinstein e al pianoforte il suo pupillo, Sergey Taneyev.
Tchaikovsky ebbe torto: succede di tutto, anche a Mosca.




Pyotr Ilyich Tchaikovsky (1840-1893): Primo movimento (Allegro non troppo e molto maestoso)
del Piano Concerto n.1 in B flat minor, Op. 23.


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Inviato: 10/3/2010 20:54  Aggiornato: 10/3/2010 21:23
Autore: fulmini