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il legame : Muse / Musa
di venises , Wed 11 June 2008 8:00
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Rencontre avec une Muse ou Conversation avec soi-même


« Je m'élève à la divinité, que j’ai cherchée principalement pour toi. Qu'un sort égal nous unisse dans une égale joie, comme dans un égal amour… de peur que je renonce trop tard pour toi à la divinité, quand le sort ne le permettra plus. »
(John Milton, le Paradis Perdu, IX, 847-883)


Quadro di Tiziano: Concerto Campestre
Titien - Tiziano (1490-1576): Concert Champêtre – Concerto Campestre, Musée du Louvre, Paris (in precedenza attribuito a Giorgione)



Femme ou homme, la muse transfigure notre vie, une rencontre qui est un don de soi, un cadeau des dieux pour l’univers qu’elle dévoile
Même absente, présente
Lucie

- - -



Quadro di Manet: Déjeuner sur l’herbe



Ma chère Muse,
je vois cette peinture comme tes yeux nous la montrent - à l’opposé de ce qu’il y a vu Manet.
Un chant à la Nature, quatre gens (plus de berger !) qui parlent au milieu de la nature? Mais si la nature est totalement absente de la peinture de Titien! Pas d’instruments musicaux? Pas de correspondance entre les instruments musicaux? Deux femmes? Une qui goûte la nature en solitude ? De vrais gens qui te regardent toi les regarder?
La clé de lecture de Titien est dans Manet – simplement bouleversée.
Titien : la nature est remplacée par le dialogue avec soi-même, qui est aussi l’autre.
Le son de la musique d’un berger lointain déclenche l’apparition d’une (et seule) muse (elle a le même instrument musical que le berger, de forme masculin) qui parle à notre cœur (notre instrument, de forme féminin). Une muse ancienne, empruntée à la muse de la poesie de Mantegna.
C’est elle qui nous guide vers la connaissance de nous même, qui est aussi connaissance des autres, des autres nous. C’est le véritable dialogue avec sa propre âme (voilà pourquoi on ne voit pas les visages des jeunes gens) qui, en même temps, est le dialogue avec l’autre - vu que nous sommes exactement toutes nos possibilités - un dialogue qui est moyen de connaissance de l’autre (la nature qui nous ressemble, chez Titien)
Une composition sur la Muse, qui n’est pas là en face de nous, mais dans nous : l’empreinte des autres en nous.
Alessandro


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Incontro con una Musa ovvero Conversazione con se stessi

« Mi elevo alla divinità, che ho cercato principalmente per te. Che una sorte eguale ci unisca in un'eguale gioia come in un eguale amore..... per paura che io rinunci troppo tardi per te alla divinità, quando la sorte non me lo permetterà più. »
(John Milton, Il Paradiso Perduto, IX, 847-883)


Donna o uomo, la musa trasfigura la nostra vita, un incontro che è dono di sé, un regalo degli dei per l’universo ch’ella svela.
Anche se assente, presente
Lucie

- - -

Mia cara Musa,
Vedo questo quadro come i tuoi occhi ce lo mostrano – cioè all’opposto di come lo vide Manet.
Un canto alla Natura, quattro persone (il pastore non c’è più!) che parlano immerse nella natura? Ma se la natura è totalmente assente nel quadro di Tiziano! Niente strumenti musicali? Più nessuna corrispondenza fra essi? Due donne? Una che gode della natura isolandosi dagli altri? Delle persone reali che sembrano guardare te che li osservi?
La chiave di lettura di Tiziano è in Manet – semplicemente capovolta.
In Tiziano la natura è sostituita dal dialogo con se stessi, che poi è anche l’altro.
Il suono della musica di un pastore in lontananza genera l’apparizione di una (e una sola) musa (ella ha lo stesso strumento musicale del pastore, di forma maschile) la quale parla al nostro cuore (il nostro strumento, di forma femminile). Una musa antica, presa in prestito alla musa della poesia di Mantegna.

La musa della poesia Calliope dai tarocchi di Mantegna


È lei che ci guida verso la conoscenza di noi stessi, che è poi al tempo stesso conoscenza degli altri, di altri noi. È il dialogo autentico con la propria anima (ecco perché non distinguiamo i volti dei due giovani) che, al tempo stesso, è il dialogo con l’altro – visto che noi siamo esattamente l’insieme delle possibilità in noi - un dialogo che è mezzo di conoscenza dell’altro (la natura che ha tratti umani, in Tiziano).
Una composizione sulla Musa, che non è là davanti a noi ma dentro di noi: l’orma in noi degli altri.
Alessandro

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Commenti
Inviato: 11/6/2008 9:10  Aggiornato: 8/11/2009 9:48
Autore: venises

Coloro che sono interessati ad un'analisi dettagliata del quadro di Tiziano, possono seguire l'ottimo programma di Alain Jaubert in Videoteca, tratto dalla serie Palettes, che raccomandiamo senza esitazioni.

Attenzione, però: Jaubert non arriva sino là dove si spingono Alessandro e Lucie, cioè a ritenere che si tratti dell'apparizione di una musa all'interno di una conversazione con se stessi.


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Inviato: 11/6/2008 11:31  Aggiornato: 11/6/2008 11:31
Autore: fulmini

Hai ragione e sentimento: i due giovani sono UN giovane-artista visto da due punti di vista e le due donne sono UNA donna-musa vista da due punti di vista.

Questo però ci riporta a Giorgione: "Dicesi che Giorgione, ragionando con alcuni scultori nel tempo che Andrea Verrocchio faceva il cavallo di bronzo, che volevano perché la scultura mostrava in una figura sola diverse positure e vedute girandogli a torno, che per questo avanzasse la pittura, che non mostrava in una figura se non una parte sola, Giorgione che era d'oppinione che in una storia di pittura si mostrasse senza avere a caminare a torno, ma in una sola occhiata tutte le sorti delle vedute che può fare in più gesti un uomo, (cosa che la scultura non può fare, se non mutando il sito e la veduta, talché non sono una ma più vedute), propose di più che da una figura sola di pittura voleva mostrare il dinanzi et il didietro et i due profili dai lati." (Vasari, 'Vite', Vita di Giorgione da Castel Franco - Pittor viniziano)

Tutto questo non lo avrei pensato senza questo post, e prima ancora senza una analisi di Nefeli di un quadro di Degas.
Inviato: 11/6/2008 12:45  Aggiornato: 11/6/2008 12:51
Autore: venises

> Tutto questo non lo avrei pensato senza questo post, e prima ancora senza una analisi di Nefeli di un quadro di Degas.
Quale? Quale? Quale?
Inviato: 11/6/2008 12:56  Aggiornato: 11/6/2008 12:56
Autore: fulmini

Intanto che chiedi a Nefeli, ti dirò quello che mi ricordo: una donna in luce, di fronte, e la donna stessa (agli occhi illuminanti di Nefeli) in ombra, di spalle, forse siamo in cima ad una scala, certo dietro c'è un gran sole, e nell'ombra in primo piano la donna-donne tiene per mano una bambina - come in un sogno, insomma.
Inviato: 11/6/2008 23:33  Aggiornato: 12/6/2008 9:52
Autore: venises

Ecco come Vasari lega Giorgione e Tiziano nella prima edizione delle sue Vite (del 1550):
«Mentre Giorgione attendeva ad onorare e sé e la patria sua, nel molto conversar ch’e faceva per trattenere con la musica molti suoi amici, si innamorò di una madonna, e molto goderono l’uno e l’altra de’ loro amori. Avvenne che ella infettò di peste non ne sapendo però altro, e praticandovi Giorgione al solito, se li appiccò la peste di maniera, che in breve tempo se ne passò a l’altra vita, non senza dolore infinito di molti suoi amici che lo amavano per le sue virtù. E ne increbbe ancora a tutta quella città; pure tollerarono il danno e la perdita con lo essere restati loro duoi eccellenti suoi creati, Sebastiano Viniziano che fu poi frate del Piombo a Roma, e Tiziano da Cador che non solo lo paragonò, ma lo ha superato grandemente».
Vasari incontrerà Tiziano Vecelio nel 1556 e quindi ne riporterà la vita nella seconda edizione della sua opera.