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briciole musicali : Amor strinse il laccio dicendo ‘Cu Cu’!
di venises , Mon 17 September 2007 2:00
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Dopo Viviani, un allievo di Cazzati anche lui operante a San Petronio (Bologna), ci spostiamo a Modena (un passo alla volta) e andiamo a conoscere Bellerofonte Castaldi (1580ca-1649).

La storia del suo eccentrico nome? Il padre, Francesco Castaldi, non riuscendo proprio a digerire il fatto che ci fossero ben altri due Francesco Castaldi a Modena, affibbiò dei nomi davvero unici ai suoi figli: Arpalice, Areta, Axiotea, Artemia, Oromedonte e Sesostro.

Bellerofonte è uomo di profonda cultura, musico e poeta, amico di Monteverdi e del poeta Tassoni. All’età di 23 anni lascia Modena e si mette a viaggiare in lungo e largo l’Europa. Ma non è solo un viaggio per conoscere. Bellerofonte è inseguito dappertutto, sia per aver partecipato all’uccisione dell’assassino di suo fratello Oromedonte che per aver ripetutamente denunciato per iscritto vari abusi di potere nella sua città.

Finisce più volte in prigione. Non ha e non vuole avere un mecenate, non scrive per un principe ma solo per sé, sperimenta costantemente. E costantemente soffre la fame. Lascia scritto di non avere di che dar da mangiare ai propri figli e di aspettare solo che la morte lo prenda, per conoscere l’insuperabile incanto degli ultimi istanti prima di morire. Non smetterà mai di denunciare la disonestà e l’ingiustizia.
Quando compone musica, Bellerofonte dà briglia alla fantasia e si permette passaggi difficili o sorprendenti - mai dando la minima indicazione né di tempo, né di frase, né di ornamento, né di dinamica all’esecutore “perché chi havrà giuditio per sonare sicuro questa intavolatura l’havrà ancora per cosî fatti rimansugli”. Che tradotto in linguaggio esplicito più o meno suona: “Che i cretini restino lontani dalla mia musica”.
Oggi vi proponiamo un’Aria che è un intero dramma in miniatura, nella quale due personaggi, un uomo e una donna, prima s’innamorano, poi si disputano per gelosia quindi si ritrovano. Il tutto avviene sotto lo sguardo di Amore, che alla fine d’ogni strofa ironizza. Contrariamente alle proprie abitudini, stavolta Castaldi correda il pezzo di annotazioni per la voce solista; eccole: “qui si tossisce”; “qui si fischia”; “qui si sputa”.



Di Bellerofonte Castaldi ascoltate l’Aria: “Chi vidde più lieto e felice di me”. Canta Guillemette Laurens (veramente brava).
E come diceva Bellerofonte: “Mora che vive in pianto, e viva solo a cui diletta il canto”.

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Commenti
Inviato: 6/7/2008 13:56  Aggiornato: 6/7/2008 13:56
delizioso
Sandra
Inviato: 25/12/2008 23:21  Aggiornato: 25/12/2008 23:21
Bellerofonte è stato un grande, sia nella musica che nella poesia.
Sandro