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il crogiolo : L'industria internazionale del cinema
di mariopennetta , Wed 21 May 2008 7:00
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In occasione del festival del cinema di Cannes si sono accesi i riflettori sul settore Cinema con analisi e critiche sui film, sugli attori e le loro performance, sulla qualità delle sceneggiature e della fotografia, sulle innovazioni presentate dai registi. Altri su questo sito-rivista interverranno a illustrare e criticare i film presentati, io mi voglio invece soffermare sul Cinema in quanto industria in espansione e che può rappresentare un volano importante per lo sviluppo di un settore qualificato dell’economia.

A questo proposito estrapoliamo e commentiamo alcuni dati forniti dall’ Observatoire européen de l’audiovisuel.

I dati riferiti alle produzioni nazionali segnalano le seguenti evoluzioni delle relative industrie cinematografiche.
Il cinema cinese ha prodotto 260 films nel 2005, 330 nel 2006 e 402 nel 2007. Questa produzione copre le proiezioni nelle sale nazionali per il 50% il restante viene coperto da film stranieri in prevalenza americani.
Il Giappone ha prodotto circa 400 films in un anno mentre l’India, paese il più prolifico del continente asiatico, ne ha prodotti 1000.
Il cinema nordamericano ha registrato una diminuzione nella produzione dei film passati dai 480 del 2006 ai 453 del 2007 a causa delle contestazioni degli sceneggiatori nei confronti dell’industria cinematografica americana.
L’Europa finanzia sempre più films, 921 nel 2007, la Francia 228, la Spagna 172.
Il 50% delle entrate di tutte le sale del mondo sono appannaggio del cinema nordamericano, però le produzioni cinematografiche nazionali guadagnano terreno: in Gran Bretagna gli introiti del cinema nazionale sono del 28%, in Italia del 33%, in Francia del 36%.
Le produzioni cinematografiche nazionali si avvalgono dei contributi statali in alcuni paesi in altri no.
Negli USA e nell’India i film vengono prodotti prevalentemente senza aiuti statali finanziati da investitori privati stante la presenza di un vasto mercato di consumo di questo prodotto, infatti nordamericani e indiani sono ai primi posti in quanto a spettatori paganti.
In Italia i films prodotti con capitali al 100% italiani sono stati 90, sia nel 2007 che nel 2006. I films prodotti con il contributo dello Stato sono stati 29 con € 41,4 milioni di finanziamento a fronte di € 180 milioni di investimenti privati. I quali hanno prodotto 61 films.
I films importati in Italia, sono stati 295, 167 di provenienza USA , il 57%, 93 di provenienza europea, il 32%, i restanti 35 film di provenienza di altri paesi. I dati sono presi da Ufficio Studi/CED ANICA.
Il finanziamento pubblico nella produzione cinematografica non viene praticato da alcuni Stati al solo fine economico, ma anche per soddisfare interessi politici sia interni, (sviluppare una identità nazionale e determinare una coesione sociale), che esterni, (dare visibilità, attraverso i festivals, alla propria cultura).
In questi ultimi anni si è andata intensificando un’attività cinematografica multiculturale confermata dall’analisi della provenienza dei capitali che finanziano i films. Nel 2007 circa il 40% dei film francesi sono stati prodotti con capitali provenienti da differenti paesi. Il film brasiliano Blindness, ad esempio, che ha aperto il festival di Cannes ha avuto come regista il brasiliano Fernando Meirelles, è stato tratto da un libro del portoghese José Saramago, con sceneggiatore canadese, girato in lingua inglese, con attori americani, giapponesi e brasiliani.
In Italia invece su 268 films distribuiti nel 2007 195 erano stati prodotti al 100% da capitali di nazionalità italiana, mentre solo 73, il 27%, erano coprodotti con capitali stranieri.
Le statistiche confermano un‘industria in crescita ancora egemonizzata dagli USA ma con paesi che molto stanno investendo in questo settore (Cina e soprattutto India), con quest’ultima che copre le proiezioni interne con films prodotti prevalentemente nel proprio Paese. L’Italia ha una tradizione ed una storia nel cinema. Investire in questo settore, come negli anni passati ha fatto il Comune di Roma, significa creare sinergie con settori all’avanguardia nella tecnologia - il che favorisce la crescita del Prodotto interno lordo e lo sviluppo della ricerca.

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Commenti
Inviato: 21/5/2008 21:18  Aggiornato: 21/5/2008 21:18
Autore: venises

Mario,
probabilmente ho letto le tue interessanti osservazioni un po' di corsa (e me ne scuso) ma ci aiuteresti a leggere i dati statistici che fornisci? Per esempio, 90 films prodotti con capitali al 100% italiani sono tanti o pochi o comparabili a ciò che avviene altrove? E cosa ci dicono i dati che presenti, a tuo giudizio? Tu hai una chiave di lettura?
Bada bene che apprezzo molto un discorso quando è basato su fatti e dati, ti chiedo solamente di fare un altro passo.
Grazie
Inviato: 22/5/2008 15:47  Aggiornato: 22/5/2008 15:47
Il breve articolo aveva il modesto compito di individuare alcune tendenze di fondo dell'industria cinematografica internazionale, senza avere la presunzione di effettuare un'analisi. Mi erano parse interessanti alcune informazioni: il cinema indiano che produce quasi esclusivamente con capitali nazionali e le cui proiezioni nelle sale nazionali sono prevalentemente di film indiani (il cinema americano trova difficoltà ad entrare). L'egemonia della cinematografia americana nel mondo, il rapporto in Italia ed in Europa dei film prodotti con capitale pubblico e privato, la stasi della produzione cinematrografica italiana in questi ultimi due anni. Ripeto non voleva essere un'analisi, non ne sarei capace in quanto non seguo questo settore, voleva essere anche un invito a chi vuole e sa di approfondire un tema che ritengo importante non solo da un punto di vista artistico ma anche economico. Guido ti ringrazio per l'attenzione
Mario Pennetta
Inviato: 28/5/2008 8:11  Aggiornato: 28/5/2008 8:11
Sinceramente un articolo del genere lo trovo inutile.
Se non vi è niente di interessante da dire, ritengo che sia meglio evitare di scrivere.
Invece ci sono temi di rilevanza economica e sociale che varrebbe la pena di approfondire e chiarire ad un pubblico più vasto.
Faccio l'esempio del nucleare, rilanciato in pompa magna, ma con scarsa o nulla considerazione sull'approfondimento del reale stato dell'arte di questa tecnologia e, sopratutto, delle reali alternative. Viene da pensare che "cinicamente" sia un messaggio ai petrolieri per raffreddare la febbre rialzista. Nello stesso viene da pensare che i rapporti di equilibrio tra le economie del Globo, non sono solo giocati in termini puramente finanziari e di cambio.
In conclusione il mio invito è a non ripiegare sull'ovvio. Altrimenti a che serve il blog: a soddisfare il bisogno umano di apparire?
Gianfranco
Inviato: 17/2/2010 14:23  Aggiornato: 17/2/2010 14:23
Io invece l'ho trovato utile. Invece di lamentarsi di ciò che l'articolo non tratta- qui l'argomento di discussione è l'industria cinematografica, non il nucleare - sarebbe meglio confrontarsi con i dati riportati. L'articolo non ha nessuna pretesa di presentare un'analisi dell'industria stessa, e infatti non lo fa, ma di riportare alcuni dati, da cui ognuno di noi, ammesso ci sia l'interesse, può partire per approfondire con ulteriori ricerche. Grazie Mario.