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briciole musicali : Biagio Marini & Stefano Landi
di venises , Mon 21 January 2008 2:00
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Uno fra i nostri autori preferiti: Biagio Marini (Brescia 1594-Venezia 1663)
Ascoltate quello che dicevano di lui: “Meraviglia d’Europa anzi del Mondo verrete à udir, un canto d’un Marino Orfeo novello, al primo non secondo” (Del Signor Francesco Precordi L’Inscrutabile. Accademico Acculto (Brescia)”.
Nato a Brescia, il suo destino fu segnato dalla basilica di San Marco in Venezia, della quale divenne violinista all’età di diciotto anni sotto la direzione di Monteverdi - prima di tornare a Brescia e poi a Parma. Dal 1623 fu per un lungo periodo in Germania, prima al servizio del Duca di Neuburg e poi a Dusselford, quindi tornò a Venezia. Introdusse novità importanti nella tecnica del violino quali il tremolo (invenzione generalmente accreditata a Monteverdi ma introdotta da Marini otto anni prima) e la legatura, mutuate dalla musica vocale; introdusse inoltre, primo in Italia, la scordatura e l'uso della doppia corda.
L’opera Le Lagrime d’Erminia (1618), un esempio raffinato e commovente di lamento monodico, è considerato da molti il suo capolavoro: noi siamo fra quelli che pensano che il suo capolavoro porti invece la data del 1629 e sia appunto una sonata per violino appartenente all’opera VIII, quella dall’autore denominata ‘Curiose et Moderne Inventioni’ (ci torneremo).
Oggi facciamo la sua conoscenza ascoltando tre pezzi in successione: ‘Corrente Seconda’, quindi ‘Romanesca’, seguita da ‘Passacaglia a tre’.




Una curiosità: quest’ultimo brano venne inserito integralmente da Stefano Landi ne “La Morte d’Orfeo”.

Nato a Roma, Landi divenne maestro di cappella a Santa Maria della Consolazione nel 1614. Nel 1618 lasciò Roma per Padova dove scrisse la sua prima Opera, “La Morte d’Orfeo”. Il contatto con gl’innovativi compositori veneziani in particolare fu un passaggio cruciale nella sua formazione, in quanto la loro musica veniva evitata nella Roma conservatrice. Nel 1620 torna a Roma, al servizio della famiglia Barberini per i quali compone la sua opera più famosa, il “Sant’Alessio”. È sepolto a Roma, in Santa Maria in Vallicella detta anche Chiesa Nuova.
Curiosamente, la musica sacra di Landi è più progressista della sua musica profana. Il Sant’Alessio fu la prima Opera a combinare insieme stile monodico e polifonico.




Stefano Landi (1587-1639): Homo fugit velut umbra (L’uomo fugge come un’ombra), “Passacaglia della Vita”.



Oh come t’inganni se pensi che gli anni
Non han da finire, bisogna morire

È un sogno la vita che par sì gradita
Che breve gioire, bisogna morire
Non val medicina, non giova la china
Non si può guarire, bisogna morire

Non voglion sperate in arie bravate
Che taglia da dire bisogna morire
Lustrina che giova parola non trova
Che plachi l’ardire, bisogna morire

Non si trova modo di sciogliere ‘sto nodo
Non vale fuggire, bisogna morire
Non muta statuto, non vale l’astuto
‘Sto colpo schernire bisogna morire

Oh morte crudele, a tutti è infedele
Ognuno svergogna, morire bisogna
È pura pazzia o gran frenesia
A dirsi menzogna, morire bisogna

Si more cantando, si more suonando
La cetra zampogna, morire bisogna
Si muore danzando, bevendo, mangiando
Con quella carogna morire bisogna

I giovani putti e gli uomini tutti
Son da incenerire, bisogna morire
I sani, gl’infermi, i bravi, gl’inermi
Tutti han da finire, bisogna morire

E quando nemmeno ti penti nel seno
Ti vien da finire, bisogna morire
Se tu non ti pensi hai persi li sensi
Sei morto e puoi dire: bisogna morire.


Oh how wrong you are To think that the years
Will never end. We must die.

Life is a dream, That seems so sweet,
But joy is all too brief. We must die.
Of no avail is medicine, Of no use is quinine,
We cannot be cured. We must die.

Worthless are lamentations, Threats, bravado
Produced by our courage. We must die.
No learned doctrine Can find the words
To calm this boldness. We must die.

There is no means To untie this knot,
It is useless to flee. We must die.
It is the same for everyone, A wily man cannot
Shield himself from the blow. We must die.

Cruel death Is unfaithful to all
And shames everyone. Die we must.
And yet, o madness O ravings,
It seems like lying to oneself. Die we must.

We die singing, We die playing
The cittern, the bagpipe, yet Die we must.
We die dancing, Drinking, eating;
With this carrion Die we must.

Youths, children, And all men
Must end in dust. We must die.
The healthy, the sick, The brave, the defenceless,
Must all make an end. We must die.

And when you are least Thinking of it, in your breast,
All comes to an end. We must die.
If you do not think of this, You have lost your senses,
You are dead and you can say: We must die.





..... nell'interpretazione di Marco Beasley





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Commenti
Inviato: 12/1/2009 4:05  Aggiornato: 12/1/2009 4:05
Do you know if there's an English translation for the song "Passacaglia della Vita"?
Thanks, femonita@hotmail.com
Inviato: 13/1/2009 16:48  Aggiornato: 3/3/2009 0:54
Autore: venises

I have added the English translation, as requested
Inviato: 20/5/2017 19:49  Aggiornato: 23/5/2017 17:39
Grazie!
femonita@